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giovedì 21 settembre 2023

FOCACCIA CON UVA FRAGOLA E SEMI FINOCCHIO...per Fruttando!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro primo appuntamento con una nuova rubrica “Fruttando”. Prepareremo insieme una FOCACCIA CON UVA FRAGOLA E SEMI DI FINOCCHIO.
 


Tutto ebbe inizio in un caldo e assolato pomeriggio estivo durante le chiacchiere di tre vecchie amiche: io, Simona di Pensieri&pasticci e Miria di Dueamicheincucina. 
Stavamo parlando di cucina, di figli, di noi, insomma di tutto un po’ e tra una chiacchiera e l’altra, la brillante mente di Miria coadiuvata dall’altra brillante mente della Simo hanno pensato ad una nuova rubrica.
 

L’idea iniziale era la cucina legata alle stagioni, argomento che ad ognuna di noi sta molto a cuore, ma limitandoci a quello rischiavamo di fare un qualcosa di già visto e così ecco l’idea: cuciniamo con la frutta di stagione ed abbiniamola ad un’erba spontanea oppure una spezia.
 

Ed eccoci qui. Il 21 di ogni mese usciremo con tre ricette nelle quali la frutta sarà protagonista, ogni mese sceglieremo un frutto che lo caratterizza e da lì potremo dare libero sfogo alla nostra fantasia.
 


Così questo mese da Miria troverete degli INVOLTINI DI MAIALE E SALSICCIA ALL'UVA E ROSMARINO,  mentre Simona ci preparerà uno SPEZZATINO DI VITELLO CREMOSO CON UVA E ANICE STELLATO.

Appena l’idea della rubrica ha preso forma, ho pensato che mi sarebbe piaciuto ritornare a pubblicare più ricette legate alla mia regione. Ma non sarà facile! La frutta è un ingrediente difficile dalle nostre parti perché poco utilizzato in cucina. Per questo primo mese ho subito pensato alla focaccia, ad una versione di focaccia che in realtà dalle nostre parti non esiste (è tipica della vicina Toscana, là è la schiacciata qui è la focaccia) ma che mi incuriosiva parecchio.

La scelta del tipo di uva è stato facile, l’uva fragola o come si chiama in dialetto genovese “ûga merélla”, la preferita di mia nonna e quella che più odiavo io da bambina. Mia nonna aveva un piccolo filare che curava e custodiva gelosamente ed oggi quello stesso filare viene curato dai miei genitori. Così in compagnia di una delle mie figlie qualche giorno fa siamo andati dai nonni a raccogliere l’uva per la mia focaccia.

Il risultato mi ha sorpresa. Il caratteristico gusto dell’uva fragola una volta cotta la focaccia, in realtà un po’ svanisce e rimane solo il dolce, forse per questo mi è piaciuta molto, l’unica cosa che non mi convince del tutto sono i semini. L’uva fragola ha semini molto grandi rispetto all’acino e quindi sarebbe stato impossibile eliminarli, ma mangiare la focaccia con tutti quei “crunch” insomma non mi è piaciuto molto.

Ottimo invece l’abbinamento con i semi di finocchio, avrei voluto utilizzare il finocchietto selvatico, ma ho dimenticato di raccoglierlo quando sono andata a prendere l’uva così ho ripiegato sui semi di finocchio, ma il gusto è risultato perfetto.


FOCACCIA CON UVA FRAGOLA E SEMI DI FINOCCHIO
INGREDIENTI (per una teglia 27cm X 35cm):
  • 680 g farina (per pizza)
  • 380 ml acqua tiepida
  • 18 g sale fino
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 2 g lievito di birra liofilizzato (o 7 g lievito birra fresco)
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
ed inoltre:
  • 350 g uva fragola (chicchi)
  • semi di finocchio q.b.
  • zucchero semolato q.b.


PROCEDIMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice aggiungete la farina, il lievito e un cucchiaino di zucchero. Azionate l’impastatrice ed aggiungete l’acqua poco alla volta.

Quando l’impasto inizia a formarsi aggiungete il sale, aumentate la velocità dell’impastatrice ed continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Trasferite sulla spianatoia, fate un giro di pieghe, date forma tonda e riponetelo a lievitare per 2 ore (ad una temperatura di circa 25°C).

Trascorso il tempo di lievitazione, riprendete l’impasto e dividetelo in due parti e formate due panetti. Trasferite in una teglia spolverata di abbondante farina, copriteli con un canovaccio e lasciate ancora lievitare per 4-6 ore (temperatura 25°C).

