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mercoledì 25 maggio 2016

CHEESECAKE "ROSATO"

Ciao a tutti!

Eccoci con la nostra seconda proposta per la sfida MTC n°57. La coppia di vincitori dello scorso mese Annalù e Fabio del blog Affari di viaggio hanno deciso per il cheesecake.

Dopo un cheesecake salato dai sapori molto classici ma estremamente goduriosi, anche per la nostra proposta dolce non ci siamo discostati per nulla dalla nostra tradizione, anzi vi abbiamo attinto a piene mani.


È più forte di noi, in ogni ricetta che facciamo, alla fine in un modo o nell’altro finisce sempre qualcosa di genovese e questa volta è toccato alle rose, alle nostre profumatissime rose Centifolia.

Appena deciso che dovessero essere le rose le protagoniste del nostro dolce, abbiamo iniziato a pensare agli abbinamenti. La difficoltà che si è subito presentata è stata quella di evitare il temibile effetto profumo, infatti un’eccessiva quantità di petali avrebbero potuto profumare troppo il cheesecake rendendolo poco appetibile.

La rosa in purezza ha un sapore molto astringente che deve essere equilibrato con l’aggiunta di molto zucchero. E qui si è presentato un altro problema. Nella crema del nostro cheesecake abbiamo aggiunto sia i petali della rosa privati dell’unghia bianca e tagliati a striscioline, in modo che si distinguessero nella crema, che lo sciroppo di rosa. Ma l’insieme avrebbe potuto risultare troppo dolce, serviva una nota amara che potesse scongiurare questo problema. Nota amara che ci è stata garantita dall’aggiunta di cioccolato fondente tagliato a coltello, per avere pezzetti non troppo grandi ma omogenei, il cioccolato deve sentirsi e vedersi nella crema ma pezzi troppo grandi andrebbero rovinato l’equilibrio.


I formaggi che abbiamo scelto sono stati la ricotta, in maggiore quantità, ma non abbiamo rinunciato ad una piccola percentuale di formaggio cremoso (tipo philadelphia), che ci garantisse una nota sapida e leggermente acida che andava così ancora ad equilibrare la dolcezza dello sciroppo.

La base scelta è stata una frolla all’olio con farina di mandorle e mandorle a pezzetti per aggiungere un po’ di croccante, ed infine la gelatina. Volevamo una gelatina che riprendesse come colore il rosa tenue della Centifolia. Abbiamo preparato un infuso di rosa, a cui abbiamo aggiunto sciroppo di rose e zucchero per renderlo dolce ed un’interessante nota acida data dal succo di limone.

Tutto qua. Ne è risultato un dolce molto delicato e goloso perfetto come fine pasto ma anche per una merenda innovativa.




CHEESECAKE "ROSATO"




INGREDIENTI per 7 monoporzioni diametro 6,5 cm:

per la base di frolla (7 frollini diametro 8 cm):
  • 50 g farina debole
  • 50 g farina di mandorle (io frullo con lo zucchero le mandorle intere)
  • 25 g semola rimacinata di grano duro
  • 60 g olio extravergine di oliva delicato
  • 50 g zucchero a velo
  • 20 g lamelle mandorle
  • 15 ml acqua fredda

per  la crema al formaggio: 
  • 200 g ricotta vaccina
  • 50 g formaggio cremoso (tipo philadelphia)
  • 50 ml latte
  • 40 g zucchero a velo
  • 35 g cioccolato fondente
  • 30 ml sciroppo di rosa
  • 8 g petali di rosa Centifolia
  • 3 g gelatina in fogli

per la gelatina di rosa:
  • 120 g acqua
  • 35 g petali rosa Centifolia
  • 3 ml succo limone
  • 30 ml sciroppo di rosa
  • 8 g zucchero semolato
  • 8 ml succo limone
  • 2 g gelatina in fogli

PROCEDIMENTO:

La sera prima fate bollire l’acqua (120 g) per l’infuso. In una ciotola con coperchio mettete i petali di rosa (35 g) privi dell’unghia bianca e "stropicciati" con le mani insieme al limone (3 ml) e aggiungete l’acqua bollente. Mescolate con un cucchiaio, coprite col coperchio e lasciate in infusione una notte.

