giovedì 24 gennaio 2019

FOCACCIA DOLCE (A TURTA DE LURÈ)....per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Eccoci al secondo appuntamento mensile con la rubrica Al km 0, oggi per il tema “il mare fuori stagione” vi presentiamo la focaccia dolce.

Non nego che abbinare il tema di questo appuntamento con la portata che mi era capitata (la merenda), non è stato per niente facile. In realtà la soluzione era semplice, bastava che mi fermassi ad osservare la mia regione.
 


Una sottile lingua di terra racchiusa dai monti e dal mare, in cui tutto è una conquista, una terra a volte aspra che viene lavorata con fatica ma che ricambia con ottimi frutti, in cui il mare è uno dei protagonisti in qualunque stagione influenzando nel bene e nel male la vita di tutti. Una terra ricca di piccoli borghi caratteristici, dove si nascondono calette, passeggiate e angoli suggestivi.

Tra i prodotti tipici di questa terra, l’olio extravergine di oliva è sicuramente uno dei più noti. Gli olivi vengono coltivati su terreni resi meno scoscesi dall’uomo con la costruzione di muretti a secco che creano le caratteristiche terrazze.

Da queste terre si ottiene un olio delicatissimo, le cui caratteristiche sono influenzate dalla vicinanza del mare. È un’antica arte tramandata da tantissimi anni, furono i monaci Benedettini nel medioevo a selezionare le piante di oliva arrivando alla varietà della Taggiasca e ad insegnare la tecnica del terrazzamento del terreno.

È un olio che esalta le caratteristiche dei cibi senza interferire in modo troppo deciso sul gusto, lo ritroviamo come ingrediente base di molte ricette regionali come ad esempio la farinata, la stroscia e la focaccia, sia nella versione salata (ad esempio con le patate, con la salvia) che dolce.
 


Proprio così, della nostra focaccia genovese ne esistono anche diverse versioni dolci, dico diverse versioni perché come ogni ricetta della tradizione non esiste “la ricetta” ma ognuno può vantare la sua.

La Turta de Lurè è un dolce tipico della zona di Ventimiglia, che un tempo veniva preparata durante le feste comandate, la ricetta di questo dolce venne sviluppata da un fornaio di nome Lorenzo sul ricordo di un altro dolce di origine francesce. È una semplice pasta di pane insaporita e profumata, così viene definita dagli autori ventimigliesi.

Col passare degli anni la ricetta ha subito notevoli modifiche, oggi viene preparata con l’aggiunta di pinoli, vaniglia, oppure anice, finocchio, uova, latte e burro. Anche il nome della torta ha subito molte variazioni, la possiamo trovare come Torta di zibibbo, Fugassun, Focaccia dolce o Torta della nonna.

Vi lascio finalmente la ricetta con le mie modifiche...




FOCACCIA DOLCE (A TURTA DE LURÈ)


Ricetta originale da Cumpagnia di Ventemigliusi


INGREDIENTI (per una teglia da 32 cm di diametro):

per il lievitino:

  • 100 g farina tipo 1 
  • 100 g acqua 
  • 3 g lievito di birra disidratato
per l’impasto:
  • 300 g farina tipo 1
  • 200 g acqua 
  • 100 g zucchero
  • 250 g zibibbo (io non l’ho messo)
  • buccia ½ limone
  • 40 g olio extravergine di oliva
  • 5 g sale

per finire:
  • acqua + olio
  • acqua fiori di arancio q.b.
  • zucchero q.b.

PROCEDIMENTO:

Preparate in una ciotola piccola e stretta il lievitino con 100 g farina, 100 g acqua e il lievito. Mescolate velocemente con un cucchiaio e mettete a lievitare fino al raddoppio (circa 40 minuti).

Ora procedete con l’impasto. Nella ciotola dell’impastatrice mettete tutta la farina, tutto il lievitino, lo zucchero e la buccia del limone grattugiata. Iniziate ad impastare a velocità bassa ed aggiungete poco alla volta l'acqua, quando inizia ad incordare aggiungete il sale. Quindi per ultimo aggiungere l’olio poco alla volta aspettando che il precedente sia assorbito dall’impasto.

"Giocando” con le velocita dell’impastatrice (aumentando e diminuendo) portate ad incordatura. Dovrete ottenere un impasto liscio ed omogeneo ben aggrappato al gancio e la ciotola dell’impastatrice perfettamente pulita. Non abbiate fretta in questa fase. 


