sabato 10 settembre 2022

GUYANESE PINE TART...per Biscotti dal Mondo!

Ciao a tutti!

Arrivato settembre torna anche il nostro appuntamento mensile con la rubrica “Biscotti dal mondo”, oggi vi racconteremo delle GUYANESE PINE TART: una via di mezzo tra un grande biscotto e un pasticcino ripieno con una confettura di ananas.
 


Come ogni mese, l’appuntamento con la rubrica “Biscotti dal mondo” è il 10 del mese. Seguiteci e faremo insieme un viaggio tra sapori e tradizioni di ogni parte del mondo.
 


Noi vi portiamo in Guyana. La Guyana è una repubblica del Sud America che confina con Brasile, Suriname e Venezuela. Il suo territorio è per buona parte pianeggiante e caratterizzato da un clima tropicale con estati afose e inverni umidi. 
 

Ha un’economia fondata sull’agricoltura; produce canna da zucchero, banane, agrumi, palma da cocco e frutti tropicali come l’ananas.
 


Non stupisce quindi scoprire che uno dei biscotti tipici della Guayana sono le GUYANESE PINE TART
 al cui interno troviamo una golosa confettura di ananas a volte semplice a volte arricchita con cannella, vaniglia e noce moscata. Il guscio esterno è formato da una pasta frolla senza uova e senza zucchero che si abbina perfettamente con il ripieno essendo quest’ultimo molto dolce.


GUYANESE PINE TART
Ricetta tratta da qui 


INGREDIENTI (per circa 10-12 biscotti):

per la pasta:
  • 250 g farina
  • 150 g burro
  • un pizzico di sale
  • 125 ml (circa) acqua ghiacciata
per la confettura:
  • 1 ananas (oppure 400g ananas sciroppato, circa 2 lattine)
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • noce moscata a piacere
  • semi ½ bacca vaniglia
  • 2 cucchiai di zucchero (di canna se preferite un sapore più intenso)
  • succo di ½ limone
per finire:
  • 1 uovo intero (albume e tuorlo separati)

PROCEDIMENTO:

Preparate la confettura di ananas.

Sbucciate e tagliate a pezzi il vostro ananas. Trasferite i pezzi in un robot da cucina e frullate (se utilizzerete l’ananas sciroppato, frullatelo dopo averlo sgocciolato).

Mettete la polpa frullata dell’ananas in una pentola, aggiungete il limone, lo zucchero e le spezie. Portate a bollore, quindi lasciate sobbollire per 25-30 minuti in modo che si addensi. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare completamente.

Nel frattempo che la confettura si raffredda, prepariamo la pasta.

In una ciotola unite la farina con il burro iniziate a lavorare il tutto facendo incorporare il burro alla farina. Poco alla volta aggiungete l’acqua (potrebbe non essere necessaria tutta) continuando ad impastare. Impastate velocemente, date alla pasta la forma di un cilindro lungo circa 25 – 30 cm. Avvolgetelo con la pellicola e riponetelo in frigo per un’ora.

Assembliamo i nostri biscotti.

Prendiamo il cilindro di pasta dal frigo.

Separate il tuorlo dell’uovo dall’albume conservandoli in due ciotole.

Tagliate una rondella di pasta spessa circa 2 cm dal cilindro, cospargete il piano di lavoro con poca farina, quindi appiattite prima con le mani poi col matterello la vostra rondella. Dovrete ottenere un disco di circa 15 cm di diametro spesso pochi millimetri, potrete aiutarvi con un tagliapasta dopo aver steso l’impasto.

Spennellate con l’albume i bordi del disco (circa 1 cm) e ponete al centro un cucchiaio di confettura, spalmatela sul disco ad esclusione dei bordi.

Ora dovrete formare un triangolo: iniziate a piegare un bordo verso il centro e ripete l’operazione in tutto tre volte, alla fine avrete un triangolo.

Continuate così fino a finire gli ingredienti.

Trasferite i vostri pine tart su una teglia coperta di carta forno, spennellateli con il tuorlo d’uovo quindi bucherellate la frolla con i rebbi di una forchetta in modo che il vapore che si forma in cottura possa fuoriuscire.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 25-30 minuti dovranno risultare dorati.

Sfornare e lasciar raffreddare prima di servire. 
 


Buon appetito!


LE RICETTE DEL TEAM:

  1. Alida: Dolcetti di Karlsbad (Republica Ceca) 
  2. Imma: Hup Toh Soh (Biscotti cinesi alle noci) 
  3. Lucia: Kurabie biscuits (biscotti azeri) 
  4. Miria: Biscotti al mais della Costa d’Avorio - Kyekyire paano 
  5. Monica: Guyanese pine tarts (Guyana)
  6. Simona: Bolivian Cocadas (biscotti boliviani al cocco) 
  



Con la rubrica “BISCOTTI DAL MONDO” ci rivedremo il 10 ottobre.


Inoltre ricordate che tutte le ricette della rubrica "BISCOTTI DAL MONDO" sono raccolte in un’utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.



