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giovedì 12 novembre 2020

ZUCCA IMPANATA E FRITTA...per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Oggi prepariamo insieme la zucca impanata e fritta, un piatto semplice che potrete utilizzare come secondo ma anche all’interno di un ricco piatto di fritto misto, per il nostro appuntamento mensile con la rubrica de “Al km 0” che ha per tema “ricette delle fiere e sagre...cucinate in casa”.
 


Non sono stata affatto originale ed ho finito per scegliere anche questa volta la zucca come ingrediente della nostra ricetta di oggi. La zucca è la regina delle sagre autunnali e come sapete anche il paese dove abito la celebra ogni anno da ben 34 anni in una sagra che dura per due fine settimana nel periodo di San Martino.
 


Quest’anno la situazione non permette l’organizzazione di questo tipo di manifestazioni, quindi non resta che preparare ognuno in casa nostra le ricette che vedono protagonista questo versatile prodotto.
 


Non avevo mai preparato la zucca impanata e fritta e ne sono rimasta sorpresa. Potrete gustare la zucca così cucinata come un secondo, semplicemente accompagnata da un’insalata mista, oppure servirla come un contorno, oppure, come abbiamo fatto noi, come antipasto di un pranzo poi proseguito con tagliatelle alla zucca e funghi, torta di zucca alla genovese ed infine i panini dolci di zucca e zucchette dolci. Un tripudio di zucca a tutto pasto!
 



Vediamo insieme come fare...

ZUCCA IMPANATA E FRITTA

INGREDIENTI (per 5 persone):
  • 600 g zucca
  • 2 uova medie
  • farina di riso q.b.
  • pangrattato q.b.
  • 2-3 rametti rosmarino freschi
  • noce moscata q.b.
  • sale q.b.
per friggere:
  • ½ l olio di semi di arachide

PROCEDIMENTO:

Pulite la zucca eliminando i semi e i filamenti al suo interno e la buccia. Tagliatela a fette di circa 5 mm di spessore.

Tritate fine il rosmarino. Aromatizzate il pangrattato con il rosmarino tritato e abbondante noce moscata, mescolate bene e tenete da parte.

Preparate un piatto con farina di riso, uno con il pangrattato aromatizzato ed una ciotola con le due uova leggermente sbattute con una forchetta e salate.

Prendete una fettina di zucca, passatela nella farina di riso quindi nell’uovo ed infine nel pangrattato. Continuate così fino ad esaurire la zucca. Disponete le fette di zucca impanate su un piatto in attesa della frittura. 

Mettete l’olio in un pentolino dai bordi alti non molto grande. Fate scaldare l’olio, quindi iniziate a friggere le fette di zucca poche alla volta.

Friggete ogni fettina fino a che non avrà una bella crosticina dorata. Quindi scolatele dall’olio in eccesso e ponetele su un piatto con carta assorbente.

Servite calde. 

Potrete mangiare la zucca impanata anche fredda, io la preferisco calda.




Buon appetito!



Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “ricette delle fiere e sagre...cucinate in casa”:









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martedì 1 settembre 2020

PEPERONATA GUSTOSA DI PADRE PIO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme la Peperonata gustosa di Padre Pio, santo venerato su vastissima scala dal popolo già quando era ancora in vita ma anche contestato in maniera altrettanto forte da una parte degli ambienti ecclesiastici.




 
Come in ogni appuntamento, abbiamo cercato di comporre un piccolo menù con le nostre proposte dedicate ai Santi festeggiati nel mese in corso. Simona ci preparerà il primo: gli Spaghetti alla Gennaro dedicate a San Gennaro, vescovo e martire cristiano, patrono di Napoli, festeggiato il 19 settembre. Qui da noi troverete un contorno che per la sua ricchezza potrebbe anche essere un secondo leggero: la Peperonata gustosa di Padre Pio, piatto preparato dalla mamma del Santo che viene festeggiato il 23 settembre, anniversario della sua morte. Infine da Miria troverete il dolce: i Biscotti di San Gennaro, ricetta napoletana ancora dedicata a San Gennaro.



San Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nacque a Pietrelcina in provincia di Benevento, il 25 maggio 1887 e morì all’età di 81 anni, il 23 settembre 1968 nel convento di san Giovanni Rotondo.

Trascorse gli anni della fanciullezza nel piccolo paesino dove nacque e dove fu battezzato il giorno dopo la sua nascita. La sua era una famiglia contadina che gli insegnò fin da molto piccolo l’amore verso Dio e i suoi fratelli e l’idea di consacrarsi a Lui era presente in Francesco già da bambino fin dall’età di soli 5 anni.

Una figura molto importante nelle sue scelte fu sicuramente la madre, Maria Giuseppa, semplicemente conosciuta come “Peppa”, una cattolica molto devota che con il suo esempio lo guidò verso la vita religiosa.
 


Il piatto che vi presentiamo oggi, la Peperonata gustosa di Padre Pio, veniva preparata da mamma Peppa per i braccianti che lavoravano nei campi e anche per la sua famiglia.

A questo piatto è legato un particolare episodio della vita del piccolo Francesco, sembra che avesse circa 10 anni quando lo colpì una forte infezione allo stomaco tanto da far temere per la sua vita.

Un giorno sua madre preparò, per il pranzo dei braccianti che avevano ingaggiato per la mietitura dei campi, una grande quantità di peperonata. Francesco era a casa nel suo letto con la febbre molto alta. Peppa lasciò una parte di questa peperonata in casa per il pranzo della sua famiglia e portò il resto ai braccianti. Al suo ritorno a casa trovò Francesco beatamente addormentato e del tutto sfebbrato: aveva mangiato tutta la peperonata!

Questo fatto è raccontato in molte biografie del Santo, ma non vi è certezza sulla ricetta preparata da mamma Peppa, alcuni parlano di peperoncini piccanti fritti, altri ancora di peperoni forti fritti e alcuni di questa peperonata.
  


Per quanto riguarda la ricetta, alla prima lettura ho avuto qualche dubbio sulla cottura, avevo paura di ottenere un qualcosa di slegato ma alla fine mi sono fidata di mamma Peppa e il risultato le ha dato ragione. Non vi dico il profumo che ha invaso la mia cucina, il sapore è talmente ricco e goloso che può essere servita come un secondo leggero non solo come un contorno. Capisco benissimo il piccolo Francesco!!!


PEPERONATA GUSTOSA DI PADRE PIO
Ricetta tratta dal libro ”In cucina con i Santi”, A.Ciucci, P.Sartor, San Paolo Editore,p.74


INGREDIENTI:
  • 1 carota
  • 1 patata
  • 1 melanzana
  • 2 zucchine
  • 2 peperoni
  • 1 porro (da me sostituito con 1 cipolla)
  • 1 cuore di sedano
  • 2 pomodori
  • 200 g olive verdi e nere
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • ½ bicchiere di aceto bianco (per me 100 ml)
  • olio extravergine di oliva
  • sale q.b.
  • brodo vegetale q.b.


PROCEDIMENTO:

Pulite, lavate e tagliate a tocchetti di dimensioni simili tutte le verdure.

Scaldate in una padella due cucchiai di olio extravergine di oliva quindi aggiungete i pezzetti di carota e patata. Portate a cottura, 
aggiungendo pochi cucchiai di brodo alla volta. Attenzione a non far sfaldare le verdure, devono essere cotte ma non disfatte. 

Quando saranno cotte versatele in una teglia coperta con carta forno.

Ora nella stessa padella cuocete, nello stesso modo, prima le melanzane e aggiungetele nella teglia con patate e carote. Quindi cuocete le zucchine, una volta cotte trasferitele nella teglia ed andate avanti così cuocendo i peperoni, il sedano, e il porro (per me cipolla) singolarmente. Utilizzate sempre la stessa padella aggiungendo poco brodo e olio ogni volta.

