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mercoledì 1 marzo 2023

QUARESIMALI FIORENTINI...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme i QUARESIMALI FIORENTINI, una ricetta semplice preparata nel capoluogo toscano solo nel periodo di Quaresima.
  







Per questo mese le nostre compagne di viaggio ci porteranno in Galles: Miria per scoprire la WELSH CAKE una tipica tortina cotta in padella e preparata il giorno di San Davide; mentre Simona preparerà il BARA BRITH , un pandolce a base di frutta anch'esso dedicato a San Davide.

 

Il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima, un periodo di quaranta giorni che si conclude il Giovedì santo. È un cammino di preparazione alla Santa Pasqua caratterizzato da preghiera, digiuno e penitenza. Durante questo periodo di astinenza anche la cucina si è adeguata rispettandone le regole, ed eliminando gli alimenti di derivazione animale dalle sue preparazioni.
 


Così nelle varie cucine regionali troviamo molti piatti dedicati a questo periodo, tra i quali qualche dolce. Nelle pasticcerie di Firenze, solo in questo periodo dell’anno, troviamo i QUARESIMALI FIORENTINI, semplici biscotti preparati con albumi, zucchero e farina ed aromatizzati alle volte con nocciole ed arancia. Hanno una forma particolare, delle piccole e lucide lettere dell’alfabeto.
  


L’origine di questi dolcetti non è del tutto certa. Alcuni dicono che siano stati creati nel XIX secolo dalle suore di un convento situato tra Firenze e Prato, la composizione di questi dolci doveva rispettare i dettami del mangiare di magro ed inoltre la forma delle lettere dell’alfabeto era per richiamare la parola del Vangelo.

In realtà sembra siano stati inventati da una nota fabbrica dolciaria fiorentina, la Ditta Digerini Marinai, che li produsse per la prima volta agli inizi del secolo scorso. All’inizio furono destinati solo al clero e alle famiglie aristocratiche ma presto si diffusero in tutte le famiglia fiorentine diventando una tradizione del periodo di Quaresima.

Oggi vengono prodotti da diversi forni e pasticcerie di Firenze ma sempre e solo nel periodo di Quaresima.

Fonti:

- Quaresimali fiorentini: l’”abc” dei biscotti 
- Quaresimali, tipici biscotti fiorentini di Pasqua
- Quaresimali fiorentini


La ricetta che vi propongo è tratta dal libro “Il libro della vera cucina fiorentina” di Paolo Petroni. Rispetto alla ricetta originale ho aggiunto un albume e ridotto la quantità di farina per raggiungere una consistenza che mi permettesse di formare i biscotti con la sac a poche.


QUARESIMALI FIORENTINI
Ricetta liberamente tratta dal libro “Il libro della vera cucina fiorentina” (tra parentesi la versione originale)

INGREDIENTI:
  • 4 albumi (nel libro 3 albumi)
  • 200 g zucchero
  • 50 g nocciole
  • 150 g farina (nel libro 200 g farina)
  • 50 g cacao amaro
  • 1 cucchiaino lievito in polvere
  • q.b. cannella (io l’ho omessa)
  • scorza grattugiata di un’arancia
  • un pizzico di sale (mia aggiunta)

PROCEDIMENTO:

Tritate finemente le nocciole con 50 g di zucchero, presi dal totale, fino a renderle in pasta. Tenete da parte.

Montate gli albumi a neve ferma con un pizzico di sale. Aggiungete lo zucchero e continuate a montare fino ad ottenere una meringa soda e lucida.

Unite alla meringa la pasta di nocciola e con una spatola mescolate dal basso verso l’alto incorporandola agli albumi.

In una ciotola unite la farina, il cacao e il lievito ben setacciati. Aggiungete la scorza di arancia e se volete la cannella.

Aggiungete questo composto agli albumi poco alla volta mescolando con una spatola, avrete una consistenza giusta per essere lavorata nella sac a poche.

