giovedì 31 gennaio 2013

PANE DI PASTA DURA TIPO CARAVANINI

Buongiorno!!!
Stamattina è tornato un meraviglioso sole a scaldarci la giornata.
E’ inutile quando c’è il sole ogni cosa viene vista con un’ottica diversa....tutto sembra più bello....
Vi ho detto un milione di volte che amo cucinare, ormai l’avrete capito, mi piacciono un sacco i dolci prepararli e ancor più mangiarli, ma allo stesso modo amo il pane, i lievitati in genere. Sono sempre alla ricerca della ricetta migliore che dia risultati il più possibile vicini a quelli del pane che si compra. Amo l’odore che si sprigiona dal forno e pervade tutta la casa mentre il pane cuoce, è bellissimo vedere il risultato di semplice farina e acqua mescolati e poi appena sfornato vogliamo parlare della croccantezza della crosta...



Tra i pani che amo di più di quelli comprati dal fornaio, c’è il pane di pasta dura...fino ad ora non avevo mai trovato una ricetta che mi soddisfacesse poi sono incappata nel blog di un mio concittadino Vittorio, figlio di un panettiere, che però oggi vive negli Stati Uniti in Silicon Valley . Ed ho provato anch’io. Il risultato non è ancora perfetto ma come prima volta sono davvero contenta.
La ricetta è molto veloce (solo due ore) infatti non è stata usata la biga (come si dovrebbe fare per prepararlo a regola d’arte....la prossima volta proverò così) ma si è usato un impasto col metodo diretto, cioè con un solo impasto di tutti gli ingredienti.



PANE DI PASTA DURA TIPO CARAVANINI




INGREDIENTI:

Per 4 Caravanini da circa 2 hg
  • 300 g di acqua a temperatura ambiente
  • 10-12 g di Sale
  • 30 g di Olio Extra Vergine
  • 550 g di Farina 0
  • 25g di Lievito di Birra (o 9 g di lievito secco)

Iniziamo il procedimento nell’impastatrice sciogliendo il sale nell’acqua, aggiungiamo l’olio extravergine d’oliva e metà della farina, quando si è amalgamata agli altri ingredienti aggiungere il lievito. Quindi aggiungiamo poco a poco tutta la restante farina sempre continuando ad impastare con la macchina. Nei panifici per raffinare la pasta utilizzano uno strumento chiamato cilindro elettrico, in casa per ottenere lo stesso risultato lasciamo lavorare l’impastatrice per almeno 15 minuti. Non appena l’impasto è pronto, non bisogna lasciarlo lievitare ma si lavora immediatamente.



Prendiamo la pasta (che deve essere molto fine, senza grumi, uniforme e non si attacca al piano di lavoro), la allarghiamo un po’ con le mani sulla spianatoia tanto da renderla un rettangolo e la dividiamo in quattro parti facendo due tagli perpendicolari.
Ora bisogna col matterello simulare quello che nel panificio viene fatto con la chifferatrice. Prendiamo un pezzo e col matterello lo stendiamo in modo da avere una striscia lunga spessa mezzo cm, e poi la arrotoliamo su se stessa spingendo per bene per rendere il rotolo bello stretto.



Quindi lo giriamo perpendicolarmente e stendiamo di nuovo il rotolo col matterello in modo da avere una striscia lunga con lati paralleli spessa circa mezzo cm. Anche in questo caso bisogna arrotolare per bene la pasta schiacciando col pollice in modo che la pasta prenda forza (più giri diamo alla pasta più nel forno avrà la forza per lievitare). Si fa lo stesso per gli altri tre pezzi.
Una volta formati i quattro caravanini, copriamo la pasta lasciandola sulla spianatoia e la lasciamo lievitare per 45 minuti (in inverno anche 55). Prendiamo i panini molto delicatamente ponendoli su una teglia da forno con carta forno e con una lametta da rasoio fare un taglio netto e piuttosto profondo sul panino per il lungo.
A questo punto infornarli subito se prendono aria non si aprono bene nel forno.
Cuocere in forno caldo a 180° - 200° C per 45-50 minuti.



