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giovedì 10 novembre 2022

HALFMANAR, mezzelune islandesi ripiene...per Biscotti dal mondo!

Ciao a tutti!

Eccoci ad un nuovo appuntamento mensile con la rubrica “Biscotti dal mondo”, oggi vi portiamo in Islanda per gustare insieme un pasticcino speziato ripieno di confettura di rabarbaro le HÁLFMANAR.
 


Come ogni mese, l’appuntamento con la rubrica “Biscotti dal mondo” è fissata per il 10. Seguiteci e faremo insieme un viaggio tra sapori e tradizioni di ogni parte del mondo.
 

Noi vi portiamo in Islanda. L’Islanda è un’isola dell’Oceano Atlantico settentrionale, situata poco al di sotto del Circolo polare artico. Il clima è di tipo oceanico, freddo per gran parte dell’anno con una breve pausa durante l’estate, periodo in cui è più piacevole visitare l’isola.

La cucina islandese è molto legata ai sapori di una terra aspra e difficile da coltivare, la colazione è il pasto fondamentale e per questo è molto ricco e abbondante a scapito del pranzo che spesso si riduce ad un sandwich; nel pomeriggio tè con pasticcini e per finire con la cena che di solito si apre con una zuppa. Tra i dolci tipici dell’isola troviamo la torta di mele, i dolci con salsa di whiskey o di frutti di bosco, Plum Padding nel periodo natalizio e poi diversi biscotti tra cui le Halfmanar.

Halfmanar, in islandese, significa semplicemente mezzaluna, ed è semplice capirne il motivo guardando questi dolci, che vengono di norma preparati nel periodo che precede il Natale.
 


Come ogni ricetta della tradizione si trovano mille e mille versioni che hanno in comune però la pasta con cui vengono confezionati: una frolla aromatizzata al cardamomo a cui aumentano la friabilità con una punta di ammoniaca nell’impasto.

Per quanto riguarda il ripieno, solitamente vengono preparati con confetture fatte durante la breve estate islandese; li ho visti preparati con confettura di prugne semplice o aromatizzata al brandy, oppure con prugne secche o ancora con confettura di rabarbaro, quest’ultima sicuramente è la versione più tradizionale.


HALMANAR (MEZZE LUNE RIPIENE)
Ricetta tratta da qui 


INGREDIENTI (per circa 20 dolcetti):

per la frolla:
  • 170 g farina
  • 80 g zucchero
  • 80 g burro
  • ½ cucchiaino di cardamomo in polvere
  • 1 uovo medio
  • ½ cucchiaino di ammoniaca per dolci
  • ½ cucchiaino di estratto di vaniglia
  • un pizzico di sale
per il ripieno:
  • confettura di rabarbaro
per finire:
  • 1 uovo intero, per glassare

PROCEDIMENTO:

Preparate la frolla. 

In una ciotola unite il burro a pezzetti e la farina. Impastate con le mani ottenendo un composto a briciole. Unite lo zucchero, il cardamomo, l’ammoniaca per dolci e il pizzico di sale. Unite ora l’uovo ed impastate, otterrete un impasto morbido che diventerà della consistenza giusta dopo il lungo riposo in frigorifero. Avvolgete l’impasto in pellicola per alimenti e riponete il frigo per tutta la notte.

Il mattino successivo riprendete la pasta, stendetela dello spessore di pochi millimetri, tagliate con un coppapasta dei dischi di 8 cm di diametro. Su ogni disco mettete meno di mezzo cucchiaino di confettura di rabarbaro al centro (se scegliete altre confetture dovranno essere molto consistenti e non liquide) e richiudete a formare una mezzaluna sigillando bene i bordi, se preferite aiutandovi con una forchetta.

Disponete i vostri biscotti distanziati su una teglia coperta di carta forno e trasferite in frigo per almeno mezz’ora.

Spennellate con uovo sbattuto e cuocete in forno già caldo a 180°C per 12-15 minuti.

Una volta cotti trasferiteli con attenzione su una gratella da dolci e fate raffreddare.

Durante la cottura si sentirà un forte odore di ammoniaca che poi sparirà una volta freddi.

N.B.
Rispettate i tempi di riposo quanto più possibile ed avrete dolcetti perfetti ;) io ero di corsa ed i miei dolci hanno una superficie molto rovinata. :)


Buon appetito!


LE RICETTE DEL TEAM:
 



Con la rubrica “BISCOTTI DAL MONDO” ci rivedremo il 10 dicembre.

Inoltre ricordate che tutte le ricette della rubrica "BISCOTTI DAL MONDO" sono raccolte in un’utilissima MAPPA INTERATTIVA che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.