Scaldate il forno a 180°C.

Una volta raccolte tutte le verdure nella teglia, aggiungete i pomodori a pezzetti, i capperi (dopo averli dissalati) e le olive tagliate a rondelle. Mescolate le verdure delicatamente e infornate per 10 minuti nel forno caldo.

Sciogliete lo zucchero nell’aceto (regolate l’aceto secondo il vostro gusto, io l’ho ridotto rispetto alla ricetta), aggiungetelo alla peperonata distribuendolo su tutte le verdure e lasciate in forno ancora 2-3 minuti.

Sfornate e servite tiepido.





Buon appetito!






Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di ottobre.





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giovedì 12 dicembre 2019

INSALATA RUSSA DI CASA MIA...per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Tra pochi giorni è Natale ed oggi, per la nostra rubrica Al Km 0 che ha come tema “Natale con i tuoi”, vi racconto cosa si mangia in casa mia da sempre lasciandovi tra le altre la ricetta dell’insalata russa.
 


Iniziamo col dire che a casa mia, prima da mia nonna paterna e poi da mia mamma, il menù delle feste è praticamente congelato, sempre identico da che io ne ho memoria. Direte voi che noia! Ma in realtà è una sicurezza, per me è Natale quando si portano in tavola:

- affettati misti a cui mia mamma da qualche tempo aggiunge una torta pasqualina, che sì, sembra un po’ fuori stagione, ma le bietole crescono tutto l’anno quindi ben venga anche a Natale! A volte anche nella versione con carciofi.
 


                                                                           ...con bietole 


                                                                              ...con carciofi



- i ravioli co-o tuccu, fatti uno ad uno tempo prima e poi conservati nel congelatore. Quando ero piccola la preparazione dei ravioli era un vero rito a cui partecipava tutta la famiglia, e a cui seguiva un lauto pranzo in cui si mangiavano i canneloni ripieni fatti con il ripieno dei ravioli, insomma era un po’ come una prova generale!
 


ravioli co-o tuccu

cannelloni ripieni 


Ai ravioli seguiva la cima, anche lei fuori stagione, ma mia nonna la preparava lo stesso modificando un po’ le verdure al suo interno perché sapeva che era molto apprezzata da tutta la famiglia.
 


Quindi il coniglio con i carciofi e la gallina bollita accompagnata dalla mostarda.

I contorni erano insalata dell’orto e insalata russa, quest’ultima un’insalata russa un po’ cialtrona, in cui il compito più gravoso è quello di bollire le patate e poi passarle e mescolarle con sott’aceti e tonno, già proprio così! Nell’insalata russa di mia madre c’è anche il tonno! Tradizione voleva che la decorazione dell’insalata russa fosse fatta dai bambini con maionese, uova sode e pezzettini di sott’aceti.
 


Infine si arriva ai dolci.

Insieme ad un tripudio di torroni di ogni genere e frutta secca, fanno la loro comparsa il pandolce basso genovese e il pandolce alto genovese insieme alla focaccia dolce di Natale della zia Maria. Qui trovate tutte le versioni dei nostri pandolci eretici!!!!
 

                                    pandolce alto genovese


pandolce basso genovese qui in versione con farina di castagne


                                                    focaccia dolce di Natale della zia Maria

Non vi dico il fotografo che è abituato da sua mamma a pranzi natalizi molto fantasiosi come soffre questa cosa, ma per me questo è il mio Natale. Mi ricorda i miei nonni, i miei zii, è una sicurezza, una vera coccola a cui non posso rinunciare!




INSALATA RUSSA di mia mamma


INGREDIENTI per circa 10 persone:


  • 1 kg patate
  • 150 g verdure sott’aceto
  • 320 g tonno sott’olio
  • 4 cucchiai abbondanti di maionese
  • 30 g olive taggiasche denocciolate

per decorare:

  • 2 uova sode
  • verdure sott’aceto
  • olive taggiasche
  • maionese q.b.