Prendete ora una teglia (27cm x 37cm), coprite il fondo di carta forno. Ungete la carta forno con un cucchiaio di olio quindi stendete con le mani il primo panetto di impasto.

Prendete 200 g di acini di uva fragola e distribuiteli su tutta la superficie dell’impasto appena steso, spolverate con due cucchiaio di zucchero semolato e con una manciata di semi di finocchio.

Stendete sulla spianatoia il secondo panetto di impasto sempre utilizzando solo le mani e quando avrà la dimensione giusta della teglia, coprite l’uva, schiacciando bene sui bordi per fare aderire i due livelli di impasto.

Distribuite i rimanenti chicchi di uva sulla superficie e schiacciateli delicatamente senza romperli sulla pasta. Cospargete la superficie con due cucchiai di zucchero e un filo di olio extravergine.

Lasciate riposare per il tempo che il forno raggiungerà la temperatura corretta di 190°C (circa 30 minuti).

Cuocete in forno già caldo a 190°C per 40-45 minuti.

Servite tiepida...ma anche fredda è buonissima!


Buon appetito!



Con la rubrica “Fruttando” ci rivedremo il 21 ottobre.



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giovedì 6 giugno 2019

FOCACCIA GENOVESE CON LE CIPOLLE...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

La focaccia genovese con cipolle è forse la variante più famosa della nostra focaccia genovese, la base che viene utilizzata è quella della focaccia classica su cui poi vengono distribuite abbondanti fettine di cipolla semplicemente condite con olio e sale.
 


La focaccia per noi genovesi è una vera istituzione, un vero simbolo al pari della Lanterna, la amiamo in tutte le sue declinazioni anche se quella semplice rimane sicuramente la più apprezzata e cercata. Impossibile descrivere il meraviglioso il profumo che si sente passando vicino ai forni, un profumo nettamente diverso da quello del pane.
 


La ricetta con cui faccio la nostra focaccia genovese, l’ho avuta anni fa da mia cognata che a sua volta l’ha avuta da un vecchio fornaio. Forse non sarà una ricetta tecnicamente perfetta o al passo con le nuove regole, ma ad oggi è quella che mi ha dato risultati migliori nel forno di casa ed il risultato è davvero molto simile all’originale.
 


Non potevo che scegliere questa ricetta per il nostro appuntamento odierno con la rubrica Il Granaio - Baking time.
 

Vediamo come abbiamo fatto...


FOCACCIA GENOVESE CON LA CIPOLLA


INGREDIENTI:

  • 500 g farina W 290
  • 13 g sale
  • 2 g lievito di birra disidratato
  • 60 – 70 % acqua tiepida (ne ho usata 300 g)
  • 5 g malto
  • 10 % strutto (io ho utilizzato 50 g olio extravergine di oliva) 

per l’emulsione: 
  • 50 g olio extravergine di oliva
  • 80 g acqua
  • sale q.b.

  inoltre:
  • cipolle (dovranno essere lo stesso peso dell'impasto che metterete in ogni teglia)
  • olio extravergine di oliva
  • sale
Servono due teglie di alluminio a bordi bassi 34x27 cm (oppure due teglie diametro 32 cm).



PROCEDIMENTO: 


In una ciotola capiente mettete la farina e l’olio (o lo strutto). Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida aggiungendo il malto e lasciate attivare per pochi minuti. Aggiungete acqua+lievito+malto alla farina ed iniziate ad impastare a mano. Aggiungete il sale e impastate fino a quando l’acqua sarà del tutto assorbita dalla farina. Non serve la planetaria. Otterrete un impasto molto morbido.

Coprite con pellicola e lasciate lievitare al riparo da correnti per 50 minuti.

Riprendete l’impasto, impastate brevemente e date un giro di pieghe di secondo tipo: rovesciate l’impasto sulla spianatoia infarinata, prendete un lembo, tiratelo leggermente verso l’esterno e portatelo al centro. Prendete quindi l'angolo che si è formato a destra, stendetelo leggermente verso l’esterno e portatelo al centro...continuate così fino a completare il giro.

Riponete l’impasto nella ciotola e lasciatelo lievitare per altri 50 minuti.

A questo punto dividete l’impasto in 2 parti, pesate ogni parte (vi servirà per sapere quante cipolle utilizzare) e riponetele ciascuna in una teglia ben oliata. Capovolgetele l'impasto (in modo da oliare le due parti della pasta) e lasciateli riposare così per 10 minuti prima di stenderli.