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giovedì 1 settembre 2022

IL BISCOTTO DI SAN MICHELE "a modo mio"...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme il BISCOTTO DI SAN MICHELE, non aspettatevi però un dolce, il biscotto di San Michele è un pane aromatizzato al finocchietto a forma di sottile ciambella che deve il suo nome al fatto di essere cotto due volte.




Per questo mese, con le nostre compagne di viaggio, abbiamo scelto di preparare ricette tutte dedicate a San Michele Arcangelo. Miria ci porterà in Irlanda per scoprire la TORTA IRLANDESE CON MELE E MORE ; mentre Simona preparerà lo SCUDO DI SAN MICHELE , un pane dolce preparato nella provincia di Sondrio.
 

Anche questo mese vi abbiamo preparato un pdf in cui troverete il calendario del mese in corso, una ricetta dedicata ad uno dei Santi del mese, le date da ricordare e tanto spazio in cui potrete scrivere le vostre annotazioni.

Cliccate sul banner qui sotto e potrete scaricare il calendario di aprile preparato per voi:
 


San Michele Arcangelo viene sempre rappresentato come un guerriero con una spada o con una lancia mentre schiaccia sotto i suoi piedi il diavolo sconfitto in battaglia. Troviamo la sua storia nelle Sacre Scritture sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento. È stato scelto come protettore da molte cittadine italiane e non solo. Lo scorso anno vi abbiamo parlato di Bagnacavallo, quest’anno vi parleremo di Sant’Angelo d’Alife in provincia di Caserta.

Sant’Angelo d’Alife è un piccolo centro sul massiccio del Matese, lontano dalla frenesia che caratterizza le nostre città, dominato da un piccolo castello costruito nel X secolo. Nella zona sono presenti molte grotte che nel corso degli anni hanno accolto insediamenti umani fin dalla preistoria.

Proprio queste grotte sono le protagoniste della storia di devozione che voglio raccontarvi oggi. Da secoli i pellegrini percorrono i sentieri che raggiungono queste grotte in segno di devozione a San Michele Arcangelo attraverso quello che viene definito il Cammino Micaelico Matesino.

Questi sentieri attraversano due regioni, il Molise e la Campania, e collegano tra loro diverse grotte nelle quali è apparso l’Arcangelo Michele, alcune di queste grotte sono riccamente affrescate ed hanno architetture molto particolari.

Una di queste grotte si trova presso Sant’Angelo d’Alife, al suo interno si trova una chiesetta rupestre con un altare ed una piccola vasca che forse veniva usata come fonte battesimale. All’ingresso della grotta la roccia è solcata da profonde fenditure, che sembrano causate da grossi e lunghi artigli. In questa grotta si racconta che avvenne la lotta tra l’Arcangelo Michele e il diavolo e che quei segni furono lasciati dal diavolo durante lo scontro finale prima di sprofondare negli inferi.

Vicino alla grotta si trova un piccolo santuario risalente al Settecento dedicato a San Michele.

Ogni anno il 29 settembre gli abitanti di Sant’Angelo d’Alife si recano in pellegrinaggio alla grotta, durante il pellegrinaggio i partecipanti portano ai polsi i BISCOTTI DI SAN MICHELE, un pane che alcuni forni del luogo preparano solo il 29 settembre in onore del santo e che vengono poi donati in cambio di un'offerta a tutti i partecipanti al pellegrinaggio.

Le origini di questa tradizione sono antichissime, un tempo i contadini e i pastori della zona nei giorni successivi la festa consumavano questi biscotti nei campi durante le loro giornate di lavoro indossandoli come dei bracciali, mentre durante la festa ancora oggi vengono fatti indossare al collo o alle braccia dei bambini per affidarli alla protezione di San Michele.

La ricetta del biscotto di San Michele è segreta, come spesso accade in questi casi, gli ingredienti utilizzati sono molto semplici (farina, acqua, semi di finocchio e “criscito” cioè lievito madre) e la particolarità sta nella cottura: il biscotto viene prima passato qualche minuto in acqua bollente, passaggio che lo renderà lucido, e poi cotto nel forno a legna.

Il risultato sarà un pane con una delicata crosta croccante ma morbido al suo interno.

Fonti:

- il Cammino Micaelico nel Matese 
- Il Tarallo di San Michele 
- Il biscotto di Sant’Angelo d’Alife: un fossile gastronomico 
- Curiosità sul biscotto di San Michele
- il Biscotto di San Michele 
- Il Biscotto di San Michele 

Vi lascio la preghiera che Papa Leone XIII scrisse per chiedere l'aiuto di San Michele Arcangelo...
 






Ed ora la ricetta...

