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lunedì 1 maggio 2023

LE BEATINE DI GHEMME...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme una ricetta piemontese, le BEATINE DI GHEMME, sono frollini alle mandorle dedicati a beata Panacea De’ Muzzi.
 



Per questo mese le nostre compagne di viaggio ci porteranno: Miria nella sua Umbria per scoprire il CIAMBELLOTTO DEI CERI  un dolce eugubino preparato in onore di Sant’Ubaldo; mentre Simona preparerà le TISICHELLE ABRUZZESI, preparate in Abruzzo per la Pentecoste.
  

Beata Panacea nacque a Quarona, in Valsesia, nel 1368. La madre morì quando Panacea era ancora molto piccola ed il padre Lorenzo decise di risposarsi per il bene della figlia. Purtroppo la sua scelta non si rivelò di aiuto per la piccola, subito iniziarono i maltrattamenti da parte della matrigna che costringeva Panacea, dedita da sempre alla preghiera e alla carità, a svolgere pesanti lavori ogni giorno. Nonostante questo Panacea riusciva ogni giorno a trascorrere il proprio tempo in preghiera con la aiuto degli angeli che portavano a termine tutti i lavori al suo posto. Una sera del 1383 la matrigna, vedendo rientrare il gregge senza Panacea, si recò sul monte Tucri a cercarla. La trovò assorta in preghiera e presa dalla rabbia la colpì ripetutamente con un fuso, che la ragazza utilizzava per filare, uccidendola. Subito le campane della chiesa iniziarono da sole a suonare, la popolazione del piccolo paesino piemontese trovò il corpo di Panacea accanto ad un fascio di legna che continuava a bruciare senza però consumarsi.

La piccola Panacea fu seppellita a Ghemme e rapidamente il suo culto si diffuse fin dal 1400. Per la Chiesa La pastorella venne beatificata solo nel 1867 da Papa Pio IX. A Quarona vennero edificati due oratori in suo onore, uno sul luogo del suo martirio e il secondo dove si trovano le sue reliquie. Il suo corpo, meta di pellegrinaggio non solo da parte della popolazione del luogo, si trova nella chiesa di Ghemme.

Beata Panacea viene ricordata il 5 maggio, mentre in Valsesia viene festeggiata il primo venerdì di maggio. In suo onore vengono prodotte le BEATINE DI GHEMME, sono frollini a base di mandorle con una forma particolare che ricorda Panacea in preghiera con le mani giunte sulla testa e il fuso con cui fu colpita che simboleggia il martirio da lei subito. Talvolta si trovano anche decorate con zuccherini colorati di rosso sempre in ricordo del martirio.




Un tempo era tradizione che i pellegrini dopo aver acquistato i biscotti si recassero in chiesa per benedirli. Qui i sacchettini con i biscotti venivano benedetti facendoli calare all’interno del sepolcro della Beata posto al centro della chiesa.

Fonti:

- Panacea De’ Muzzi 
- Beatine di Ghemme PAT 
- Beatine di Ghemme, dolci del novarese 
- Sebastiano Vassalli e la “bassa” 





 
Prepariamo insieme le Beatine...


BEATINE DI GHEMME
Ricetta tratta dal libro “Santa pietanza”, L.Capasso, G.Esposito, Guido Tommaso Editore, p180
INGREDIENTI:
  • 300 g farina 00
  • 225 g mandorle (o se volete farina di mandorle)
  • 150 g zucchero a velo (per me semolato)
  • 200 g burro
  • 90 g uova (poco meno di 2 uova medie)
  • scorza grattugiata di 2 limoni
  • 1 pizzico di sale
  • 1 uovo per spennelare
Inoltre:
  • zucchero a velo q.b.

PROCEDIMENTO:

Frullate le mandorle con lo zucchero fino a renderle farina.

In una ciotola unite la farina al composto mandorle e zucchero, aggiungete la scorza di limone e il sale e mescolate. Unite ora il burro e fatelo assorbire per bene dalla farina otterrete un composto umido e a briciole. Unite ora le uova, impastate velocemente senza scaldare troppo l’impasto.