Stendete ora l’impasto direttamente nella teglia unta d’olio (potreste usare anche carta forno ma il risultato non sarebbe lo stesso) utilizzando solo le mani (senza matterello). In questa prima stesura non arrivate ai bordi della teglia, ma solo fino a dove la pasta non oppone resistenza.

Lasciatela riposare ancora 15-20 minuti quindi stendetela completamente sempre e solo utilizzando le mani. Dovrete ottenere una sfoglia sottile.

Una volta steso l’impasto, porre le teglie al riparo da correnti, coperte da pellicola, a lievitare per un tempo che va da un minimo di 2 ore ad un massimo di 6 ore (le mie hanno lievitato circa 6 ore).

Un’ora prima della fine della lievitazione preparate le cipolle, dovranno essere in peso uguale al peso dell’impasto posto in ogni teglia.
 


Affettate le cipolle sottilmente, ponetele in una ciotola, conditele con sale e olio extravergine di oliva e mescolate bene con le mani, “strapazzandole” anche un po’, in modo da separare tra loro le fettine. Lasciate riposare fino all’utilizzo.
 


Infine preparate un’emulsione di olio, acqua e sale.

Riprendete le focacce lievitate e create dei fori affondando tutta l’ultima falange di indice, medio, anulare e mignolo nella pasta facendo delle fossette regolari su tutta la focaccia, quindi irrorate abbondantemente con l’emulsione preparata le due focacce e distribuite le cipolle su ognuna.

Cuocete in forno preriscaldato a 220°C per 20 minuti.





Buon appetito!





Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:





Da Carla: pane al rosmarino con limone e zucchine

Qui da noi: Focaccia genovese con le cipolle 

Da Zeudi: Mafaldine siciliane



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giovedì 28 febbraio 2019

REVZORA, focaccia di farina di mais...per Al km 0!

Ciao a tutti!

Eccoci al secondo appuntamento mensile con la rubrica Al km 0, oggi per il tema del mese “menù a tutta polenta” vi presentiamo la ricetta della Revzora, una focaccia con farina di granoturco dal nome impronunciabile ma dal sapore sorprendente.
 


Questo tipo di focaccia molto rustica è diffusa in Liguria nelle zone delle province di Genova e La Spezia. A seconda della zona, è conosciuta con nomi diversi: Revzora in Val Stura (entroterra genovese) e Fugassetta in val Petronio e zone limitrofe.
 


In realtà queste focacce sono accomunate solo dalla presenza della farina di granoturco, perché poi differiscono per i modi di cottura e anche l’accompagnamento. La Revzora viene cotta nelle teglie in forno a legna mentre le Fugassette vengono cotte nei testetti , dei tegami di argilla fatti scaldare direttamente sul fuoco.
 

Infine in Val Stura la revzora si mangia con la testa in cassetta, un tipico insaccato del posto, mentre le fugassette vengono servite con il prebuggion o il cavolo nero.

Non deve stupirci di trovare un largo utilizzo di farina di granoturco per diverse ricette dell’entroterra ligure, infatti un tempo la farina di granoturco come quella di castagne erano molto utilizzate perché più economiche rispetto a quella bianca.
 

In questo caso vi propongo di preparare la nostra revzora per una colazione rustica in cui potrete accompagnarla a salumi, come è tradizione, ma anche assaporarla con latte e caffè e un velo di confettura, se siete come me che al mattino avete solo necessità di dolce e tanta caffeina!



La “mia” REVZORA


INGREDIENTI per 2 teglie da 27 cm diametro:

  • 500 g farina tipo 1
  • 250 g farina di mais
  • 450 ml acqua
  • 150 ml olio extravergine di oliva
  • 20 g sale
  • 7 g lievito di birra disidratato
  • 7 g malto
PROCEDIMENTO:

Seguendo il procedimento di molti pani con farina di polenta, ho iniziato anch’io la preparazione di questa focaccia facendo un’autolisi (*):

nella ciotola dell’impastatrice mettete tutta la farina di mais ed aggiungete ½ dell’acqua prevista dall’impasto tiepida. Impastate delicatamente alla 1° velocità per alcuni minuti (va benissimo anche mescolare con un cucchiaio), la farina deve assorbire completamente l’acqua, quindi coprite e lasciate riposare per 30 minuti.