IL BISCOTTO DI SAN MICHELE “a modo mio”
La ricetta NON è l’originale (essendo segreta), ho cercato di interpretarla seguendo le indicazioni di questo video 


INGREDIENTI:
  • 1 kg farina 00
  • 450 ml circa di acqua
  • 1 cucchiaio di finocchietto selvatico
  • 15 g sale
  • “criscito” (lievito madre) io l’ho sostituito con 4 g lievito di birra secco

PROCEDIMENTO:

Con l’aiuto dell’impastatrice, ma potete eseguire facilmente l’impasto anche a mano, impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Se necessario aggiungete altra acqua ma fate attenzione ad aggiungerne poca alla volta.

Trasferite il vostro impasto sulla spianatoia, impastate velocemente, date forma tonda e lasciate riposare 1 ora coperto.

Riprendete il vostro impasto e dividetelo in porzioni da circa 200 g, da ogni porzione ricavate un cilindretto lungo circa 70 cm, unite le due estremità a formare una sottile ciambella che dovrà avere un diametro di circa 20 cm.

Trasferite ogni ciambella su una teglia da forno coperta di carta forno e lasciate riposare 1 ora al coperto.

Portate a bollore una pentola di acqua e immergete una ciambella alla volta, quando arriverà in superficie potrete scolarla e trasferirla su un canovaccio e poi su una teglia coperta con carta forno.

Quando la superficie delle vostre ciambelle sarà asciugata, potrete cuocerle in forno già caldo a 200°C per 15-20 minuti. Non dovranno colorarsi troppo.

Otterrete un pane lucido con una delicata crosticina croccante e morbido al suo interno.


Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di ottobre.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.



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lunedì 1 agosto 2022

I TORDELLI DI SAN LORENZO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme i TORDELLI DI SAN LORENZO, una pasta ripiena tipica toscana che a Seravezza viene preparata durante i festeggiamenti per il santo patrono.
 




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria una ricca PAGNOTTA DI SANTA CHIARA che veniva preparata a Napoli in occasione della festa di Santa Chiara; mentre Simona ha preparato le COTOLETTE DI SANT’ALFONSO, un goloso secondo piatto legato alla storia di questo santo.


Anche questo mese vi abbiamo preparato un pdf in cui troverete il calendario del mese in corso, una ricetta dedicata ad uno dei Santi del mese, le date da ricordare e tanto spazio in cui potrete scrivere le vostre annotazioni.

Cliccate sul banner qui sotto e potrete scaricare il calendario di agosto preparato per voi:


San Lorenzo gode di una notevole devozione popolare, molte sono le città che lo hanno eletto come proprio patrono, ma le notizie sulla sua vita sono scarse.

Si sa che Lorenzo nacque in Spagna, in un paesino ai piedi dei Pirenei, e che completò i suoi studi umanistici e teologici ad Aragozza. Qui ebbe come maestro il futuro papa Sisto II, il quale riconoscendo il Lorenzo una grande umanità e bontà d’animo lo convinse a seguirlo a Roma. Una volta eletto papa, Sisto II, nominò Lorenzo arcidiacono col compito di occuparsi dei poveri della diocesi amministrando e custodendo i beni e le offerte raccolte.

Purtroppo questo è il periodo delle persecuzioni dei cristiani da parte dell’imperatore Valeriano. Nell’agosto del 258 a seguito di un editto dell’imperatore, tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi vennero condannati a morte. Papa Sisto II sorpreso a celebrare la messa nelle catacombe, fu decapitato il 6 agosto insieme ad alcuni dei suoi diaconi. Lorenzo venne ucciso il 10 agosto, quattro giorni dopo.

La tradizione racconta che San Lorenzo morì arso vivo su una graticola, ma gli studiosi considerano quasi leggendario tutto ciò e ritengono più probabile la morte per decapitazione non avendo l’imperatore ordinato alcuna tortura.

In ricordo dei carboni ardenti su cui fu martirizzato per alcuni o delle lacrime di San Lorenzo per altri, la notte di San Lorenzo è associata al fenomeno delle stelle cadenti. Per ogni stella cadente che vedrete, potrete esprimere un desiderio nella speranza che San Lorenzo, protettore dei sogni, vi aiuti a realizzarlo.

Fonti:

- San Lorenzo il martire dei poveri che fa lacrimare il cielo
- Storia e vita di San Lorenzo 
- San Lorenzo 



Dalle nostre parti a San Lorenzo, il 10 agosto, si preparano delle piccole melanzane tonde ripiene e cotte al forno, come vi ho raccontato lo scorso anno.

In Versilia, a Seravezza, in onore di San Lorenzo, patrono della città, organizzano due giorni di festeggiamenti nei quali i riti religiosi vengono accompagnati da una fiera ricca di bancarelle e dalla preparazione dei buonissimi TORDELLI.
 


I TORDELLI sono tipici non solo di questa zona ma di tutta la Toscana. Come ogni ricetta della tradizione, ogni famiglia ha una sua versione.
 


I tordelli nascono come piatto antico preparato a partire da avanzi di arrosti di manzo e maiale insaporiti da salsiccia e a volte mortadella, oggi talvolta si preparano anche partendo dalle carni macinate. Nelle versioni più antiche non sono presenti né le biete nè le uova nel ripieno, oggi molte versioni le prevedono. Infine, il condimento in origine era solo burro fuso, oggi si condiscono anche con il ragù toscano o con del semplice sugo di pomodoro.

