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venerdì 20 febbraio 2026

CIAMBELLE DI SAN BIAGIO...per CiambelliAMO!

Ciao a tutti!

Oggi è il secondo appuntamento di una nuova rubrica CiambelliAMO, e prepareremo insieme le CIAMBELLE DI SAN BIAGIO.


 
Come vi ho già raccontato qui, l’idea è quella di proporvi ogni mese un profumato ciambellone, di quelli soffici e golosi perfetti per le colazioni, seguendo un tema specifico che cambierà di volta in volta.

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Per questo mese, l’appuntamento si ripeterà il 20 di ogni mese alle 9, il tema sono le CIAMBELLE DEVOZIONALI:

In realtà nel nostro caso il tema non è stato del tutto rispettato, infatti le CIAMBELLE DI SAN BIAGIO non sono effettivamente una ciambella soffice ma piuttosto una frolla a forma di ciambella, ma la loro storia mi ha da subito emozionata ed ho deciso di prepararle lo stesso.

Le CIAMBELLE DI SAN BIAGIO nascono nel lontano 1703 a L’Aquila subito dopo un terribile terremoto che distrusse la città e uccise molte persone, come ringraziamento dei sopravvissuti a San Biagio (che ricorre il 3 febbraio) e per ricordare le persone che avevano perso la vita.

Da allora ogni anno vengono preparate nelle famiglie abruzzesi e poi consumate solo dopo la benedizione da parte del sacerdote durante la funzione dedicata a San Biagio.

Come ogni ricetta della tradizione ogni famiglia ha la sua versione: chi aggiunge l’anice all’impasto, altri il vino oppure il brandy, alcuni le decorano con le ciliegie candite altri con le amarene sciroppate o altri ancora solo con la granella di zucchero.

Vi ricordo nel blog, le POLPETTE DI SAN BIAGIO, ricetta campana dedicata al santo protettore della gola.

Vediamo cosa serve per le nostre ciambelle…

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CIAMBELLE DI SAN BIAGIO

ricetta della nostra cara Mary a sua volta ispirata da quella di Nonna Anaide del forno Dolci Aveja


INGREDIENTI (per 6 ciambelle):
  • 3 uova
  • 250 g zucchero semolato
  • un pizzico di sale
  • la scorza grattugiata di 1/2 limone e di 1/2 arancia
  • 80 g di olio extravergine leggero
  • 30 g di latte
  • 30 g di liquore anice
  • 600 g di farina
  • 1/2 bustina di lievito per dolci

PER SPENNELLARE

  • un tuorlo
  • 2 cucchiai di latte

PER DECORARE
  • granella di zucchero
  • qualche ciliegina candita


PROCEDIMENTO:

In una ciotola sbattete con una frusta le uova con lo zucchero e aggiungete il sale e la buccia degli agrumi. Incorporate l'olio, il latte e l'anice. Infine unite la farina setacciata con il lievito. Lavorate prima con una forchetta e poi a mano.

Dividete l'impasto in 6 parti, creando dei rotolini di circa 4 cm di diametro e modellate 6 piccole ciambelle. Disponetele su una teglia foderata con carta forno. Sbattete un tuorlo con 2 cucchiai di latte e spennellate la superficie delle ciambelle. Spolverizzate con abbondante granella di zucchero e decorate ogni ciambella con quattro ciliegine candite.

Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti o fino a doratura. Lasciate raffreddare su una gratella.

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Buon appetito!



Ci rivediamo il 20 marzo con CiambelliAMO.



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venerdì 9 gennaio 2026

POLPETTE DI SAN BIAGIO...per Polpette Mon Amour!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica POLPETTA MON AMOUR, oggi prepareremo insieme le POLPETTE DI SAN BIAGIO.
 



 
Come vi dicevo qui, insieme alle amiche Mary, Miria e Simona ogni mese (il giorno 9 alle 9 del mattino) vi presenteremo tantissime polpette, ogni mese con un tema diverso, per GENNAIO abbiamo pensato alle POLPETTE DEVOZIONALI :

Medico e vescovo armeno del IV secolo, Biagio scelse una vita di preghiera e solitudine in una grotta prima di affrontare il martirio sotto Licinio. Torturato crudelmente con pettini di ferro, usati per cardare la lana, durante la persecuzione dei cristiani e infine decapitato nel 316 d.C., non rinnegò mai la fede, diventando oggi il protettore della salute della gola e dei cardatori. Celebre per il miracolo di aver salvato un bambino che stava soffocando a causa di una resta di pesce conficcata in gola. È festeggiato il 3 febbraio con il rito della benedizione della gola mediante l'incrocio di due candele benedette il giorno della Candelora. Ancora oggi, la sua figura ispira tradizioni culinarie e comunitarie uniche, come le polpette votive nel borgo di Durazzano.