Compattate l’impasto appiattitelo e dopo averlo fasciato con pellicola trasferitelo in frigo per almeno 2 ore.

Dopo il riposo riprendete l’impasto, stendetelo tra due fogli di carta forno ad uno spessore di 5-6 mm quindi ritagliate i biscotti. Per ricreare la forma dei biscotti ho utilizzato una forma ritagliata da un cartoncino e con pazienza ho ricavato i biscotti dalla frolla stesa aiutandomi con un coltellino.

Trasferite i biscotti su una teglia ricoperta di carta forno, spennellateli con un uovo leggermente sbattuto e cuoceteli in forno già caldo a 180°C per 10-12 minuti fino a doratura.

Lasciate raffreddare quindi serviteli con una spolverata di zucchero a velo.

Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di giugno.

Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.



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venerdì 1 aprile 2022

RICCIARELLI...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme i RICCIARELLI, famosissimi dolci a base di mandorle, zucchero, albume e qualche aroma tipici della tradizione senese e che vengono sempre preparati, oltre che in tutte le feste principali, anche nei tre giorni di festeggiamenti che Siena dedica a Santa Caterina da Siena. 




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria una torta tipica di Lucca dedicata a Santa Zita, la TORTA COI BECCHI; mentre Simona ha scelto le POLPETTE DI SAN MARCO, un secondo napoletano dedicato al Santo veneziano.


Anche questo mese, come a marzo, vi abbiamo preparato un pdf in cui troverete il calendario del mese in corso, una ricetta dedicata ad uno dei Santi del mese, le date da ricordare e tanto spazio in cui potrete scrivere le vostre annotazioni. 

Cliccate sul banner qui sotto e potrete scaricare il calendario di aprile preparato per voi:


Santa Caterina nacque a Siena nella Contrada dell’Oca, il 25 marzo 1347 in una famiglia numerosissima appartenente alla piccola borghesia del tempo, era la venticinquesima figlia. Fin da piccola la sua vita interiore fu molto intensa, a sette anni fece voto di verginità, ma non scelse di diventare suora, sentì che la sua missione era nel mondo. 

Rifiutò con fermezza il matrimonio che i suoi genitori avevano combinato per lei a soli 12 anni, si tagliò i capelli, si coprì la testa con un velo e rimase per tre anni nella solitudine della sua camera. A soli 16 anni entrò a far parte dell’ordine laico delle Mantellate o Terziarie domenicane, giovanissima e senza una dote che potesse aiutare a mantenere l’ordine, grazie alla sua grande determinazione che sarà un carattere distintivo di tutta la sua vita. Le Mantellate erano un gruppo di laiche, la maggior parte delle quali vedove di una certa età, che si dedicavano all’assistenza dei bisognosi, impegno che Caterina assunse per tutta la sua breve vita. 

Ma non solo questo, presto sviluppò la usa più grande dote: cominciò ad inviare lettere di consiglio ed esortazione a sovrani, condottieri tanto da riuscire a risolvere importanti controversie politiche nonostante lei avesse imparato a leggere e scrivere da sola. Ben presto la sua fama di donna di pace, risolse diverse contese tra le famiglie senesi in lotta per il potere, tanto che si recò ad Avignone e riuscì a convincere il pontefice Gregorio XI a riportare dopo 70 anni la sede papale a Roma. Ma non solo questo, il suo forte potere di persuasione risolse molte altre dispute anche tra Firenze e la Chiesa e tra Pisa e Lucca.  

La sua fu una vita molto intensa caratterizzata da un grande impegno, una fortissima fede e da grandi penitenze offerte sempre per il bene del prossimo, le sue notti spesso erano accompagnate da apparizioni e nel 1375 ricevette le stigmate in una chiesetta di Lungarno. Morì il 29 aprile 1380 a soli 33 anni a Roma.