Vediamo la ricetta...

TORDELLI
Ricetta principalmente tratta da qui  con qualche aggiunta vista in altre versioni

INGREDIENTI (per circa 65 tordelli grandi – tagliapasta 8 cm diametro):
per la sfoglia:
  • 600 g farina 00
  • 5 uova
  • sale q.b.
  • acqua q.b.
per il ripieno:
  • 250 g arrosto di lonza di maiale
  • 350 g arrosto polpa di manzo
  • 2-3 rametti di timo
  • 1 rametto rosmarino
  • ½ bicchiere vino rosso
  • 1 bicchiere brodo vegetale
  • 1 spicchi aglio
  • 3 foglie di salvia
  • 50 g mortadella
  • 150 g salsiccia
  • 100 g pane toscano raffermo
  • 150 bieta (cotta con 1 spicchio aglio e 1 noce di burro) (facoltativa – aggiunta moderna – io l’ho messa)
  • 1 pizzico di noce moscata
  • 80 g pecorino toscano
  • pepe q.b.
  • 1 rametto prezzemolo
  • 2 uova (facoltative – aggiunta moderna – io le ho messe)
per condire:
  • burro
  • pepe q.b. (mia aggiunta)

PROCEDIMENTO:

Il giorno precedente preparate gli arrosti.

- Lonza di maiale: ho sigillato da tutti i lati (rosolandola da tutti i lati in padella con poco olio) una lonza di maiale di circa 800 g che poi ho cotto in casseruola per circa 45 minuti con la semplice aggiunta di olio extravergine di oliva e bordo vegetale. L’arrosto sarà pronto quando al cuore raggiungerà una temperatura di 74°C. Da questo arrosto ho messo da parte 250 g per i tordelli. (*)

- Arrosto di manzo: sigillate la carne (rosolandola da tutti i lati) in padella con poco olio e sfumate col vino rosso, fate evaporare il vino e spegnete. Trasferite la carne e il suo condimento in una teglia da forno, aggiungete un filo di olio extravergine di oliva, uno spicchio d’aglio intero, il timo, il rosmarino, la salvia e il brodo vegetale. Cuocete in forno già caldo a 180°C per 45/50 minuti, se necessario durante la cottura bagnatelo con altro brodo. L’arrosto sarà cotto quando al cuore raggiungerà la temperatura di 58-60°C.  Tenete da parte per i tordelli 350 g di questo arrosto. (*)

- Dopo aver eliminato il budello, rosolate la salsiccia in poco olio extravergine di oliva avendo cura di sgranarla bene durante al cottura.

- Pulite e tagliate a listarelle la bieta quindi cuocetela con poco burro e uno spicchio d’aglio intero. Quando sarà cotta eliminate l’aglio e tritate grossolanamente. Tenete da parte.

- Ammollate il pane col brodo, strizzatelo ed eliminate il brodo in eccesso. Tenete da parte.

- Con l’aiuto di un tritacarne (non frullate le carni ne perdereste in consistenza, se non avete il tritacarne, tritate tutto a coltello o con una mezzaluna) macinate i due arrosti con i loro aromi escluso l’aglio, la mortadella, le biete, il pane ammollato. Inserite gli ingredienti nel tritacarne alternati in modo che si amalgamino bene tra loro.

- A questi ingredienti macinati, aggiungete ora la noce moscata, il pecorino toscano grattugiato, pepe q.b., il prezzemolo tritato ed infine le uova, se come me decidete di aggiungerle. Aggiustate di sale. Mescolate tutto per bene, coprite con pellicola e trasferite in frigo, il riposo aiuterà l’amalgama dei sapori.

- Preparate a sfoglia con gli ingredienti indicati. Avvolgetela con la pellicola e fatela riposare almeno mezz’ora.

- Ora potete formare i tordelli. Tirate la sfoglia sottile, se utilizzate una sfogliatrice: su ogni striscia sistemate delle palline (non siate parchi!) di ripieno, ripiegate la sfoglia sopra al ripieno, schiacciate bene con le dita per far aderire le due parti ed eliminate l’aria. Tagliate i tordelli con un rotella dentata oppure con un tagliapasta tondo (il mio 8 cm di diametro).
 

Continuate così fino ad esaurimento degli ingredienti.
 

- Cuocete i tordelli in abbondante acqua salata pochi alla volta e conditeli con semplice burro fuso (**) e una spolverata di pepe (mia aggiunta).

NOTA:

(*) potete partire anche dal macinato di maiale e di manzo e farli direttamente rosolare in padella con gli aromi invece di fare gli arrosti.

(**) i tordelli un tempo venivano conditi solo con burro fuso, oggi si condiscono anche con ragù toscano o semplice sugo di pomodoro.


Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di settembre.