Storia e curiosità:

Il pane è uno degli alimenti più diffusi e consumati, in Italia come nel mondo, ma è anche uno degli alimenti dei quali esistono più varianti, negli ingredienti come nella loro quantità, dalla preparazione alla forma.
Le prime tracce della preparazione di un alimento simile al pane risalgono addirittura alla preistoria, quando l’uomo scoprì che poteva cuocere un impasto di polvere di ghiande schiacciate con acqua su delle lastre roventi, ottenendo un prodotto duro ma nutriente, simile ad una focaccia. In seguito, la farina ottenuta dai cereali macinati come l’orzo e il farro, sostituì con successo la polvere di ghiande. Il primato della pratica della lievitazione, quindi, è attribuita ai babilonesi, poi perfezionata dagli egizi che idearono anche i primi strumenti per la panificazione. I greci aggiunsero poi altri ingredienti all’impasto di farina ed acqua ed istituirono i primi forni pubblici, mentre i romani raffinarono la ricetta e la resero popolare. Nel Medioevo, il frumento divenne un lusso così che il popolo doveva accontentarsi di preparare il pane con l’orzo o con la segale, mentre il Rinascimento ne rinnovò la popolarità, introducendo anche il lievito di birra e le farine di alta qualità. La nuova svolta, nella preparazione del pane, avvenne negli ultimi anni del XVIII secolo con l’invenzione delle impastatrici meccaniche e la produzione dei lieviti artificiali.(qui)
Con il termine "a pasta dura" si intende una speciale tipologia di pane nel cui impasto si utilizza una quantità di acqua attorno al 35-45% del peso della farina. E' tipico del Nord Italia e lo si trova in pezzature grandi e piccole come la treccia, le spole, i caravanini, la biova, il baule, la ciopa ferrarese, i montasù… Anche in Sicilia (nella zona degli Iblei) si parla di pane di pasta dura ma in questo caso è un particolare tipo di pane casereccio realizzato con semola di grano duro e caratterizzato da un’alveolatura fitta e minuta, l’area elettiva per la produzione del pane a pasta dura è quella iblea, ma altri siti sono localizzati anche nel Nisseno, nell’Agrigentino e nell’area catanese.(qui)


Buon appetito!



Con questa ricetta partecipo al contest “Mani in pasta – I Pani della Tradizione” del blog “Cultura del frumento”:


mercoledì 30 gennaio 2013

PANE MOZZATO

Buongiorno!!!
Odissea finita: il mio forno è tornato ad essere pienamente funzionante ed io sono tanto felice. Ieri naturalmente l’ho dovuto subito mettere alla prova facendo la pizza, se volete un consenso unanime a casa mia dovete fare la pizza oppure wurstel a patatine fritte e siate sicuri che durante la cena non si dovrà dire neppure una volta “mangiate!” e il silenzio regnerà sovrano fino allo svuotamento velocissimo del piatto, e poi ho fatto il pane.
Nell’emozione però con il pane non ho ottenuto un gran risultato...ho fatto un pane di semola di grano duro (la ricetta originale la trovate qui), con l’aggiunta dello zafferano all’impasto che dona un meraviglioso colore giallo e arricchisce il sapore. Purtroppo però, come vi dicevo, mi sono distratta e ho lasciato andare la lievitazione un po’ oltre il necessario e così il risultato finale non è bello lievitato come avrebbe dovuto essere.
Poi, non ancora contenta, ho pensato di farcire questo pane con un composto di mozzarella di bufala addizionata a pochi altri ingredienti nel tentativo di non coprirne il gusto e cuocere i pani così farciti e ben fasciati in carta da forno e alluminio nel barbecue. Effettivamente sono stata un po’ crudele, ok che il povero ingegnere nonché fotografo non è che lavora in miniera, però alla fine della giornata è stanco ed in più in questi giorni è parecchio raffreddato e tossicchiante, e nonostante tutto questo ha acceso il barbecue in giardino e ha anche fatto le foto... avevamo anche pensato di trasportarlo in casa per fare le foto, in realtà ci abbiamo proprio provato...senza calcolare però che faceva......fumooooo!!!!! Nooo, portalo fuori in fretta!!!!!
Per fortuna ieri sera non faceva freddissimo. 
Ho capito quello che pensate....sono davvero senza cuore!!!