Fonti:

- Santa Caterina da Siena e l’itinerario cateriniano  

- Breve storia di Santa Caterina da Siena 

- Santa Caterina da Siena 


Viene ricordata il 29 aprile, giorno della sua morte, e a Siena si organizzano tre giorni di festa durante i quali si gustano i ricciarelli.



Sicuramente tra tutte le ricette scelte in onore dei Santi, forse questa è quella in cui il collegamento è meno evidente perché i ricciarelli a Siena vengono preparati in ogni festa importante come il Natale e la Pasqua, ma non volevo lasciarmi sfuggire l’occasione per parlarvi di una grande Santa che nel corso della sua breve vita è riuscita a lasciare un grande esempio della sua grande bontà e fede.



La ricetta dei ricciarelli è molto semplice ma bisogna avere qualche piccola attenzione per ottenere un ottimo risultato, ad esempio non frullate le mandorle intere che avete in dispensa da troppo tempo, come ha fatto la sottoscritta, perché non avrete la stessa resa e l’impasto vi creerà problemi. Quindi primo consiglio, acquistate della buona farina di mandorle. 

RICCIARELLI
INGREDIENTI (per circa 15 ricciarelli)
  • 100 g farina di mandorle
  • 1 albume d’uovo (circa 35 g)
  • 100 g zucchero semolato
  • zeste di limone
  • zeste di arancia
  • semini ½ bacca di vaniglia
per finire:
  • zucchero a velo abbondante

PROCEDIMENTO:

In una ciotola mettete la farina di mandorle, lo zucchero, le zeste di agrume e i semi di vaniglia. Aggiungete l’albume leggermente sbattuto quindi mescolate il tutto con un cucchiaio.

Otterrete un impasto compatto leggermente appiccicoso.

Coprite con pellicola e riponete in frigo per un minimo di una notte ma anche fino a due giorni, riposo importante perché i sapori si amalgamino tra loro e per avere una maggiore tenuta in cottura.

Riprendete il vostro impasto e rovesciatelo sulla spianatoia che avrete cosparso di abbondante zucchero a velo. Arrotolate l’impasto nello zucchero a formare un lungo cilindro di 3-4 cm di diametro, quindi dividetelo in parti uguali (io l’ho diviso in 15 parti) e a ciascun pezzetto con le mani date la classica forma a chicco dei ricciarelli aiutandovi sempre con lo zucchero a velo.

Trasferite i vostri ricciarelli su una teglia coperta di carta forno distanziati tra loro e cuocete a 180°C per 15 minuti. Saranno pronti quando dopo essersi gonfiati si saranno formate le crepe in superficie. Dovranno comunque rimanere pallidi, non dovranno colorire (i miei hanno una colorazione marroncina perché ho tritato mandorle con la buccia).

Fate raffreddare completamente prima di servire.


Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di maggio.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle. 

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martedì 31 ottobre 2017

ZUCCHETTE DOLCI DI MURTA...per una zucca da fiaba!

Ciao a tutti!

Oggi il Calendario del Cibo Italiano celebra la Giornata Nazionale della Zucca. E per festeggiarla degnamente ci è stato proposto di preparare una ricetta, per noi le Zucchette dolci di Murta, e di scrivere una favola a cui la ricetta fosse legata.





Io, ve lo dico subito, ho giocato il jolly! La mamma del fotografo inventa favole da sempre, lo ha fatto per ogni figlio ed ora anche per gli 8 nipoti, quindi lascio a lei la parola. 