Inoltre preparate la frolla per i frollini. Mettete tutti gli ingredienti in un frullatore (tranne le mandorle a lamelle) e azionate a velocità media. Appena inizia a formarsi l’impasto, trasferitelo sulla spianatoia, aggiungete la mandorle a lamelle tritate a coltello (otterrete dei fiammiferi) e finite di impastarlo velocemente a mano. Formate un rettangolo appiattendo l’impasto, avvolgetelo con pellicola per alimenti e trasferitelo in frigo almeno un’ora ma va benissimo anche tutta la notte.

Trascorso il tempo di riposo stendetelo ad uno spessore di pochi mm (circa 5) aiutandovi con due fogli di carta forno e con l’aiuto di un tagliapasta tagliate i frollini. I frollini dovranno avere dimensione maggiore rispetto al cheesecake quindi circa 8 cm di diametro oppure 8 cm di lato a seconda della forma che sceglierete.

Trasferiteli su una teglia coperta da carta forno. Mettete la teglia con i frollini in freezer per mezz’ora. Quindi cuoceteli in forno statico già caldo a 180°C per 12-15 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare, appena sfornati saranno molto fragili.

Il giorno successivo. Preparate la crema al formaggio. Tagliate a coltello il cioccolato fondente in modo irregolare ma facendo attenzione a non lasciare pezzi troppo grandi. I pezzetti di cioccolato devono vedersi ma non sentirsi troppo sotto i denti.
Tagliate a striscioline di pochi mm i petali di rosa.
In una ciotola mescolate con una frusta la ricotta con il formaggio cremoso, aggiungete lo zucchero e lo sciroppo di rose sempre mescolando. Quando avrete ottenuto una crema omogenea aggiungete il cioccolato, mescolate ancora. Infine aggiungete le striscioline di petali di rosa, mescolate.
Fate ammorbidire la gelatina in fogli in una tazza, con poca acqua. Scaldate il latte e aggiungete la gelatina e fatela sciogliere mescolando con un cucchiaino.
 Quando sarà sciolta aggiungete alla crema di formaggio mescolando bene in modo da distribuirla omogeneamente nel composto.

Prendete la forma per il cheesecake scelta e riempite ogni stampo con la crema di formaggio. Io ho scelto uno stampo da mini savarin (diametro 6,5 cm) in silicone.
Appena riempiti tutti gli stampi trasferiteli in freezer per almeno un’ora.
Trascorso questo tempo di riposo. Preparate la gelatina. Aiutandovi con un colino raccogliete tutto l’infuso di rosa in un bicchiere, schiacciate con un cucchiaio i petali contro il colino per strizzarli bene.
Aggiungete lo zucchero, lo sciroppo di rosa e il succo di limone e mescolate bene con un cucchiaio. Fate ammorbidire la gelatina in una tazza con poca acqua fredda. Prendete parte dell’infuso zuccherato e fatelo scaldare in modo da poter far sciogliere la gelatina. Quando la gelatina sarà sciolta aggiungetelo di nuovo al resto dell’infuso e mescolate bene.

Riprendete ora i cheesecake ed estraeteli dal loro stampo, essendo congelati questa operazione dovrebbe essere molto semplice. Poneteli ognuno sul rispettivo frollino. Per far sì che la crema aderisca per bene al frollino, passatela su una piastra calda per pochi secondi in modo che la base si sciolga un poco e poi “incollatela” al frollino.

Ora non vi resta che colare la gelatina di rosa appena preparata in ogni incavo del cheesecake e riporre in frigorifero (non in freeezer, la gelatina si rovinerebbe) fino al servizio ma almeno per 4 ore. Le ore in frigorifero serviranno oltre che a far addensare la gelatina anche a far sciogliere la crema che avevamo congelato.

