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lunedì 20 luglio 2026

CIAMBELLONE VARIEGATO ALLO YOGURT NEL FORNETTO VERSILIA....per CiambelliAMO!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica CiambelliAMO, oggi prepareremo insieme un CIAMBELLONE VERIEGATO ALLO YOGURT NEL FORNETTO VERSILIA.
 



 
Come vi ho già raccontato qui, l’idea è quella di proporvi ogni mese un profumato ciambellone, di quelli soffici e golosi perfetti per le colazioni, seguendo un tema specifico che cambierà di volta in volta.
 

Per questo mese, l’appuntamento si ripeterà il 20 di ogni mese alle 9, il tema sono le CIAMBELLE NEL FORNETTO VERSILIA:


Il Fornetto Versilia è un ingegnoso "forno da fornello" nato nel 1922: un pentolone di alluminio a forma di ciambella con coperchio forato che, poggiato su uno speciale disco spargifiamma, simula la cottura statica del forno sfruttando la fiamma del gas. 

Perfetto col clima rovente di questi giorni in cui accendere il forno diventa quasi impossibile.

Questa pentola ragiona come un vero forno: l'aria calda sale dal foro centrale e viene distribuita uniformemente dal coperchio. Dai fori superiori evapora l'umidità in eccesso, offrendo anche il passaggio perfetto per infilare uno stecchino e controllare la cottura a colpo d'occhio, senza mai aprire il coperchio. Alla base, il disco spargifiamma controlla l'intensità del gas per proteggere il fondo da bruciature. Una tecnologia d'altri tempi perfetta non solo per pane e ciambelle, ma per reinventare ogni tipo di pietanza da forno sul fornello di casa.

La ricetta che abbiamo pensato di preparare per testare il nostro forno Versilia è molto semplice e perfetta per la colazione o la merenda, quindi non resta che vedere come prepararla insieme…


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CIAMBELLA VARIEGATA ALLO YOGURT NEL FORNETTO VERSILIA

Ringrazio Simona per i mille consigli!

INGREDIENTI (per un fornetto Versilia diametro 28 cm):
  • 5 uova
  • 250 g zucchero
  • 150 ml olio extravergine di oliva ligure
  • 250 g yogurt greco
  • 16 g lievito per dolci
  • 450 g farina 00
  • 100 ml latte di riso
  • scorza grattugiata di un limone
  • 20 g cacao

per finire:
  • lamelle mandorle
  • granella di zucchero


PROCEDIMENTO:

Imburrate ed infarinate benissimo il fornetto versilia (pareti e cono centrale). Se volete coprite il fondo con un disco di carta forno (io ho fatto così).

Montate le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

Continuando a mescolare unite la scorza grattugiata del limone, lo yogurt, l’olio extravergine (scegliete un olio extravergine leggero come quello ligure) e il latte (io ho scelto il latte di riso ma se volete il latte vaccino è perfetto).

Ora aggiungete gradualmente la farina e il lievito setacciati. Mescolate bene con una spatola fino ad avere un composto liscio.

Versate circa metà del composto nel fornetto Versilia, nell’altra metà aggiungete il cacao e, se il composto vi sembra troppo denso, aggiungete poco latte di riso.

Mescolate bene e versatelo nel fornetto sopra all’impasto bianco.

Cospargete la superficie di lamelle di mandorle e granella di zucchero.

Chiudete il coperchio e trasferite il fornetto sopra lo spargifiamma in dotazione alla pentola che avrete posizionato sul fornello.

Lo spargifiamma è un elemento obbligatorio. Va appoggiato sopra il fornello spento, con la parte concava (l'incavo) rivolta verso l'alto.

Ho utilizzato il fornello medio di diametro 6 cm (quello da caffè è troppo piccolo e scalda solo il centro; quello grande brucia i bordi).

Cuocete per i primi 1-2 minuti a fiamma alta (importante per scaldare la pentola e avviare la lievitazione) poi abbassate la fiamma al minimo e cuocete per altri 70 minuti (per un dimetro 28 cm del fornetto).

Finito il tempo, fate la prova stecchino (con uno stecchino lungo da spiedo), utilizzando i fori del coperchio e senza aprire la pentola. Se lo stecchino non esce asciutto aumentate il tempo di cottura.