Le POLPETTE DI SAN BIAGIO, 
tipiche del paese di Durazzano, sono polpette di patate, formaggio e pane raffermo che vengono arricchite nel periodo della macellazione del maiale con carne o salsiccia di maiale. Come ogni ricetta legata alla tradizione, anche per le POLPETTE DI SAN BIAGIO la ricetta non è ben chiara, ogni famiglia ha la sua versione in cui può cambiare il tipo di carne o di formaggio utilizzati.




 
Se, anche voi come me, amate questo tipo di ricette legate alla devozione verso i Santi vi ricordo questa bellissima rubrica Alla mensa coi Santi a cui abbiamo partecipato qualche tempo fa.

Vediamo ora insieme come preparare le polpette...


POLPETTE DI SAN BIAGIO
ricetta tratta da QUI 


INGREDIENTI per 4 persone:
  • 1 kg patate
  • 2 salsicce (o 250 g carne di maiale macinata)
  • 1 uovo
  • 50 g pecorino grattugiato
  • prezzemolo
  • pangrattato q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

per finire (mia aggiunta la ricetta originale non lo prevedeva):
  • uovo q.b.
  • pangrattato q.b.
  • sale q.b.
  • olio extravergine di oliva

PROCEDIMENTO:

Bollite le patate e schiacciatele in una ciotola. Tritate il prezzemolo.

Quando le patate saranno fredde, unite tutti gli altri ingredienti: la salsiccia sgranata, l’uovo, il pecorino e il prezzemolo.

Mescolate bene, aggiustate di sale e pepe e aggiungete tanto pangrattato da avere un impasto morbido ma compatto. Formate tante polpette rotonde un po’ più grandi di una noce.

A questo punto potete direttamente friggerle in abbondante olio extravergine di oliva. Oppure, come me: passate ogni polpetta nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato ed infine friggete.


Servite ben calde.



Buon appetito!



Ci rivediamo il 9 febbraio con POLPETTE MON AMOUR.




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venerdì 1 dicembre 2023

PANDOLCE GENOVESE BASSO ZUCCA, CASTAGNE E CIOCCOLATO....per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro ultimo appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme il PANDOLCE GENOVESE BASSO CON ZUCCA, CASTAGNE E CIOCCOLATO.
 
 






 
Per questo mese le nostre compagne di viaggio prepareranno due ricette in onore di Santa Lucia: Miria una ricetta marchigiana: la CIAMBELLA ALL’ANICE; mentre Simona una ricetta veronese: i PUOTI.



Avete letto bene, questo sarà l’ultimo appuntamento della rubrica “Alla mensa coi Santi”. Sono stati 4 lunghi anni in cui con le nostre ricette abbiamo vagato in lungo e in largo per l’Italia ma anche all’estero. È stato un viaggio molto interessante, che ci ha permesso di provare ottime ricette della tradizione ma al tempo stesso abbiamo avuto l’opportunità di imparare moltissimo.

Un viaggio che ha richiesto un grande lavoro di ricerca su moltissimi testi (la nostra biblioteca sull’argomento in questi anni si è notevolmente arricchita), su siti internet ma anche sfruttando “il sentito dire”.

Un viaggio che ha consolidato la nostra amicizia, con Miria e Simona ci conosciamo da molti anni ormai, e in questi anni siamo diventate il quotidiano l’una delle altre. È stato un piacere lavorare al loro fianco, ho imparato molto da ognuna di loro.
  
Come regalo di fine rubrica, abbiamo preparato per voi due e-book sui pani devozionali dolci, cliccate sulle copertine qui sotto. Per la preparazione degli e-book un grande grazie va a Miria, il suo impegno e la sua grinta sono coinvolgenti, e a Simona, la correggi bozze più veloce del mondo!!
  