Ora aggiungete la farina tipo 1, il lievito, il malto e l’acqua iniziate ad impastare. Dopo qualche minuto aumentate la velocità dell’impastatrice, aggiungete il sale, infine l’olio in diverse riprese. Ora giocando sulle velocità dell’impastatrice e spegnendo e ribaltando l’impasto con una spatola spesso nella ciotola, portate ad incordatura. Non scoraggiatevi e non siate frettolosi, otterrete un impasto liscio ed omogeneo. Spegnete la macchina e fate riposare per 30 minuti.

Trasferite ora l’impasto sulla spianatoia, dividetelo in due parti e stendetelo con le mani in due teglie di 27 cm di diametro. Coprite con pellicola e lasciate lievitare in luogo caldo e riparato da correnti per 1 ora.

Spennellate di olio extravergine di oliva e spolverate la superficie delle focacce di farina di granoturco e lasciate ancora lievitare per il tempo che il vostro forno raggiungerà la temperatura di cottura (circa 30 minuti).

Cuocete in forno caldo a 210°C per 25/30 minuti.

NOTA:

  • (*) L’autolisi serve nelle farina con glutine per sviluppare al massimo il glutine, rendere l’impasto più facilmente lavorabile tanto da ridurre i tempi di lavorazione, si ottengono impasto molto lisci e malleabili e questo aiuta nella lavorazione finale del prodotto. Nel nostro caso utilizzando una farina naturalmente priva di glutine, non sfrutteremo la maggiore elasticità data dal glutine ma la facilità di impasto e la qualità del prodotto finale.

  • la ricetta che vi presento è un mix di varie ricette trovate in vari siti e libri quindi non pretende assolutamente di essere la ricetta originale.


Buon appetito!


Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “menù a tutta polenta”:



Colazione qui da noi: Revzora, focaccia di farina di mais
Pranzo Simona: Gnocchetti di polenta gratinati al formaggio
Merenda Sabrina: Brownies di polenta dolce
Cena Carla: Tondini di polenta con i porri


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mercoledì 5 novembre 2014

FOCACCIA RIPIENA AL GRUYERE



Ciao a tutti!

Quest’anno come tema del contest di Terry di Peperoni e patate in collaborazione con i formaggi svizzeri,  ci sono le ricette del cuore reinterpretate con due dei formaggi svizzeri più apprezzati: il Gruyère e l’Emmentaler.



Due formaggi da noi molto amati e spesso presenti sulle nostre tavole ma anche facilmente confusi tra loro...questo forse dovuto anche al fatto che chiamiamo l’emmentaler gruviera, termine che ricorda molto il gruyere.

Da piccola per me l’emmentaler era solo "il formaggio con i buchi", mio nonno mi prendeva in giro dicendomi che i buchi erano fatti uno ad uno da un volontario prima di venir consegnati per la vendita...non gli ho mai creduto veramente, ma era divertente immaginare la scena... In realtà questi famosi buchi si creano durante le fasi di maturazione del formaggio e sono dovuti alla formazione di sacche di anidride carbonica.



Il Gruyere invece non ha i buchi, è un formaggio a pasta dura prodotto a partire dal latte crudo prodotto da mucche che si nutrono d’estate dell’erba dei pascoli e di fieno durante la stagione invernale. Durante i numerosi mesi di stagionatura, le forme vengono periodicamente spazzolate, lavate con acqua salata e capovolte. L’umidità permette alle muffe di svilupparsi e queste favoriscono poi la maturazione del formaggio, dalla crosta verso l’interno. È questo processo che dà al Gruyère DOP il suo specialissimo sapore.

Appena ho letto il tema del contest “ricette del cuore”, non ho potuto fare a meno di pensare alla nostra focaccia...una ricetta del cuore per eccellenza per un genovese, ci fa compagnia appena svegli inzuppata nel caffè-latte, poi la ritroviamo a merenda ma può essere anche un perfetto pranzo se farcita, per poi ritrovarla come aperitivo accompagnata da un bel bicchiere di vino bianco freddo...

Insomma la focaccia ci accompagna in ogni momento della giornata, va bene sempre quindi non poteva essere che una meraviglia se farcita con verdure di stagione come porri e verza e un abbondante strato di gruyere...

Non ci credete...venite con me!