Quando sarà arrivato il momento del servizio, mettete il cheesecake a temperatura ambiente almeno per mezz’ora prima di servirlo.


Note:

- Se non volete fare le monoporzioni, con queste dosi otterrete un cheesecake unico con diametro 15 cm. Potrete fare gli stessi passaggi fatti per quello monoporzione escludendo il passaggio in freezer. Il freezer non sarà più necessario, lo dovrete sostituire con un passaggio in frigorifero, infatti potrete montare il cheesecake utilizzando uno stampo apribile ricoperto di carta forno o acetato alimentare (se vorrete un risultato più preciso) partendo dal biscotto poi aggiungendo la crema ed infine la gelatina.





Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo alla sfida n°57 dell'MTC di Annalù e Fabio del blog Assaggi di viaggio:





domenica 22 maggio 2016

GLI SCIROPPI DI ROSA...delle nostre famiglie!

Ciao a tutti!

Oggi è la Giornata Nazionale dello Sciroppo di Rose (S.Rita) per il Calendario del Cibo Italiano  pensato da AIFB e le nostre ambasciatrici d’eccezione sono Giulietta Bodrito del blog Se cucino sorrido e Ilaria Talimani del blog Soffici.





Lo sciroppo di rose fa parte delle nostre vite da sempre. A Genova la tradizione è conservata da poche aziende prestigiose, come la confetteria Romanengo e la Farmacia Sant’Anna, ed oggi è recuperata da alcuni produttori e coltivatori dell’entroterra soprattutto in Valle Scrivia. Proprio in Valle Scrivia, a Busalla, da una quindicina di anni si organizza la Festa delle Rose: nel secondo fine settimana del mese di giugno (la prossima 11 e 12 giugno 2016), qui troverete produttori e coltivatori e avrete la possibilità di assaggiare molti prodotti che contano tra i loro ingredienti proprio le rose. E’ inoltre recente l’acquisizione dello sciroppo di rose come presidio Slow Food.


Fortunatamente questa tradizione però non è stata mantenuta viva solo dalle aziende ma anche e direi soprattutto dalle famiglie. Moltissime famiglie genovesi curano e coltivano dei piccoli roseti da cui ogni anno nel periodo che va da maggio a giugno ricavano questo prezioso elisir.

È una tradizione che viene tramandata da generazione in generazione, i gesti sono gli stessi da nonni a nipoti, gesti semplici ripetuti ogni anno, le persone cambiano mentre le rose rimangono sempre le stesse da decenni e decenni curate con lo stesso amore. Sono un dono prezioso, lo sciroppo che ne deriva è molto pregiato non solo perché molto dissetante ma soprattutto per le sue proprietà rinfrescanti, diuretiche e antinfiammatorie della bocca e delle prime vie respiratorie. 






Un tempo veniva conservato gelosamente e con grande cura come fosse una vera medicina, oggi forse ha un po’ perso questa caratteristica rimanendo un’ottima bevanda dissetante da consumare fredda in estate oppure calda in inverno.

Come vi ho detto, la coltivazione delle rose da sciroppo è una tradizione che molte famiglie genovesi tramandano ai propri figli da decenni proprio come è successo nelle nostre famiglie, mia e del fotografo: rose di varietà diverse anche se entrambe Centifolia, ricette diverse anche se i gesti rimangono gli stessi e naturalmente storie diverse.

Un tempo lo sciroppo veniva fatto con la rosa canina che venne però sostituita dalle rose rugose (Centifolia) quando queste ultime  vennero introdotte in Europa. I fiori di queste rose sono molto più ricchi di petali rispetto alla rosa canina ed inoltre sono più profumati e produttivi e risulta così più semplice avere buone quantità di prodotto.


Il roseto della mia famiglia (quello della foto qui sotto!) è stato piantato dalla zia di mia nonno nel secolo scorso e ad oggi ormai ha più di cent’anni; ogni anno ci regala una gran numero di meravigliosi fiori da cui un tempo la zia, poi mia nonna, oggi mia mamma ed io ricaviamo lo sciroppo.



