giovedì 27 febbraio 2020

FRITTELLE DI MELE...per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Le frittelle di mele sono un’ottima merenda per i vostri bimbi o per quando avete voglia di un dolce di facile esecuzione, io le preferisco appena fatte ma i miei bimbi le hanno gradite molto anche fredde.
 


Sono un piatto che spesso veniva preparato a casa mia dalle mie nonne, ma che non è esclusivo della mia regione, si ritrova anche in molte altre zone d’Italia. Ve le propongo oggi per il consueto appuntamento con la rubrica “Al Km 0” che in questo secondo appuntamento del mese di febbraio ha per tema “a casa dalla nonna”.
 

Noi abbiamo sempre avuto la fortuna di avere le nostre mele, quindi le mie nonne le preparavano con la qualità che avevano disponibile in quel momento senza troppi pensieri su quale fosse più indicata. Io le preparo con le mele renette, sono la qualità di mele che preferisco per questo tipo di preparazioni.
 

Andiamo a prepararle insieme...




FRITTELLE DI MELE



INGREDIENTI:

per la pastella:

  • 150 g farina
  • 200 ml latte
  • 1 uovo
  • ½ cucchiaino di lievito per dolci
  • scorza grattugiata di un limone
  • pizzico di sale

inoltre:
  • 4 mele renette
  • zucchero semolato
  • 1 limone
  • olio di semi di arachide

PROCEDIMENTO:

Sbucciate le mele lasciandole intere, eliminate quindi il torsolo utilizzando l’apposito attrezzo. Tagliate quindi le mele in fette spesse circa mezzo centimetro, cercate di farle tutte dello stesso spessore.

Trasferitele in una ciotola con il succo di limone per evitare che si ossidino e diventino scure.

Preparate la pastella, in una ciotola unite il latte con l’uovo e sbattete con una frusta. Aggiungete il sale, e per ultimo la farina lentamente sempre mescolando per non far formare grumi. Con l’ultima parte di farina aggiungete anche il lievito.

Siete ora pronti per la frittura. Per friggere, utilizzo una pentolina piccola con abbondante olio di semi, in cui mettere non più di due fettine di mele.

Non appena l’olio sarà caldo, passate una fettina di mele nella pastella, dovrà coprirla completamente, quindi friggetela girandola a metà cottura.

Scolatela e trasferitela in un piatto con carta assorbente, faccio questo passaggio due volte: preparo due piatti con carta assorbente, nel primo pongo le fettine appena scolate e poi le trasferisco nell’altro piatto in questo modo elimino l’unto.

Ancora calde passate le fettine fritte nello zucchero.

Lasciate intiepidire e servite subito.



Buon appetito!




Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “a casa della nonna”:



  • Merenda qui da noi: Frittele di mele




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giovedì 20 febbraio 2020

BOCCONCINI ALLE OLIVE...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nuovo appuntamento con la rubrica Il Granaio - Baking time, vi presentiamo la ricetta dei Bocconcini alle olive taggiasche, rimaniamo quindi nella nostra Liguria utilizzando un ingrediente principe del nostro territorio, le olive taggiasche.  



La storia di questi bocconcini è molto travagliata, prima di arrivare su questa pagina sono stati preparati per ben tre volte nel giro di pochi giorni rischiando alla fine di non arrivarci proprio.
 


Sapete quando tutto vi rema contro, bene è quello che è successo. La prima volta che li ho preparati, mi sono finiti fuori lievitazione. Tra lezioni di geografia da ripetere, compiti di matematica da correggere e infinite discussione sull’incontro tra Andromaca ed Ettore, insomma dei panini proprio mi son dimenticata ed invece che dei bocconcini ho finito per produrre dei buonissimi dischi volanti. La seconda volta non li ho nascosti subito dopo l’uscita dal forno e sono stati divorati ancor prima che potessi imporre il divieto.
 


Alla fine sono stati prodotti una terza volta, ed è qui che da bocconcini si sono trasformati in nodini in un mio impeto fantasioso e tralasciando il fatto che li ho quasi dimenticati in forno, sono arrivati qui da voi. Vi risparmio le peripezie del set fotografico ma vi assicuro che dopo tutte queste prove ho la certezza che questi bocconcini vi faranno fare un figurone nel vostro cestino del pane.