Vi lascio anche il link dei due e-book sui pani devozionali salati che vi avevamo presentato i mesi scorsi:

  
   

La ricetta con cui ho scelto di chiudere la rubrica è in realtà un fuori tema, il pandolce genovese non è dedicato ad un santo in particolare ma è dedicato al periodo Natalizio. A Natale in ogni casa genovese la tradizione vuole che si porti in tavola il pandolce, può essere alto se preparato con lunghe ore di lievitazione, oppure basso di più rapida e facile esecuzione. In entrambi i casi sarà un pane ricco di frutta secca, profumato con un leggero sentore di acqua ai fiori di arancio oppure di marsala, e aromatizzato con semi di finocchio; ogni famiglia ha la sua ricetta ed ogni famiglia è convinta che è la vera ricetta del pandolce.
 
 
La versione che vi lascio oggi è molto al limite, ho preparato una frolla all’olio, ho utilizzato una farina di zucca disidratata, ho aggiunto castagne sciroppate ed infine gocce di cioccolato. Insomma un pandolce molto particolare e fuori dal comune.
 


 
Tra le nostre pagine potrete provare diverse versioni di pandolce:


Prepariamolo insieme...


PANDOLCE BASSO GENOVESE CON ZUCCA, CASTAGNE E CIOCCOLATO
INGREDIENTI (per un pandolce da circa 900 g):

  • 280 g farina 00 (farina per frolla)
  • 100 g semola rimacinata di grano duro
  • 15 g farina di zucca disidratata (*)
  • 80 g zucchero
  • un pizzico di sale
  • 10 g lievito per dolci
  • 80 ml marsala
  • 100 g olio extravergine di oliva
  • 2 uova
  • 60 g gocce cioccolato
  • 150 g castagne sciroppate

PROCEDIMENTO:

In una piccola ciotola mettete il marsala, quindi aggiungete i 15 g di zucca disidrata resa in farina e lasciate reidratare per 10-15 minuti.

In una ciotola grande mettete la farina, la semola, lo zucchero, il sale e il lievito e mescolate con un cucchiaio.

Aggiungete ora tutti gli aromi: zucca + marsala, le castagne sciroppate (intere e scolate dallo sciroppo) e le gocce di cioccolato. Mescolate ancora con un cucchiaio.

Ora in un boccale alto mettete le uova con l’olio e con una frusta montate leggermente fino da ottenere una maionese lenta.

Versate la vostra “maionese” sul resto degli ingredienti e mescolate il tutto prima con un cucchiaio, poi aiutandovi con le mani. Non dovrete impastarlo molto, solo il necessario per tenerlo insieme.

Trasferite il vostro impasto sulla spianatoia e date al vostro pandolce una forma tondeggiante ma schiacciata, trasferitelo su una teglia coperta con carta forno, segnate sulla superficie il classico triangolo con un coltello.

Infornate in forno statico già caldo a 160°C per 50-55 minuti.

Una volta cotto ponetelo a raffreddare su una base di legno in modo che si raffreddi lentamente.


N.B.

(*) 10/15 g di farina di zucca disidratata equivalgono a 250/300 g di zucca fresca. In pane e biscotti calcolate una quantità di farina di zucca dal 2 al 5% rispetto al peso della farina di cereale che prevede la ricetta.

- prima di utilizzare le farine di vegetali in pane, torte o biscotti è necessario reidratarle per circa 10-15 minuti in poco latte o acqua a seconda di quello che prevede la ricetta (io ho utilizzato il marsala). Questo passaggio è importante per aumentare la resa del gusto e del colore.

- la farina di zucca si può facilmente preparare in casa con un essiccatore ma anche con il forno (mantenendo una temperatura non più alto di 50°C). Tagliate a fette sottili la zucca dopo averla pulita, quindi fatela essiccare nell’essiccatore ponendola sui cestelli coperti da carta forno (la zucca macchia). Una volta ben essiccata potrete frullarla e conservarla in una scatola a chiusura ermetica.



Buon appetito!


Ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.


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mercoledì 1 novembre 2023

TORTA DI SANT'ANDREA...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme la TORTA DI SANT’ANDREA, un guscio di pasta sfoglia che racchiude un impasto con farina di mandorle, canditi, succo di arancia e pinoli preparato in occasione della tradizionale fiera di Sant’Andrea a Portogruaro.
 



Per questo mese le nostre compagne di viaggio prepareranno: Miria il TANTAWAWAS un pandolce boliviano preparato per il giorno dei morti; mentre Simona le FAVE DEI MORTI per Ognissanti.



Sant’Andrea fu uno degli apostoli di Gesù. Portò la Parola di Dio in terre lontane e morì martire a Patrasso. Oggi è venerato e amato in tutto il mondo il 30 novembre e viene considerato un santo miroblita, uno dei santi il cui corpo emana fragranze gradevoli, come Padre Pio di Pietralcina.