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giovedì 23 luglio 2020

CROSTATINE ALBICOCCHE E AMARETTI...per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Oggi prepariamo insieme le crostatine all’olio con confettura di albicocche e amaretti, per il nostro appuntamento mensile con la rubrica de “Al km 0” che ha per tema “le conserve”.
 
Il tema delle conserve mi è molto caro, sono nata e vissuta in campagna e i prodotti dell’orto erano sempre stati molto abbondanti. D’estate mia mamma e le mie nonne erano solite racchiudere parte di quell’abbondanza estiva in tanti vasetti che poi con cura venivano riposti in cantina per l’autunno e l’inverno successivi.
  

Oggi mi piace fare lo stesso. Nel corso degli anni ho sperimentato tecniche diverse, fatto abbinamenti a volte anche azzardati, diminuito la quantità di zucchero e i tempi di cottura, migliorando sempre più il risultato finale ma lasciando per lo più invariati quelli che erano i passaggi fondamentali.
 

Tra tutti gli esperimenti fatti le mie confetture preferite in assoluto sono state e rimangono la confettura di fichi e noci e la confettura di albicocche, due vere coccole per le lunghe giornate invernali.
 

Oggi per una colazione con i fiocchi vi propongo delle crostatine con frolla all’olio che racchiudono al loro interno confettura di albicocche e amaretti sbriciolati. Aggiungete una tazza di tè fumante ed il gioco è fatto.



CROSTATINE ALL’OLIO CON CONFETTURA DI ALBICOCCHE E AMARETTI

INGREDIENTI (per 4 crostatine 10x10 cm):

per la frolla all’olio:
  • 250 g farina di farro
  • 100 g semola rimacinata di grano duro
  • 100 g zucchero
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • buccia grattugiata di un limone piccolo
  • un pizzico di sale
  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • 100 g olio di semi di arachide
per finire:
confettura di albicocche
8 amaretti secchi

PROCEDIMENTO:

Preparate la frolla. In una ciotola inserite le farine, il lievito, lo zucchero, la buccia di limone e il sale. Mescolate con una forchetta quindi al centro aggiungete tutti gli altri ingredienti. Impastate ora velocemente prima con una forchetta e poi con le mani. Otterrete una frolla un po’ slegata, assolutamente non indicata per dei biscotti ma perfetta per una crostata un po’ rustica, senza fronzoli. Non potrete stendere col matterello questa frolla per la sua consistenza (e neppure fare le classiche strisce), ma questo vi garantirà un prodotto finale molto friabile.

Prendete gli stampi che avrete scelto per le vostre crostatine (i miei quadrati 10x10 cm), ungeteli e infarinateli per bene, per essere più tranquilli potrete coprire il fondo con carta forno. Ora prendendo piccole porzioni alla volta di impasto foderate tutto lo stampo (fondo e bordi) con uno strato omogeneo di frolla pigiando delicatamente con le mani. Inserite in ogni crostatina 1 cucchiaio di confettura di albicocche quindi sbriciolatevi sopra 2 amaretti. Infine coprite con uno strato sbriciolato di frolla.

Continuate così fino ad esaurimento degli ingredienti.

Cuocete in forno già caldo a 170°C ventilato per 25-30 minuti. Una volta cotte lasciate raffreddare completamente prima di sformare, fate attenzione sono molto delicate.



Buon appetito!



Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “le conserve” per questo nostro ultimo appuntamento prima della pausa estiva:




  • Colazione qui da noi: Crostatine albicocche e amaretti




Con la rubrica “Al km 0” ci rivedremo a settembre, buone vacanze!





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martedì 5 febbraio 2019

MARMELLATA DI LIMONI...per Segui le stagioni!

Ciao a tutti!

Oggi prepariamo insieme la marmellata di limoni per il nostro appuntamento mensile con la rubrica Segui le stagioni. Sono quasi emozionata, dopo aver preparato mille confetture, posso scrivere finalmente marmellata ed essere certa di non sbagliare!
 


Sì perché, come certamente saprete, anche se nel gergo comune indichiamo con marmellata tutti questi tipi di preparazioni, in realtà potremmo chiamare MARMELLATE solo quelle a base di AGRUMI, tutte le altre sono confetture.

Ma veniamo a noi! La produzione di limoni degli alberi della mamma del fotografo è sempre molto abbondante e non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione.
 