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venerdì 1 luglio 2022

MADELEINE...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme le MADELEINE, piccoli dolcetti originari del nord-est della Francia con una particolare forma a conchiglia, secondo Marcel Proust, capaci di rievocare ricordi di un’infanzia passata.







 
Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria una ricca PARMIGIANA DI MELANZANE che viene preparata ad Ischia in onore di Sant’Anna; mentre Simona ha scelto le FUGASCINE DI MERGOZZO, tipici dolci piemontesi preparati per la festa di Santa Elisabetta.


Anche questo mese vi abbiamo preparato un pdf in cui troverete il calendario del mese in corso, una ricetta dedicata ad uno dei Santi del mese, le date da ricordare e tanto spazio in cui potrete scrivere le vostre annotazioni.

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L’origine delle MADELEINE, come spesso accade per tutte le ricette della tradizione, è controversa. Sicuramente sono nate in Francia, ma vi sono almeno due versione che tentano di spiegare da dove arrivino questi famosi dolcetti.
 


 
Una versione più profana, racconta la nascita delle madeleine nel 1700 ad opera di una pasticciera, di nome Madeleine Paulmier, alle dipendenze del suocero di Luigi XV. Sembra che proprio Luigi XV e la moglie dopo aver assaggiato questi dolcetti decisero di portarli alla corte di Versailles battezzandoli col nome della pasticciera che li aveva preparati.





 
Un’altra versione, quella a cui mi piacerebbe dare più credito, è legata alla religione cristiana e alla figura di Maria Maddalena. Infatti secondo questa seconda versione, questo dolce fu preparato in onore di Maria Maddalena dalla quale prende il nome e la forma a conchiglia, essendo la conchiglia simbolo dei pellegrini.

Santa Maria Maddalena, la donna che, liberata dal Cristo da sette demoni come raccontano nei Vangeli Marco e Luca, divenne sua discepola seguendolo fino ai piedi della croce sul monte Calvario, e per prima portò l’annuncio della resurrezione ai discepoli, viene festeggiata nel calendario romano il 22 luglio.

Maria Maddalena fu la prima evangelista di Francia, secondo la tradizione medioevale si racconta che dopo la morte e resurrezione di Cristo, in seguito alle persecuzioni, Maria Maddalena, Lazzaro e Marta insieme ad altri cristiani furono lasciati in mare in balia di una tempesta, su una barca priva di vele e remi, perché morissero. La loro barca resistette alla tempesta e arrivò al porto di Marsiglia. Da qui iniziò l’opera di evangelizzazione della Maddalena che visse poveramente predicando in questi luoghi dove poi venne sepolta nella basilica di St.Maximin.

Fonti:
- Madeleine 
- Commercy 
- Madeleine 
- Maria Maddalena 
- Santa Maria Maddalena 
- Maria Maddalena 



MADELEINE DI PIERRE HERMÉ
Ricetta tratta da qui 


INGREDIENTI:
2 uova intere (grandi)
120 g zucchero
100 g farina 00
2 g lievito per dolci
100 g burro fuso
scorza grattugiata limone (*)

per finire:
q.b. burro per lo stampo
q.b. farina per lo stampo


(*) ho aggiunto alla ricetta la scorza di limone che non era presenta in questa ricetta ma che viene utilizzata in altre versioni


PROCEDIMENTO:

L’esecuzione di questa ricetta è semplice è solo necessario rispettare due piccole regole: primo, preparare l’impasto in anticipo e cuocerlo negli stampi solo dopo un lungo riposo in frigo, infatti lo sbalzo di temperatura permetterà la creazione della tipica gobbetta. Secondo, non riempire troppo lo stampo, non dovrete farvi tentare neppure dal livellarlo in ogni fossetta, altrimenti addio gobbetta!

Vediamo insieme...

La sera precedente. Montate le uova con lo zucchero fino ad avere un composto chiaro e spumoso.

Aggiungete ora la farina con il lievito che avrete setacciato e la scorza di limone grattugiata. Mescolate con una spatola senza smontare il composto.

Aggiungete infine il burro fuso e ormai tiepido e mescolate ancora.

Trasferite l’impasto in un contenitore da frigo con coperchio, e lasciate riposare in frigo per un’intera notte.

La mattina dopo. Imburrate e infarinate lo stampo da maddaleine.

Versate una noce di impasto in ogni fossetta e trasferite lo stampo in frigo per il tempo che il forno raggiungerà la temperatura necessaria.

Riscaldate il forno a 250°C.

Raggiunta la temperatura, diminuitela a 220°.

Infornate le vostre madeleine per circa 8-10 minuti (nel mio forno perché non scurissero troppo sul fondo, ho infornato leggermente sopra alla metà).

Sfornate le vostre madeleine e facendo attenzione a non romperle sformatele subito dagli stampi, facendole raffreddare su una griglia per dolci.


Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di agosto.

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martedì 10 maggio 2022

OREHOVKI BULGARI...per Biscotti dal mondo!

Ciao a tutti!