Trasferite il composto in una sac a poche e su una teglia coperta di carta forno formate le lettere dell’alfabeto distanziate tra loro.

Lasciate riposare i quaresimali a temperatura ambiente per due ore quindi cuoceteli in forno già caldo a 140°C per 15 minuti.

Fateli raffreddare completamente sulla teglia, appena sfornati sono morbidi e si rompono, prima di trasferirli in una scatola di latta per conservarli.


Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di aprile.

Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.

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lunedì 1 agosto 2022

I TORDELLI DI SAN LORENZO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme i TORDELLI DI SAN LORENZO, una pasta ripiena tipica toscana che a Seravezza viene preparata durante i festeggiamenti per il santo patrono.
 




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria una ricca PAGNOTTA DI SANTA CHIARA che veniva preparata a Napoli in occasione della festa di Santa Chiara; mentre Simona ha preparato le COTOLETTE DI SANT’ALFONSO, un goloso secondo piatto legato alla storia di questo santo.


Anche questo mese vi abbiamo preparato un pdf in cui troverete il calendario del mese in corso, una ricetta dedicata ad uno dei Santi del mese, le date da ricordare e tanto spazio in cui potrete scrivere le vostre annotazioni.

Cliccate sul banner qui sotto e potrete scaricare il calendario di agosto preparato per voi:


San Lorenzo gode di una notevole devozione popolare, molte sono le città che lo hanno eletto come proprio patrono, ma le notizie sulla sua vita sono scarse.

Si sa che Lorenzo nacque in Spagna, in un paesino ai piedi dei Pirenei, e che completò i suoi studi umanistici e teologici ad Aragozza. Qui ebbe come maestro il futuro papa Sisto II, il quale riconoscendo il Lorenzo una grande umanità e bontà d’animo lo convinse a seguirlo a Roma. Una volta eletto papa, Sisto II, nominò Lorenzo arcidiacono col compito di occuparsi dei poveri della diocesi amministrando e custodendo i beni e le offerte raccolte.

Purtroppo questo è il periodo delle persecuzioni dei cristiani da parte dell’imperatore Valeriano. Nell’agosto del 258 a seguito di un editto dell’imperatore, tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi vennero condannati a morte. Papa Sisto II sorpreso a celebrare la messa nelle catacombe, fu decapitato il 6 agosto insieme ad alcuni dei suoi diaconi. Lorenzo venne ucciso il 10 agosto, quattro giorni dopo.

La tradizione racconta che San Lorenzo morì arso vivo su una graticola, ma gli studiosi considerano quasi leggendario tutto ciò e ritengono più probabile la morte per decapitazione non avendo l’imperatore ordinato alcuna tortura.

In ricordo dei carboni ardenti su cui fu martirizzato per alcuni o delle lacrime di San Lorenzo per altri, la notte di San Lorenzo è associata al fenomeno delle stelle cadenti. Per ogni stella cadente che vedrete, potrete esprimere un desiderio nella speranza che San Lorenzo, protettore dei sogni, vi aiuti a realizzarlo.

Fonti:

- San Lorenzo il martire dei poveri che fa lacrimare il cielo. 
- Storia e vita di San Lorenzo 
- San Lorenzo 



Dalle nostre parti a San Lorenzo, il 10 agosto, si preparano delle piccole melanzane tonde ripiene e cotte al forno, come vi ho raccontato lo scorso anno.

In Versilia, a Seravezza, in onore di San Lorenzo, patrono della città, organizzano due giorni di festeggiamenti nei quali i riti religiosi vengono accompagnati da una fiera ricca di bancarelle e dalla preparazione dei buonissimi TORDELLI.
 


I TORDELLI sono tipici non solo di questa zona ma di tutta la Toscana. Come ogni ricetta della tradizione, ogni famiglia ha una sua versione.
 