<< 
In quella piccola casina gialla col tetto rosso stanno proprio bene i cinque fratellini con papà e mamma, però com’è bello per loro andare nella grande casa poco lontano dove abitano i nonni ed altre famiglie con tanti bimbi con cui poter giocare.
C’è la nonna che cucina cose buone ed il nonno che, mentre fuma la pipa, racconta tante storie del passato.
È ormai novembre, i boschi ingialliscono, si avvicina la festa di S. Martino e la nonna farà i biscotti con la zucca; ce ne sono tante nell’orto, tutte colorate; quante cose buone si possono fare con questi frutti autunnali, peccato che non si possano conservare a lungo come le castagne che durano tutto l’inverno.
La nonna ha uno strumento segreto col quale riesce a fare dolci bellissimi e buoni che a loro piacciono tanto. Con un poco di farina, zucchero, il burro fatto col latte della mucca, le uova e la polpa della zucca, cotta nel grande forno a legna, fa una pasta magica che stende col mattarello e poi, con quell’oggetto segreto, dà forma a tante piccole zucche meravigliose che fa dorare nel forno.
Come piacciono a quei bimbi quei dolcetti!
Peccato però che finiscano subito.
Un giorno però, mentre i biscotti cuociono in forno, la nonna si attarda a parlare con le vicine e una parte i quei dolci si cuoce troppo! Che peccato!
Non si riescono più a mangiare tanto sino diventati secchi.
La nonna, indispettita, li va a buttare nella legna da ardere ma la piccola Armida non può proprio pensare di vederli finire così; di nascosto li raccoglie e li nasconde in un cassetto, chissà, può darsi che col tempo diventino più morbidi.
Passano i giorni e si avvicina il Santo Natale, che gioia, si può fare il Presepe. I fratellini si affannano a cercare il muschio nei boschi e portano a casa rami verdi di alloro per guarnire intorno. I rami però non hanno bacche che rallegrino un poco! D’improvviso la piccola Armida si ricorda dei biscotti dimenticati nel cassetto, li va a prendere ma ormai sono diventati duri come legnetti, peccato! Non si possono più mangiare, però, attaccati con poco filo ai rami di alloro, fanno proprio una gran figura e la casa sembra molto festosa.>>



Ogni anno in occasione della festa della Zucca del nostro paese, prepariamo chili e chili di queste zucchette dolci, tutte rigorosamente a mano ed utilizzando proprio lo stesso stampo che vedete nella foto, anche lui fatto artigianalmente da un fabbro (quello della foto da mio cognato). La ricetta è molto simile a quella che vi lascerò io anche se con quantità ben diverse, unica mia aggiunta la farina di mandorle che dona una sfumatura in più e si sposa benissimo con la zucca.



ZUCCHETTE DOLCI DI ZUCCA


INGREDIENTI:

  • 200 g farina debole
  • 100 g zucchero
  • 100 g burro
  • 70 g zucca cruda
  • 50 g mandorle
  • 1 uovo
  • ¼ bustina di lievito per dolci
  • ½ bacca di vaniglia
  • un pizzico di sale


PROCEDIMENTO:

La sera prima grattugiate la zucca cruda e mettetela in un colino, lasciatela scolare tutta la notte conservandola in frigo.

Frullate le mandorle con una parte di zucchero in modo che l’olio che si forma venga raccolto dallo zucchero e non si perda.

Mescolate la farina col burro quindi aggiungete tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Stendete l’impasto sul piano infarinato ad uno spessore di ½ cm, formate le zucchette e disponetele distanziate su una placca da forno foderata di carta forno.

Scaldate il forno a 180°C per 15-20 minuti (non devono scurirsi troppo).

Lasciateli intiepidire sulla placca e delicatamente poneteli su una gratella da dolci a raffreddare, fate attenzione sono molto fragili.

A piacere spolverate con zucchero a velo e gustateli con un buon caffè!









Buon appetito!



Con questa ricetta partecipo al Calendario del Cibo Italiano e ai festeggiamenti per la Giornata Nazionale della Zucca.







mercoledì 10 maggio 2017

CHIFFERI DI FINALE LIGURE...per il Calendario del Cibo Italiano!

Ciao a tutti!

Anche oggi ci sposteremo un po’ dalla nostra città e in un viaggio virtuale percorreremo parte della riviera di ponente per arrivare fino a Finale Ligure, in provincia di Savona, a gustare i Chifferi, dei deliziosi pasticcini di pasta di mandorle, ormai diventati uno dei simboli di questa cittadina del Ponente Ligure.

