mercoledì 1 settembre 2021

DOLCE DI SAN MICHELE...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme il Dolce di San Michele, è un dolce tradizionale della provincia di Ravenna, precisamente di Bagnacavallo, che viene preparato dalle pasticcerie della zona e con una ricetta segreta solo durante la festa a lui dedicata di fine settembre. San Michele Arcangelo viene festeggiato il 29 settembre, e dal 1969 (anno della riforma) lo stesso giorno vengono festeggiati anche agli altri Arcangeli Raffaele, il soccorritore, e Gabriele, l’annunciatore.




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria un pane scozzese cotto in padella anch’esso dedicato a San Michele: il Bannock; mentre Simona ha scelto una ricetta dedicata a Santo Frate Padre Pio, il ragù per lui preparato dal medico del convento.


San Michele Arcangelo è colui che riuscì a sconfiggere Satana, troviamo la sua storia sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento nelle Sacre Scritture. Viene sempre rappresentato come un combattente con la spada oppure la lancia mentre schiaccia sotto i piedi un dragone, simbolo di Lucifero, sconfitto in battaglia.

È considerato il difensore del popolo di Dio e il vincitore della lotta del bene contro il male per questo motivo è stato dichiarato protettore della Polizia di Stato oltre che di molte altre categorie. Più di 60 cittadine italiane oltre a Bagnacavallo lo hanno scelto come loro protettore.
 
Il culto di San Michele Arcangelo ha origini orientali, l’imperatore Costantino I fu il primo a manifestare una grande devozione nei suoi confronti tanto da fargli edificare a Costantinopoli un grande santuario.

Mentre in Occidente la prima basilica a lui dedicata risale a prima del 450 e si trovava sulla Via Salaria a Roma ed è proprio dalla dedica che ritroviamo su di essa, datata 29 settembre, che si è scelto il giorno in cui da sempre si festeggia San Michele.

Sono moltissime le storie legate al Santo, ma forse la più significativa e quella che mi tocca di più visto il momento che stiamo vivendo, è quella raccontata nella Leggenda Aurea (una raccolta medioevale di biografie scritta da Jacopo da Varazze, frate domenicano e vescovo di Genova): Papa Gregorio I vide apparire sopra Castel Sant’Angelo a Roma, la figura di San Michele mentre rinfoderava la sua spada, dichiarando così la fine di un lungo periodo di pestilenza.
 



Come vi dicevo Bagnacavallo è una delle numerose città che hanno scelto come santo patrono San Michele Arcangelo. Si trova nell’entroterra emiliano a pochi chilometri dal Mar Adriatico ed è un’interessante città d’arte con un bel centro storico ricco di chiese, palazzi nobiliari e uno splendido teatro. Qui dal 1202 ogni fine settembre si festeggia per 5 giorni consecutivi il Santo con una manifestazione molto varia in cui si può assistere ad eventi artistici, culturali e gastronomici.
 



Durante questi cinque giorni i forni e le pasticcerie del paese propongono il Dolce di San Michele, un ricco dolce costituito da un guscio di frolla preparata con lo strutto come è tipico di queste zone, al cui interno troviamo una crema che ricorda una panna cotta e sulla superficie un tripudio di frutta secca, inutile dirvi che è un dolce di un bontà incredibile, ahimè la ricetta è segreta e gelosamente custodita.
  


La versione che vi propongo è quella che la signora Marinella, titolare di una delle pasticcerie di Bagnacavallo ahimè ora chiusa da qualche anno, ha raccontato in un’intervista. Probabilmente qualche segreto è stato omesso, ma vi assicuro che il risultato è ottimo, una delle mie torte preferite!


Fonti:


DOLCE DI SAN MICHELE
Ricetta originale della signora Marinella


INGREDIENTI (per una teglia 23 cm diametro alta 5 cm (*)):

  • 250 g farina debole da crostate
  • 125 g zucchero a velo
  • 3 tuorli d’uovo
  • 125 g strutto
  • zeste di limone
  • 1 pizzico di sale

per la crema:
  • 50 g latte
  • 300 g panna fresca
  • semi di ½ bacca di vaniglia
  • scorza di limone
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 fogli di colla di pesce (circa 4 g)
  • 2 uova intere
  • 3 tuorli d’uovo
  • 150 g zucchero a velo
  • 100 g mascarpone
  • 100 g uvetta (io non l’ho messa)
  • marsala o grappa q.b. per ammollare l’uvetta (io non l’ho messo)


Per finire:
  • gherigli di noce q.b.
  • pinoli q.b.
  • mandorle con e senza pelle q.b.
  • nocciole q.b.
  • granella di mandorle q.b.
  • gelatina di albicocche

PROCEDIMENTO:

Preparate la frolla.

In una ciotola mettete la farina, le zeste di limone, lo zucchero, lo zucchero e il sale. Mescolate. Aggiungete lo strutto ed amalgamate, otterrete un composto umido e sgranato. Unite ora i tuorli e lavorate velocemente fino da avere un impasto liscio ed omogeneo.

Fate riposare in frigo coperto per una mezz’ora quindi riprendetelo e foderate uno stampo (23 cm diametro alto 5 cm) precedentemente imburrato ed infarinato. Bucherellate il fondo della frolla. Mettete lo stampo rivestito con la frolla in frigorifero.

Preparate ora la crema.

Mettete in ammollo i fogli di colla di pesce in acqua per 20 minuti.

Mettete in ammollo l’uvetta nel marsala o nella grappa (io non l’ho messa nella torta).

Fate caramellare due cucchiai di zucchero (dev’essere biondo).

In una pentola unite il latte, la panna, i semi di vaniglia, la scorza di limone (intera in modo poi da poterla eliminare) e lo zucchero caramellato. Portate a bollore e fate cuocere qualche minuto. 

Togliete dal fuoco quindi aggiungete i fogli di gelatina scolati dall’acqua di ammollo, mescolate e lasciate raffreddare. Tenete da parte.

Nella planetaria o comunque con le fruste elettriche, montate le uova e i tuorli con lo zucchero a velo, quando saranno spumose e chiare aggiungete il mascarpone e continuate a montare fino a che sarà ben amalgamato.

Unite questo composto alla crema cotta in precedenza, amalgamate bene. Aggiungete ora l’uvetta scolata e asciugata (io non l’ho messa).

Mescolate ancora. Tenete da parte.

Riprendete il guscio di frolla dal frigo, farcite con tutta la crema preparata.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 30-40 minuti.

Lasciare raffreddare una volta cotta quindi ponetela in frigo per qualche ora in questo modo la crema si addenserà.

Ora non resta che decorarla. Fate tostare i pinoli.

Decorate con la frutta secca l’intera superficie della torta e spennellate con gelatina di albicocche per renderla lucida.



Nota:

(*) non fate il mio errore ed utilizzate uno stampo alto (almeno 5 cm), la caratteristica di questo dolce è proprio uno strato abbondante di crema.




Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di ottobre.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.


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4 commenti:

  1. Mamma mia, ma è semplicemente irresistibile con tutta quella golosa frutta secca, mmmmmm.....

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    Risposte
    1. Simo è forse la torta più buona che abbia mai mangiato!!! Amo le crostate.. È stragolosa!!!

      Un abbraccio grande
      Moni

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  2. Accidente che ricchezza!!! Davvero una crostata pazzesca :-O

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  3. Caspita, è favolosa! Sarà che amo le crostate, ma la trovo irresistibile.
    Un abbraccio

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