I limoni, Citrus limon appartenenti alla famiglia delle Rutacee, sono frutti ricchi di vitamina C, alleati del sistema immunitario e utili per la salute della pelle e per aiutare la digestione, senza dimenticare anche sistema nervoso, occhi e fegato. Inoltre per la presenza di antiossidanti, è uno degli alimenti più utili come anticolesterolo. Quindi importantissimi nella nostra dieta, sono un vero concentrato di benessere. 




Vediamo come fare...



MARMELLATA DI LIMONI

Ricetta originale del blog Fable de sucre.

INGREDIENTI (per 6 vasetti da 250g):

  • 2 kg limoni biologici 
  • 1,6 kg zucchero 
  • 1,5 lt acqua 


PROCEDIMENTO:

Dovrete scegliere limoni biologici, essendo che nella ricetta utilizzerete anche la buccia. Per pulire perfettamente i frutti, eliminando ogni impurità, dovrete immergere i limoni in acqua per tre giorni, cambiando l’acqua la mattina e la sera. Questo passaggio serve a pulire i limoni ma anche a renderli più teneri. Trascorsi questi tre giorni, scolateli dall’acqua ed asciugateli.

Per prima cosa, prima di iniziare a preparare la marmellata, dovrete sanificare i barattoli. Per fare questo potrete utilizzare tre possibilità: 


  • farli bollire partendo da acqua fredda in una capiente pentola per 30-35 minuti per poi lasciarli asciugare capovolti su un canovaccio pulito. 

  • oppure utilizzando il forno: scaldate il forno a 100°C quindi inserite i barattoli senza coperchio e lasciateli nel forno così acceso per 10-15 minuti. Spegnete il forno e lasciate i barattoli dentro fino a quando imbottiglierete il succo. 

  • infine potete utilizzare anche il forno a microonde: mettete un po’ d’acqua in ciascun barattolo (riempite per circa metà) quindi inserite nel microonde fate “cuocere” alla massima potenza per 3-4 minuti. Quindi prendete i barattoli, versate via l’acqua e fateli asciugare capovolti su un canovaccio pulito fino all’utilizzo.

Per i tappi non vi consiglio nessun tipo di sanificazione, perché io li utilizzo sempre e solo nuovi a differenza dei barattoli in vetro che riutilizzo.


A questo punto siete pronti per preparare la vostra marmellata di limoni.

Tagliate la buccia dei limoni prelevando solo la parte gialla (flavedo) ed eliminando la parte bianca (albedo). Ora tagliate il frutto (endocarpo, polpa suddivisa in spicchi) a piccoli tocchetti, eliminate i semi e raccogliete la polpa in una pentola d’acciaio a fondo spesso con bordi alti.

Riducete a striscioline fini la buccia e fatela bollire in un pentolino con ½ litro di acqua per 15 minuti, quindi scolatela e tenete da parte.

Nella pentola con la polpa, aggiungete lo zucchero e 1 litro di acqua, quindi ponete sul fuoco e appena giunge al bollore aggiungete anche le scorzette preparate in precedenza.

Riducete la fiamma al minimo e continuate la cottura mescolando spesso per circa 1 ora (tempo puramente indicativo).

Non amo che nella marmellata si sentano le bucce quindi dopo mezz’ora di cottura, ho passato la marmellata col frullatore ad immersione (allontanate la pentola dal fuoco mentre frullate). Continuate la cottura.

Importante fare la prova piattino per capire se la marmellata è pronta. Su un piattino freddo di freezer lasciate cadere una goccia di marmellata: se scorre via veloce la marmellata deve cuocere ancora, se scorre ma lentamente è arrivata a consistenza giusta, se non scorre per niente è troppo cotta...fate attenzione la prossima volta.

Attenzione alla cottura, una cottura eccessiva farà cristallizzare lo zucchero mentre una cottura non sufficiente lascerà una confettura troppo liquida e di difficile conservazione.

Se volete essere certi di questo processo, munitevi di un termometro da alimenti, così saprete che la confettura è pronta quando arriverà ad una temperatura di 104°C circa per frutta con poca pectina, mentre sono sufficienti 1 o 2 gradi in meno se si tratta di frutta ricca di pectina (nel nostro caso 103° andrà benissimo).

Quando avrete raggiunto la consistenza giusta della vostra marmellata, è arrivato il momento di invasarla, dovrà essere ancora bollente. Invasate la marmellata quindi sigillate il barattolo col tappo (prima verificate che il collo del barattolo sia pulito) e capovolgete su un canovaccio. Fate lo stesso fino a terminare la marmellata quindi avvolgete tutti i barattoli sempre capovolti nel canovaccio e lasciateli così fino al completo raffreddamento...io li lascio fino al giorno successivo.