La pasta di mandorle in Liguria è molto apprezzata da diversi secoli, tanto da essere presente già nei menù delle famiglie nobili liguri del Settecento. L’arte di lavorare le mandorle con lo zucchero è di origine arabo-persiana, ed è stato grazie agli scambi commerciali del periodo delle repubbliche marinare che si è sviluppata anche nel nostro paese.
 


I Chifferi furono proposti per la prima volta da Benedetto Ferro, nella sua pasticceria alla fine dell’Ottocento. Egli riprese una vecchia ricetta trovata nell’antico Archivio della biblioteca di Finale, rendendola tanto attuale da essere ai giorni nostri ancora molto apprezzata.
 


Un’unica raccomandazione per questi piccoli dolci. Sono molto semplici e composi da pochi ingredienti e, proprio per questo motivo, gli ingredienti devono essere assolutamente di qualità. È il segreto di questi dolcetti.



CHIFFERI


INGREDIENTI per circa 20 pezzi:



  • 230 g mandorle dolci 
  • 200 g zucchero semolato
  • 80 g albumi (circa 2 albumi di uova grandi)
  • 10 armelline
  • un cucchiaio di acqua di fiori di arancio

  • 100 g mandorle in lamelle
  • 1 albume 
  • zucchero a velo

PROCEDIMENTO:

Eliminate la pelle dalle mandorle e dalle armelline. Scottatele brevemente in acqua bollente, eliminate la pelle. Quindi tostatele per pochi minuti a 180°C in forno. Una volta saranno fredde, frullatele con lo zucchero fino a renderle farina (azionate il frullatore ad intermittenza in modo da non scaldare troppo le mandorle per non avere perdita di olio).

In una ciotola raccogliete il composto di farina d mandorle e zucchero, aggiungete l’acqua ai fiori di arancio e l’albume. Otterrete un composto abbastanza sodo e facile da lavorare. Trasferite tutto in frigo per almeno qualche ora o ancora meglio per tutta la notte.

Ora siete pronti per modellare i vostri chifferi. Prendete dei pezzetti di impasto di circa 25-28 g, allungateli a formare un piccolo salsicciotto di 6-7 cm che dovrete poi leggermente incurvare al centro in modo da dare la classica forma a luna.

Sbattete leggermente l’albume quindi spennellate ogni chiffero, passatelo nelle lamelle di mandorla in modo che aderiscano alla superficie del pasticcino. Pressatele delicatamente. 


Adagiate i chifferi su una teglia ricoperta di carta forno ed infornate in forno già caldo a 160°C per circa 15 minuti. Non fateli colorire troppo (come è successo a me!), controllateli durante la cottura.

Appena usciti dal forno saranno abbastanza morbidi, tenderanno ad indurirsi raffreddando.

A piacere potrete spolverare con zucchero a velo.


FONTE:


Buon appetito!



Con questa ricetta partecipo al Calendario del Cibo Italiano e ai festeggiamenti per la Giornata Nazionale delle Paste di Mandorla.











mercoledì 25 maggio 2016

CHEESECAKE "ROSATO"

Ciao a tutti!

Eccoci con la nostra seconda proposta per la sfida MTC n°57. La coppia di vincitori dello scorso mese Annalù e Fabio del blog Affari di viaggio hanno deciso per il cheesecake.

Dopo un cheesecake salato dai sapori molto classici ma estremamente goduriosi, anche per la nostra proposta dolce non ci siamo discostati per nulla dalla nostra tradizione, anzi vi abbiamo attinto a piene mani.


È più forte di noi, in ogni ricetta che facciamo, alla fine in un modo o nell’altro finisce sempre qualcosa di genovese e questa volta è toccato alle rose, alle nostre profumatissime rose Centifolia.