FOCACCIA FARCITA AL GRUYERE

 

INGREDIENTI (con queste dosi 3 focacce ripiene 25x15 cm):
  • 500 g farina 0
  • 300 g acqua tiepida
  • 50 g olio extravergine di oliva
  • 13 g sale
  • 1 cucchiano di miele
  • 2 g lievito secco disidratato

per la farcitura:

  • 300 g verza
  • mezza cipolla piccola
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extravergine di oliva
  • brodo vegetale (fatto con una cipolla, una carota e sedano...non salato)
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • sale

  • Gruyere

e ancora:

  • 4 porri (circa 500 g)
  • mezza cipolla piccola
  • olio extravergine di oliva
  • brodo vegetale (fatto con una cipolla, una carota e sedano...non salato)
  • sale
  • Gruyere

PROCEDIMENTO:

Per prima cosa preparate le verdure per il ripieno. Pulire la verza e affettarla a striscioline sottili. Scaldate in una padella due cucchiai di olio extravergine di oliva, aggiungete lo spicchio d’aglio pulito ma intero, fate rosolare pochi minuti ed aggiungete la verza. Fate stufare a fuoco moderato fino a che la verza sarà ben morbida, aggiungendo quando necessario del brodo vegetale fatto con una cipolla, una carota e sedano. Aggiustate di sale, portate a cottura

Si ottiene un impasto molto morbido (non serve la planetaria) quindi in una ciotola capiente mettete la farina e l’olio, sciogliete il lievito nell’acqua tiepida aggiungendo un cucchiaino di miele e lasciare attivare per pochi minuti quindi aggiungete alla farina.

Iniziate ad impastare, aggiungete il sale e impastate fino a quando l’acqua non sarà completamente assorbita dalla farina. A questo punto lasciate lievitare al riparo da correnti coperto con un canovaccio per 50 minuti.

Riprendete l’impasto, impastate brevemente e date un giro di pieghe di secondo tipo: rovesciate l'impasto sulla spianatoia infarinata, prendete un lembo, stendetelo leggermente verso l’esterno e portatelo al centro. Prendete quindi l'angolo che si è formato a destra, stendetelo leggermente verso l’esterno e portatelo al centro...continuate così fino a completare il giro. Riponete l’impasto nella ciotola e lasciarlo lievitare per altri 50 minuti.

A questo punto dividete l’impasto in tre parti e lasciateli riposare per 10 minuti nella teglia dove poi li cuocerete prima di stenderli.
Dividete ancora ciascuna parte in due parti uguali che saranno la base della focaccia e il coperchio.

Stendete ora una parte di impasto direttamente nella teglia unta d’olio (o con carta forno) utilizzando solo le mani (senza mattarello) rendendolo una sfoglia sottile, una volta steso ricoprire con la verza stufata e con fettine sottili di gruyere: stendete la seconda parte di impasto e ricoprire la focaccia conpletamente sigillando per bene i bordi. Fate lo stesso con le altre due focacce farcendole però questa volta col porro e il gruyere.

Porre le teglie al riparo da correnti ad esempio il forno chiuso a lievitare per circa 3 ore.

Riprendete le focacce lievitate irrorate con olio extravergine di oliva e cuocete in forno preriscaldato a 220°C per 20 minuti...attenzione alla cottura!!!

Ottime sia tiepide che fredde!



Buon appetito!


Con questa ricetta partecipiamo al contest #noiCHEESEamo di Peperoni e patate e Formaggi svizzeri 

http://www.peperoniepatate.com/2014/09/noicheeseamo-il-3-contest-dei-formaggi.html


martedì 8 aprile 2014

FINGER FUGASSA ZENEIZE!!!


Ciao a tutti!

Ditemi voi se è possibile...oltre all’esclusiva sulle foto, e al controllo di ogni introduzione ai post ( una sorta di piccola censura casalinga!!!) ora anche sulle ricette vuol sindacare... 

 
 
Il fotografo mi ha minacciato di non fotografare più nessuna preparazione che abbia la forma di un fiore o simile...ne' un pane ne' una torta salata...ma io non ho resistito...dice che sono tutte uguali...ma diciamocelo, per la fotografia ok, ma per queste cose non ci capisce nulla...non mi direte anche voi che questo, questo e la finger focaccia di oggi sono uguali!!! Vero!!!!???? Sapeste quanti ne avrei ancora da fare...queste forme mi fanno impazzire!!!


L’idea originale prevedeva un’impasto tipo  pane al latte...l'idea era quella di renderlo più mio in qualche modo...pensa che ti pensa mi è venuta in mente la nostra focaccia e non ho resistito...così ho utilizzato l’impasto della nostra focaccia riducendo un poco l’idratazione (qui al 50% là al 60% fino anche al 70%) e anche i tempi di lievitazione finale, infine per renderla ancora più golosa l’ho farcita con olive taggiasche tritate e ricotta...