I tordelli nascono come piatto antico preparato a partire da avanzi di arrosti di manzo e maiale insaporiti da salsiccia e a volte mortadella, oggi talvolta si preparano anche partendo dalle carni macinate. Nelle versioni più antiche non sono presenti né le biete nè le uova nel ripieno, oggi molte versioni le prevedono. Infine, il condimento in origine era solo burro fuso, oggi si condiscono anche con il ragù toscano o con del semplice sugo di pomodoro.

Vediamo la ricetta...

TORDELLI
Ricetta principalmente tratta da qui  con qualche aggiunta vista in altre versioni

INGREDIENTI (per circa 65 tordelli grandi – tagliapasta 8 cm diametro):
per la sfoglia:
  • 600 g farina 00
  • 5 uova
  • sale q.b.
  • acqua q.b.
per il ripieno:
  • 250 g arrosto di lonza di maiale
  • 350 g arrosto polpa di manzo
  • 2-3 rametti di timo
  • 1 rametto rosmarino
  • ½ bicchiere vino rosso
  • 1 bicchiere brodo vegetale
  • 1 spicchi aglio
  • 3 foglie di salvia
  • 50 g mortadella
  • 150 g salsiccia
  • 100 g pane toscano raffermo
  • 150 bieta (cotta con 1 spicchio aglio e 1 noce di burro) (facoltativa – aggiunta moderna – io l’ho messa)
  • 1 pizzico di noce moscata
  • 80 g pecorino toscano
  • pepe q.b.
  • 1 rametto prezzemolo
  • 2 uova (facoltative – aggiunta moderna – io le ho messe)
per condire:
  • burro
  • pepe q.b. (mia aggiunta)

PROCEDIMENTO:

Il giorno precedente preparate gli arrosti.

- Lonza di maiale: ho sigillato da tutti i lati (rosolandola da tutti i lati in padella con poco olio) una lonza di maiale di circa 800 g che poi ho cotto in casseruola per circa 45 minuti con la semplice aggiunta di olio extravergine di oliva e bordo vegetale. L’arrosto sarà pronto quando al cuore raggiungerà una temperatura di 74°C. Da questo arrosto ho messo da parte 250 g per i tordelli. (*)

- Arrosto di manzo: sigillate la carne (rosolandola da tutti i lati) in padella con poco olio e sfumate col vino rosso, fate evaporare il vino e spegnete. Trasferite la carne e il suo condimento in una teglia da forno, aggiungete un filo di olio extravergine di oliva, uno spicchio d’aglio intero, il timo, il rosmarino, la salvia e il brodo vegetale. Cuocete in forno già caldo a 180°C per 45/50 minuti, se necessario durante la cottura bagnatelo con altro brodo. L’arrosto sarà cotto quando al cuore raggiungerà la temperatura di 58-60°C.  Tenete da parte per i tordelli 350 g di questo arrosto. (*)

- Dopo aver eliminato il budello, rosolate la salsiccia in poco olio extravergine di oliva avendo cura di sgranarla bene durante al cottura.

- Pulite e tagliate a listarelle la bieta quindi cuocetela con poco burro e uno spicchio d’aglio intero. Quando sarà cotta eliminate l’aglio e tritate grossolanamente. Tenete da parte.

- Ammollate il pane col brodo, strizzatelo ed eliminate il brodo in eccesso. Tenete da parte.

- Con l’aiuto di un tritacarne (non frullate le carni ne perdereste in consistenza, se non avete il tritacarne, tritate tutto a coltello o con una mezzaluna) macinate i due arrosti con i loro aromi escluso l’aglio, la mortadella, le biete, il pane ammollato. Inserite gli ingredienti nel tritacarne alternati in modo che si amalgamino bene tra loro.

- A questi ingredienti macinati, aggiungete ora la noce moscata, il pecorino toscano grattugiato, pepe q.b., il prezzemolo tritato ed infine le uova, se come me decidete di aggiungerle. Aggiustate di sale. Mescolate tutto per bene, coprite con pellicola e trasferite in frigo, il riposo aiuterà l’amalgama dei sapori.