PROCEDIMENTO:

Preparate la vostra insalata russa il giorno prima di servirla. Conservatela poi in frigorifero.

Cuocete le uova facendole bollire per 10 minuti, devono essere sode.

Bollite le patate direttamente con la buccia in abbondante acqua salata. Portate a cottura quindi lasciate intiepidire.

Schiacciate ogni patata nello schiacciapatate direttamente con la buccia, vedrete che la buccia rimane all’interno dello schiacciapatate, eliminatela e continuate fino ad esaurimento.

Raccogliete la purea di patate in una ciotola ampia quindi aggiungete le verdure sott’aceto tritate non troppo fini, il tonno, la maionese e le olive tritate. Mescolate per bene. Se risultasse un composto troppo denso aggiungete un cucchiaino di aceto.

Sistemate l’insalata così preparata su un piatto da portata dando forma tondeggiante oppure in una pirofila. Spalmate la superficie con maionese, quindi decorate con le uova a fettine, i tocchetti di verdura sott’aceto e le olive taggiasche...fatevi aiutare dai vostri bimbi!

Conservate in frigorifero, molto meglio preparare il giorno prima di servirla ma decoratela il giorno stesso.



Buon appetito!


Augurandovi un felice Santo Natale vi lascio tutte le proposte de Al km 0 per il tema ”Natale con i tuoi”:




Colazione da Carla: Focaccia dolce al latte con mele e cannella

Pranzo qui da noi: Insalata russa di casa mia

Merenda da Simona: Biscotti fiocchi di neve all’arancia, latte e miele 

Cena da Sabrina: Arrosto di tacchino con prugne e mele




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giovedì 3 maggio 2018

LATTUGHE RIPIENE (leitughe pinn-e)...per Segui le stagioni!

Ciao a tutti!

Oggi vi lascio una vecchia ricetta genovese, le lattughe ripiene o leitughe pinn-e (in dialetto), che mia nonna portava spesso in tavola: a Pasqua, cotte nel brodo di Cima, e il resto dell’anno, nel brodo di carne.





Da questo mese in avanti siamo felicissimi di annunciarvi che  faremo parte di Segui le stagioni, un gruppo di blogger che ogni mese si danno appuntamento per promuovere l’importanza della stagionalità di ciò che portiamo in tavola. Un tema per noi molto importante a cui nel nostro piccolo abbiamo sempre cercato di dare risalto, avendo la fortuna di vivere in campagna e di poterne godere i frutti per noi è importantissimo.

Grazie a Miria che mi ha fatto conoscere questo progetto e ad Anna e le altre ragazze per avermi accettata nel gruppo.

Dalla lista della spesa di maggio abbiamo scelto la lattuga, avevo in mente da tanto tempo la ricetta delle lattughe ripiene di nonna e, appena letta la lista, non ho resistito.





Le lattughe ripiene sono una ricetta antica di origine monastica, nella versione senza carne, e di origine borghese, nella versione con carne. Un tempo molto diffuse nell’entroterra di Ponente, sono presente nei ricettari genovesi già dal Settecento. Per tradizione vengono cucinate per il giorno di Pasqua cotte nel brodo di cima per aprire un già sontuoso banchetto.



Come ogni ricetta della tradizione le versioni non si contano: mia nonna le faceva senza nessun tipo di carne nel ripieno, le cuoceva nel brodo di cima ma anche di carne e le serviva come contorno alla carne stessa, quindi senza brodo.
 


La versione più classica e antica prevede un ripieno con carne, cervella e animelle; mentre una versione più moderna prevede l’aggiunta nel ripieno di prosciutto cotto e carne o solo prosciutto cotto. 
Anche sulla cottura potete sbizzarrirvi! Si possono presentare in brodo come un primo, oppure cotte in tegame con poco olio e cipolla stufata e diventano un secondo oppure ancora cotte al forno sempre come secondo...quando si dice la fantasia!!!