Rimane morbida anche il giorno dopo (se ci arriva!) anche se sicuramente appena fatta (lasciatela raffreddare un pochino!) dà il meglio di se.


Incredibile ma vero è stata molto apprezzata anche dai tre nanetti....sì avete capito bene tutti e tre...nella foto ne vedete solo due...il terzo fino ad ora come modello e un po’...come dire...sfuggente!!!


FINGER FUGASSA ZENEIZE



INGREDIENTI con queste dosi otterrete 2 finger focacce come quella delle foto di diametro 30-32 cm:

  • 500 g farina 0
  • 13 g sale
  • 4 g lievito di birra disidratato
  • 250 g acqua tiepida
  • 1 cucchiaino di miele di acacia
  • 50 g olio extravergine di oliva 

  • 400 g ricotta
  • 200 g olive taggiasche

PROCEDIMENTO:

Si ottiene un impasto morbido (non serve la planetaria) quindi in una ciotola capiente mettete la farina e l’olio (o lo strutto), sciogliete il lievito nell’acqua tiepida aggiungendo un cucchiaino di miele (o malto) e lasciate attivare per pochi minuti quindi aggiungete alla farina. Iniziate ad impastare, aggiungete il sale e impastate fino a quando l’acqua non sarà completamente assorbita dalla farina. A questo punto lasciate lievitare al riparo da correnti per 50 minuti.


Riprendete l’impasto, impastate brevemente e date un giro di pieghe di secondo tipo: rovesciate l'impasto sulla spianatoia infarinata, prendete un lembo, stendetelo leggermente verso l’esterno e portatelo al centro. Prendete quindi l'angolo che si è formato a destra, stendetelo leggermente verso l’esterno e portatelo al centro...continuate così fino a completare il giro. Riponete l’impasto nella ciotola e lasciatelo lievitare per altri 50 minuti.
A questo punto dividete l’impasto in due parti uguali e lasciateli riposare per 10 minuti nella teglia prima di stenderli.

Nel frattempo tritate a coltello le olive taggiasche e mescolatele in una ciotola con la ricotta.

Con questa quantità di impasto otterrete due finger focaccia come quella delle foto. Quindi dovrete procedere così per ogni pezzo.

Prendete una parte di quelle lasciate riposare e dividetela ancora in due parti uguali, stendetele ognuna con un mattarello creando due dischi di circa 30/32 cm di diametro. Su un disco, trasferito nella teglia coperta di carta forno, distribuite metà del composto di ricotta e olive prima preparato, e coprite col secondo disco. A questo punto ponete una ciotolina o un bicchiere al centro del disco ed iniziate a dividere la pasta in spicchi...mi raccomando non fate come me e cercate di farli tutti uguali...tracciate prima i due diametri, poi dividete a metà gli spicchi ottenuti ed infine ogni “spicchietto” dividetelo ancora in tre...alla fine dovreste ottenere 24 piccoli spicchi tutti uguali. Prendete ogni spicchio ed arrotolatelo su se stesso almeno tre volte.



Fate lo stesso col secondo pezzo di pasta.
Lasciate lievitare lontano dalle correnti d’aria (io utilizzo il forno chiuso) per almeno 2 ore (se avete tempo anche di più!).

Trascorso il tempo di lievitazione cuocete in forno preriscaldato a 220°C per 20-25 minuti, attenzione alla superficie se si colora troppo (come nel mio forno!) coprite con della carta forno o con un foglio di alluminio. Lasciate raffreddare. 




Buon appetito!



Con questa ricetta partecipo al contest Finger food di Paola e Monique:

http://peronisnc.it/index.php?fc=module&module=psblog&controller=posts&post=54




 

domenica 28 aprile 2013

FUGASSA ZENEIZE


Ciao a tutti!!!
Questo tempo mi sta facendo impazzire.....piove...piove...piove...   e fa freddo e sapete la novità due nanetti su tre (ma presto faremo l’en plein!) sono di nuovo malati..... Basta!!! Voglio sciogliermi dal caldo....