PANE MOZZATO


Questo pane così farcito può essere un ottimo accompagnamento per una grigliata oppure può essere servito come stuzzichino prima di una grigliata. 
 

Per 3 filoncini:

Primo impasto:
  • 100 gr semola rimacinata di grano duro
  • 100 gr farina 0 per pane
  • 10 gr lievito di birra fresco (io ho utilizzato 3 gr lievito birra disidratato)
  • 10 gr zucchero
  • 160 gr acqua.
Impastare il tutto con acqua tiepida formando una pastella morbida, coprire con un panno umido umido e fare lievitare 2 h al riparo da correnti d’aria.

Al precedente lievitino unire:
  • 350 gr semola rimacinata di grano duro
  • 170 gr acqua
  • 1 bustina di zafferano
  • 12 gr sale.
Far sciogliere lo zafferano nell’acqua tiepida. Aggiungere tutti gli ingredienti al precedente impasto e impastare per almeno 10 minuti (ho utilizzato l’impastatrice con solo i bracci per l’impasto). Coprire con un panno umido e lasciar lievitare fino al raddoppio del volume (circa 2 h).
Riprendere l’impasto e senza impastare dividere in 3 parti, formare i filoncini spennellarli d’acqua e porre a lievitare nuovamente fino al raddoppio (circa 1h).
Accendere il forno a 200°C e quando raggiunge la temperatura, bagnare nuovamente i filoncini con acqua usando uno spruzzino e infornare per circa 20/25 minuti.
Una volta cotti lasciar raffreddare su una gratella.



INGREDIENTI per la farcia:
  • 200 gr mozzarella di bufala
  • 40 gr parmigiano reggiano grattugiato
  • 30 gr burro morbido ma non fuso
  • un pezzettino d’aglio (della grandezza di un pinolo) tritato
  • ½ cucchiaino di timo fresco tritato fine
  • sale nero di cipro

PREPARAZIONE:

Tagliare i filoncini facendo delle fette diagonali di circa 1 cm senza arrivare però a tagliare fino in fondo.
Per il ripieno: tritare la mozzarella di bufala oppure passarla nello schiacciapatate, metterla in una ciotola e unire tutti gli altri ingredienti ed amalgamare per bene il tutto.
Aprire delicatamente i tagli fatti nei panini e riempirli con il composto fatto, richiudere per bene il pane e aggiungere un cucchiaino di composto anche sopra. Prendere il panino così farcito porlo su un quadrato di carta forno e chiuderle ben stretto, quindi porlo ancora su di un quadrato di alluminio e richiudere per bene facendo un pacchetto.
Preparare nello stesso modo i tre panini, quindi cuocerli sulla griglia del barbecue per circa 4 minuti per lato, il formaggio dovrà sciogliersi per bene e il pane arrostire leggermente.
Scartare e servire subito.


Buon appetito!




Con questa ricetta partecipo al contest “Sua maestà la mozzarella di bufala” del blog “Cappuccino e Cornetto”:

 

martedì 29 gennaio 2013

MOZZARELLA "IMPASTATA" E FRITTA!

Buongiorno!
Oggi qui è una giornata bellissima, fredda fredda ma con un meraviglioso sole.....una di quelle giornate che mi mette una gran voglia di fare....le bimbe sono a casa dall’asilo, la solita tosse che ogni tanto si ripropone, Luca al lavoro.....insomma tutti stiamo iniziando la nostra giornata!

Udite! Udite! Oggi pomeriggio dopo circa 20 giorni di funzionamento a mezzo servizio il mio forno verrà finalmente aggiustato....non ne potevo più...sto incrociando le dita, sapete come si dice la fortuna è cieca ma la sfortuna ci vede benissimo!!!! Quindi aspettiamo prima di cantare vittoria....