La tipologia di rosa è una Centifolia, una rosa molto delicata con moltissimi petali ed un profumo molto intenso, ma non fatevi ingannare dalla delicatezza del fiore, queste piante sono estremamente robuste, infatti per essere utilizzate per lo sciroppo non devono subire alcun tipo di trattamento con insetticidi e pesticidi chimici che poi ritroveremmo nel nostro sciroppo.

Nella famiglia del fotografo la tradizione è iniziata dal bisnonno di Luca. Nonno Gigio aveva preso le talee delle rose da sciroppo a Padova in un convento di frati e se considerate che parliamo di almeno 60 anni fa, il tragitto Genova-Padova era un gran viaggio.





Come qualità sono diverse da quelle della mia famiglia, o meglio sono sempre rose Centifolia ma di una tipologia diversa infatti lo sciroppo che ne deriva ha una leggera sfumatura arancio mentre quello fatto con le mie rose è un rosa delicato. 




Mentre nella mia famiglia la tradizione è portata avanti dalle donne, qui la tradizione è portata avanti dagli uomini infatti erano loro che continuavano a preparare lo sciroppo anno dopo anno (oggi anche qui sono intervenute le donne!) tanto che lo zio di Luca ha costruito un magnifico torchio in miniatura (identico a quello che viene utilizzato per torchiare l’uva) che è utilissimo per estrarre il massimo di infuso dai petali.

Vedrete che anche nelle due ricette ci sono piccole differenze nella quantità di rose e di zuccheri utilizzati.




SCIROPPO DI ROSE della mia famiglia

INGREDIENTI:

Per ogni litro d’acqua occorrono 300 g di petali, 1,5 kg di zucchero e un limone. Inoltre ho aggiunto una rosa molto scura di quelle decorative (tutte le rose sono edibili basta che i fiori non siano stati trattatati con prodotti chimici e che siano profumati) per avere un colore più acceso dello sciroppo.

PROCEDIMENTO:

Raccogliete le rose al mattino presto, nel momento in cui sprigionano maggior profumo. Separate i petali dai piccioli del fiore, privateli dell’ ”unghia” bianca e pesateli. Portate ad ebollizione l’acqua (1 l ogni 300 g petali). Versatela sui petali posti in una contenitore con coperchio (ad esempio una grande pentola chiusa col suo coperchio) ed aggiungete un limone tagliato a metà. Lasciate riposare per 24 ore; trascorso questo tempo l’estratto è pronto. 


Filtrate attraverso un garza fine e pressate i petali in modo da raccogliere tutto l’estratto. Quindi trasferitelo in una pentola, aggiungete lo zucchero (1,5 kg di zucchero per ogni litro di acqua aggiunto nell’infusione) e portate ad ebollizione per circa 20 minuti tenendo la temperatura il più bassa possibile. 

Imbottigliate ancora caldo, questo garantisce una migliore conservazione del prodotto, infatti non utilizzando nessun tipo di conservante artificiale vi è il rischio di muffe.

L’ideale sarebbe imbottigliare in bottiglie scure...il contrario di quello che ho fatto io....ma come ben capite per ragioni “sceniche” erano meglio le bottiglie trasparenti!!!

Nel corso di un anno lo sciroppo di rose subisce trasformazioni di colore e di profumo. Si consiglia di tenerlo al riparo da luce e calore, soprattutto dopo l'apertura va conservato in frigorifero, perché il buio e il fresco contribuiscono a rallentare molto il naturale processo di cambiamento.




SCIROPPO DI ROSA della famiglia del fotografo

INGREDIENTI:







PROCEDIMENTO:

Pulite le rose da eventuali insetti, separate i petali e raccoglieteli in una ciotola e pesateli (eliminate l'unghia 
bianca del petalo).

Dopo aver riunito tutti i petali in una ciotola stropicciateli con le mani pochi per volta, in questo modo si favorisce, una volta aggiunta l’acqua bollente, il rilascio dell’essenza delle rose. 