Nacque a Betsaida, in Galilea, fu discepolo di Giovanni il Battista, prima di seguire Gesù. Era fratello di Simon Pietro, entrambi pescatori, insieme divennero pescatori di uomini dopo la chiamata di Gesù. Andrea fu presente in molte importanti occasioni dell’esperienza terrena di Gesù, essendo uno dei discepoli a lui più vicini.

Sant’Andrea è venerato in molte parti del mondo come la Grecia, la Russia e la Scozia, in entrambe è patrono nazionale. Secondo la tradizione è considerato il fondatore della sede episcopale di Bisanzio, dove fu anche vescovo.

Sant’Andrea morì crocifisso a Patrasso in Grecia, durante il regno di Nerone. Per sua stessa scelta venne crocifisso su di una croce a forma di X, per sua grande umiltà non poteva essere crocifisso su di una croce uguale a quella di Cristo. Da allora questa particolare croce viene detta Croce di Sant’Andrea. Nella città di Patrasso vengono ancora oggi custodite alcune sue relique e Sant’Andrea ne è anche il santo Patrono.

Fonti:

- Sant’Andrea apostolo 
- Sant’Andrea apostolo 
- Sant’Andrea 
 


La torta di Sant’Andrea viene preparata a Portogruaro, provincia di Venezia, in occasione della Fiera di Sant’Andrea che si tiene ogni anno nell’ultimo fine settimana di novembre.
 


Prepariamola insieme...


TORTA DI SANT’ANDREA
Ricetta tratta da QUI 


INGREDIENTI (per una teglia 22 cm di diametro a bordi alti):

Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia rotondo
50 gr burro
1 uovo
140 gr zucchero
100 ml panna fresca
200 gr mandorle (oppure farina di mandorle)
6 noci
150 gr farina 00
½ bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

per la confettura:
½ arancia biologica
2 cucchiai di canditi all’arancia
1 cucchiaio di miele d’acacia
4 noci

per finire:
1 cucchiaio di pinoli


PROCEDIMENTO:

Preparate la confettura.
In un pentolino fate sciogliere a fuoco basso il miele con il succo di arancia, aggiungete 4 noci tritate grossolanamente ed infine aggiungete i canditi tritati. Dovrete ottenere una confettura morbida, spegnete il fuoco e tenete da parte.

Preparate il ripieno.
Frullate le noci e le mandorle
In una ciotola montate con una frusta elettrica l’uovo con lo zucchero, la panna e il burro, aggiungete ora le mandorle e le noci frullate, la farina 00, il lievito per dolci ed un pizzico di sale . Amalgamate gli ingredienti con una spatola e lasciate riposare l’impasto per qualche minuto.

Prendete la teglia (da 22 cm di diametro con i bordi alti), foderatela con la carta forno quindi stendete al pasta sfoglia. A questo punto, stendete sul fondo della pasta foglia 3 cucchiai della confettura che avete preparato prima.

Versate nella teglia ora il composto di mandorle e livellatelo per bene.

Ripiegate i bordi della pasta sfoglia delicatamente sul ripieno ed infine cospargete sulla superficie i pinoli.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 40-50 minuti.

Lasciate raffreddare prima di servire.


Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di dicembre.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.


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domenica 1 ottobre 2023

I PIEROGI DI SANTA FAUSTINA...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme i PIEROGI per Santa Faustina, un piatto tipico della cucina polacca, sono simili ai nostri ravioli e possono essere sia dolci che salati.



Per questo mese le nostre compagne di viaggio prepareranno: Miria i MARITOZZI AL MOSTO DI CAPENA in onore di San Luca; mentre Simona la TORTA DI ARIGNANO in onore di San Remigio di Reims.


Anche questo mese abbiamo pensato di lasciarvi un piccolo regalo, 
cliccando sulla foto qui di seguito troverete la seconda parte della raccolta sui "Pani devozionali" di cui vi avevo parlato qui: 
 

 
Suor Maria Faustina Kowalska nacque il 25 agosto 1905 in un piccolo villaggio polacco da una famiglia molto religiosa. Fin da piccola manifestò la volontà di seguire la sua vocazione religiosa ma dovette rinunciarvi perché contrastata dai genitori, poté entrare in convento solo all’età di vent’anni quando venne accolta dalle suore della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia che si trova a Varsavia. Morì a soli 33 anni, il 5 ottobre 1938 e le sue spoglie riposano nel santuario della Divina Misericordia a Cracovia.