BOCCONCINI ALLE OLIVE TAGGIASCHE

INGREDIENTI: 
  • 450 g farina 0
  • 50 g semola rimacinata di grano duro
  • 5 g malto
  • 0,5 g lievito di birra disidratato (1 g se lo usate fresco)
  • 260 g acqua
  • 60 g pasta di olive taggiasche
  • 9 g sale
per finire: 
  • semola rimacinata di gran duro
  • olio extravergine di oliva

PROCEDIMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice aggiungere le farine, il malto ed il lievito. Aggiungere la pasta di olive. Azionare l’impastatrice ed aggiungere l’acqua poco alla volta e con l’ultima parte di acqua aggiungere anche il sale. Impastate fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Trasferitelo sulla spianatoia, date forma sferica con una serie di pieghe quindi trasferite in una ciotola leggermente unta di olio. Coprite con il suo coperchio o con la pellicola e lasciatelo per 1 ora al caldo in modo da fra partire la lievitazione.

Trasferite ora tutta la ciotola in frigo per una notte intera (8 ore).

La mattina successiva riprendete l’impasto, lasciatelo acclimatare per 30 minuti a temperatura ambiente, quindi sulla spianatoia spolverata di semola appiattitelo con le mani in un rettangolo (spessore circa 2 cm) e con un tarocco tagliate delle strisce lunghe 10 cm e larghe 3 (indicativamente). Prendete ogni striscia allungatela leggermente con le mani e fate un nodo.

Trasferite tutti i nodini su una teglia coperta di carta forno ben distanziati tra loro. Fate lievitare circa un’ora.

Spennellateli con olio extravergine di oliva e cuocete in forno già caldo a 200°C per 20-25 minuti. 



Fate raffreddare su una gratella.



Buon appetito!





Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:



  • Qui da noi: Bocconcini alle olive



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giovedì 13 febbraio 2020

RAVIOLI BARBABIETOLA E MAGGIORANA....per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Oggi vi propongo un primo, i ravioli di barbabietola e maggiorana per l’appuntamento mensile con la rubrica de Al Km 0 che oggi ha per tema "le ricette dell'amore".
  


La barbabietola cotta al forno era un secondo che spesso mia madre ci proponeva. Mi è sempre piaciuta molto anche se, lo devo ammettere, ancora oggi il suo colore rosso acceso con cui macchia tutto: piatti, mani, tovaglie, tovaglioli... insomma tutto quello con cui viene a contatto, un po’ mi disturba.

È un ortaggio molto duttile che si presta ad essere utilizzato in un’infinità di ricette sia dolci che salate. Inoltre, è ricco di proteine, sali minerali e vitamine che gli donano proprietà rimineralizzanti e rinfrescanti. Molto utile per il nostro cuore e la circolazione in genere.
 

Quindi perché non sfruttare il suo colore per avere un piatto d’effetto che stupisca col suo aspetto ancor prima che col gusto... ecco fatto! una purea di barbabietola finisce nell’impasto dei ravioli e per magia la pasta si colora di un rosso rubino davvero incredibile che si mantiene anche dopo la cottura.
 

Per il ripieno volevo avere un contrasto cromatico quindi mi serviva un ripieno molto chiaro, il formaggio è stata la mia prima idea ma poi, la mia genovesità ha preso il sopravvento, ed ho pensato alle patate accompagnate dall’immancabile prescinseua ed aromatizzate con la maggiorana.
 

Il risultato è stato quello di un raviolo dai contrasti cromatici molto decisi ma con un gusto delicato, la tendenza dolce delle barabietole e delle patate viene contrastata dal leggero acidulo della prescinsêua.

Cos’altro dire? Proviamoli insieme..


RAVIOLI BARBABIETOLA E MAGGIORANA


INGREDIENTI (per circa 70 ravioli):

per l’impasto:

  • 150 g farina 00
  • 150 g semola rimacinata di granoduro
  • 150 g barbabietola rossa cotta al forno
  • 1 uovo
  • un pizzico di sale
  • vino bianco se necessario
per il ripieno:
  • 500 g patate
  • 250 g prescinsêua
  • 1 uovo
  • 80 g parmigiano reggiano
  • 5/6 rametti maggiorana fresca
  • noce moscata q.b.
  • sale q.b.
per condire:
  • burro q.b.
  • 8/9 foglie di salvia

PROCEDIMENTO:

Preparate l’impasto. Sbucciate la barbabietola e tagliatela a cubetti. Ora potrete seguire due strade: frullare la barbabietola per creare una purea che poi andrete ad aggiungere all’impasto, oppure frullare direttamente la barbabietola con la farina.

Io ho utilizzato questa seconda strada. Inserite in un mixer la farina e la barbabietola a tocchetti quindi azionate il mixer, vedrete che lentamente la vostra farina si colorerà di un acceso rosa.

Ora passate a preparare l’impasto. Nella ciotola dell’impastatrice o tranquillamente anche a mano facendo una fontana con al farina sulla spianatoia, aggiungete, alla farina frullata con la barbabietola, la semola, l’uovo e un pizzico di sale. Impastate fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Solo se necessario aggiungete del vino bianco, se l’impasto risultasse troppo asciutto.