Aggiungete l’acqua bollente e chiudete il recipiente in cui abbiamo messo i petali. Lasciate in infusione per 24 ore, dopo 24 ore potrete dividere l’estratto dai petali ormai "scoloriti" spremendo per bene i petali per ricavare quanto più estratto possibile.




Pesate l’estratto così ottenuto ed aggiungete lo zucchero che dovrà essere 1200 g ogni litro di estratto. Portate ad ebollizione e cuocete per 20 minuti tenendo la temperatura il più bassa possibile.

Imbottigliate ancora caldo, questo garantisce una migliore conservazione del prodotto, infatti non utilizzando nessun tipo di conservante artificiale vi è il rischio di muffe.

Lo sciroppo così imbottigliato in bottiglie scure che aiutano la conservazione va conservato al buio e in un luogo fresco, mentre una volta aperto va conservato in frigo infatti non avendo conservanti, tenendolo in frigo, il buio e il fresco contribuiscono a rallentare molto il naturale processo di cambiamento.



Vi ricordo le idee di utilizzo...


Si può utilizzare per profumare bevande e cibi: diluito in acqua fresca, con l'aggiunta di qualche goccia di limone, diventa una bevanda dissetante; in un bicchiere di vino bianco fresco o in un cocktail di frutta, è un aperitivo delicato. E' piacevole, anche nel tè caldo. E' ottimo nei sorbetti e nei gusti delicati di gelato (come crema, limone, pesca…) o per aromatizzare panna cotta, yogurt e crêpes.

Un'ultima cosa, come vi ho già detto, nel tempo lo sciroppo è soggetto a trasformazioni di colore...non preoccupatevi è normale, come è possibile anche la formazione di muffe sul collo della bottiglia che vanno semplicemente rimosse.


Buon appetito!



giovedì 28 agosto 2014

GHIACCIOLI ALL’AMARENA...con sciroppo di amarena fatto in casa!!!


Ciao a tutti!

Finalmente rieccomi...con non poche difficoltà sono riuscita ad emergere dal mio limbo estivo...almeno credo!


Sono giorni che mi siedo davanti alla tastiera intenzionata a pubblicare finalmente un nuovo post, ma non riesco a scrivere nulla...ho lasciato passare troppo tempo...devo rompere il ghiaccio!


Questa lunga pausa dal blog in realtà non era stata programmata, è venuta da sola, la stanchezza ha avuto la meglio e i post sono rimasti fermi al 29 luglio...mai fatta una pausa così lunga...

In questo periodo abbiamo dedicato tutte le nostre attenzione ai cuccioli di casa, scorrazzandoli in lungo e in largo, e alla casa stessa...ne aveva bisogno, con buona pace del fotografo che ha dovuto utilizzare parte delle sue ferie per fare diversi lavoretti che da troppo tempo venivano rimandati...


Mentre io...
Lo ammetto, come si suol dire, ho tirato i remi in barca, cucinando lo stretto necessario e dedicando parecchio tempo all’ozio, sempre con un occhio vigile sui nanetti certo, ma sempre di ozio si trattava...e non ho ancora del tutto smesso a dir la verità!!!


Quindi oggi ricominciamo con una nuova ricetta...anzi con una non ricetta...sì perché i ghiaccioli all’amarena, se avete lo sciroppo già fatto, sono un gioco da bimbi...ma se volete avere un prodotto genuino, se volete sentire il gusto delle amarene appena colte, o se, come me, volete tornare bambine quando la nonna preparava ogni merenda accompagnandola col un bel bicchiere di sciroppo di amarena...bene allora dovete organizzarvi per tempo...


A maggio-giugno raccogliere le amarene quindi spremerle una ad una (con enormi rischi per la vostra cucina!), lasciarle riposare una notte e dopo averle unite allo zucchero lasciarle sobbollire per qualche tempo, quindi imbottigliare quando ancora lo sciroppo è bollente in bottiglie sterilizzate, riporre le bottiglie al buio e lasciarle riposare un po’ di tempo, e alla fine da luglio in poi potrete dare il via alla vostra produzione di golosissimi ghiaccioli all’amarena...credetemi...ne vale la pena!!!