- Preparate a sfoglia con gli ingredienti indicati. Avvolgetela con la pellicola e fatela riposare almeno mezz’ora.

- Ora potete formare i tordelli. Tirate la sfoglia sottile, se utilizzate una sfogliatrice: su ogni striscia sistemate delle palline (non siate parchi!) di ripieno, ripiegate la sfoglia sopra al ripieno, schiacciate bene con le dita per far aderire le due parti ed eliminate l’aria. Tagliate i tordelli con un rotella dentata oppure con un tagliapasta tondo (il mio 8 cm di diametro).
 

Continuate così fino ad esaurimento degli ingredienti.
 

- Cuocete i tordelli in abbondante acqua salata pochi alla volta e conditeli con semplice burro fuso (**) e una spolverata di pepe (mia aggiunta).

NOTA:

(*) potete partire anche dal macinato di maiale e di manzo e farli direttamente rosolare in padella con gli aromi invece di fare gli arrosti.

(**) i tordelli un tempo venivano conditi solo con burro fuso, oggi si condiscono anche con ragù toscano o semplice sugo di pomodoro.


Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di settembre.

Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.

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venerdì 1 aprile 2022

RICCIARELLI...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme i RICCIARELLI, famosissimi dolci a base di mandorle, zucchero, albume e qualche aroma tipici della tradizione senese e che vengono sempre preparati, oltre che in tutte le feste principali, anche nei tre giorni di festeggiamenti che Siena dedica a Santa Caterina da Siena. 




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria una torta tipica di Lucca dedicata a Santa Zita, la TORTA COI BECCHI; mentre Simona ha scelto le POLPETTE DI SAN MARCO, un secondo napoletano dedicato al Santo veneziano.


Anche questo mese, come a marzo, vi abbiamo preparato un pdf in cui troverete il calendario del mese in corso, una ricetta dedicata ad uno dei Santi del mese, le date da ricordare e tanto spazio in cui potrete scrivere le vostre annotazioni. 

Cliccate sul banner qui sotto e potrete scaricare il calendario di aprile preparato per voi:


Santa Caterina nacque a Siena nella Contrada dell’Oca, il 25 marzo 1347 in una famiglia numerosissima appartenente alla piccola borghesia del tempo, era la venticinquesima figlia. Fin da piccola la sua vita interiore fu molto intensa, a sette anni fece voto di verginità, ma non scelse di diventare suora, sentì che la sua missione era nel mondo. 

Rifiutò con fermezza il matrimonio che i suoi genitori avevano combinato per lei a soli 12 anni, si tagliò i capelli, si coprì la testa con un velo e rimase per tre anni nella solitudine della sua camera. A soli 16 anni entrò a far parte dell’ordine laico delle Mantellate o Terziarie domenicane, giovanissima e senza una dote che potesse aiutare a mantenere l’ordine, grazie alla sua grande determinazione che sarà un carattere distintivo di tutta la sua vita. Le Mantellate erano un gruppo di laiche, la maggior parte delle quali vedove di una certa età, che si dedicavano all’assistenza dei bisognosi, impegno che Caterina assunse per tutta la sua breve vita. 

Ma non solo questo, presto sviluppò la usa più grande dote: cominciò ad inviare lettere di consiglio ed esortazione a sovrani, condottieri tanto da riuscire a risolvere importanti controversie politiche nonostante lei avesse imparato a leggere e scrivere da sola. Ben presto la sua fama di donna di pace, risolse diverse contese tra le famiglie senesi in lotta per il potere, tanto che si recò ad Avignone e riuscì a convincere il pontefice Gregorio XI a riportare dopo 70 anni la sede papale a Roma. Ma non solo questo, il suo forte potere di persuasione risolse molte altre dispute anche tra Firenze e la Chiesa e tra Pisa e Lucca.  