Trasferite l’impasto sulla spianatoia, copritelo con un canovaccio o una ciotola e lasciatelo riposare almeno mezz’ora.
 

Nel frattempo preparate il ripieno. Cuocete in abbondante acqua salata le patate con la buccia. Una volta cotte schiacciatele con lo schiacciapatate in una ciotola, aggiungete la prescinsêua, il formaggio reggiano grattugiato, la maggiorana fresca tritata fine, abbondante noce moscata. Mescolate bene con un cucchiaio quindi aggiustate di sale.
 

Riprendete la pasta: stendetela in strisce sottili pochi mm, quindi con un cucchiaino fate piccoli mucchietti di ripieno. Coprite con una seconda striscia. Con le mani fate aderire bene la pasta intorno al ripieno in modo da eliminare tutta l’aria.
 

Con l’aiuto di un coppapasta, il mio a forma di fiore e dimensione 6 cm, create i vostri ravioli. Trasferiteli su un piano spolverato con abbondante semola oppure su vassoi in attesa di essere cotti.
 

Cuocete i vostri ravioli per pochi minuti in abbondante acqua salata. Conditeli con burro aromatizzato con foglie di salvia. 





Buon appetito!



Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “le ricette dell’amore”:




  • Pranzo qui da noi: Ravioli barbabietola e maggiorana




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giovedì 6 febbraio 2020

TRONCHETTO AI DUE CIOCCOLATI...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi prepariamo insieme un Tronchetto ai due cioccolati per il nostro appuntamento con la rubrica de Il Granaio – baking time.
 


La colazione è il momento della giornata che amo di più, ve l’avrò ormai detto mille volte, e questo influisce anche sulle ricette che vi propongo.
 


Questo tronchetto è nato proprio per questo motivo, una colazione golosa da proporre alla mia famiglia che potesse soddisfare il gusto di tutti. Così è nato questo tronchetto, una leggera brioches all’olio arricchita con tocchetti di cioccolato bianco e fondente e decorata con la granella di zucchero per aggiungere un parte croccante.
 


Ho utilizzato la ricetta della brioches all’olio che vi ho proposto qualche tempo fa e che aveva riscosso tanto successo qui a casa, con queste dosi otterrete due tronchetti.



TRONCHETTO AI DUE CIOCCOLATI


Per l’impasto ho modificato una ricetta tratta dal libro “Pasticceria in panificio”, autori vari, ItaliaGourmet Editore



INGREDIENTI (per 2 stampi 11cm x 25 cm):

  • 450 g farina tipo 1
  • 100 g zucchero
  • 100 g olio extravergine di oliva
  • 75 g uova (circa 1 uovo e ½)
  • 150 g acqua
  • 3,5 g lievito di birra disidratato (oppure 12 g se fresco)
  • 6 g sale
  • semi ½ bacca di vaniglia
  • 100 g pepite di cioccolato fondente
  • 100 g pepite di cioccolato bianco
per finire:
  • ½ uovo (avanzato dall’impasto)
  • zucchero in granella



PROCEDIMENTO:

Sciogliete il lievito nell’acqua. Create un’emulsione con l’olio e le uova.

Unite i due composti mescolando con una frusta. Tenete da parte.

Nella ciotola dell’impastatrice inserite la farina, col gancio in funzione iniziate ad inserire poco alla volta il composto preparato prima. Serviranno circa 10 minuti di lavoro.

Quando l’impasto si inizia a formare è il momento di aggiungere lo zucchero, il sale e i semi della bacca di vaniglia. Aggiungeteli divisi in tre volte sempre impastando.

Dovrete ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Trasferitelo in un contenitore unto con poco olio dotato di coperchio, quindi lasciatelo 1 ora a temperatura ambiente, chiudetelo con il suo coperchio poi trasferitelo in frigo per una notte intera.

Il mattino seguente lasciate acclimatare l’impasto fuori dal frigo almeno 1 ora, trasferitelo sulla spianatoia e dividetelo in due parti uguali. Stendete con le mani le due parti in altrettanti rettangoli, fate in modo che il lato su cui arrotolerete poi l’impasto corrisponda alla lunghezza del vostro stampo (per me 25 cm).

Distribuite metà delle pepite dei due cioccolati su ogni rettangolo (per ogni tronchetto utilizzate 50 g di cioccolato fondente e 59 g cioccolato bianco) lasciando in alto almeno due cm di pasta libera.

Iniziate ad arrotolare su se stesso l’impasto iniziando dal basso verso l’alto e avendo cura di chiudere bene ogni giro.

Trasferite i due tronchetti ottenuti in due stampi da plumcake che avrete fasciato di carta forno. Fate attenzione a porre la chiusura del tronchetto verso il basso. Coprite con pellicola.