Se metterete lo zibibbo (uva passa) dovrete inserirlo a questo punto dopo averlo ammollato in acqua tiepida e ben asciugato, abbassate la velocità e impastate brevemente per far assorbire l'uvetta dall'impasto. Io non l'ho messo.

Trasferite sul piano di lavoro il vostro impasto, piegatelo su se stesso due volte velocemente e pirlatelo per dare forma tonda. Trasferitelo in una ciotola unta con poco olio e lasciatelo lievitare al caldo (28°C) fino al raddoppio.

Stendete l’impasto in una teglia unta con olio senza strapazzarlo troppo. Lasciate riposare ancora 30 minuti coperto.

Fate le classiche fossette della focaccia con le mani nella pasta. Bagnate l’impasto con un’emulsione di acqua e olio. Lasciate lievitare ancora 30 minuti.

Infornate a forno caldo a 200°C fino ad avere una leggera doratura in supeficie.

Estraete velocemente la focaccia dal forno, spennellate la superficie con acqua fiori d’arancio e cospargetela con abbondante zucchero. Infornate di nuovo e finite la cottura, in superficie si formerà un golosa crosticina.


Buon appetito!


Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “Il mare fuori stagione”:




Colazione Sabrina: Fette biscottate glassate
Pranzo Carla: zuppa di pescatrice
Merenda qui da noi: Focaccia dolce (A Turta de Lurè)
Cena Simona: Moscardini bianchi in guazzetto all’arancia 



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giovedì 17 gennaio 2019

PANBAULETTO ALL'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Eccoci al secondo appuntamento mensile con la rubrica de Il Granaio. Oggi vi racconto di un pane semplice che qui a casa ha riscosso molto successo: un panbauletto all’olio extravergine di oliva.
 


Con tutto ciò che mi appassiona mi comporto sempre allo stesso modo: studio, mi procuro ogni libro sull’argomento, mi informo, leggo ogni articolo che trovo, cerco di avere informazioni da chi ne sa più di me. Spesso però questo processo finisce col rimanere sospeso e finisco per sapere la teoria ma avere qualche problema con la pratica e con il pane non nego che sia lo stesso.
 


Poi ti capita di assistere ad una lezione (tanto tempo fa ormai ahimè!) di un grande maestro Ezio Marinato nell’arte bianca, e rimanere incantata dal suo lavoro, dal suo modo di raccontare ma soprattutto dal suo messaggio. Naturalmente anche per lui la teoria è basilare ma non è importante fossilizzarsi sulle regole, mi spiego meglio: non ci sono regole fisse sul come tenere il lievito madre, oppure sulla quantità da usarne, o sulla metodologia di rinfresco, o meglio, sì ci sono, ma poi ognuno di noi deve trovare la sua dimensione, la sua strada.
 


Ognuno di noi deve capire la materia con cui sta lavorando e utilizzarla al meglio. Anche se apparentemente non si seguono tutte le regole, si deve provare. Non è detto che quello che non funziona per altri, non possa essere l’ideale per noi.
 


Ad esempio gran parte degli impasti per il pane di Ezio Marinato sono fatti con un prefermento preparato con un rapporto 1:10 tra pasta madre e farina e col 60% di acqua cioè 100 g farina, 10 g lievito madre e 60 g acqua.

Non potevo non provare anch’io.



PANBAULETTO ALL’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA


Liberamente tratta da una ricetta di Annaferna-mordiefuggi 


INGREDIENTI (per due stampi 26x11 cm):

Per il prefermento:

  • 100 g farina 
  • 60 g acqua 
  • 10 g pasta madre rinfrescata 

Per l’impasto:
  • tutto il prefermento 
  • 500 g farina tipo 1 
  • 260 g latte di riso (potete utilizzare anche latte vaccino) 
  • 70 g olio extravergine di oliva 
  • 10 g zucchero 
  • 5 g malto 
  • 10 g sale 

PROCEDIMENTO:

La sera prima preparate il prefermento in una piccola ciotola, coprite con pellicola e lasciate lievitare fino al mattino (12 ore).

La mattina successiva procedete con l’impasto. Nella ciotola della planetaria inserite la farina, tutto il prefermento, il malto e 50 g di latte a temperatura ambiente. Avviate alla minima velocità, lavorate per qualche minuto e continuate ad aggiungere il latte poco alla volta con lo zucchero e con l’ultima parte di latte aggiungete anche il sale.