Basta inutili lamentele...oggi voglio raccontarvi di un prodotto che per noi genovesi è una vera istituzione, un vero simbolo (come la Lanterna!!!) che ci accompagna nella crescita...da bambini la mangiamo a colazione, a merenda, quando andiamo o torniamo da scuola, quando torniamo a casa, insomma ogni momento è buono e da grandi le cose non cambiano...ottima per un aperitivo, per accompagnare un pranzo, in un pic-nic, da farcire col prosciutto o con qualunque altra delizia dolce o salata...
Avete capito di cosa parlo??!!
Noooo.....non ci credo!!!
Ma certo della nostra meravigliosa focaccia.....provatela nel caffèlatte; il salato delle fossette della focaccia, dove si annida il sale, contrasta perfettamente col dolce del caffèlatte...inorriditi?!!? Prima provatela poi ne parliamo....
E’ meraviglioso il profumo di focaccia che si sente passando vicino ai forni al mattino.....sì perché si distingue benissimo dal profumo del pane, è un aroma completamente diverso e molto più intrigante.....
Pensate che nel 1500 veniva consumata persino in chiesa durante i matrimoni, al momento della benedizione degli sposi; però l’amore per questo cibo nei riti religiosi prese un po’ la mano ai cittadini, tanto che ne facevano scorpacciate in chiesa persino durante i funerali. Il Vescovo dell'epoca, si vide così costretto a minacciare di scomunica certi frati se non si fosse cessato l'uso di cibarsi di quella "frugalia" durante le funzioni religiose.
La teglia classica in cui si cuoce la focaccia si chiama “lama“, una teglia di alluminio rettangolare molto grande coi bordi molto bassi e sarebbe perfetta la cottura in forno a legna.

Con questa ricetta si ottiene quanto di più simile alla vera focaccia genovese sia mai uscito dal mio forno, è vero ci vuole un po’ di tempo ma vi assicuro che se avete la pazienza di aspettare il risultato vi appagherà di ogni sforzo.....grazie Ele (la gemella del fotografo)!!!!!!!

Anche questa piccola apina è rimasta affascinata dalla mia focaccia.....


...in realtà aveva troppo freddo per riuscire a volare....




FOCACCIA GENOVESE 
 


 
INGREDIENTI:
  • 1 kg farina manitoba
  • 25 g sale
  • 25 g lievito fresco (o 1 bustina di lievito disidratato)
  • 60 – 70% acqua tiepida (io ne ho utilizzata 600 g)
  • 1 cucchiaino di malto (io ho utilizzato 1 cucchiaino di miele di acacia)
  • 10% strutto (io ho utilizzato 100 g di olio extravergine di oliva)
  • olio, acqua e sale per l’emulsione finale

Servono 4 teglie di alluminio a bordi bassi diametro 32 cm (per me due diametro 32 cm e due rettangolari 34x27 cm). 



PROCEDIMENTO:

Si ottiene un impasto molto morbido (non serve la planetaria) quindi in una ciotola capiente mettete la farina e l’olio (o lo strutto), sciogliete il lievito nell’acqua tiepida aggiungendo un cucchiaino di miele (o malto) e lasciare attivare per pochi minuti quindi aggiungete alla farina. Iniziate ad impastare, aggiungete il sale e impastate fino a quando l’acqua non sarà completamente assorbita dalla farina. A questo punto lasciate lievitare al riparo da correnti per 50 minuti.
Riprendete l’impasto, impastate brevemente e date un giro di pieghe di secondo tipo: rovesciate l'impasto sulla spianatoia infarinata, prendete un lembo, stendetelo leggermente verso l’esterno e portatelo al centro. Prendete quindi l'angolo che si è formato a destra, stendetelo leggermente verso l’esterno e portatelo al centro...continuate così fino a completare il giro. Riponete l’impasto nella ciotola e lasciarlo lievitare per altri 50 minuti.
A questo punto dividete l’impasto in quattro parti e lasciateli riposare per 10 minuti nella teglia prima di stenderli.
Stendete ora l’impasto direttamente nella teglia unta d’olio (o con carta forno) utilizzando solo le mani (senza mattarello) rendendolo una sfoglia sottile, una volta steso porre le teglie al riparo da correnti a lievitare per un tempo che va da un minimo di 2 ore ad un massimo di 6 ore (le mie hanno lievitato circa 6 ore).
Infine preparate un’emulsione di olio, acqua e sale (con acqua e olio in egual percentuale). Riprendete le focacce lievitate e create dei fori affondando indice, medio, anulare e mignolo nella pasta facendo delle fossette regolari su tutta la focaccia, quindi irrorate abbondantemente con l’emulsione preparata e cuocete in forno preriscaldato a 220°C per 20 minuti (ho provato a cuocere una focaccia sulla piastra refrattaria ed ha cotto in 10 minuti). 