LATTUGHE RIPIENE (leitughe pinn-e) della nonna Sunti 


INGREDIENTI per 4 persone:



  • 2 cespi lattuga cappuccia 
  • 250 gr pane 
  • 1 uovo grande 
  • 100 ml latte 
  • 150 gr parmigiano reggiano 
  • olio extravergine d’oliva 
  • poco aglio 
  • maggiorana fresca 
  • noce moscata 
  • sale 


PROCEDIMENTO:

Preparate le lattughe, scegliendo le foglie più grandi e belle. Dopo averle lavate, sbollentatele in acqua bollente salata per pochi secondi, fate attenzione sono molto delicate è sufficiente immergerle un attimo e scolarle subito. Stendetele ad asciugare su di un canovaccio facendo attenzione a mantenere la foglia intera.



Tagliate a listarelle il cuore della lattuga e fatelo appassire in padella con olio e pochissimo aglio in modo da non coprire il gusto delicato della lattuga ma esaltarlo.
 


In una ciotola capiente mettete il pane precedentemente ammollato nel latte e strizzato, il parmigiano, la maggiorana tritata fine, la noce moscata, l’uovo ed infine il cuore della lattuga passato in padella. Amalgamate tutti gli ingredienti otterrete un composto omogeneo.
 


Su un tagliere stendete la foglia di lattuga sbollentata, eliminate la parte più dura della costa se necessario, prelevate circa un cucchiaio di ripieno per ogni foglia, ricopritelo con la lattuga e con uno stuzzicadenti chiudete il “pacchetto”. Continuate così fino alla fine degli ingredienti. 



Cuocete i fagottini di lattuga pochi alla volta nel brodo di cima (va benissimo anche un brodo di carne) per pochi minuti, deve cuocere solo l’uovo del ripieno. Quindi servite caldi in brodo spolverati di abbondante parmigiano o come faceva mia nonna, senza brodo, come accompagnamento alla carne bollita.


NOTE:

- SECONDA VERSIONE: potete aggiungere al ripieno 100 g prosciutto cotto per dare maggior gusto.

- TERZA VERSIONE: fate il ripieno diminuendo notevolmente la quantità di pane (circa 100 g) e anche di latte. Aggiungete: 200 g polpa di vitella a tocchetti, 100 g cervella a tocchetti e 50 g animelle (prima sbollentate in acqua salata e spellate) tutto rosolato per 10-15 minuti in olio e poco burro. Tritate le carni e aggiungetele al ripieno insieme ad un secondo uovo. Continuate come da ricetta.

- INFINE potrete cuocere le lattughe ripiene in un tegame con solo olio e cipolla oppure in forno con aggiunta di soffritto di cipolla e pomodoro.



Buon appetito!



Ecco la lista della spesa di maggio:




E l’elenco delle amiche blogger che aderiscono al progetto SEGUI LE STAGIONI:

Anna Marangella – Ultimissime dal forno
Beatrice Rossi – Beatitudini in cucina
Ely Valsecchi – Nella cucina di Ely
Enrica Coccola – Coccola Time
Francesca Lentis Crudo e cotto
Ilaria Lussana Biologa nutrizionista
Lisa Verrastro – Lismary’s Cottage
Maria Martino – La mia casa nel vento 
Miria Onesta - Due amiche in cucina 
Simona Milani – Pensieri e pasticci
Sisty Consu – I biscotti della zia
Susy May – Coscina di pollo

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giovedì 23 marzo 2017

TERRINA DI CARNI MISTE...per MTC n.64!

Ciao a tutti!

Questo mese per la sfida MTC abbiamo fatto un salto nel passato andando a scoprire il meraviglioso mondo delle terrine propostoci da Giuliana, vincitrice della sfida sul pollo fritto.
 


E anche questo mese, come spesso accade, mi son ritrovata alle prese con una ricetta che conoscevo ma non avevo mai provato né assaggiato. Ed è questo il bello di questo gioco, quello che mi fa aspettare il giorno della proclamazione della ricetta con trepidazione, è nel vero senso della parola una scuola di cucina.