A questo punto potrete riporre i barattoli in dispensa, o comunque in un luogo buio e asciutto fino all’utilizzo. Prima di riporli, verificate sempre che si sia creato il sottovuoto, cioè che il tappo non faccia più click clack (i barattoli in cui non si è creato, li dovete consumare subito e riporre in frigo).

Consumate entro 6 mesi ma lasciatela riposare un mese prima di assaggiarla. Conservatela in frigo quando aprite il barattolo.


Buon appetito!



Vi lascio la lista della spesa del mese di agosto...




Ed infine ecco le nostre amiche da cui potrete trovare altre idee rigorosamente di stagione!!!

Lisa Verrastro – Lismary’s Cottage
Alisa Secchi – Alisa design,sew and Shabby Chic
Enrica Coccola – Coccola Time
Beatrice Rossi – Beatitudini in cucina
Sisty Consu – I biscotti della zia
Simona Milani – Pensieri e pasticci
Maria Martino – La mia casa nel vento
Anna Marangella – Ultimissime dal forno
Susy May – Coscina di pollo
Ely Valsecchi – Nella cucina di Ely
Francesca Lentis – Crudo e cotto
Ilaria Lussana - Biologa nutrizionista
Miria Onesta - Due amiche in cucina
Ilaria Talimani – Soffici blog

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lunedì 6 agosto 2018

CONFETTURA DI PRUGNE...per Segui le stagioni!



Ciao a tutti!

Il mese di agosto, in casa Fotocibiamo, è il mese delle conserve.
Abbiamo la fortuna di abitare in campagna e di avere a disposizione ogni genere di prodotto. Ed oggi è arrivato il momento della confetture di prugne.
  

Amo questo tipo di preparazioni, le adoro proprio. Fin da bambina ho visto, mia nonna prima e mia mamma poi, trasformare i vari prodotti tipici dell’estate in altrettante conserve da consumare poi nei mesi invernali e una volta grande non ho potuto rinunciare a questo rito.

Questa è la nostra ricetta per l’appuntamento mensile con Segui le stagioni, la rubrica che insieme ad un gruppo di amiche blogger curiamo ogni mese con l’obbiettivo di far capire l’importanza di utilizzare sempre e solo prodotti di stagione.
  




Per preparare le mie confetture ho sempre seguito lo stesso procedimento: la sera prima tagliate la frutta a pezzetti, aggiungete la quantità di zucchero decisa e il succo di limone (aggiungendo anche le due metà di limone spremuto) e lasciate una notte in infusione in frigo. Il giorno seguente, dopo aver eliminato il limone spremuto, cuocete e invasate la vostra confettura.

Mi è capitato poi spesso di leggere in rete il metodo di Christine Ferber, così dopo aver acquistato il suo libro ho deciso di provarlo anch’io.

Il metodo Ferber consiste nel far macerare la frutta per un’ora con zucchero e il limone, quindi portarla velocemente a bollore ed infine lasciarla in infusione per un’ intera notte in frigo. Il giorno seguente, dovrete cuocere di nuovo la vostra confettura che con questo procedimento cuocerà più velocemente. Riducendo il tempo di cottura manterrete quasi inalterati il gusto e il colore della frutta.



CONFETTURA DI PRUGNE

ricetta tratta dal libro “"Lecons de confitures", C.Ferber, Chene

1° GIORNO:
PREPARAZIONE: 15 MINUTI
MACERAZIONE: 1 ORA
COTTURA: fino al primo bollore
RIPOSO: 1 NOTTE

2° GIORNO:
COTTURA: 5/10 MINUTI dopo l’ebollizione della confettura


INGREDIENTI (per 3/4 barattoli da 250g):

  • 500 g prugne al netto degli scarti 
  • 400 g zucchero semolato 
  • succo di ½ limone 

PROCEDIMENTO:

1° GIORNO:

Lavate ed asciugate le prugne, eliminate il nocciolo e tagliatele in due o tre parti a seconda della loro dimensione.

In una ciotola mescolate le prugne a tocchetti, lo zucchero e il succo del limone. Coprite con pellicola alimentare e lasciate riposare per 1 ora.

Versate ora il composto in una pentola di rame bassa e larga, questo permetterà una maggiore evaporazione dell’acqua contenuta nella frutta durante la cottura, e portate ad ebollizione (a fuoco basso) mescolando delicatamente. Spegnete il fuoco, trasferite il tutto in una ciotola (mai lasciare i cibi a contatto col rame dopo la cottura) e coprite con pellicola alimentare.