Aumentate poco la velocità e inserite l’olio in due o tre volte, aspettando che venga assorbito dall’impasto prima di inserire il successivo. A questo punto potete variare le velocità della planetaria per aiutare l’incordatura (fate attenzione a non scaldare troppo l’impasto), ogni tanto spegnete la macchina e aiutandovi con un tarocco ribaltate l’impasto nella ciotola. Portate ad incordatura, dovremo ottenere un impasto bello liscio, omogeneo ed asciutto.

Spegnete la planetaria, trasferite l’impasto in una ciotola copritelo e lasciatelo lievitare per circa tre ore (fino quasi al raddoppio).

Trasferite l’impasto sulla spianatoia infarinata, fate una serie di pieghe a tre e pirlate l’impasto (cioè date forma tonda). Coprite e lasciate riposare 20 minuti.

Dividete in due l’impasto e stendete le due parti aiutandovi con un mattarello in due rettangoli che avranno lato corto quanto la lunghezza dello stampo che userete (per me 26 cm). Ora partendo dal lato corto arrotolateli su stessi in modo da formare due cilindri, fate questa operazione tenendo ben stretta la pasta e cercando di non lasciare aria tra i giri di pasta.

Sistemate i due “cilindri” di pasta nei due stampi imburrati o coperti di carta forno (per me carta forno) con la chiusura sotto (è molto importante che la chiusura del cilindro rimanga sotto altrimenti vi si aprono).

Coprite con pellicola e mettete a lievitare in un luogo caldo (ad esempio il forno spento con la lucina accesa) a circa 28°C. Dovranno raddoppiare.

Eliminate la pellicola e lasciate all’aria una decina di minuti, in modo che la superficie si asciughi, quindi infornate in forno già caldo statico a 180°C per circa 30 – 35 minuti. Verso la fine se la superficie si scurisce troppo, coprite con carta forno (o carta stagnola) e continuate la cottura.

Sfornate e lasciate raffreddare per un po’ di tempo i pani prima di estrarli dagli stampi. Fate raffreddare completamente prima di tagliare a fette.


Buon appetito!




Questo mese al Granaio abbiamo l’ingresso di due nuove amiche Natalia e Zeudi a cui diamo un caloroso benvenuto. E salutiamo Terry e Consu, grazie ragazze del lavoro fatto insieme.



Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:
Da Carla: quiche con erbette, mele e camembert
Qui da noi: Panbauletto all’olio extravergine d’oliva








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giovedì 10 gennaio 2019

CREMA DI ZUCCA CON LENTICCHIE...per Al Km 0!


Ciao a tutti! 

oggi, con non poca emozione, pubblichiamo il nostro primo post per la rubrica Al Km 0 e, pensando al tema dopo le feste, esordiamo con una crema di zucca con lenticchie.
 


La rubrica Al km 0 nasce nel 2017 ad opera di tre foodblogger amiche: Carla, Consu e Simona a cui, in un secondo tempo, si è aggiunta anche Sabrina, che condividono l’amore per la cucina, la stagionalità degli ingredienti, l’attenzione alla provenienza delle materie prime e la voglia di tornare a valorizzare i prodotti del territorio.


Quindi da questa premessa non deve stupirvi, vista la mia fissazione per la stagionalità e per il territorio, se appena ne ho avuto l’occasione, ho chiesto di poterle aiutare. Loro mi hanno accolta e le ringrazio moltissimo per l’opportunità!

Ogni 15 giorni alle 10 del 2° e 4° giovedì del mese troverete, sui nostri quattro blog, 4 piatti preparati con ingredienti freschi o comunque stagionali. Preferire prodotti di stagione vuol dire innanzitutto mangiare saporito, perché si mangiano solo prodotti che sono arrivati a giusta maturazione naturale senza nessun tipo di aiuto e senza alcun passaggio in frigorifero. Questa scelta, cioè il variare la frutta e la verdura a seconda della stagione, ci porta poi a differenziare l’apporto di vitamine, sali minerali e altri nutrienti secondo il bisogno del nostro organismo.

Inoltre non dimentichiamo che scegliere ciò che viene prodotto vicino a noi e di stagione, porta un beneficio anche alle nostre tasche, i costi per produrre una verdura fuori stagione sono davvero elevati e si ripercuotono sul costo della verdura stessa. Per non parlare poi dei benefici ambientali.