Iniziamo con lo sciroppo... 



SCIROPPO DI AMARENA

INGREDIENTI:
  • amarene
  • zucchero q.b.  

PROCEDIMENTO:

Levate il picciolo dalle amarene e con le mani schiacciatele facendo attenzione a raccogliere tutto il succo, quel che resta dell’amarena e i noccioli in una ciotola. Coprite con pellicola e ponete in frigo a riposare per 24 ore.

Terminate le 24 ore, colate il composto con un colino e per raccogliere più succo possibile, spremete ancora la parte di polpa che rimane nel colino, per questo passaggio potete aiutarvi con una garza o un canovaccio pulito.

Pesate la quantità di succo che avete ottenuto ed aggiungete pari quantità di zucchero (ecco perché non vi ho dato quantità precise). Portate ad ebollizione e fate cuocere per 15-20 minuti, controllando spesso.

Imbottigliate quando è ancora bollente in bottiglie sterilizzate, chiudete e lasciate riposare al buio per almeno un mese prima di consumare.


A questo punto potrete preparare una favolosa bibita (1 parte di sciroppo e 4 di acqua anche frizzante se volete...ognuno comunque ha la sua proporzione!!!) oppure variegare un gelato fior di latte, aromatizzare delle creme, o qualunque altra idea vi venga in mente...io da parte mia posso dirvi che lo utilizzo per lo più diluito in acqua...ma solo perché riesco a prepararmi sempre poco sciroppo... ahimè gli orti da cui attingo sempre, sono carenti di questo frutto!!! Sob!!! 


Dopo aver fatto questo delizioso sciroppo...non vi resta che prepararvi dei golosi e genuini GHIACCIOLI...che ne dite??? Vi va l’idea!?!?
Mescolate una parte di sciroppo con tre di acqua, dividete il composto negli stampi scelti, riponete in freezer per una notte...ed ecco pronto un veloce, leggero e rinfrescante dolcetto!!!


Non mi resta che salutarvi e augurarvi un felice fine settimana con la super luna di agosto...in una rara serata senza nuvole!!!





venerdì 11 luglio 2014

KUMQUAT SCIROPPATI...sono solo in ritardo!!!


Ciao a tutti!

In questo periodo la mia cucina è un continuo proliferare di barattolini di conserve, quelli da riporre in dispensa, quelli da pastorizzare, quelli da lavare perché appena acquistati ed in attesa di essere utilizzati, altri ancora avvolti in canovacci di ogni colore a raffreddare in grandi pentoloni...buona parte della frutta, e presto anche della verdura, (tutta degli orti dello zio, dei miei genitori o di mia suocera!) che entra in casa in un modo o nell’altro finisce dentro un barattolo dopo procedimenti più o meno laboriosi...mi sento molto una formichina (su quel –ina vi autorizzo a ridere!!!)!!!




Una delle conserve che però, nonostante diversi tentativi, proprio non mi dava risultati soddisfacenti era la frutta sciroppata...non sono mai riuscita, fino ad ora, ad ottenere il risultato che volevo, cioè una frutta ancora croccante avvolta da un denso sciroppo...ma questa volta, grazie all’aiuto di Loredana e, prima di lei, di Azabel direi che posso cantar vittoria!!!

La prova è stata fatta con i famosi Kumquat di cui vi parlavo qualche tempo fa, ricordate l’alberello super prolifico di mia cognata? Bene...una parte dei suoi frutti sono stati sciroppati...l’illuminazione è arrivata dal post di Loredana, ma la certezza che il risultato sarebbe stato quello tanto atteso mi è stata data dalla visita alla confetteria Romanengo di qualche tempo fa (qui) dove ci era stato spiegato il metodo, da loro utilizzato, per sciroppare e quindi candire la frutta...e io lo avevo dimenticato...ma come si fa...