Quando sarà completamente freddo, trasferite in frigo per un notta intera di riposo (8-10 ore).

2° GIORNO:

Trasferite il composto nella pentola di rame e portate ad ebollizione mescolando delicatamente. Mantenete la cottura a fuoco vivo per 5-10 minuti mescolando ed eliminando la schiuma che si forma sulla superficie.

Verificate la consistenza della confettura con la prova piattino oppure, se avete un termometro da alimenti, verificando che la temperatura della confettura sia arrivata a 105°C. Quindi invasate subito con la confettura bollente in barattoli che avrete precedentemente sanificato (1).

Chiudete i barattoli e capovolgeteli su un canovaccio con cui poi li avvolgerete fino al completo raffreddamento. In questo modo si formerà il sottovuoto che garantirà la durata della vostra confettura.

NOTE:

(1) Per la sanificazione dei barattoli potrete:

- farli bollire partendo da acqua fredda in una capiente pentola per 30-35 minuti per poi lasciarli asciugare capovolti su un canovaccio pulito.

- oppure potete sanificarli nel forno: accendete il forno a 100°C quindi, raggiunta la temperatura, inserite i barattoli senza coperchio e lasciateli nel forno così acceso per 10-15 minuti. Spegnete il forno e lasciate i barattoli dentro fino a quando invaserete la confettura.

- infine potete utilizzare anche il forno a microonde: mettete un po’ d’acqua in ciascun barattolo (riempite per circa metà) quindi inserite nel microonde fate “cuocere” alla massima potenza per 3-4 minuti. Quindi prendete i barattoli, versate via l’acqua e fateli asciugare capovolti su un canovaccio pulito fino all’utilizzo.

Per i tappi non vi consiglio nessun tipo di sanificazione, perché io li utilizzo sempre e solo nuovi a differenza dei barattoli in vetro che riutilizzo.


(2) Quando le prugne sono molto mature potrete diminuire la quantità di zucchero a 700 g per kg di frutta snocciolata, ma meglio non scendere sotto questa proporzione.

È importante non ridurre troppo la quantità di zucchero per ogni kg di frutta, infatti sono tre i fattori importanti per la sicurezza alimentare cioè acidità, zucchero e cottura. L’acidità è garantita in presenza di frutti poco acidi (come le prugne) dall’aggiunta di limone in modo da abbassare il pH della confettura. Una cottura eccessiva porta alla cristallizzazione dello zucchero, mentre una cottura insufficiente lascerà un prodotto facilmente attaccabile da muffe altri microorganismi dannosi.


Buon appetito!


Vi lascio la lista della spesa del mese di agosto: 




Ed infine ecco le nostre amiche da cui potrete trovare altre idee rigorosamente di stagione!!!

Lisa Verrastro – Lismary’s Cottage
Alisa Secchi – Alisa design,sew and Shabby Chic
Enrica Coccola – CoccolaTime
Beatrice Rossi – Beatitudiniin cucina
Sisty Consu – Ibiscotti della zia
Simona Milani – Pensierie pasticci
Maria Martino – La mia casa nel vento 
Anna Marangella – Ultimissime dal forno
Susy May – Coscinadi pollo
Ely Valsecchi – Nella cucina di Ely
Francesca Lentis – Crudo e cotto
Ilaria Lussana - Biologanutrizionista
Miria Onesta - Due amiche in cucina 
Ilaria Talimani – Soffici blog

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giovedì 17 settembre 2015

CROSTATA ALLA FRUTTA SECCA

Ciao a tutti!

Un altro dei nostri nanetti quest’anno ha iniziato l’avventura della scuola con grande trepidazione ed entusiasmo sia da parte sua che da parte di noi genitori. Sembra ieri che quel frugolino tutto rosa è arrivato tra noi ed oggi, è già una bimbetta grande, un tipettino molto fashion (in questo molto diversa dalla sua mamma!), con una grande grinta in casa, mentre fuori si trasforma in uno scricciolo timoroso delle novità che le si propongono.


Pensate che la sua compagna di banco di oggi è la figlia della mia compagna di scuola di tanti anni fa, sapevo che sarebbero state in classe insieme ma il caso ha voluto che si sedessero vicine ed oggi, alla riunione con le maestre, io e la sua mamma eravamo di nuovo compagne di banco dopo 33 anni! Un’emozione nell’emozione!

Per festeggiare l’inizio della scuola ho pensato ad una crostata con confettura di albicocche (preparata da me quest’estate) arricchita con tanta frutta secca e qualche semino. Un qualcosa di goloso, che desse una grande energia, forse il caldo di questi giorni, la rende ancora un po’ fuori stagione, ma è davvero perfetta se si pensa al freddo a cui stiamo andando incontro.