Mi piace un sacco il formaggio, sinceramente qualunque formaggio, mi piace utilizzarli sia cotti nelle varie preparazione che crudi. Un formaggio che piace molto anche ai miei cuccioli, pelosi e non, è la mozzarella. Quando prepariamo la pizza c’è la fila per avere il pezzettino di mozzarella e non è propriamente una fila british, diciamo che è una tipica fila all’italiana con tanto di colpi bassi.... Tra le mozzarelle amo molto la mozzarella di bufala, per la sua caratteristica e per apprezzarne la delicatezza per lo più la consumiamo in purezza.
La ricetta di oggi è frutto di varie peregrinazioni nel web, nel senso che ho visto diverse ricette simili alla mia, ma di diverso c’è che ho cercato di creare un ripieno per la pasta che esaltasse la delicatezza della mozzarella di bufala senza coprirne il gusto. Così ho aggiunto alla mozzarella poca ricotta che aiutasse a legare il ripieno, 2 tuorli dell’uovo e poca maggiorana per dare quel tocco di “genovesità” e di colore...visto che la maggiorana (per noi persa) è una erbetta che viene molto utilizzata nelle nostre ricette tipiche.

MOZZARELLA ”IMPASTATA” E FRITTA!


INGREDIENTI:
  • 250 gr rigatoni (circa 40)
  • olio extravergine di oliva
ripieno:
  • 350 gr mozzarella di bufala
  • 60 gr ricotta vaccina
  • 2 tuorli d’uovo
  • 1 cucchiaino scarso di maggiorana tritata fine
  • sale
per la panatura:
  • 2 uova
  • pangrattato
  • farina
  • olio di semi di arachide

PREPARAZIONE:

Cuocere i rigatoni in abbondante acqua salata, scolarli al dente, raccoglierli in una ciotola e condirli con poco olio extravergine di oliva. Tenere da parte.
Tritare finemente la mozzarella a coltello, unire la ricotta, i tuorli e la maggiorana tritata finemente, aggiustare di sale e mescolare bene. Mettere il ripieno in una sacca da pasticcere e riempire bene ogni rigatone fino ad esaurimento degli ingredienti (ho riempito circa 40 rigatoni).
Preparare le ciotoline per la panatura dei rigatoni: passare prima il rigatone ripieno nella farina, quindi nell’uovo sbattuto (e salato), poi nel pangrattato, ancora nell’uovo ed infine nel pangrattato. Ho passato due volte nell’uovo e nel pangrattato per non rischiare che la mozzarella fuoriesca durante la cottura.
A questo punto friggere i rigatoni impanati in abbondante olio e metterli a scolare su carta assorbente per eliminare l’eccesso di olio. Servire caldi.



Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo al contest “Sua maestà la mozzarella di bufala” del blog “Cappuccino e Cornetto”:


domenica 27 gennaio 2013

BACI DI ALASSIO e.....incontro tra blog

Che week end!!! Ricco di alti e bassi, colpi di scena, incontri stupendi, emozioni, arrivederci, promesse.... Lasciamo stare tutto il resto e vi racconto solo dell’ “incontro stupendo”.
Sapete chi è venuto nella mia bella Genova...indovinate un po’???!!! ok non potete non vi ho dato alcun indizio....vediamo un po’: a Genova c’è la mostra di Steve McCurry, lei ama Steve McCurry...avete indovinato? Eh eh...allora cosa posso ancora dirvi....è toscana.....ha la mia stessa età.... Non avete ancora capito?!! Cosa dite se vi dico “The Dreaming Seed”... sìììììì!!! avete capito bene Roberta e Andrea del blog “The Dreaming Seed” sono venuti a Genova e ci siamo incontrati!!!!!


Tutto è cominciato qualche tempo fa quando Roberta mi ha detto che sarebbe venuta a vedere la mostra, e subito ci ha invitato ad andare con lei....con entusiasmo avevamo accettato felici finalmente di conoscerci....così sono partite una serie di mail e telefonate per i vari dettagli e siamo riuscite a vederci!
In realtà anche noi saremmo voluti andare alla mostra ma l’ influenza ha messo fuori uso mio padre e quindi anche mia mamma (la baby sitter) non è potuta venire, così all’ultimo minuto abbiamo cambiato programma e dovendo portare con noi tutti e tre i bimbi, abbiamo deciso di incontrarci per un caffè........
L’appuntamento era al porto antico sotto il Bigo (l’ascensore panoramico di Genova)....siamo arrivati un po’ in anticipo e non vi nego che ero parecchio emozionata... scrutavo tutte le persone che si avvicinavano pensando sono loro, non sono loro....poi è spuntata un faccetta sorridente tutta avvolta in una sciarpona (ieri era una bella giornata a Genova ma c’era un gran vento che sommato al freddo ti dava quella bella sensazione di gelo nelle ossa!) con due occhialoni scuri....mi ha guardato....mi ha accennato un sorriso....io ho sorriso.....e lei....non è lei.....sìììììì eccola!!!!
Bhe’!!! vi assicuro che il tempo è volato...peccato non aver potuto parlare ancora....mi sembrava di conoscerla da sempre....sono felice di aver avuto quest’opportunità, siamo stati davvero bene, è stato bello parlare con qualcuno che ha la tua stessa passione e in qualche modo fa le tue stesse follie e non ti guarda di storto se racconti le peripezie con piatti, obiettivi e post!!!!!!!
Speriamo di rincontrarci presto.....
Ed ora eccoci al gran completo la famiglia Fotocibiamo (in realtà mancava Molly da noi) e la famiglia The Dreaming Seed (e qui mancavano i micetti):