Come per tutti la nostra vita è piena di cose da fare in ogni momento e ogni giorno sempre di più, e trovare il tempo di curare questo nostro angolino sta diventando davvero difficile, gli impegni crescono e invece le ore della giornata sono sempre le stesse, anzi a volte giurerei che diminuiscono. Ma a questo appuntamento mensile proprio non riesco a rinunciare. Quindi eccoci qui a fare un salto nel passato!
 


Bando alle ciance, andiamo a cucinare.

La terrina che vi propongo oggi è una piccola matriosca (direte voi...questi sono fissati!) troverete partendo dall’esterno: un sottile strato di lardo pancettato, seguito da uno strato di carne di bovino aromatizzata con maggiorana e condita con parmigiano e resa un po’ croccante da qualche pinolo tostato nascosto al suo interno, il tutto racchiude un delicato interno fatto di coniglio reso più intrigante dal fegato e dalla salvia e ammorbidito dal lardo che nasconde tante piccole uova di quaglia.
 


Gusti molto semplici che sanno di casa mia e che sono stati molto apprezzati dai componenti di casa Fotocibiamo.


TERRINA DI CARNI MISTE


INGREDIENTI per 2 terrine da 600 ml di capacità ciascuna:

per la polpa di bovino:

  • 500 g polpa bovino adulto macinata
  • 80 g parmigiano reggiano
  • 40 g pangrattato
  • 1 uova
  • 5 g maggiorana fresca
  • noce moscata
  • sale

per la carne di coniglio:

  • 300 g polpa coniglio
  • 80 g lardo 
  • 40 g fegato di coniglio
  • 30 g ricotta
  • 30 ml vino bianco
  • 30 ml vino ramandolo
  • 1 uovo
  • 3 g salvia fresca
  • 1 g aglio disidratato
  • sale

Inoltre:

  • 300 g lardo pancettato
  • 8 uova di quaglia
  • 8 g pinoli
  • 1 carota grande
  • burro

PROCEDIMENTO:

La sera prima tagliate la polpa di coniglio, il lardo e il fegato di coniglio a tocchetti. Raccoglieteli in una terrina e lasciateli in infusione con vino bianco e vino ramandolo per una notte intera in frigo.

La mattina successiva in una ciotola mescolate il macinato di bovino, il parmigiano, il pangrattato e l’uovo. Insaporite con noce moscata, maggiorana fresca tritata finemente e aggiustate di sale. Mescolate ancora, coprite con pellicola e riponete in frigo ad insaporirsi.

Nel frattempo fate scolare la carne di coniglio, il fegato e il lardo dalla marinata. Quindi macinatela (non frullatela utilizzate un macinacarne) non troppo fine. In una ciotola mettete la carne appena macinata, la ricotta, l’uovo e mescolate. Insaporite poi con la salvia fresca tritata fine, l’aglio disidratato e aggiustate di sale. Mescolate bene tutto in modo da amalgamare tutti i sapori.

Tostate in un padellino i pinoli e tenete da parte, fate attenzione perché bruciano facilmente.

Fate lessare le uova di quaglia per 3-4 minuti in acqua bollente. Passarle sotto l’acqua fredda e sbucciarle. Tenete da parte.

Pulite la carota e tagliatela in 8 listarelle regolari (dovranno essere lunghe quasi quanto le terrine).
 


Prendete ora le vostre terrine: imburrate le terrine e rivestite completamente il loro interno con le fette di lardo pancettato. Disponetele una affianco all’altra sovrapponendole leggermente tra loro in modo da coprire perfettamente il fondo e i lati, lasciando debordare di qualche centimetro ogni fetta (questa parte servirà per coprire la parte superiore della terrina).

Ora distribuite il composto di bovino nelle due terrine ricoprendo il fondo e i lati per uno spessore di poco meno di un centimetro, dovrà rimanervi una parte di composto per chiudere le due terrine. Inserite nelle “pareti” di macinato così create i pinoli tostati disponendoli per la lunghezza della terrina.