Visse sempre nell’obbedienza e nella preghiera in ogni servizio che le veniva affidato, in totale abbandono a Dio. Durante la sua vita fu confortata da varie apparizioni di Cristo, durante le quali le indicava cosa dovesse fare e come trovare la serenità interiore e la piena comunione con Lui.

Fu proprio in una di queste apparizioni che Gesù le chiese di dipingere un quadro secondo ciò che lui le stava mostrando (il quadro della Divina Misericordia): Gesù in piedi, vestito con una tunica bianca, la mano destra benedicente, la sinistra che apre la tunica dalla parte del cuore da dove scaturiscono due raggi, uno bianco e uno rosso. Le chiese di venerare il quadro e poi diffonderlo nel mondo. Qualche anno dopo il Signore insegno a Suor Faustina una particolare forma di preghiera: la Coroncina della Divina Misericordia: “La mia misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell’ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina”.

Suor Faustina divenne Apostola della Divina Misericordia e fino alla morte si prodigò per far conoscere al mondo la grande misericordia del Signore. Fu proclama Santa dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel 2000, e in quell’occasione venne anche stabilito che ogni anno la prima domenica dopo Pasqua si sarebbe festeggiata la Festa della Divina Misericordia.

Fonti:

- Diario di Suor Maria Faustina kowalska 
- Santa Faustina Kowalska 
- Chi è Santa Faustina 
- Biografia 
- Suor Faustina 


I pierogi sono una delle specialità polacche più famose, si tratta di una ricetta tradizionale di cui esistono moltissime varianti, sia salate che dolci. Si sono probabilmente diffusi a partire dal continente asiatico verso la Russia, l’Ucraina, la Bielorussia e la Polonia. Tradizionalmente venivano serviti nelle grandi occasioni, come a Natale, anche se oggi vengono consumati come primo piatto o anche come street food nelle caratteristiche pierogerie.
 


Sono caratterizzati dalla tipica forma a mezzaluna, possono essere fritti oppure bolliti a seconda del ripieno o cotti al vapore. Di solito dopo la bollitura vengono rosolati in padella con il burro e aromatizzati con erba cipollina o prezzemolo.
 


Quelli salati ripieni di verdure o carne sono spesso accompagnati da cipolla o pancetta rosolati, burro sciolto o panna acida. I pierogi dolci sono invece ripieni di frutta fresca di stagione e si servono con le salse di frutta frullata, zucchero oppure pangrattato con il burro sciolto.
 

 
Noi abbiamo scelto la versione con la carne nel ripieno...

PIEROGI
Ricetta tratta da A.De Lorenzi, Il ricettario dei Santi, Mimep-Docete, p116 


INGREDIENTI (per 6 persone):

per la pasta:
  • 500 g farina
  • 2 uova
  • acqua q.b.
  • sale q.b.
per il ripieno:
  • 200 g patate
  • 200 g macinato manzo
  • 200 g ricotta
  • 1 cipolla
  • sale q.b.
per condire:
  • panna acida q.b.
  • prezzemolo q.b.
  • pepe q.b.
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • burro q.b.

PROCEDIMENTO:

Preparate la pasta.

Versate la farina a fontana sulla spianatoia, aggiungete le uova ed impastate con una forchetta. Aggiungete un pizzico di sale e l’acqua necessaria ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Coprite con un panno e lasciate riposare 30 minuti in frigo.

Preparate il ripieno.

Cuocete le patate con la buccia in abbondante acqua salata quindi schiacciatele con il passapatate.

Fate raffreddare quindi aggiungete la ricotta ed aggiustate di sale.

In un tegame fate soffriggere la cipolla tagliate a fettine sottili con qualche cucchiaio di olio. Una volta trasparente aggiungete la carne macinata e cuocete per circa 20 minuti, aggiungendo poca acqua.

Aggiungete sale e pepe.

Riprendete l‘impasto. Stendete la pasta col mattarello, quindi ricavate dei dischi di circa 10 cm di diametro, mettete al centro un cucchiaino d’impasto e chiudete a mezzaluna, sigillate bene i bordi, per non far uscire il ripieno, aiutandovi con i rebbi di una forchetta.
 

Cuocete i pierogi circa 4 minuti in 
abbondante acqua salata, quindi trasferiteli in una padella dove avrete fatto appassire in qualche noce di burro della cipolla tagliata fine.