La sua fu una vita molto intensa caratterizzata da un grande impegno, una fortissima fede e da grandi penitenze offerte sempre per il bene del prossimo, le sue notti spesso erano accompagnate da apparizioni e nel 1375 ricevette le stigmate in una chiesetta di Lungarno. Morì il 29 aprile 1380 a soli 33 anni a Roma.

Fonti:

- Santa Caterina da Siena e l’itinerario cateriniano  

- Breve storia di Santa Caterina da Siena 

- Santa Caterina da Siena 


Viene ricordata il 29 aprile, giorno della sua morte, e a Siena si organizzano tre giorni di festa durante i quali si gustano i ricciarelli.



Sicuramente tra tutte le ricette scelte in onore dei Santi, forse questa è quella in cui il collegamento è meno evidente perché i ricciarelli a Siena vengono preparati in ogni festa importante come il Natale e la Pasqua, ma non volevo lasciarmi sfuggire l’occasione per parlarvi di una grande Santa che nel corso della sua breve vita è riuscita a lasciare un grande esempio della sua grande bontà e fede.



La ricetta dei ricciarelli è molto semplice ma bisogna avere qualche piccola attenzione per ottenere un ottimo risultato, ad esempio non frullate le mandorle intere che avete in dispensa da troppo tempo, come ha fatto la sottoscritta, perché non avrete la stessa resa e l’impasto vi creerà problemi. Quindi primo consiglio, acquistate della buona farina di mandorle. 

RICCIARELLI
INGREDIENTI (per circa 15 ricciarelli)
  • 100 g farina di mandorle
  • 1 albume d’uovo (circa 35 g)
  • 100 g zucchero semolato
  • zeste di limone
  • zeste di arancia
  • semini ½ bacca di vaniglia
per finire:
  • zucchero a velo abbondante

PROCEDIMENTO:

In una ciotola mettete la farina di mandorle, lo zucchero, le zeste di agrume e i semi di vaniglia. Aggiungete l’albume leggermente sbattuto quindi mescolate il tutto con un cucchiaio.

Otterrete un impasto compatto leggermente appiccicoso.

Coprite con pellicola e riponete in frigo per un minimo di una notte ma anche fino a due giorni, riposo importante perché i sapori si amalgamino tra loro e per avere una maggiore tenuta in cottura.

Riprendete il vostro impasto e rovesciatelo sulla spianatoia che avrete cosparso di abbondante zucchero a velo. Arrotolate l’impasto nello zucchero a formare un lungo cilindro di 3-4 cm di diametro, quindi dividetelo in parti uguali (io l’ho diviso in 15 parti) e a ciascun pezzetto con le mani date la classica forma a chicco dei ricciarelli aiutandovi sempre con lo zucchero a velo.

Trasferite i vostri ricciarelli su una teglia coperta di carta forno distanziati tra loro e cuocete a 180°C per 15 minuti. Saranno pronti quando dopo essersi gonfiati si saranno formate le crepe in superficie. Dovranno comunque rimanere pallidi, non dovranno colorire (i miei hanno una colorazione marroncina perché ho tritato mandorle con la buccia).

Fate raffreddare completamente prima di servire.


Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di maggio.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle. 

Se non volete perdervi neppure un post del nostro Fotocibiamo, vi aspettiamo sulla nostra pagina facebook.


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lunedì 4 gennaio 2021

PANINI DI SAN'ANTONIO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro primo appuntamento del nuovo anno con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme i PANINI DI SANT’ANTONIO ABATE, morbidi panini toscani, precisamente originari della città di Prato, che vengono preparati il 17 gennaio in occasione della festa di Sant’Antonio Abate in ricorrenza della sua morte.
 