Distribuite un sottile strato di composto di coniglio sul fondo delle due terrine, disporre due listarelle di carota leggermente inclinate verso l’esterno (vedi disegno).

Tra le listarelle di carota adagiate uno di seguito all’altro 4 uova di quaglia (sode), ricoprite con un sottile strato di composto di coniglio e aggiungete altre due listarelle di carota questa volta inclinate verso l’interno. Ricoprite con il composto di coniglio.

Pressate bene i vari strati che via via aggiungete alle vostre terrine.

Per ultimo aggiungete uno strato di composto di bovino e richiudete il tutto con le fette di lardo pancettato fatte debordare all’inizio.

Pressate bene il tutto. Chiudete con il suo coperchio e siete pronti per la cottura.

Dovrete cuocere le terrine a bagnomaria. Riponete le vostre due terrine in una teglia dai bordi alti, quindi aggiungete acqua bollente arrivando a coprire fino a 2/3 del lato della terrina. Facendo attenzione trasferite la teglia (con acqua e terrine) in forno.

Cuocete, in forno già caldo, a 180°C per circa 45- 50 minuti. Vi sarà molto utile anche in questo caso un termometro da cucina, la vostra terrina sarà cotta quando avrà raggiunto al cuore una temperatura tra i 78 e gli 80°C.

Una volta cotta, togliete dal forno le terrine e fate scolare il liquido che si sarà formato in superficie su ognuna di loro durante la cottura. Fate questa operazione direttamente sul lavandino ma con molta attenzione sicuramente per evitare ustioni ma anche per evitare che il contenuto della terrina cada.

Immediatamente dopo coprite con un foglio di alluminio il contenuto della terrina e metteteci sopra un peso in modo che la compatti. Lasciatela intiepidire col peso sopra, quindi eliminatelo e lasciate raffreddare completamente le terrine a temperatura ambiente. Non lasciate per troppo tempo il peso sulla vostra terrina per evitare che perda troppo liquido e quindi risulti poi troppo asciutta, appena si è intiepidita un po’ eliminatelo.

Una volta fredde richiudete col loro coperchio e rivestite ogni terrina con la pellicola. Trasferite il tutto in frigo per almeno 24 ore ma sarà ancora più buona dopo 48 ore di riposo, il riposo è importantissimo per permettere una vera maturazione dei sapori.


Per i contorni:

ASPARAGI SELVATICI CON PEPERONCINO LIMONE E MENTA
Ricetta tratta da “In cucina con Katie” di Katie Quinn Davies


INGREDIENTI per 5 persone:
  • 300 g asparagi selvatici al netto degli scarti
  • menta fresca tritata finemente
  • succo e scorza di un limone
  • peperoncino piccante
  • olio extravergine di oliva
  • sale 
  • pepe

PROCEDIMENTO:

Sbollentate gli asparagi in abbondante acqua salata per 2 minuti dal bollore.

Bloccate la cottura trasferendoli in acqua e ghiaccio per qualche minuto, scolateli ed asciugateli con un canovaccio.

In una ciotola create un intingolo con olio extravergine di oliva, scorza e succo del limone, menta tritata finemente, peperoncino tritato, sale e pepe. Mescolate bene e tenete da parte.

Arrostite gli asparagi su una bistecchiera su cui avrete cosparso parte dell’olio aromatizzato. Cuocete gli asparagi per 1-2 minuti su fuoco medio facendoli bene arrostire e condite con il resto dell’olio. 


Trasferiteli su un piatto di portata, pepate e cospargete con zeste di limone.


CAROTE CON ROSMARINO E MANDORLE

INGREDIENTI per 5 persone:

  • 400g carote
  • olio extravergine di oliva
  • 2-3 rametti di rosmarino
  • 2 bicchieri di acqua 
  • granella di mandorle
  • 2 cucchiai di zucchero
  • sale 


PROCEDIMENTO:

Pulite e tagliate a rondelle le carote.