Servite con panna acida e prezzemolo oppure erba cipollina.



Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di novembre.


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venerdì 1 settembre 2023

TORTA DI VIGNOLO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme la TORTA DI VIGNOLO, un dolce rustico classico piemontese preparato a Vignolo nel cuneese in occasione della festa dei santi patroni San Costanzo e compagni martiri.
 








 
Per questo mese le nostre compagne di viaggio ci porteranno: Miria sui monti Tiburtini a Castel Madama per scoprire il TOZZOTTO DI SAN MICHELE, un’antica specialità al profumo di anice e alloro preparato in onore di San Michele; mentre Simona preparerà un dolce, tipico della mia regione, la STROSCIA DI PIETRABRUNA, in onore di San Matteo.


Questo mese abbiamo pensato di lasciarvi un piccolo regalo e, grazie al grande impegno di Miria e Simona, abbiamo creato una raccolta di alcune delle nostre ricette che potrete leggere cliccando sulla foto qui di seguito:
 

 

La terza domenica di settembre a Vignolo si festeggiano i santi patroni San Costanzo e compagni martiri. San Costanzo fu uno dei soldati appartenenti alla Legione Tebea, così chiamata perché tutti i soldati che la componevano erano originari di Tebe, scampati all’eccidio di Agauno (odierna Saint-Maurice in Svizzera) ordinato dall’imperatore Massimiano perché i soldati della legione si erano rifiutati di combattere i cristiani e li difesero. Venne decapitato per ordine di Massimiano durante la persecuzione di Diocleziano. Commilitoni di Costanzo furono Costantino, Dalmazzo, Desiderio, Isidoro, Magno, Olimpo, Ponzio, Vittore e Teodoro. Prima di subire il martirio Costanzo riuscì ad evangelizzare la Val Maira. Oggi è patrono, tra gli altri, di Vignolo, Saluzzo e di Villar San Costanzo dove si trova un santuario a lui dedicato, si trovano effigie a lui dedicate in diversi luoghi della val Maira.

Fonti:
- San Costanzo Martire 
- Santi Costanzo e compagni Martiri 
- Costanzo (Legione Tebea) 
- Legione Tebea 

 



La torta di Vignolo è un’antica ricetta vignolina realizzata con le materie prime locali, Vignolo era un paese ricco di noccioleti e vigneti, e un tempo cotta nei forni comuni o in quelli dei panettieri. I particolari segni, eseguiti secondo simbologie tramandate in ogni famiglia, che venivano e vengono incisi sulla torta oggi sono semplici decorazioni, un tempo erano importanti per poter riconoscere le proprie torte nei forni comuni.

La tradizione vuole che si confezionino sei torte e che gli ingredienti della torta abbiano tutti sempre lo stesso dosaggio, sempre quantificato con il numero del tre o un suo multiplo.




Prepariamo insieme la torta...

TORTA DI VIGNOLO
Ricetta tratta da “I dolci delle feste” Slow Food Editore 


INGREDIENTI (per una teglia 6 torte):
  • 300 g farina grano tenero
  • 300 g nocciole sgusciate
  • 300 g biscotti secchi
  • 3 tuorli d’uovo
  • 300 g zucchero semolato
  • 300 g burro
  • olio extravergine di oliva (se necessario)

PROCEDIMENTO:

Sbriciolate i biscotti secchi e tritate finemente le nocciole tostate.

In una ciotola (o direttamente sulla spianatoia) unite la farina con lo zucchero, i biscotti sbriciolati e le nocciole.

Unite i tuorli, il burro fuso e impastate velocemente aiutandovi all’inizio con un cucchiaio.

Se il composto dovesse risultare troppo asciutto, aggiungete poco olio extravergine alla volta oppure dell’albume sbattuto.

Quando avrete ottenuto un impasto abbastanza compatto, pesatelo e dividetelo in 6 parti (nel mio caso ogni parte era circa 260 g) e con ogni parte formate una palla. Disponetele su carta forno e con le mani schiacciate ogni palla dando forma ad una torta rotonda di circa 1 cm di spessore (le mie torte hanno un diametro di circa 16 cm).

Decorate la superficie con cerchi di diverse dimensioni aiutandovi con un coppapasta o con un semplice bicchiere premuto sulla superficie della torta e con disegni fatti con i rebbi di una forchetta.