Insomma non vedo che interesse ci sia a mangiare una fragola a dicembre quando ha solo il colore rosso del frutto ma ha poco sapore, invece di aspettare maggio quando si potrà davvero apprezzare per il sapore e la succosità.

Pensateci...
 

Oggi come prima ricetta abbiamo scelto una crema di zucca con lenticchie. 


La zucca è ricca di alcuni sali minerali come ferro e potassio e contiene una buona quantità di fibre e vitamina A e B, inoltre ha pochissime calorie. A questo aggiungiamo le lenticchie che sono molto ricche di proteine oltre ad avere un significativo contenuto di sali minerali come ferro e magnesio.

Il gusto di questa zuppa mi ha davvero stupito ed appagato, il gusto delicato della zuppa è arricchito dal gusto leggermente piccante delle lenticchie...non vi resta che provarla.


CREMA DI ZUCCA CON LENTICCHIE 

(Idea presa da un vecchio numero di Sale&pepe)

INGREDIENTI per 5 persone:

Per le lenticchie:

  • 200 g lenticchie 
  • 200 g passata di pomodoro 
  • brodo vegetale (1 carota, 1 cipolla e 1 pezzetto di sedano) 
  • 1 carota media 
  • 1 cipolla media 
  • 1 pezzetto di sedano 
  • olio extravergine di oliva q.b. 
  • 2 rametti rosmarino 
  • sale 
  • peperoncino 
Per la crema di zucca:
  • 800 gr zucca 
  • 3-4 patate medie 
  • 1 cipolla media 
  • olio extravergine di oliva q.b. 
  • brodo vegetale (1 carota, 1 cipolla e 1 pezzetto di sedano) 
  • sale q.b. 
infine:
  • erba cipollina 

PREPARAZIONE:

Per le lenticchie:

Mettete in acqua fredda le lenticchie per alcune ore, eliminando eventualmente quella venute a galla.

In una pentola a bordi alti soffriggete con olio extravergine oliva i sapori: cipolla, carota e sedano tritati fini. Quando la cipolla sarà trasparente (non abbiate fretta, curate il soffritto!) aggiungete le lenticchie e il rosmarino (io metto il rametto intero che poi elimino), fate insaporire alcuni minuti mescolando spesso.

Aggiungete ora il brodo vegetale, non dovrete arrivare a coprire le lenticchie e, un attimo dopo, anche la passata di pomodoro. Lasciate cuocere a fuoco dolce per 45-50 minuti o meglio fino a quando le lenticchie saranno morbide. Eventualmente aggiungete altro brodo.

Aggiustate di sale e insaporite con una spolverata di peperoncino (regolatevi secondo i vostri gusti). Togliete dal fuoco e tenete da parte.

Per la crema di zucca:

Tritate grossolanamente la cipolla e rosolatela in una casseruola con l’olio extravergine di oliva; nel frattempo pulite le patate e tagliatele a cubetti, quindi uniteli alla cipolla. Lasciate soffriggere pochi minuti e unite la zucca che avrete pulito e tagliato a dadini.

Mescolate bene e lasciate soffriggere ancora qualche minuto, coprite con il brodo vegetale bollente (fatto con una cipolla, 1 pezzetto di sedano e 1 carota) e cuocete per circa 35-40 minuti, o meglio cuocete fino a quando la zucca e le patate saranno ben cotte. Potete aggiungere anche semplicemente acqua al posto del brodo.

Aggiustate di sale, lasciate cuocere ancora qualche minuto. Quindi spegnete il fuoco e frullate il tutto. Servite caldo.
 

Distribuite la crema di zucca nei piatti dei commensali e al centro di ogni piatto mettete due cucchiai abbondanti di lenticchie. Spolverate ogni piatto con erba cipollina e servite caldo.

Ogni commensale dovrà mescolare la crema di zucca e le lenticchie in modo da assaporare insieme le due preparazioni, il leggero piccante delle lenticchie esalta il dolce della zucca.


Buon appetito!




Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “dopo le feste”:




Colazione da Carla: ciambella di panettone

Pranzo qui da noi: Crema di zucca con lenticchie

Merenda da Simona: Biscotti agli albumi con fichi secchi, mandorle e cioccolato 

Cena da Sabrina: Insalata invernale ricca con frutta e fiori eduli  


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lunedì 7 gennaio 2019

BARBAGIUAI...per Segui le stagioni!