 
Oggi vi lascio la ricetta di un dolcetto...ma guarda un po’ che strano! Sono i baci di Alassio, non li avevo mai fatti e mi sono piaciuti moltissimo. Amo le nocciole, amo il cioccolato e quindi non potevo non amare questo pasticcino.


BACI DI ALASSIO

INGREDIENTI (con queste quantità ho ottenuto circa 30 baci finiti)
  • 250 gr nocciole
  • 200 gr zucchero
  • 2 albumi
  • 25 gr cacao amaro
  • 25 gr miele
  • un pizzico di sale
  • 70 gr cioccolato fondente
  • 70 gr panna fresca
 
PREPARAZIONE:

Tritare nel mixer le nocciole molto fini insieme allo zucchero. Trasferitele in una ciotola, unite il miele e il cacao setacciato e amalgamate bene il composto. Montate gli albumi con un pizzico di sale e incorporateli al composto di nocciole, poco alla volta, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto. A questo punto lasciar riposare l’impasto anche per due ore in luogo fresco.
Trascorso il tempo del riposo, mettete l’impasto ottenuto in una tasca da pasticcere con bocchetta a stella larga, distribuitelo su una placca foderata di carta da forno, formando tante roselline distanziate tra loro. Ora dovete lasciar riposare il tutto per circa 12 ore, ho fatto  i baci alla sera ed infornato la mattina del giorno dopo. Questo garantisce il formarsi di una crosticina sulla superficie dei baci che ne mantiene la forma in cottura.
Passate le 12 ore, cuocere in forno già caldo a 180° per 10-15 minuti (attenzione a non farli cuocere troppo). Toglieteli dal forno e lasciateli raffreddare completamente prima di staccarli dalla carta. 
Fate fondere il cioccolato con la panna a bagnomaria e lasciate raffreddare per 2 ore circa.  Quando la crema sarà diventata densa,  mettete un cucchiaino di crema su metà biscotto e uniteli, continuate così unendo i biscotti a due a due fino ad esaurimento degli ingredienti.

Si conservano a temperatura ambiente ad esempio in un scatola di latta senza riporli in frigo.


Curiosità:

I Baci di Alassio si inseriscono nella gloriosa tradizione dolciaria italiana che allude alla dolcezza persino nel nome. Successivi di circa una quindicina di anni ai progenitori assoluti del "genere", i Baci di Dama (due semisfere di mandorle, zucchero, burro, farina che abbracciano un dischetto di cioccolato fondente) invenzione della premiata pasticceria Zanotti di Tortona, i Baci di Alassio nascono intorno al 1910 e si differenziano da questi perché più grandi (20 g l'uno anziché 11) e perché composti di nocciole piemontesi, albume, miele, zucchero e perché la crema che unisce le due semisfere è fatta di cioccolata e panna bollita. Creato probabilmente da Rinaldo Balzola, pasticciere della Real Casa Savoia, è conosciuto dai tempi di D'Annunzio e della Duse grazie al Caffè pasticceria Balzola, locale storico d'Italia e membro dell'omonima Associazione che annovera i 212 più antichi e prestigiosi alberghi, ristoranti e bar pasticcerie-confetterie-caffé letterati d'Italia.
La produzione artigianale è stata portata avanti, intorno alla fine degli anni '50, anche dalla pasticceria "La Riviera". Il bacio di Alassio è citato in tutte le pubblicazioni che riguardano la città di Alassio dai tempi del secondo dopo guerra. La produzione si diffonde nelle più importanti pasticcerie di Alassio alla fine degli anni '50 ed è documentata nel materiale fotografico dell'archivio dell'Associazione Vecchia Alassio e dal materiale pubblicitario delle pasticcerie Balzola, Briano, Cacciamani, La Riviera, Sanlorenzo, Oliva. Trattandosi di prodotto fresco di pasticceria il mercato è rimasto strettamente circoscritto ai frequentatori, seppur internazionali, della città di produzione che come è noto è una delle località balneari più famose della Riviera Ligure di Ponente e ha nei Baci di Alassio uno dei suoi brand di riferimento.
Caratteristiche: Il bacio di Alassio, detto anche bacio della Riviera è di forma ovale di colore nocciola/cioccolato; è formato da due gusci semi sferici che vengono uniti da una crema di cioccolato. Il peso varia dai 15 ai ventuno grammi l'uno. Il suo gusto viene esaltato dalla presenza di nocciola e cioccolato non molto dolce.
Viene confezionato in sacchetti alimentari con scadenza al consumo di circa 15-20 giorni e collocati in scatole di cartoncino.
La composizione è: per i gusci, nocciole Piemonte, zucchero, cacao, miele, albume d'uovo, farina, burro, vaniglina, aromi naturali, per la farcitura, panna, latte, cacao magro, zucchero.

Note tratte da www.agriligurianet.it



Buon appetito!




Io sono curioso/a e Tu? Partecipa con me a "Cucinando Curiosando"! 




venerdì 25 gennaio 2013

GNOCCHI IMBUFALITI....

Buongiorno!!!
Finalmente siamo arrivati alla fine della settimana!!!  
Il venerdì sera è il momento che preferisco, perché davanti a noi si prospettano due giorni in cui si può stare tranquilli tutti insieme, senza dover correre da una parte e dall’altra per rispettare mille impegni... Oggi io e miei bimbi abbiamo un sacco di lavori in programma...dobbiamo fare i biscotti, dei muffin, il pane e per cena...bho’ a quello non abbiamo ancora pensato...quindi forza rimbocchiamoci le maniche ed iniziamo la nostra giornata!!!

Gli gnocchi ripieni erano un piatto che mia nonna materna si comprava spessissimo....amava la cucina, amava cucinare ma ancor più amava mangiare...ricordo che comprava spesso degli gnocchi ripieni di formaggio e sinceramente non ho mai capito il perché... Lei era bravissima a cucinare e non mi sembravano una ricetta così difficile da preparare da sola. Così ho deciso di provarci.
Ho preparato degli gnocchi di patate e li ho farciti con un pezzetto di mozzarella di bufala, quindi li ho conditi con un sughetto di carciofi fatto molto semplicemente con la sola aggiunta di un po’ di latte per aver un po’ di cremina....
Ci sono piaciuti un sacco...



GNOCCHI DI PATATE RIPIENI DI MOZZARELLA DI BUFALA CON SUGO DI CARCIOFI



INGREDIENTI per gli gnocchi per 5 persone:
  • 500 gr patate
  • 200 gr farina 00
  • 50 gr parmigiano reggiano
  • 1 uovo
  • noce moscata
  • sale
  • 200 gr di mozzarella di bufala

INGREDIENTI per il sugo:
  • 4 carciofi
  • ½ cipolla media
  • 200 ml latte
  • olio extravergine di oliva
  • sale

PREPARAZIONE degli gnocchi:

Per prima cosa tagliare la mozzarella di bufala e lasciarla da parte.
Quindi lessiamo le patate con la buccia, dopo averle lavate, in acqua salata. Una volta cotte, passarle ancora calde nello schiacciapatate senza pelarle, così la buccia rimarrà separata dalla polpa. A questo punto lasciarle raffreddare, altrimenti al momento di aggiungere l’uovo, se ancora calde si cuoce.
Disporre a fontana le patate sul tagliere, aggiungere la farina, l’uovo, una generosa spolverata di noce moscata e sale, quindi impastare velocemente fino ad ottenere una palla morbida e soffice. Prelevare dei pezzi di pasta, fare delle palline del diametro di 2-3 cm, schiacciarle al centro(come nella foto)tenendole nel palmo della mano, aggiungere al centro il tocchetto di mozzarella e richiudere le pallina avendo cura di chiudere bene la pasta in modo che non si apra in cottura. Continuare così fino ad esaurimento degli ingredienti.