Non so come ho fatto a dimenticarlo, il procedimento era stato spiegato a grandi linee, ma non so come non abbia fatto ad esclamare “Eureka!!!”, perché lì mi era stato svelato un piccolo segreto confermato poi dai post di Loredana e Azabel...finalmente avrei ottenuto la mia frutta sciroppata...per ora gli esperimenti sono stati fatti solo con i kumquat...ma non dispero di poter provare anche con altri frutti...


Il procedimento è abbastanza lungo, infatti per poter avere la frutta pronta da conservare ci vogliono 8 giorni di permanenza della frutta in uno sciroppo di acqua e zucchero che, giorno dopo giorno, grazie al fatto che viene portato ad ebollizione una volta al giorno, aumenta la sua percentuale zuccherina e questo permette alla frutta di aumentare il suo grado di saturazione zuccherina. Non fatevi spaventare dalla lunghezza del procedimento perché in realtà è tutto molto semplice: si tratta di preparare lo sciroppo, portarlo ad ebollizione dopo aver scolato la frutta, e rimettere la frutta nello sciroppo quando ancora caldo per poi lasciarla riposare per 24 ore. Il giorno successivo si ricomincia. 



Ma vediamo meglio i vari passaggi.


KUMQUAT SCIROPPATI


 

INGREDIENTI:
  • 1100 g kumquat
  • 2400 g acqua
  • 1300 g zucchero
  • 1 pezzetto cannella io no

PROCEDIMENTO:

Lavate per bene i kumquat e forate la buccia con uno stuzzicadenti.

Portate ad ebollizione l'acqua, unite i kumquat e cuoceteli per 5 minuti dalla ripresa del bollore. Scolateli e teneteli da parte.

Aggiungete all'acqua lo zucchero (e la cannella..se l'avete messa) e portate nuovamente ad ebollizione. A questo punto unite i kumquat e lasciate riposare, coperto, per 24 ore.

Il giorno seguente scolate i kumquat, riportate ad ebollizione lo sciroppo ed unite nuovamente i frutti. Lasciate riposare, coperto, per altre 24 ore. (Se si desidera che il profumo di cannella sia solo accennato a questo punto è possibile eliminarla, io non l'ho usata).

Ripetete quest'ultimo passaggio (scolare-bollire-riunire-riposo di 24 ore) per altre 6 volte.

Per l'ultima volta (supponendo di iniziare di lunedì questo passaggio è da effettuare il lunedì seguente) scolate i kumquat, portate ad ebollizione lo sciroppo, unitevi i kumquat e fate riprendere il bollore. Disponete kumquat e sciroppo ancora bollenti in vasetti ben puliti e precedentemente sterilizzati, chiudeteli e lasciateli riposare capovolti e avvolti in un canovaccio finché sono freddi. Quindi riponeteli in un luogo fresco ed asciutto fino all’utilizzo. 



Da tutto il procedimento, una volta invasati i kumquat, è avanzato parte dello sciroppo. Io non l'ho buttato ma l'ho conservato per poi aromatizzare eventualmente ad esempio un dolce da colazione o quello che preferite.

Buon appetito!





Con questa ricetta partecipo al 100% Gluten Free (Fri)day:

http://www.glutenfreetravelandliving.it/100-gluten-free-friday/


venerdì 30 maggio 2014

SCIROPPO AI FIORI DI SAMBUCO...una vera sorpresa!

Ciao a tutti!

I giorni scorsi si è consumata una piccola tragedia in casa Fotocibiamo...il primo dentino ha iniziato a dondolare...e di lì a qualche giorno è caduto...naturalmente anche lì le cose si sono complicate, infatti invece di aiutarlo con una piccola spintarella a cadere, Alice ha pensato bene che doveva lasciarlo fare tutto da solo...così il dente è caduto dopo qualche giorno mentre si lavava i denti e lo ha perso...non vi dico la sua faccia...per fortuna poi lo abbiamo ritrovato... 