La rusticità di questa crostata è esaltata dalla farina integrale utilizzata per preparare la frolla, a sua volta arricchita con una piccola percentuale di farina di mandorle e una di riso.


CROSTATA ALLA FRUTTA SECCA


INGREDIENTI per una teglia 23x23 cm (*):

Per la frolla:
  • 300 g farina integrale di grano tenero Petra 9
  • 100 g farina di riso
  • 50 g farina di mandorle
  • 160 g zucchero a velo 
  • 200 g burro
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di sale
(*) la quantità di frolla è abbondante per questa teglia, sarebbe perfetta per una teglia di 28 cm di diametro, vi avanzeranno circa 200 g di frolla con cui io ho preparato dei biscotti.

Per il ripieno:
  • 120 g noci
  • 80 g nocciole
  • 80 g mandorle 
  • 20 g semi di sesamo
  • gelatina da copertura 

PROCEDIMENTO:

Non utilizzo farina di mandorle già pronta, preferisco frullare io le mandorle aggiungendo una parte di zucchero che serve per assorbire l’olio che si forma durante la macinatura.

Per prima cosa preparate la frolla: in una ciotola raccogliete le farine, lo zucchero e un pizzico di sale quindi aggiungete l’uovo e il burro. Impastate velocemente con la punta delle dita, in modo da non scaldare troppo l’impasto, quando avrete ottenuto un impasto omogeneo fatene un panetto, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo in frigo per almeno un’ora (o mezz’ora in congelatore).

Nel frattempo raccogliete tutte la frutta secca in una teglia e fatela tostare in forno pochi minuti facendo attenzione a non bruciarla.

Ora dovete cuocere il guscio di frolla in bianco. Preriscaldate il forno 180°C. Riprendete la frolla e stendetela ad uno spessore di 6-7 mm, trasferitela nella teglia (23x23 cm) precedentemente imburrata, coprite la frolla con carta forno e aggiungete ad esempio dei legumi (io ho utilizzato dei ceci dimenticati da troppo tempo in dispensa) in modo che la frolla mantenga il più possibile la sua forma. Cuocete in forno già caldo a 180°C per 20 minuti, sfornate, eliminate la carta forno col suo contenuto e infornate ancora il guscio di frolla per 5 minuti.




Lasciate un po’ raffreddare la frolla, quindi spalmate sul fondo la confettura di albicocche ed infine la frutta secca. Infornate ancora la crostata per 10 minuti.

Nel frattempo preparate una dose di gelatina da copertura, e quando avrete sfornato la vostra crostata distribuitela su tutta la frutta secca. Lasciate raffreddare su una gratella. È buonissima appena fatta ma ancor di più il giorno successivo, se riuscirete a resisterle fino ad allora.





Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo al contest del blog Profumo di cannella in collaborazione con Petra – Molino Quaglia:





mercoledì 26 agosto 2015

CONFETTURA DI ALBICOCCHE

Ciao a tutti!

Vi è mai capitato di fare un viaggio nel tempo?
Essere comodamente seduta in giardino, ascoltare una canzone che forse non ascoltavate da tanto tempo e, come per incanto, ritrovarsi catapultati in un altro posto, in un altro periodo, in un’altra te. Bene mi è appena capitato!




Sono bastate poche note, qualche parola e mi sono ritrovata nella mia camera di diciasettenne, accovacciata in un angolino ad ascoltare questa stessa canzone con mille idee, progetti. Mi sembrava davvero di essere tornata indietro nel tempo, con tutte le ansie di quell’età in cui non si è ancora grandi, ma non si può dire più di essere piccoli.

Finisce la canzone, un’ultima nota ed in quell’attimo sono di nuovo tornata nel presente, di nuovo a bordo piscina (grande ma gonfiabile eh!) a sorvegliare i miei nanetti. Ma non per molto, il tempo di sentire nuove note e riprovare tante emozioni. Il fotografo dice che sono un’inguaribile romantica, forse ha ragione, ma questo viaggio è stato sorprendente.
 


Sorprendente proprio come questa confettura di albicocche, non pensavo che insieme alla confettura di noci e fichi, potesse diventare la mia confettura preferita per le prossime colazioni, ma è successo. Non l’avevo mai preparata perché fino ad ora, non mi era capitato di aver un buon raccolto di questo frutto e quindi non potevo giudicare, ma ora ho deciso, mi piace un sacco.