Eccoci arrivati al nostro appuntamento mensile con la rubrica “Biscotti dal mondo”, oggi vi racconteremo degli Orehovki bulgari: golosi frollini ricchi di noci a base di yogurt tipici della Bulgaria.


Come ogni mese, l’appuntamento con la rubrica “Biscotti dal mondo” sarà il 10 del mese e vi proporremo un viaggio tra sapori e tradizioni di ogni parte del mondo.                   

Noi vi portiamo in Bulgaria. La Bulgaria si trova nella parte sudorientale della penisola balcanica, a nord di Grecia e Turchia ed a sud della Romania. È un paese ricco di imponenti montagne, spiagge dorate lungo le coste del Mar Nero, ma anche città ricche di storia e di arte. 

La cucina bulgara è molto varia e ricca di verdure che vengono cucinate in una grande varietà di zuppe calde e fredde. I piatti vengono vengono perlopiù cucinati al forno o al vapore o in forma di spezzatino, poco diffusa è la frittura.

Un ingrediente molto diffuso in questa cucina in ogni portata è lo yogurt, ingrediente di cui i bu
lgari vorrebbero rivendicare 
l’invenzione.

Proprio l
a presenza di yogurt nell’impasto di questi frollini alle noci ci ha fatto optare per questa ricetta, infatti col nome di Orehovki vengono preparate moltissime versioni di questi frollini anche molto diverse tra loro anche se tutte accomunate dalla presenza delle noci.


Otterrete un frollino leggermente umido che per la presenza del burro ricorda una frolla che però, forse per la presenza dello yogurt, perde un po' della sua friabilità e rimane leggermente morbida. Insomma ve li consiglio! 


OREHOVKI BULGARI
Ricetta tratta da qui 

INGREDIENTI (per circa 20 frollini):
  • 60 g burro non salato
  • 90 g zucchero semolato
  • 1 uovo
  • 50 g yogurt (per me yogurt alla vaniglia)
  • ¼ cucchiaino lievito per dolci
  • semi di 1 bacca di vaniglia
  • un pizzico di sale
  • 200 g farina debole da dolci
  • 90 g noci tostate e tritate grossolanamente
per finire:
  • 50 g noci tostate e tritate grossolanamente


PROCEDIMENTO:

In una ciotola montate lo zucchero col burro sciolto quindi aggiungete lo yogurt, il tuorlo e metà dell’albume. Tenete da parte la metà dell’albume avanzato vi servirà per la finitura. Mescolate bene.

Unite al composto la farina, i semi della bacca di vaniglia, un pizzico di sale e il lievito. 

Unite le noci tritate grossolanamente. Mescolate tutti gli ingredienti aiutandovi con un cucchiaio, dovrete ottenere un impasto morbido.

Formate con piccole porzioni di impasto di circa 25-30 g delle palline. 

Passate ogni pallina nell’albume avanzato, e poi nelle noci tritate per la finitura.

Disponete le palline distanziate su una teglia coperta con carta forno.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 20 minuti circa fino a doratura.

Fate raffreddare prima di servire.


Buona appetito!


LE RICETTE DEL TEAM:

1. Alida: Dolcetti indiani alle noci
2. Imma: Lepeshki (biscotti russi alle mandorle)
3. Lucia: Biscotti alla marmellata malesiani
4. Miria: Štramberské uši - Orecchie di Štramberk, biscotti della Repubblica Ceca
5. Monica: Orehovki bulgari
6. Simona: Rosquillas (Nicaragua)
7. Sisty: Anneaux aux amandes (biscotti marocchini)



Con la rubrica “BISCOTTI DAL MONDO” ci rivedremo il 10 giugno.


Inoltre ricordate che tutte le ricette della rubrica "BISCOTTI DAL MONDO" sono raccolte in un’utilissima MAPPA INTERATTIVA LINK che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle. 


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domenica 1 maggio 2022

ROSETTE DI SANTA RITA...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme le ROSETTE di Santa Rita, panini dolci preparati il 22 maggio a Mussomeli in Sicilia in onore di Santa Rita.
 




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria una golosa torta austriaca preparata per festeggiare la giornata cattolica, KARDINALSCHNITTE (letteralmente Tagli cardinali); mentre Simona ha scelto il RISO E LATTE, preparato il giorno dell’Ascensione al cielo di Gesù in molte regioni italiane.


Anche questo mese, come ad aprile, vi abbiamo preparato un pdf in cui troverete il calendario del mese in corso, una ricetta dedicata ad uno dei Santi del mese, le date da ricordare e tanto spazio in cui potrete scrivere le vostre annotazioni.