Cuocete in forno giù caldo a 180°C per 25 minuti circa. Dovranno essere ambrate e croccanti.


Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di ottobre.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.


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sabato 1 luglio 2023

MAGDALENENSTRIEZELN (Dita di S. Maria Maddalena)...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme un dolce della tradizione tedesca dedicato a Santa Maria Maddalena chiamato MAGDALENENSTRIEZELN, o Dita di Santa Maria Maddalena.
 






 
Per questo mese le nostre compagne di viaggio ci porteranno: Miria ad Ischia per scoprire il CONIGLIO ALL’ISCHITANA  un secondo preparato in onore di Sant’Anna; Simona in Toscana e anche la sua ricetta sarà in onore di Sant’Anna ma sarà un contorno, i FAGIOLINI DI SANT’ANNA.


Maria Maddalena nacque a Magdala, un villaggio di pescatori sul lago di Tiberiade. Fu tra coloro che amarono maggiormente Cristo: la troviamo sotto la Croce insieme a Maria e San Giovanni, non fuggì per paura di ripercussioni come capitò ai discepoli, non lo rinnegò mai come fece Pietro. Fu “apostola tra gli apostoli” perché per prima corse a dare l’annuncio della resurrezione agli altri apostoli e anche “evangelista” perché portatrice della Buona Novella.
  




 
Il culto per Santa Maria Maddalena, che si festeggia il 22 luglio, è molto sentito in Francia dove si dice che la Santa arrivò dopo la morte e resurrezione di Cristo ed iniziò una grande opera di evangelizzazione. Lo scorso anno vi abbiamo raccontato delle Madeleine.
 

La ricetta di oggi invece arriva dalla tradizione gastronomica tedesca, il 22 luglio ricorda la Santa preparando questi piccoli bastoncini di frolla ricoperti di mandorle che simboleggiano le dita della Maddalena “penitente” intrecciate in preghiera e che ebbero l’onore di sfiorare i piedi di Gesù e prepararono il suo corpo per la sepoltura.

Fonti:
- Magdalenenstriezeln 
- Maria Maddalena 
- Maria Maddalena
 

 
Prepariamole insieme...

MAGDALENENSTRIEZELN  (Dita di Santa Maria Maddalena)
Ricetta tratta da Hicookery ...a sua volta adattata dal testo “Cooking with the Saint” di Ernst Schuegraf


INGREDIENTI (per una teglia quadrata 20x20cm):
  • 110 g burro morbido
  • 120 g zucchero semolato
  • 3 uova a temperatura ambiente
  • 45 g panna acida
  • 320 g farina
  • mandorle a lamelle q.b. (circa 60 g)
  • 45 g zucchero di canna

PROCEDIMENTO:

In una ciotola, con l’aiuto di una frusta, montate il burro con lo zucchero fino ad avere una crema liscia.

Aggiungete ora un uovo alla volta continuando a lavorare il composto con la frusta.

Unite ora la panna acida ed infine la farina incorporandola al composto con una spatola.

Coprite con carta forno una teglia quadrata (se preferite imburrate ed infarinatela) quindi trasferite il composto al suo interno. Livellate per bene con una spatola, l’impasto non dovrà avere uno spessore maggiore di 2,5 cm.

Cospargete l’intera superficie con le lamelle di mandorle (andrebbero bene anche le mandorle tritate a bastoncini fini) e lo zucchero.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 35 minuti.

Sfornate. Fate raffreddare per 5 minuti quindi tagliate a strisce di poco più di un cm e servite “incrociate” una sopra l’altra.



Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di agosto.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.


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giovedì 1 giugno 2023

TORTA DI SAN PIETRO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme la TORTA DI SAN PIETRO, un croccante guscio di frolla che racchiude al suo interno un composto di mandorle aromatizzato al Sassolino.




Per questo mese le nostre compagne di viaggio ci porteranno: Miria a Malaga per scoprire lo SPIEDINO DI SARDINE  un secondo preparato in onore di San Giovanni; mentre Simona preparerà un dolce la TORTA GRADELA ALLE PERE, preparate ad Albiano per la Sant’Antonio.


Simone, è Gesù a chiamarlo Pietro, nato a Betsaida, viveva a Cafarnao ed era un pescatore del lago di Tiberiade. Primo tra i discepoli a professare che Gesù era il Cristo, e a professare quindi la fede in Cristo, fu testimone della predicazione, morte e resurrezione di Gesù. Il suo compito fu quello di radunare la comunità apostolica e poi di guidarla come primo vescovo di Roma, ruolo datogli da Gesù Cristo stesso: 

“Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa”.