CONFETTURA DI ALBICOCCHE


INGREDIENTI per 6 barattoli da 250 ml:

  • 1300 g polpa di albicocche (già private di bucce e noccioli)
  • 350 g mela gialla (già privata di buccia e torsolo)
  • 80 ml succo di limone
  • 850 g zucchero 

PROCEDIMENTO:

La sera prima, sbucciate le albicocche, privatele dei torsoli e raccoglietele in una capiente ciotola. Aggiungete il limone e lo zucchero, mescolate il tutto per bene coprite con pellicola e lasciate a macerare in frigo per almeno 12 ore anche fino a 24.

“Sterilizzate”, anzi è meglio dire sanificate visto che la sterilizzazione si raggiunge solo in autoclave, i barattoli che poi utilizzerete per invasare la confettura (1).

Trascorso il tempo in frigo, mescolate nuovamente il composto di albicocche, zucchero e limone, infatti nel frattempo parte dello zucchero si sarà depositata sul fondo, trasferite il tutto in una pentola capiente e ponete sul fuoco.

Cuocete per 40-45 minuti o comunque fino al raggiungimento di una giusta consistenza.

Importante fare la prova piattino. Su un piattino freddo di freezer lasciate cadere una goccia di confettura: se scorre via veloce la confettura deve cuocere ancora, se scorre ma lentamente è arrivata a consistenza giusta, se non scorre per niente è troppo cotta...fate attenzione la prossima volta.

Attenzione alla cottura, una cottura eccessiva farà cristallizzare lo zucchero mentre una cottura non sufficiente lascerà una confettura troppo liquida e di difficile conservazione.

Se volete essere certi di questo processo, munitevi di un termometro da alimenti, così saprete che la confettura è pronta quando arriverà ad una temperatura di 104,5°C circa per frutta con poca pectina, mentre sono sufficienti 1 o 2 gradi in meno se si tratta di frutta ricca di pectina.

Quando avrete raggiunto la consistenza giusta della vostra confettura, è arrivato il momento di invasarla quando è ancora bollente. Invasate la confettura quindi sigillate il barattolo col tappo (prima verificate che il collo del barattolo sia pulito) e capovolgete su un canovaccio. Fate lo stesso fino a terminare la confettura quindi avvolgete tutti i barattoli sempre capovolti nel canovaccio e lasciateli così fino al completo raffreddamento...io li lascio fino al giorno successivo.

A questo punto potrete riporre i barattoli in dispensa, o comunque in un luogo buio e asciutto fino all’utilizzo. Prima di riporli, verificate sempre che si sia creato il sottovuoto, cioè che il tappo non faccia più click clack (i barattoli in cui non si è creato, li dovete consumare subito e riporre in frigo).

Lasciate passare un mese dalla preparazione prima di consumare la vostra confettura.



Note:

(1) Ancora una piccola nota sulla sanificazione dei barattoli. Avete diverse possibilità tra cui scegliere.

Potete far bollire partendo da acqua fredda i barattoli in una capiente pentola per 30-35 minuti per poi lasciarli asciugare capovolti su un canovaccio pulito.

Oppure potete sanificarli nel forno: accendete il forno a 100°C quindi, raggiunta la temperatura, inserite i barattoli senza coperchio e lasciateli nel forno così acceso per 10-15 minuti. Spegnete il forno e lasciate i barattoli dentro fino a quando invaserete la confettura.

Infine potete utilizzare anche il forno a microonde: mettete un po’ d’acqua in ciascun barattolo (riempite per circa metà) quindi inserite nel microonde fate “cuocere” alla massima potenza per 3-4 minuti. Quindi prendete i barattoli, versate via l’acqua e fateli asciugare capovolti su un canovaccio pulito fino all’utilizzo.

Per i tappi non vi consiglio nessun tipo di sanificazione perché io li utilizzo sempre nuovi a differenza dei barattoli in vetro che riutilizzo. 











Buon appetito!



giovedì 12 marzo 2015

CONFETTURA DI ZUCCA E AMARETTI


Ciao a tutti!

Amo il momento della colazione...al mattino quando ho spedito tutti fuori casa, chi al lavoro, chi a scuola, chi all’asilo, e il piccolo ancora dorme, mi preparo una fumante tazza di tè, spalmo i miei crostini integrali con una delle mie confetture, e inizio la mia giornata. Stamattina è stata la volta di una confettura molto particolare ma che è diventata di diritto una delle mie preferite.

Vi ho raccontato tante volte della festa della zucca (qui), che si svolge qui a Murta, e tante volte vi ho definito il nostro paese come il paese delle zucche.