Cliccate sul banner qui sotto e potrete scaricare il calendario di aprile preparato per voi:


Santa Rita da Cascia nata a Roccaporena, un piccolo paesino umbro vicino a Cascia, nel 1380, ebbe una vita incredibilmente ricca di cambiamenti e costantemente pervasa dall’amore incondizionato per Nostro Signore. Fin da ragazzina avrebbe voluto vestire l’abito religioso ma i suoi genitori non glielo permisero e all’età di 14 anni dovette sposare un uomo che poi si rivelò violento e rissoso. Rita riuscì con la sua grande bontà d’animo a convertire e a rendere buono il marito da cui ebbe due figli. Ma questo cambiamento non fu sufficiente ad allontanarlo dai guai e dalle persone che frequentava un tempo, tanto che venne ucciso. Questo fu una delle prime prove della sua vita, Rita si trovò da sola con i suoi figli ma tutto questo l’avvicinò ancora di più a Dio.

Lei, con l’aiuto della preghiera, riuscì a perdonare gli assassini del marito, cosa che non riuscirono a fare i figli che anzi meditarono vendetta. Quando Rita di rese conto di quello che volevano fare i figli, cercò in ogni modo di dissuaderli fino al punto di arrivare a pregare Dio di portarli a Se prima di macchiarsi di un delitto che li avrebbe dannati in eterno. Nel giro di pochi anni entrambi i figli morirono per malattia.

A questo punto della sua vita Rita si ritrovò sola, e decise di ritirarsi in convento, ma neanche questa volta il suo desiderio venne esaudito. Anche in questo caso si rifugiò nella preghiera, in una preghiera intensa e fiduciosa: una notte in sogno le apparve prima San Giovanni Battista, poi Agostino e Nicola da Tolentino e miracolosamente al suo risveglio si ritrovò all’interno del monastero di Cascia, da dove era stata rifiutata, e a quel punto le consorelle non poterono fare altro che accettarla tra loro.

Trascorse 40 anni in convento, quando si ammalò Rita ebbe un ultimo desiderio: una rosa e due fichi del giardino della sua casa natia e li chiese ad una sua cugina che era accorsa al suo capezzale. Ma era inverno e questa richiesta suscitò molto stupore nella cugina che però nonostante tutto decise di recarsi nel giardino della casa dei genitori di Rita. Con suo enorme stupore, in quel giardino, trovò una rosa e due fichi nonostante il freddo gelido, li colse tutti e tre e li portò a Rita.

La rosa rappresenta Rita che nonostante le spine che la vita le ha riservato è riuscita a “fiorire” e a sciogliere il gelo in molte anime nella sua vita, mentre i due fichi rappresentavano i suoi figli che lei era riuscita a salvare. Rita morì il 22 maggio 1147.

Il primo miracolo di questa Santa avvenne a pochi giorni dalla sua nascita. Alcune api le si avvicinarono mentre si trovava nella culla nel giardino dei genitori, entrando ed uscendo dalla sua bocca senza mai pungerla. Poco distante da lei un contadino si tagliò profondamente una mano con la falce. Subito corse verso la casa per curarsi, passando vicino alla culla vide le api sul viso della bimba, fece un gesto per allontanarle con la mano ferita e con grande stupore si accorse che questa era guarita.

Altro simbolo legato a questa Santa è la Vite. In convento mentre Rita è ancora novizia, la superiora le chiede di innaffiare ogni giorno come segno di obbedienza una vite ormai secca da tempo. Rita con obbedienza assolve il suo compito ogni giorno, e la vite ricomincia a germogliare rigogliosa, la si può vedere ancora oggi all’interno del convento.

Fonti:

- Monastero Santa Rita da Cascia 
- Santa Rita da Cascia 
- La storia di Santa Rita raccontata ai bambini 
- Comitato Santa Rita 

 


Santa Rita viene ricordata il 22 maggio girono della sua morte, è una Santa molto amata in molte delle nostre regioni. Il giorno della ricorrenza in chiesa vengono benedette le rose e in alcune parti anche dei pani che vengono poi offerti durante le processioni dedicate alla Santa.
 


Come succede a Mussomeli in provincia di Caltanissetta, qui il 22 maggio dai forni del posto vengono preparati i panini di Santa Rita, panini dolci a forma di chiocciola e ricoperti di semi di sesamo.



PANINI DI SANTA RITA
Ricetta tratta da Castello incantato 

INGREDIENTI (per circa 10 panini):
  • 500 g farina per pizza
  • 100 g strutto
  • 100 g zucchero
  • 7 g lievito di birra disidratato
  • 1 uovo
  • semi di ½ bacca di vaniglia
  • 100 ml latte
  • 50 ml acqua tiepida
  • un pizzico di sale
per finire:
  • 1 uovo
  • semi di sesamo

PROCEDIMENTO:

Fate sciogliere nel latte tiepido il lievito.

Nella ciotola dell’impastatrice (ma potete procedere anche impastando a mano) mettete la farina, lo zucchero, lo strutto, l’uovo, i semi di vaniglia e il latte con il lievito. Iniziate ad impastare a bassa velocità in modo da amalgamare tutti gli ingredienti ed aggiungete prima l’acqua ed infine il sale.

Aumentate la velocità dell’impastatrice fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, ci vorranno circa 20 minuti.