PREPARAZIONE del sugo:

Tagliare fine la cipolla e farla soffriggere con l’olio extravergine d’oliva in padella, aggiungere i carciofi privati del fieno e delle foglie più dure e tagliati a fettine sottili per il lungo. Lasciare cuocere per 10-15 minuti in modo che i carciofi divengano morbidi aggiungendo all’occorrenza un pochino d’acqua. Infine aggiungere il latte e portare a fine cottura aggiustando di sale.

Cuocere gli gnocchi pochi per volta in abbondante acqua salata, scolandoli non appena vengono a galla. Condirli con sugo di carciofi facendoli passare velocemente in padella e servire caldo.



Buon appetito!



Con questa ricetta partecipo al contest “Sua maestà la mozzarella di bufala” del blog “Cappuccino e Cornetto”:






Con questa ricetta abbiamo vinto il contest nella categoria primi:
 

giovedì 24 gennaio 2013

BICCHIERI GOLOSI


Buongiorno a tutti!!! 
Dormito bene?? Io così così il piccolo di casa non ne vuole sapere di dormire una notte intera senza urlare come se lo stessero strozzando per due o anche tre volte ogni notte.... e pensare che sull’argomento sonno bimbi avevo letto tutta la letteratura possibile...evidentemente non ho capito molto!!!! Così tutte le mattine quando suona la sveglia è un colpo al cuore...dormirei ancora delle ore.... Ricordo che quando andavo a scuola, al mattino quando suonava la sveglia desideravo che fosse già sera per tornare a dormire....bhe’ è un po’ di tempo che mi succede di nuovo....
Va be’ bando alle ciance..... La ricetta di oggi è un dolcino semplicissimo ma di sicuro successo, se naturalmente piacciono le castagne. La ricetta originale è del blog “2 Amiche in cucina”, l’unica modifica che ho fatto è stata quella di non utilizzare una normale torta margherita da alternare con la crema pasticcera e le castagne aromatizzate al rum, ma una torta fatta con farina di castagne per esaltare ancora di più il gusto di questo frutto che a noi piace moltissimo.

BICCHIERI GOLOSI  

Con queste dosi ho preparato 9 bicchieri diametro 7 cm e alti 8 cm

INGREDIENTI:
  • crema pasticcera
  • 480 gr castagne lesse
  • 160 gr zucchero
  • rum
  • torta di ricotta con farina castagne (ho fatto una torta diametro 26 cm ma ne ho utilizzato solo metà)
PREPARAZIONE:

Tagliate la torta alle castagne con uno stampo del diametro del bicchiere, fate delle fette spesse un cm. Mettete in una padella antiaderente le castagne sbriciolate insieme allo zucchero, quando lo zucchero si sarà caramellato, sfumate con un po’di rum, fate raffreddare. Mettete un dischetto di torta paradiso nel bicchiere, bagnate con uno sciroppo di acqua e Rum (250 ml acqua + 2 cucchiai di zucchero + rum a piacere), coprite con la crema pasticcera, formate uno strato da circa un centimetro, sistemate sulla crema alcune briciole di castagne, continuate alternando torta, crema e castagne, terminare con uno strato di crema. Decorare con alcune briciole di castagne.


CREMA PASTICCERA:

INGREDIENTI:
  • 6 tuorli
  • 1 lt latte
  • 2 cucchiai di farina
  • 300 gr zucchero
  • 1 limone
PREPARAZIONE:

Montare i tuorli con lo zucchero quindi aggiungere la farina. Diluire con il latte tiepido infine aggiungere la buccia del limone e cuocere per 5 minuti dal bollore.