Appena deciso che dovessero essere le rose le protagoniste del nostro dolce, abbiamo iniziato a pensare agli abbinamenti. La difficoltà che si è subito presentata è stata quella di evitare il temibile effetto profumo, infatti un’eccessiva quantità di petali avrebbero potuto profumare troppo il cheesecake rendendolo poco appetibile.

La rosa in purezza ha un sapore molto astringente che deve essere equilibrato con l’aggiunta di molto zucchero. E qui si è presentato un altro problema. Nella crema del nostro cheesecake abbiamo aggiunto sia i petali della rosa privati dell’unghia bianca e tagliati a striscioline, in modo che si distinguessero nella crema, che lo sciroppo di rosa. Ma l’insieme avrebbe potuto risultare troppo dolce, serviva una nota amara che potesse scongiurare questo problema. Nota amara che ci è stata garantita dall’aggiunta di cioccolato fondente tagliato a coltello, per avere pezzetti non troppo grandi ma omogenei, il cioccolato deve sentirsi e vedersi nella crema ma pezzi troppo grandi andrebbero rovinato l’equilibrio.


I formaggi che abbiamo scelto sono stati la ricotta, in maggiore quantità, ma non abbiamo rinunciato ad una piccola percentuale di formaggio cremoso (tipo philadelphia), che ci garantisse una nota sapida e leggermente acida che andava così ancora ad equilibrare la dolcezza dello sciroppo.

La base scelta è stata una frolla all’olio con farina di mandorle e mandorle a pezzetti per aggiungere un po’ di croccante, ed infine la gelatina. Volevamo una gelatina che riprendesse come colore il rosa tenue della Centifolia. Abbiamo preparato un infuso di rosa, a cui abbiamo aggiunto sciroppo di rose e zucchero per renderlo dolce ed un’interessante nota acida data dal succo di limone.

Tutto qua. Ne è risultato un dolce molto delicato e goloso perfetto come fine pasto ma anche per una merenda innovativa.




CHEESECAKE "ROSATO"




INGREDIENTI per 7 monoporzioni diametro 6,5 cm:

per la base di frolla (7 frollini diametro 8 cm):
  • 50 g farina debole
  • 50 g farina di mandorle (io frullo con lo zucchero le mandorle intere)
  • 25 g semola rimacinata di grano duro
  • 60 g olio extravergine di oliva delicato
  • 50 g zucchero a velo
  • 20 g lamelle mandorle
  • 15 ml acqua fredda

per  la crema al formaggio: 
  • 200 g ricotta vaccina
  • 50 g formaggio cremoso (tipo philadelphia)
  • 50 ml latte
  • 40 g zucchero a velo
  • 35 g cioccolato fondente
  • 30 ml sciroppo di rosa
  • 8 g petali di rosa Centifolia
  • 3 g gelatina in fogli

per la gelatina di rosa:
  • 120 g acqua
  • 35 g petali rosa Centifolia
  • 3 ml succo limone
  • 30 ml sciroppo di rosa
  • 8 g zucchero semolato
  • 8 ml succo limone
  • 2 g gelatina in fogli

PROCEDIMENTO:

La sera prima fate bollire l’acqua (120 g) per l’infuso. In una ciotola con coperchio mettete i petali di rosa (35 g) privi dell’unghia bianca e "stropicciati" con le mani insieme al limone (3 ml) e aggiungete l’acqua bollente. Mescolate con un cucchiaio, coprite col coperchio e lasciate in infusione una notte.

Inoltre preparate la frolla per i frollini. Mettete tutti gli ingredienti in un frullatore (tranne le mandorle a lamelle) e azionate a velocità media. Appena inizia a formarsi l’impasto, trasferitelo sulla spianatoia, aggiungete la mandorle a lamelle tritate a coltello (otterrete dei fiammiferi) e finite di impastarlo velocemente a mano. Formate un rettangolo appiattendo l’impasto, avvolgetelo con pellicola per alimenti e trasferitelo in frigo almeno un’ora ma va benissimo anche tutta la notte.