Fate lievitare fino al raddoppio in un luogo caldo al riparo da correnti.

Al termine della lievitazione, spennellate la superficie con la metà uovo avanzata dall’impasto e cospargete con abbondante granella di zucchero.

Infornate in forno già caldo a 180°C ventilato per 30 – 35 minuti.

Fate raffreddare completamente su una gratella da dolci prima di tagliare il vostro tronchetto.




Buon appetito!



Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:




  • Qui da noi: Trochetto ai due cioccolati



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sabato 1 febbraio 2020

CANNACCE DI SANTA APOLLONIA....per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al secondo appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme un primo: le Cannacce di Santa Apollonia.

Miria ha preparato il secondo, le polpette di San Biagio, una ricetta tipica campana dedicata al Santo protettore della gola. Mentre Simona si dedica al dolce preparando un dolce tipico della mia regione, i cobeletti dedicati a Sant’Agata protettrice delle balie e delle mamme che allattano.


Santa Apollonia è una martire cristiana vissuta ad Alessandria d’Egitto tra il II e il III secolo. Fin da bambina fece voto di castità per dedicarsi totalmente a Dio; si occupò tutta la vita dei cristiani perseguitati e questa estrema difesa la portò ad essere a sua volta accusata e portata davanti al tribunale.

Mai rinnegò Dio né la fede durante le molte e crudeli torture subite nel suo martirio e alla fine, anche di fronte alle fiamme della pira di canne, piuttosto di cedere preferì gettarsi nel fuoco, sostenendo che la ricompensa di Dio sarebbe stata infinitamente maggiore rispetto a quella pena.

Santa Apollonia è la santa protettrice dei dentisti ed è invocata per guarire dal mal di denti. Il motivo di questo è dovuto al suo martirio, infatti, durante le terribili torture che subì, le vennero strappati i denti. In realtà sembra che i denti le fossero caduti in seguito alle terribili percosse ricevute, ma questo fatto nel tramandare la sua storia si trasformò ed è per questo che Santa Apollonia viene raffigurata sempre con un paio di tenaglie.

Viene festeggiata il 9 febbraio ad Ariccia, luogo d'origine del piatto che vi propongo oggi: le cannacce. Il formato di pasta vuole ricordare la pira di canne sulla quale morì Santa Apollonia.

Le cannacce sono una pasta di forma allungata, tubulare e cava con la superficie liscia molto simile agli ziti ma di diametro leggermente più grande. Io non ho trovato questo formato di pasta e l’ho sostituito con gli ziti che volutamente non ho spezzato. 












Fonti libro “Santa pietanza”, siti: “Santo del giorno” e “Santi e beati.


Prepariamo la ricetta insieme...



CANNACCE DI SANTA APOLLONIA


Ricetta tratta dal libro Santa pietanza”, L.Capasso, G.Esposito, Guido Tommasi Editore


INGREDIENTI per 5 persone:
  • 400 g cannacce o ziti
  • 1 cipolla media
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 rametto rosmarino (nella ricetta originale basilico)
  • 400 g salsiccia fresca
  • 400 g passata di pomodoro (nella ricetta originale 700g pelati)
  • ½ bicchiere vino bianco
  • sale q.b.
  • peperoncino (nella ricetta originale pepe)
  • olio extravergine di oliva
  • un cucchiaino di zucchero (mia aggiunta)
  • noce moscata (mia aggiunta)



PROCEDIMENTO:

Eliminate il budello della salsiccia e sbriciolatela.

Tritate fine la cipolla, la carota, il rosmarino e il sedano.

In una padella (io ho usato un tegame di coccio) aggiungete due cucchiai di olio extravergine di oliva e fate soffriggere il trito di aromi con uno spicchio d’aglio schiacciato.

Passato qualche minuto, aggiungete la salsiccia sgranata e fate rosolare. Quando avrà preso colore, sfumate col vino bianco e fate evaporare. Eliminate l’aglio.

Aggiungete ora la passata di pomodoro, coprite con un coperchio e lasciate cuocere.

Poco prima della fine della cottura togliete il coperchio e fate restringere il sugo. Aggiustate di sale e aggiungete il peperoncino (o se preferite pepe) e un cucchiaino di zucchero. Mescolate e lasciate insaporire ancora qualche minuto.

Lessate gli ziti senza spezzarli in abbondante acqua salata. Conditeli con il sugo di salsiccia e serviteli ben caldi.


Nota:

Se, fedeli alla ricetta originale, preferite mettere il basilico al posto del rosmarino, dovrete spezzettarlo con le mani e aggiungerlo al sugo una volta cotto.




Buon appetito!





Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di marzo.



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