E la tragedia??!!!
Già...la tragedia non sta nel fatto che il dente sia caduto...che sia uscito un gocciolino di sangue...che il dolore sia fortissimo, a detta della coraggiosa bimba...no...no...la tragedia sta nel fatto che nella bocca della sorellina minore tutti i denti son ancora ben saldi...da quando s’è saputa la notizia dell’imminente caduta, c’è stato un continuo tentativo di trovare un dente dondolante anche nella sua bocca per poi andarsi a rifugiare nella sua camera tutta impettita con le braccia conserte e non rivolgere la parola più a nessuno...temevo cercasse il modo di farlo cadere davvero!

E non è ancora finita...ogni tanto la troviamo davanti ad uno specchio che testa la resistenza dei suoi denti e a tutti quelli che arrivano a casa chiede se mai un giorno succederà anche a lei...



E poi per completare il quadretto...sapete il famoso topolino (io ho sempre abitato in campagna...qui da me veniva il topolino niente fatina!!!)...ieri sera al momento di andare a nanna, abbiamo preparato un piattino con il dente per far lo scambio dente-monetina col famoso topo...bene è scoppiata un’altra tragedia perché a quel punto l’intrepida bimbetta che tanto voleva veder cadere un suo dente, ha deciso che aveva terrore del topino in arrivo...i pianti disperati sono continuati per non so quanto tempo...

Anche la ricetta di oggi, in qualche modo ha a che fare con i denti...sì infatti un infuso di fiori di sambuco secchi mi veniva propinato ogniqualvolta avessi mal di denti...e avendone avuto parecchio potete immaginare il mio amore per questo arbusto spontaneo che cresce ricco intorno a casa...



Qualche tempo fa Miria(lei lo aveva visto da Silvia) ha pubblicato lo sciroppo ai fiori di sambuco...be’ la mia prima reazione non è stata molto positiva...poi dopo aver fatto quattro chiacchere con Miria e anche con Silvia, la mia curiosità non ha resistito e l’ho preparato...sapete come è andata...è buonissimo davvero sorprendente...una bevanda molto dissetante perfetta per le prossime giornate estive!!!

Il sambuco è una pianta caratterizzata da molte proprietà terapeutiche ed il suo impiego a tal fine risale a tempi molto antichi; della pianta si utilizzano principalmente i fiori, le bacche, le foglie e la corteccia. L'infuso ottenuto con i fiori di sambuco ha proprietà sudorifere ed il loro impiego è consigliato nel trattamento delle malattie legate all'apparato respiratorio; la tisana fatta con fiori di sambuco si utilizza per curare raffreddore, tosse, asma ed anche i reumatismi. Sempre i fiori, grazie alla presenza di flavoni, producono benefici alle vene e all'apparato circolatorio in generale (altre notizie qui). 




SCIROPPO AI FIORI DI SAMBUCO



INGREDIENTI:
  • 14 fiori di sambuco
  • 1,2 l di acqua
  • 3 limoni bio
  • Zucchero semolato

PROCEDIMENTO:

Raccogliete i fiori di sambuco, eliminate i gambi più grossi e mettete i fiori in un contenitore grande con il coperchio. Aggiungete l'acqua fredda e i limoni tagliati a fettine sottili. Chiudetelo e lasciatelo riposare per circa 36 ore a temperata ambiente (minimo 24h, massimo 48h). Una volta trascorso questo tempo filtrate il tutto con l'aiuto di una garza (o un colino a maglie strette). Pesate il liquido così ottenuto, versatelo in un tegame ed aggiungetevi la stessa quantità di zucchero semolato. Portate a ebollizione e fate bollire per 10-15 minuti mescolando di tanto in tanto. Imbottigliate ancora caldo e conservatelo in frigorifero una volta raffreddato.

Servite mescolando in un bicchiere 1 parte di sciroppo e 5-6 di acqua, ghiaccio, limone e foglioline di menta.




Buon appetito!



...e buon fine settimana!!!





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