Dalle nostre compagne di viaggio troverete: da Miria le Polpette di san Paolo Apostolo, un secondo a base di carne di vitello e di maiale tipico del territorio di Aversa. Mentre da Simona, il Lakror albanese in onore di San Basilio Magno che può essere preparato in versione sia dolce che salata.
 

Sant’Antonio Abate nacque a Coma, in Egitto nel 251, nazione in cui poi morì a 105 anni dopo una vita in cui si spogliò di tutti i beni per vivere di solo pane e acqua immerso in meditazione e preghiera a vagare per il deserto. È considerato il fondatore del monachesimo orientale, a lui si deve la creazione in forma permanente di famiglie di monaci che sotto la guida di un padre spirituale, fu lui il primo abate, si consacrarono al servizio di Dio. Conosciamo la sua vita perché ci fu tramandata da un suo discepolo, Atanasio di Alessandria, che ne scrisse la biografia.

Sant'Antonio apparteneva ad una famiglia agiata, ma alla feste e ai banchetti preferiva il lavoro e la meditazione, tanto che alla morte dei genitori, decise di distribuire tutti i suoi averi ai poveri per poi ritirarsi nel deserto. Lì iniziò la sua vita da eremita, durante la quale dovette combattere contro le tentazioni del demonio che gli si presentava sotto forma di bestia feroce, soprattutto di porco, per spaventarlo.

Nell’iconografia il santo viene raffigurato come un anziano monaco con la lunga barba bianca e il bastone da pellegrino che termina con una croce a forma di Tau e una o più campanelle, in compagnia di una maiale.

Sant’Antonio Abate è considerato il protettore contro le epidemie di alcune malattie sia dell’uomo (fuoco di Sant’Antonio) che degli animali. È stato eletto a protettore del bestiame tanto che la sua effigie era spesso collocata sulla porta delle stalle per invocare la sua protezione.
 


Nella ricorrenza della festa di Sant’Antonio abate è tradizione benedire gli animali sui sagrati o sulle piazze e rinnovare le immagini del santo sulle porte delle stalle. Il 17 gennaio ricorrenza del Santo loro protettore, le bestie non potevano essere macellate, venivano ben nutrite e lasciate a riposo dal lavoro. Secondo la tradizione, il giorno di Sant’Antonio era ed è ancora oggi usanza, dare agli animali un pezzetto di pane benedetto, affinché li protegga dalle malattie o li guarisca, pane che viene anche distribuito alle persone per invocare la stessa protezione.

Fonti:
 


In Toscana, più precisamente a Prato Sant’Antonio Abate protettore degli animali viene festeggiato il 17 gennaio mangiando questi soffici panini semi dolci. In questo giorno gli animali vengono benedetti e ogni forno della città prepara questi panini che vengono poi benedetti dai parroci e venduti a gruppi di 6 o di 12, come detta la tradizione.
 


Non esiste una ricetta codificata di questi panini, essa viene tramandata di generazione in generazione. La versione che vi propongo io oggi l’ho trovata da Aurelia che a sua volta l’ha scovata da Alessandra, la sua ricetta era quella con cui venivano preparati questi panini nel forno della sua famiglia.


PANINI DI SANT’ANTONIO ABATE
ricetta tratta dal blog "Il boccone del prete"

INGREDIENTI (per 30 panini):
  • 550 g + 50 g farina 0
  • 80 g zucchero semolato
  • 4 g lievito di birra disidratato
  • 1 uovo
  • 50 g olio di semi bio (io ho utilizzato olio extravergine di oliva)
  • 250 ml di latte
  • 1 pizzico di sale
per finire: 
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 3 cucchiai di latte
  • zucchero semolato

PROCEDIMENTO:


Nella ciotola dell'impastatrice mettete 550 g di farina (tenete da parte 50 g di farina per dopo), lo zucchero, il lievito di birra disidratato (se utilizzate il lievito di birra fresco ne serviranno circa 15 g, fatelo sciogliere nel latte tiepido per poi aggiungerlo all’impasto), l’uovo e l’olio. 