Ciao a tutti!

Per il primo appuntamento di questo nuovo anno con la rubrica Segui le stagioni, abbiamo scelto come ingrediente la zucca e continuiamo a giocare in casa con i Barbagiuai, tipica ricetta ligure della Val Nervia, entroterra di Ventimiglia.
 


I Barbagiuai sono ravioli fritti ripieni di zucca, riso e brusso. Il brusso è una ricotta di pecora fermentata prodotta dai comuni montani della provincia di Imperia. Proprio il contrasto tra il dolce della zucca e il gusto deciso del brusso caratterizza questi ravioli.

Purtroppo non sono riuscita a trovare il brusso dalle mie parti, così l’ho sostituito con la prescinseua che ha sicuramente un gusto meno deciso ma mantiene un leggero sentore acido che ben contrasta col dolce della zucca.
 


Il loro particolare nome è legato ad una leggenda popolare che indica come inventore di questa ricetta un certo zio Giovanni, traducendo in dialetto zio = barba, Giovanni = Giuà si ottiene proprio Barbagiuai. Se avete occasione in settembre di andare a Camporosso potrete assaggiare i barbagiuai durante una sagra a loro dedicata.

BARBAGIAUI

Ricetta originale dalla nostra amica Fausta


INGREDIENTI:

per la sfoglia:

  • 200 g farina
  • acqua q.b.
  • 3 cucchiai olio extravergine di oliva
  • sale
per il ripieno:
  • 400 g zucca al netto degli scarti
  • 150 g prescinseua (o ½ cucchiaio di brusso)
  • 50 g riso
  • un uovo
  • 3 cucchiai di parmigiano reggiano
  • 1 spicchio aglio
  • maggiorana fresca
  • olio extravergine di oliva q.b.
per la frittura:
  • olio extravergine di oliva

PROCEDIMENTO:

Con molto anticipo preparate la sfoglia in modo che possa riposare. Non ho volutamente inserito la quantità d’acqua, dovrete regolarvi voi per ottenere un impasto facile da lavorare. Lavorate a lungo fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo che dovrete coprire e lasciare riposare almeno un’ora ma anche di più.

Lessate il riso in acqua salata lasciandolo al dente e fate raffreddare.

Ponete lo "spicchio" di zucca, mantenendo la sua buccia, in una teglia dai bordi alti e fatela cuocere in forno a 180°C o anche in microonde fino a che la polpa non sarà morbida. A quel punto la polpa si staccherà facilmente dalla buccia utilizzando un cucchiaio. Passate la polpa in padella con olio extravergine di oliva e l’aglio, in modo da eliminare eventuali residui di acqua. Fate raffreddare.

In una ciotola unite la polpa di zucca, la prescinseua, l’uovo, il parmigiano, la maggiorana tritata ed il riso. Mescolate e aggiustate di sale.

Riprendete la sfoglia, stendetela molto sottile. Tagliate dei dischi, ponete al centro un po’ di ripieno e richiudete formando una mezzaluna (tipica forma dei barbagiuai). Sigillate bene i bordi aiutando con i rebbi di una forchetta.
 

  

 


Friggete in olio profondo ben caldo, scolateli su carta da cucina e serviteli caldi.

Note:

Esistono altre versioni dei barbagiuai, ad esempio con i fagioli di Pigna oppure con verdure come le bietole o la borragine.


Buon appetito!



Vi lascio la lista della spesa del mese di gennaio...



Ed infine ecco le nostre amiche da cui potrete trovare altre idee rigorosamente di stagione!!!

Lisa Verrastro – Lismary’s Cottage
Alisa Secchi – Alisa design,sew and Shabby Chic
Enrica Coccola – Coccola Time
Beatrice Rossi – Beatitudini in cucina
Sisty Consu – I biscotti della zia
Simona Milani – Pensieri e pasticci
Maria Martino – La mia casa nel vento
Anna Marangella – Ultimissime dal forno
Susy May – Coscina di pollo
Ely Valsecchi – Nella cucina di Ely
Francesca Lentis – Crudo e cotto
Ilaria Lussana - Biologa nutrizionista
Miria Onesta - Due amiche in cucina
Ilaria Talimani – Soffici blog

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giovedì 3 gennaio 2019

CIAMBELLA DEI RE MAGI (Liguria di Ponente)...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Eccoci arrivati al primo post del 2019 che corrisponde al primo appuntamento di questo mese con la rubrica de Il Granaio. Abbiamo pensato di presentarvi la ricetta della Ciambella dei Re Magi, tipica di questo periodo.