Trasferite l’impasto sulla spianatoia, date forma tonda ripiegando la pasta verso il basso e riponetelo in una ciotola. Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare per 1 ora.

Riprendete l’impasto, dividetelo in 10 porzioni quindi da ognuna formate un salsicciotto lungo poco meno di 30 cm quindi arrotolate ogni salsicciotto su se stesso a formare una chiocciola. Non stringete troppo i giri della chiocciola altrimenti la pasta si strapperà durante la lievitazione.

Riponete tutte le chiocciole su una teglia coperta di carta forno distanziate tra loro. Coprite con pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio (la mia cucina è calda e sono raddoppiate in un’ora).

Riprendete la teglia con le chiocciole, spennellatele con l’uovo leggermente sbattuto. Ora prendete delle forbici e fate dei piccoli taglietti lungo le spire delle vostre chiocciole. Cospargete di semi di sesamo e cuocete in forno già caldo a 180°C per 20-25 minuti, devono essere ben dorate in superficie.

Sfornate e fate raffreddare su una gratella.



Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di giugno.

Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA LINK che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.



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domenica 10 aprile 2022

KA'IK EL EID, biscotti di Pasqua libanesi....per Biscotti dal mondo!

Ciao a tutti!

Eccoci arrivati al nostro secondo appuntamento con la rubrica “Biscotti dal mondo”, oggi vi racconteremo dei Ka’ik el Eid: biscotti libanesi preparati in occasione della Pasqua.
 


Come ogni mese, l’appuntamento con la rubrica “Biscotti dal mondo” sarà il 10 e vi proporremo un viaggio tra sapori e tradizioni di ogni parte del mondo. Questo mese abbiamo deciso di dedicare l’uscita ai biscotti che si preparano per la Pasqua.


In Libano si realizzano l’incontro e la fusione di culture, religioni, credenze e gruppi etnici più disparati ma che riescono a convivere pacificamente in un ambiente che risulta così essere molto vivace e stimolante. È uno dei paesi più piccoli al mondo ma con radici antiche che gli derivano dalle diverse civiltà che si sono succedute nel corso dei secoli e che hanno così contribuito a creare l’identità di questa piccola regione.
 


La Pasqua in Libano è una festa molto importante. Dopo le celebrazioni nelle varie chiese e l’astinenza dalla carne per i quaranta giorni precedenti la Pasqua, si festeggia con lauti pasti a base di uova ed agnello e abbondanti dolci. Tradizione particolare è la Shanineh, durante la quale candele decorate con nastri e fiori vengono consegnate ai bambini, i quali formano una processione che li porterà verso la chiesa.
 


Tra i dolci che vengono preparati e consumati nel periodo di Pasqua ci sono i Ka’ik el Eid. Questi biscotti vengono preparati la settimana che precede la Pasqua, come ogni biscotto della tradizione le ricette che portano questo nome sono davvero tante e diverse tra loro, alcune arricchite da un goloso ripieno altre più semplici.

Noi abbiamo scelto di presentarvi una versione molto semplice che viene preparata nelle case, sono biscotti  aromatizzati al cocco molto semplici e veloci da preparare per la settimana che precede la Pasqua.



KA’IK EL EID (biscotti di Pasqua libanesi)
Ricetta di Your Lebanon 


INGREDIENTI (per circa 40 biscotti):
  • 300 g farina 00
  • 150 g zucchero
  • 100 ml latte
  • 50 g farina di cocco
  • 50 ml olio vegetale (per me extravergine di oliva)
  • 3 uova piccole
  • 4 g lievito per dolci
  • semi mezza bacca di vaniglia

PROCEDIMENTO:

In una ciotola inserite tutti gli ingredienti tranne il latte e mescolare.

Aggiungete ora il latte poco alla volta, potrebbe non essere necessario tutto, dovrete ottenere un impasto abbastanza sodo da formare delle palline.

Coprite con carta forno una teglia. Quindi prendete piccole porzioni di impasto (circa 25 g) e arrotolandole con le mani create delle piccole palline.

Disponete sulla teglia distanziate e appiattite leggermente ogni pallina.

Alcune porzioni di impasto lavoratele a formare un piccolo cordoncino e unite le due estremità ad anello.
 


Cuocete in forno già caldo a 180°C per circa 15 minuti, dovranno essere dorate in superficie.


Buona appetito!


LE RICETTE DEL TEAM:

1. Alida: Arrufadas de coco (biscotti portoghesi)
2. Imma: Cornuelles de Paques 
3. Lucia:Koulourakia di Pasqua senza uova (Grecia)
4. Miria: Kwarezimal - biscotti di Malta per la Quaresima
5. Monica: Ka'ik el Eid (biscotti di Pasqua libanesi)
6. Simona: Traditional easter biscuits (Inghilterra)
7. Sisty: Ma’amul libanesi







Con la rubrica “BISCOTTI DAL MONDO” ci rivedremo il 10 maggio.


Inoltre ricordate che tutte le ricette della rubrica "BISCOTTI DAL MONDO" sono raccolte in un’utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.



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