TORTA DI RICOTTA CON FARINA DI CASTAGNE

INGREDIENTI base:
  • 150gr farina 00
  • 150 gr farina di castagne
  • 300gr zucchero
  • 250gr ricotta
  • 50gr burro
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • latte q.b.
PREPARAZIONE della base:

Sbattete le uova con lo zucchero, fino a farle diventare bianche e spumose, quindi unite la ricotta ed il burro ammorbidito a temperatura ambiente ed amalgamare bene il tutto. Aggiungere, mescolando, le due farine, una bustina di lievito ed un p0’ di latte freddo fino ad avere un composto morbido (io utilizzo il latte di riso, che conferisce alla torta ancor più morbidezza). Versate quindi il composto in una tortiera imburrate ed infarinata del diametro di 26 cm.
Cuocere in forno già caldo a 180°C per 40-45 minuti, essendo un impasto umido utilizzo il forno ventilato, verificare la cottura con la prova stecchino.



Buon appetito!


COMUNICAZIONE DI SERVIZIO:

A volte i post del nostro blog non si caricano se si utilizza Internet Explorer e si visualizza solo l'intestazione con la foto delle mele con la scritta "caricamento in corso". Il consiglio e' di utilizzare un altro browser come Mozilla Firefox, Google Chrome o Safari (questi sono quelli che funzionano perche' li ho testati).Comunque vediamo di mettere a posto anche il problema con Explorer.Ciao.

Luca

mercoledì 23 gennaio 2013

CHICCHE DI RICOTTA COL PESTO......e change your perspective!

Buongiorno!!! Come state? 
Noi tutto ok....le bimbe vanno regolarmente all’asilo sempre con molto entusiasmo e noi continuiamo il nostro tran tran di tutti i giorni col piccolo di casa sempre più monello e la nostra cagnolina che si sta trasformando in una santa avendolo tutto il giorno intorno.... Amo i miei figli e ormai credo di avervelo detto migliaia di volte.....sono rapita del loro modo di vedere le cose, dal modo in cui si stupiscono per le cose più semplici: la luna che spunta in cielo ancor prima che venga notte, la neve che cade lieve dal cielo, gli alberi che perdono le foglie d’inverno e si preoccupano che possano avere freddo, un uccellino che riesce a poggiarsi su di un filo tanto è leggero....tutte cose che ormai per noi grandi sono normali e che non notiamo neppure più..... Vorrei poter conservare un po’ di quell’entusiasmo tutto per me.....poterlo vivere con loro ed insegnare anche a loro a mantenerlo crescendo.... Vorrei non preoccuparmi di quello che sarà il futuro, essere pervasa da un’ondata di ottimismo che mi faccia dire che tutto andrà bene per me, per la mia famiglia , per i miei figli.... Vorrei vivere con più leggerezza la vita, cambiando quella che è la mia prospettiva iniziando insomma ad apprezzare (come si suol dire) il bicchiere mezzo pieno!!!! 
Vorrei non perdere un attimo della mia giornata a causa della mia proverbiale pigrizia....ma sentirmi sempre super attiva e propositiva in tutto quello che faccio.....
Sembra facile detto così.....ma dovrò impegnarmi un sacco!!!!!

Buon compli-blog carissima amica mia!!!

Va be’ basta con tutti questi “Vorrei”....passiamo alla ricetta di oggi! E’ una ricetta molto semplice che i miei cuccioli amano molto e che preparo spesso.....

CHICCHE DI RICOTTA COL PESTO


INGREDIENTI:
  • 250 gr ricotta vaccina
  • 100 gr parmigiano reggiano grattugiato
  • 200 gr farina
  • 1 uovo medio
  • noce moscata
  • sale

pesto genovese (qui


PREPARAZIONE:

Sulla spianatoia formare la fontana con la farina e il parmigiano reggiano, aggiungere una generosa (a seconda dei gusti) macinata di noce moscata e un pizzico di sale. Al centro della fontana aggiungere la ricotta e l’uovo. Impastare tutti gli ingredienti per bene fino ad ottenere un impasto compatto, ben amalgamato e soffice.



Formare dei bigoli della grandezza di un mignolo e aiutandosi con molta farina (rimane un impasto un po’ appiccicoso) tagliare dei tocchetti della dimensione di ½ cm. Sgranare bene gli gnocchetti e cuocerli in abbondante acqua bollente salata, scolandoli appena vengono a galla.
Condire col pesto e servire caldi.





Buon appetito!