La Ciambella dei Re Magi è una torta soffice a forma di ciambella ricoperta di canditi, tipica del Ponente Ligure, che veniva preparata per il giorno dell’Epifania.
 


Nel giorno dell’Epifania in Europa troviamo diversi dolci caratteristici accomunati tutti da una stessa particolarità, cioè al loro interno viene nascosto un piccolo oggetto che farà diventare il re della festa (il quarto Re Magio!) la persona che lo troverà nella sua fetta.
 


Questa tradizione la troviamo in Francia con la Galette des Rois, in Portogallo con il Bolo Rei, in alcune zone dell’Italia, ad esempio il Liguria con la Corona dei Re Magi, ma anche in Spagna (Roscon de Reyes o Tortell de Reis), Svizzera (Dreikönigskuchen) e Grecia (Vasilopita) con preparazioni analoghe.



CIAMBELLA DEI RE MAGI

INGREDIENTI per una ciambella diametro 28cm:

per il lievitino:

  • 100 g farina W270 
  • 100 g latte 
  • 3 g lievito di birra disidratato 
per l’impasto:
  • 400 g farina W270 
  • 130 g zucchero semolato 
  • 100 g latte 
  • 100 g burro a temperatura ambiente 
  • 100 g uvetta (io no) 
  • 4 g lievito di birra disidratato 
  • 2 uova 
  • un pizzico di sale 
  • buccia di un limone non trattato 1 e ½ cucchiaio di marmellata di limoni 
per finire:
  • 1 uovo 
  • canditi q.b. 
  • zucchero semolato 

PROCEDIMENTO:

Preparate in una piccola ciotola un lievitino con 100 g farina, 100 g latte tiepido e 3 g lievito. Mescolate velocemente e coprite. Lasciate lievitare 40 minuti o fino al raddoppio. In questo modo attivate il lievito prima di aggiungerlo all’impasto dove diversamente, essendo presenti uova, zucchero e burro, potrebbe essere rallentato nella sua azione.

Preparate ora l’impasto: nella ciotola dell’impastatrice inserite la farina, lo zucchero, le uova, il lievito, la marmellata di limoni (o la buccia di limone, se preferite) e il lievitino. Iniziate ad impastare ed aggiungete poco alla volta il latte (regolatevi sulla giusta quantità da inserire, a seconda della farina utilizzata potrebbe essere troppo o troppo poco). Quando l’impasto inizierà ad incordare, cioè quando inizia ad “aggrapparsi” al gancio dell’impastatrice, inserite il sale e il burro, quest’ultimo a pezzetti poco per volta.

Dovrete continuare ad impastare, variando le velocità dell’impastatrice, fino ad ottenere un impasto liscio, lucido ed omogeneo e la ciotola rimarrà pulita. A quel punto l’impasto sarà perfettamente incordato. Non abbiate fretta.

Infine aggiungete l’uvetta (io non l'ho messa perché poco apprezzata dai piccoli di casa) facendola ben incorporare all’impasto.

Lasciate l’impasto riposare, o meglio puntare, per 40 minuti nella ciotola dell’impastatrice.

Trasferite l’impasto sulla spianatoia e date una forma tonda pirlando l’impasto quindi create il buco al suo centro creando una ciambella.

Trasferitelo ora su una teglia coperta di carta forno, al centro della ciambella ponete un piccolo stampino di alluminio che vi aiuterà a mantenere il centro aperto durante la lievitazione e la cottura.

Spennellate la ciambella con uovo leggermente sbattuto e decorate la superficie con ciliegie candite, canditi a pezzetti e zucchero semolato.

Ponete a lievitare al caldo (nel forno spento con lucina accesa ad esempio) fino al raddoppio (per circa 2 ore, dipende dalla temperatura dell’ambiente).

Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 35 – 40 minuti.

Fate raffreddare completamente su una gratella, prima di servire.




Buon appetito!



Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:

Carla: panettoncini al cacao  
Qui da noi: Ciambella dei Re Magi
Sabri: Ciambelle e bombolotti fritti senza patate
Simo: Brioche sofficissima con uvetta e cranberry (senza uova)



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