Ora scorrendo le ricette del nostro blog, vedrete che sono moltissime le ricette che vedono tra i loro ingredienti proprio questo meraviglioso prodotto. Ma, scorrendo lo stesso elenco, mi sono resa conto che manca una delle ricette principe della festa...e cioè la confettura di zucca...in paese nelle settimane precedenti la festa se ne preparano delle quantità incredibili che poi vengono utilizzate in un secondo tempo per preparare tutti i dolci che trovate durante la festa.

E quindi eccomi qui a presentarvi la mia confettura di zucca e amaretti, la ricetta non è quella utilizzata in paese ma, come al solito, ho fatto di testa mia...lo so direte voi, sono stata un po’ banale...ma nel momento in cui pensavo con cosa aromatizzare la mia confettura, nella dispensa mi faceva l’occhiolino un pacco di amaretti secchi, scampati non si sa come alle incursioni del fotografo, e quindi la scelta è stata ovvia.



Il risultato è una vera sorpresa, noi qui di zucche ne abbiamo davvero in gran quantità, l’orto ogni anno è molto generoso, ma fino ad ora non le avevo ancora trasformate in confettura...bhe’ dal prossimo raccolto avrò un’altra favolosa ricetta con cui cucinarle.



CONFETTURA DI ZUCCA E AMARETTI


INGREDIENTI
  • 1000 g zucca al netto degli scarti (ho utilizzato delle trombette gialle e delle mantovane, tutte ben mature)
  • 500 g zucchero
  • 70 g amaretti secchi
  • 2 mele
  • succo e buccia di 1 limone

PROCEDIMENTO:

Pulite la zucca, sbucciatela, eliminate i semi e tagliatela a tocchetti abbastanza piccoli. Fate lo stesso con le mele. Raccogliete il tutto in una capiente ciotola con lo zucchero, il succo e la scorza del limone. Mescolate bene in modo da amalgamare tutti gli ingredienti, coprite la ciotola con la pellicola e lasciate macerare per almeno 12 ore fino ad un massimo di 24 ore (io metto tutto in frigo).

Trascorso il tempo di riposo, mescolate bene il contenuto della ciotola, quindi trasferitelo in una pentola capiente e dal fondo spesso (dovrebbe essere una pentola ampia e bassa in modo che aumenti la superficie della confettura esposta all’aria così da aumentare l’evaporazione e quindi farla rassodare più in fretta). Mettete sul fuoco e portate ad ebollizione e fate cuocere fino a che avrà raggiunto la giusta consistenza. Raggiunta la giusta consistenza, sbriciolate gli amaretti ed aggiungeteli alla confettura mescolando bene. 


Vale la solita prova piattino, lo so poco scientifica ma senz’altro valida. Cioè tenete un piattino in freezer quindi quando la confettura vi sembra pronta, lasciatene cadere una goccia sul piattino. Il freddo del piattino raffredderà in fretta la confettura: inclinandolo vedrete se la confettura è abbastanza consistente quindi pronta, se invece scivola via veloce è ancora troppo liquida, quindi va cotta ancora. Comunque per questo quantitativo ci vorranno circa 35-40 minuti.

Nel frattempo avrete sterilizzato i barattoli (portate ad ebollizione una pentola d'acqua, immergete quindi i vasetti di vetro aperti e lasciate sterilizzare per una decina di minuti. Estraete i vasetti e lasciateli asciugare capovolti su un panno pulito). Quando la vostra confettura ha raggiunto la consistenza desiderata, versatela ancora bollente nei vasetti con l'aiuto di un mestolo, lasciando un paio di centimetri dal bordo del vasetto. Chiudete con il tappo e capovolgete i vasetti fino al raffreddamento, per creare il sottovuoto ed evitare la formazione di muffe.

A questo punto, avrete due strade: potete riporre i vostri barattoli, dopo averli etichettati, in dispensa in un luogo buio ed asciutto fino al loro utilizzo, oppure per una sicurezza ulteriore (io lo faccio spesso visto che le mie confetture diventa spesso regali!), una volta freddi rimettete i vasetti pieni in una pentola avvolti ognuno da un canovaccio, riempitela di acqua fredda, portate ad ebollizione, quindi abbassare la fiamma e lasciate i vasetti sobbollire per circa 40 minuti. Lasciar raffreddare i vasetti nella pentola e solo quando tutto sarà freddo, estrarre i vasetti e riporli in un luogo fresco e buio, dopo averli etichettati. 

Buon appetito! 



Vi auguro, anche se un po' in anticipo, un felice fine settimana...



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