Trascorso il tempo di riposo stendetelo ad uno spessore di pochi mm (circa 5) aiutandovi con due fogli di carta forno e con l’aiuto di un tagliapasta tagliate i frollini. I frollini dovranno avere dimensione maggiore rispetto al cheesecake quindi circa 8 cm di diametro oppure 8 cm di lato a seconda della forma che sceglierete.

Trasferiteli su una teglia coperta da carta forno. Mettete la teglia con i frollini in freezer per mezz’ora. Quindi cuoceteli in forno statico già caldo a 180°C per 12-15 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare, appena sfornati saranno molto fragili.

Il giorno successivo. Preparate la crema al formaggio. Tagliate a coltello il cioccolato fondente in modo irregolare ma facendo attenzione a non lasciare pezzi troppo grandi. I pezzetti di cioccolato devono vedersi ma non sentirsi troppo sotto i denti.
Tagliate a striscioline di pochi mm i petali di rosa.
In una ciotola mescolate con una frusta la ricotta con il formaggio cremoso, aggiungete lo zucchero e lo sciroppo di rose sempre mescolando. Quando avrete ottenuto una crema omogenea aggiungete il cioccolato, mescolate ancora. Infine aggiungete le striscioline di petali di rosa, mescolate.
Fate ammorbidire la gelatina in fogli in una tazza, con poca acqua. Scaldate il latte e aggiungete la gelatina e fatela sciogliere mescolando con un cucchiaino.
 Quando sarà sciolta aggiungete alla crema di formaggio mescolando bene in modo da distribuirla omogeneamente nel composto.

Prendete la forma per il cheesecake scelta e riempite ogni stampo con la crema di formaggio. Io ho scelto uno stampo da mini savarin (diametro 6,5 cm) in silicone.
Appena riempiti tutti gli stampi trasferiteli in freezer per almeno un’ora.
Trascorso questo tempo di riposo. Preparate la gelatina. Aiutandovi con un colino raccogliete tutto l’infuso di rosa in un bicchiere, schiacciate con un cucchiaio i petali contro il colino per strizzarli bene.
Aggiungete lo zucchero, lo sciroppo di rosa e il succo di limone e mescolate bene con un cucchiaio. Fate ammorbidire la gelatina in una tazza con poca acqua fredda. Prendete parte dell’infuso zuccherato e fatelo scaldare in modo da poter far sciogliere la gelatina. Quando la gelatina sarà sciolta aggiungetelo di nuovo al resto dell’infuso e mescolate bene.

Riprendete ora i cheesecake ed estraeteli dal loro stampo, essendo congelati questa operazione dovrebbe essere molto semplice. Poneteli ognuno sul rispettivo frollino. Per far sì che la crema aderisca per bene al frollino, passatela su una piastra calda per pochi secondi in modo che la base si sciolga un poco e poi “incollatela” al frollino.

Ora non vi resta che colare la gelatina di rosa appena preparata in ogni incavo del cheesecake e riporre in frigorifero (non in freeezer, la gelatina si rovinerebbe) fino al servizio ma almeno per 4 ore. Le ore in frigorifero serviranno oltre che a far addensare la gelatina anche a far sciogliere la crema che avevamo congelato.

Quando sarà arrivato il momento del servizio, mettete il cheesecake a temperatura ambiente almeno per mezz’ora prima di servirlo.


Note:

- Se non volete fare le monoporzioni, con queste dosi otterrete un cheesecake unico con diametro 15 cm. Potrete fare gli stessi passaggi fatti per quello monoporzione escludendo il passaggio in freezer. Il freezer non sarà più necessario, lo dovrete sostituire con un passaggio in frigorifero, infatti potrete montare il cheesecake utilizzando uno stampo apribile ricoperto di carta forno o acetato alimentare (se vorrete un risultato più preciso) partendo dal biscotto poi aggiungendo la crema ed infine la gelatina.





Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo alla sfida n°57 dell'MTC di Annalù e Fabio del blog Assaggi di viaggio:





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