Subì il martirio tra il 64 e il 67 durante le feroci persecuzioni contro i cristiani all’epoca dell’imperatore Nerone, e fu sepolto sulle pendici meridionali del colle Vaticano. Nei duemila anni successivi alla sua morte sulla sua tomba vennero eretti una straordinaria successione di monumenti: prima una piccola edicola funeraria (Trofeo di Gaio) cent’anni dopo il suo martirio, che poi dall’imperatore Costantino venne racchiusa in una teca marmorea. Sul monumento di Costantino venne poi costruito a fine 500 l’altare di Carlo Magno, poi sostituito dall’altare di Callisto II nel 1123 ed infine nel 1594 dall’altare di Clemente VIII che poi sarò successivamente coperto dal baldacchino del Bernini sotto al cupola michelangiolesca della basilica di San Pietro.

San Pietro si festeggia il 29 giugno insieme a San Paolo apostolo in una delle feste più antiche e solenni del calendario liturgico. Venne inserita nel messale dalle origini della chiesa, già nel IV secolo vi era l’usanza di celebrare in questo giorno tre S.Messe: una nella basilica di San Pietro in Vaticano, una a S.Paolo fuori dalle mura ed infine l’ultima nelle catacombe di S.Sebastiano, dove le reliquie dei due santi vennero nascoste per diverso tempo per evitare le profanazioni barbariche.

Fonti:
- La tomba di San Pietro 
- San Pietro Apostolo 
- San Pietro 
- San Pietro 
- San Pietro 


La torta che vi proponiamo oggi, un tempo veniva preparata il giorno di San Pietro per la festa del patrono della città di Castelnuovo Garfagnana.
 


Veniva anche chiamata torta garfagnina oppure torta dei due santi per ricordare anche San Paolo. È una ricetta molto antica che oggi viene preparata comunemente in ogni periodo dell’anno. È costituito da un guscio di frolla che può essere chiuso con le classiche strisce tipo crostata, oppure senza copertura o ancora chiudendo la crostata completamente. Al suo interno il ripieno è preparato con le mandorle ed è aromatizzato al Sassolino, un liquore a base di anice che può essere sostituito da rum o cognac.
 


 
Ho fatto qualche modifica che vi indicherò tra parentesi.

Prepariamo insieme la torta...



TORTA DI SAN PIETRO
Ricetta tratta da QUI 


INGREDIENTI (per una teglia 26 cm diametro):

per la frolla:
  • 300 g farina
  • 3 tuorli (per me: 3 tuorli + 1 uovo intero)
  • bucci grattugiata di un limone
  • 100 g burro
  • 150 g zucchero
  • un pizzico di sale
per il ripieno:
  • 3 albumi d’uovo
  • 300 g mandorle pelate (per me: 400 g mandorle non pelate)
  • ½ bicchierino di Sassolino (per me: marsala)
  • 300 g zucchero (per me: 200 g zucchero)

PROCEDIMENTO:

Preparate la frolla:

In una ciotola unite tutti gli ingredienti (ho aggiunto l’uovo intero perché la frolla rimaneva molto “sbriciolosa” e non riuscivo ad impastarla, se avrete lo stesso problema aggiungetelo poco alla volta) quindi impastate prima con un cucchiaio e poi aiutandovi con le mani, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Lasciate riposare in frigo mezz’ora avvolto da pellicola, quindi stendetelo ad uno spessore di circa 5 mm (aiutatevi con due fogli di carta forno) e foderate una teglia da 26 cm di diametro precedentemente imburrata e infarinata (oppure coperta di carta forno). Trasferite ora la teglia col guscio di frolla in frigo per il tempo che preparerete il ripieno.

Preparate il ripieno:

Frullate le mandorle con lo zucchero fino a renderle farina.

In una ciotola aggiungiamo gli albumi leggermente montati quindi le mandorle con lo zucchero, il liquore e mescoliamo bene.

Possiamo ora completare il nostro dolce.

Riprendiamo il guscio di frolla e versiamo al suo interno il composto di mandorle appena preparato e livelliamo bene.

Con la pasta avanzata potete fare le classiche strisce come me, oppure coprire del tutto il ripieno o ancora non mettere nulla.

Io ho preferito fare le strisce, quindi ho rifinito i bordi.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 40-45 minuti.

Sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di servire.




Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di luglio.

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