Buon appetito!



Con questa ricetta partecipo al contest Mani in pasta: La Focaccia del blog Cultura del frumento:





martedì 9 aprile 2013

SCIOCCA...antica focaccia ligure

Ciao a tutti!!!
Queste giornate sono davvero pesanti ed interminabili...mi alzo al mattino con il desiderio che sia subito sera per tornare a dormire, non ho voglia di fare nulla ma ancor peggio fatico a trovare l’ispirazione per fare qualunque cosa....Damiana scriveva oggi che vaga per casa chiedendo anche a tutti idee su cosa preparare per pranzo e cena.....è così anche per me!!! Il fine settimana passato per fortuna sono stata punzecchiata dal fotografo e col suo aiuto abbiamo preparato diverse ricette e quindi prossimi post, ma se non fosse stato per lui....


Proprio dalla collaborazione col fotografo...o meglio in seguito al suo brontolare, sul fatto che in dispensa c’era ancora della farina di ceci non utilizzata che rischiava di diventare vecchia, è nata la ricetta di oggi.
La farina di ceci che è un’ottima alternativa alla farina di frumento, e si ottiene dalla macinazione dei semi essiccati del cece (è un alimento ricco di minerali, quali calcio, fosforo, ferro, e di proteine vegetali), e comunque anche i ceci stessi, sono un prodotto largamente utilizzato nella cucina della mia Liguria, basti pensare tra tutte le preparazione alla famosa farinata che è semplicemente fatta di farina di ceci, acqua, sale e olio d’oliva, oppure alle minestre che vengono preparate con i ceci, oppure alla panissa, altra nostra specialità. 


Preparare uno di queste delizie sarebbe stato troppo semplice, ma non temete arriverà anche il loro momento, così abbiamo cercato una ricetta che fosse antica, un qualcosa di tipico ma al tempo stesso inusuale, poco conosciuto.
Dopo qualche ricerca la nostra scelta è caduta sulla Sciocca.
La Sciocca è un’antica focaccia ligure, io credo che non si possa parlare di farinata ma proprio di focaccia per la presenza del lievito di birra tra gli ingredienti. E’ tipica della Riviera Ligure di levante, precisamente di Sestri Levante, ed oggi è ormai caduta in disuso tanto che non si riescono a trovare le sue origini e ancor meno quelle del nome (alcuni ipotizzano un'analogia con la Socca, la farinata di Nizza a cui si avvicina anche pe gli ingredienti, ma si tratta comunque di un azzardo). La ricetta che vi propongo oggi è tratta dal “Codice della Cucina Ligure” edizioni SEP-Il Secolo XIX (è la numero 43)..


Il procedimento è molto semplice, vanno mescolati tutti gli ingredienti, lasciati lievitare una mezz’ora e quindi cotti e il lavoro è fatto. Sinceramente non so se il risultato che ho ottenuto sia come quello originale....è risultata una focaccia un pochino asciutta, con una consistenza un po’ spugnosa, nonostante, come unica modifica, non l’abbia lasciata cuocere un’ora come diceva la ricetta originale, ma solo 30 minuti a 200°C. A noi è piaciuta ma l’abbiamo accompagnata con una salsetta di pomodoro aromatizzata con peperoncino e cumino....insomma con un qualcosa che l’ammorbidisca un po’. Naturalmente si può anche farcire.

SCIOCCA...antica focaccia ligure


INGREDIENTI
  • 400 g di farina di ceci(io Mulino Chiavazza)
  • 1 litro d'acqua
  • 8 g lievito di birra secco
  • 1 cipollina novella
  • olio extravergine d'oliva
  • sale

PROCEDIMENTO:

Sciogliere il lievito in un bicchiere di acqua tiepida. Mescolare la farina con l’acqua e aggiungere il lievito sciolto e la cipollina tritata. Salare. Far riposare una mezz’ora. Ungere abbondantemente un tegame (io ne ho utilizzato uno di alluminio diametro 34 cm). Versarvi il composto. Irrorare con un altro cucchiaio d’olio. Infornare in forno caldo per 1 ora.

Unica modifica che ho apportato è stata proprio quella della cottura, infatti ho infornato in forno caldo a 200°C (la ricetta originale non dava indicazioni in tal senso) per 30 minuti.


Buon appetito!!!


 Con questa ricetta partecipo al contest Mani in pasta: La Focaccia del blog Cultura del frumento: 


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