Azionate l’impastatrice a bassa velocità ed iniziate ad inserire il latte a filo, con l’ultima parte di latte aggiungete anche il sale.

Aumentate la velocità e se necessario aggiungete anche la restante parte di farina (non è detto che serva tutta), dovrete ottenere un impasto liscio, sodo e ben incordato.

Ungete una ciotola con dell’olio, inserite al suo interno il vostro impasto, coprite con la pellicola alimentare e con un canovaccio e fate lievitare fino al raddoppio dell'impasto in luogo caldo (ad esempio dentro al forno con la lucina accesa o vicino ad un termosifone), ci vorrà circa un’ora e mezza.

Riprendete l'impasto ed ora dividetelo in 30 piccole porzioni dello stesso peso (circa 35 g nel mio caso), pirlatele bene per formare delle palline e mettetele in fila per 6 non troppo distanziate su di una teglia da forno coperta con carta forno. Otterrete 5 file con 6 palline.

Coprite la teglia con pellicola oliata (in modo che non si attacchi alle palline) e lasciate lievitare al caldo per altri 45 minuti circa.

Accendete il forno a 170° statico, spennellate le palline con il tuorlo d’uovo sbattuto insieme al latte e spolverizzatele di zucchero.

Infornate e cuocete per 25 minuti. Sfornate e fate raffreddare su una gratella.




Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di febbraio.




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domenica 22 marzo 2015

PICI CON FEGATINI DI POLLO E ZUCCA ARROSTITA




Ciao a tutti!

Stamattina, la sorpresa di un nanetto di nuovo malato ci ha obbligato a cambiare i nostri programmi e alla fine, dopo colazione, ci siamo ritrovati in cucina a cucinare insieme: io e il fotografo, con i tre nanetti e Molly a gironzolarci intorno come palline impazzite.



E’ divertente dividerci i compiti in cucina, io mi sono occupata della pasta e lui del sugo, anche se però la programmazione è stata un lavoro corale. Insieme abbiamo ripensato alla Toscana, insieme abbiamo ripensato al nostro viaggio di nozze, insieme abbiamo fatto un salto nel passato a circa 9 anni fa.


A quel tempo eravamo solo noi due e l’amata auto sportiva del fotografo (le auto sportive sono un’altra grande passione del fotografo, oramai abbandonata da anni a causa dell’aumento repentino del numero di familiari a carico!) ed insieme gironzolavamo per le magnifiche colline toscane, in una terra ricca di storia, arte e tradizione. La nostra prima tappa fu Siena e proprio qui abbiamo per la prima volta mangiato questo piatto, o meglio questo tipo di pasta perché il condimento di allora era diverso da quello preparato da noi oggi.


Non saprei dirvi se fossero fatti a mano o no, in realtà la nostra passione per la cucina intesa come preparazione del cibo è arrivata solo dopo il matrimonio, a quel tempo amavamo il buon cibo e il buon vino ma non ne sapevamo molto di preparazioni e abbinamenti, e ancor meno di blog o foodblogger!


I pici sono una pasta povera, fatta di sola farina, acqua e olio extravergine di oliva. La semola nell’impasto serve per dare struttura alla pasta e non rende necessario l’utilizzo delle uova (anche se in una parte della Toscana vengono aggiunte anche le uova all’impasto). Una pasta contadina tradizionalmente condita con un sugo di pomodoro aromatizzato all’aglio, oppure con briciole di pane raffermo e erbe aromatiche, oppure ancora con un ragù toscano.


Oggi noi abbiamo cercato di creare un sugo che in qualche modo rispettasse la povertà di questo piatto. La nostra scelta è caduta sui fegatini di pollo, un ingrediente poco costoso, esaltato con dei tocchetti di zucca arrostiti che andassero a bilanciare con la loro dolcezza il retrogusto amarognolo dei fegatini. La ricetta a cui mi sono affidata per preparare i pici arriva da qui.