In una padella scaldate l’olio con un trito finissimo di rosmarino quindi aggiungete le carote, l’acqua, lo zucchero e poco sale. Mescolate delicatamente in modo da non rompere le rondelle.

Lasciate cuocere a fuoco medio per circa 30 minuti. Aggiustate di sale.

Servite con una spolverata di granella di mandorle.




Buon appetito!


Con questa ricetta partecipiamo a MTC n.64 proposto questo mese da Giuliana del blog La gallina vintage:







venerdì 27 febbraio 2015

CAVOLINI DI BRUXELLES del fotografo!



Ciao a tutti!


Vi sarete domandati dove fossimo finiti, immaginando lunghe settimane bianche o fughe in posti esotici. 

Be’ nulla potrebbe essere più lontano dalla realtà. Semplicemente l’influenza è venuta a farci visita e ha trovato la nostra ospitalità talmente squisita, che ha deciso di non andar più via. L’unico della famiglia, se escludiamo i quadrupedi di casa, ad essere stato ignorato dalla nostra ospite è stato il fotografo, evidentemente gli è antipatico.


Così ogni sera, e nei fine settimana a tempo pieno, smessi i panni ufficiali di ingegnere, ha indossato quelli di governante ed infermiere di casa Fotocibiamo, anche lì, inutile dirlo, brillando per la qualità del servizio!


Tra le tante coccole che ci riservava quella di preparare i pasti era sicuramente quella a lui più congeniale, siamo stati viziati con manicaretti golosi, ricchi di vitamine, caldi, tutti studiati per farci stare meglio il più velocemente possibile.

Il piatto di oggi è una delle sue proposte dello scorso fine settimana. Protagonisti del piatto sono i cavolini di Bruxelles, appartenenti alla famiglia delle Crucifere quindi alla categoria dei cavoli, sono dei piccoli germogli (non il fiore come per gli altri cavoli) ricchi di vitamina C e di fibre. Sono coltivati per lo più nel nord Europa, poiché si adattano efficacemente al clima freddo; la zona di provenienza (o meglio, nella quale si è iniziata la coltura) è quella limitrofa alla città di Bruxelles, mentre oggi sono diffusi anche da noi.



Un piatto semplice e veloce con pochi ingredienti, caratterizzato dal netto contrasto dei suoi componenti, che vi conquisterà al primo boccone. Vediamo come prepararli!

CAVOLINI DI BRUXELLES

INGREDIENTI per 2 persone:
  • 350 g cavolini di Bruxelles
  • 2 cucchiai di miele
  • 1 cucchiaio acqua
  • 4 noci
  • 50 g gorgonzola
  • 2 cucchiai di latte
  • sale 

PROCEDIMENTO:

Pulite i cavolini, eliminando eventuali foglie danneggiate e la parte finale del torsolo se presente. Tagliate a metà i cavolini più grandi e lasciate interi quelli più piccoli. Una volta puliti, su una piastra rovente, fateli arrostire per pochi minuti girandoli da ogni parte. 




Trasferiteli nel cestello per la cottura a vapore e cuoceteli per 7 minuti a massima potenza, se utilizzate il microonde, altrimenti per 15 minuti sempre a vapore se utilizzate il fornello a gas.

In una piccola pentola fate sciogliere a fuoco basso il miele con l’acqua, lasciate sul fuoco per pochi minuti. Raccogliete i cavolini in una ciotola, salate leggermente quindi laccateli col miele sciolto.

Preparate la crema di gorgonzola semplicemente facendo sciogliere il gorgonzola con 2 cucchiai di latte.

Ora potete impiattare: ponete la crema di gorgonzola a specchio sul fondo del piatto, adagiatevi sopra i cavolini ed infine cospargeteli con le noci grossolanamente tritate.



Buon appetito!


Vi auguro un felice fine settimana! 


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