PICI CON FEGATINI DI POLLO E ZUCCA ARROSTITA


INGREDIENTI per 6-8 persone:

per i pici:
  • 400 g farina 00
  • 200 g semola rimacinata di grano duro
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • un pizzico di sale
  • acqua q.b.

per il sugo:

  • 600 g fegatini di pollo
  • 1 cipolla media
  • olio extravergine di oliva
  • 4 foglie di alloro
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • noce moscata
  • brodo vegetale (acqua, 1 carota, 1 cipolla, 1 pezzetto di sedano) 1 bicchierino di grappa di moscato
  • sale
  • pepe
  • 400 g zucca
  • olio extravergine di oliva
  • 2 foglie di alloro
  • noce moscata
  • sale
  • pepe

PROCEDIMENTO:

Prepariamo i pici: sulla spianatoia create la fontana con le due farine, quindi aggiungete l’olio, un pizzico di sale e poca acqua ed incorporate la farina con una forchetta. Iniziate ad impastare aggiungendo lentamente altra acqua. La quantità di acqua dovrete dosarla voi, per il fatto che diverse farine hanno diverso potere di assorbimento, quindi dovrete aggiungere tanta acqua da ottenere un impasto morbido e malleabile.

Continuate ad impastare per una decina di minuti fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare per mezz’ora sulla spianatoia. 




Trascorso il tempo di riposo potete iniziare a creare i vostri pici. Staccate una pallina di impasto, stendetela col mattarello ad uno spessore di mezzo centimetro quindi con un coltello dividete la pasta in strisce larghe un centimetro. Prendete un pezzetto di pasta ed iniziate a rotolarlo sulla spianatoia sotto i palmi delle vostre mani in modo da assottigliarlo e allungarlo fino ad uno spessore simile a quello di un bucatino. Via via che tirate i vostri pici, disponeteli sulla spianatoia ben spolverati di semola o anche di farina fioretto per evitare che si attacchino tra loro.
Ripete questi passaggi fino ad esaurimento dell’impasto.

Preparate ora il sugo. Preparate un brodo vegetale con carota, cipolla e sedano che poi utilizzerete per allungare il sugo. Dividete i vostri fegatini in due parti: una parte tritateli finemente a coltello, l’altra parte tagliateli a tocchetti non troppo grandi.

In una padella soffriggete la cipolla tagliata a rondelle sottili con olio extravergine di oliva, a cui aggiungerete poi 2 foglie di alloro e un cucchiaino di zucchero. Aromatizzate con una spolverata di noce moscata, allungate con un mestolino di brodo e aggiungete i fegatini tritati. Alzate la fiamma e sfumate con la grappa di moscato. Trascorsi 5 minuti, abbassate la fiamma e aggiungete la seconda parte di fegatini (quelli a tocchetti), aggiustate di sale e pepe e portate a cottura il sugo aggiungendo altro brodo vegetale se è necessario. In totale ci vorranno circa 35-40 minuti di cottura.

Mentre cuoce il sugo, preparate la zucca: pelatela e tagliatela a tocchetti piccoli. Trasferitela in una teglia coperta con carta forno, conditela con olio extravergine di oliva, 2 foglie di alloro, una spolverata di noce moscata, sale e pepe. Quindi cuocetela in forno già caldo a 180°C fino a che risulterà ben arrostita.

Cuocete i pici in abbondante acqua salata, a cui aggiungerete un cucchiaino di olio extravergine di oliva per evitare che si attacchino, per 5-7 minuti (decidete il vostro giusto grado di cottura assaggiando). Quando verranno a galla e il bollore dell’acqua riprenderà dovrebbero essere pronti.

Scolate i pici, conditeli col sugo di fegatini, aggiungete la zucca e servite caldi.





Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo al contest "La Mia Toscana" del blog "I biscotti della zia" in collaborazione con VersiliaFormat






 
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