A cottura ultimata, spegnete il fuoco e lasciate il fornetto chiuso per circa 5-10 minuti per far assestare la struttura.

Quindi togliete il coperchio e lasciate raffreddare completamente prima di capovolgerlo per sfornare la ciambella. Fate questa operazione con molta delicatezza.

Una volta sformato cospargete di zucchero a velo e servite.


N.B.

  • Alcuni consigliano di versare un piccolo strato di acqua nell'incavo dello spargifiamma per distribuire il calore in modo ancora più dolce ed evitare che la base bruci (io non l'ho fatto, ma ho aggiunto un disco di carta forno sul fondo del fornetto Versilia).
  • Non aprite il coperchio: non sollevate mai il coperchio fino a fine cottura o l'impasto si sgonfierà istantaneamente. 


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Buon appetito!



Ci rivediamo il 20 settembre con CiambelliAMO.



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lunedì 9 febbraio 2026

TARTUFINI, o meglio polpette dolci...per Polpette mon amour!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica POLPETTA MON AMOUR, oggi prepareremo insieme dei golosi TARTUFINI che altro non sono che polpette dolci senza cottura.





 
Come vi dicevo qui , insieme alle amiche Mary, Miria e Simona ogni mese (il giorno 9 alle 9 del mattino) vi presenteremo tantissime polpette, ogni mese con un tema diverso, per FEBBRAIO abbiamo pensato alle POLPETTE DOLCI :
    


La ricetta di oggi, i TARTUFINI AL CIOCCOLATO E CAFFÈ, è molto semplice e perfetta per quando si ha voglia di dolce ma si ha poca voglia di cucinare. Servono una ciotola e un frullatore, un po’ di pazienza per aspettare il riposo in frigorifero ed il gioco è fatto. Avrete preparato, in poco tempo e con pochi ingredienti, un ottimo dessert fine pasto oppure una golosa merenda. Se vorrete essere ancora più veloci, non glassate i tartufini col cioccolato e mandorle ma passateli velocemente uno per uno nel cacao amaro.

 


Vediamoli insieme...

TARTUFINI CIOCCOLATO E CAFFÈ
INGREDIENTI:
  • 250 g ricotta
  • 200 g savoiardi
  • 80 g caffè a temperatura ambiente

per la finitura:
  • 100 g cioccolato fondente
  • 100 ml olio extravergine di oliva
  • 30 g mandorle


PROCEDIMENTO:

Mettete tutti i savoiardi nella ciotola del frullatore e frullate il tutto fino ad ottenere
una polvere fine. Potrete utilizzare anche un altro tipo di biscotti se non amate i savoiardi.

Trasferite il tutto in una ciotola, aggiungete la ricotta e il caffè e mescolate per bene. Non ho aggiunto zucchero perché assaggiando l’impasto a mio gusto non era necessario.

Create delle palline con piccole porzioni di impasto, circa 20 g ciascuna, e disponetele distanziate in un piatto. Trasferite le palline nel freezer per 2 ore.

Trascorse le due ore, tostate le mandorle e tritatele grossolanamente. Sciogliete nel microonde il cioccolato fondente con l’olio per 30 secondi, mescolate bene e, se non è del tutto sciolto, riscaldatelo ancora per 30 secondi. Dovrà essere del tutto sciolto.

Aggiungete la granella di mandorle e mescolate.

Prendete ora i tartufini congelati ed immergeteli nel cioccolato con la granella di mandorle. Trasferiteli su un piatto coperto da carta forno e lasciateli asciugare, io li ho messi in frigorifero.

Teneteli al freddo fino al servizio.



Buon appetito!




Ci rivediamo il 9 MARZO con l’ultimo appuntamento della rubrica POLPETTE MON AMOUR.



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giovedì 1 giugno 2023

TORTA DI SAN PIETRO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme la TORTA DI SAN PIETRO, un croccante guscio di frolla che racchiude al suo interno un composto di mandorle aromatizzato al Sassolino.




Per questo mese le nostre compagne di viaggio ci porteranno: Miria a Malaga per scoprire lo SPIEDINO DI SARDINE  un secondo preparato in onore di San Giovanni; mentre Simona preparerà un dolce la TORTA GRADELA ALLE PERE, preparate ad Albiano per la Sant’Antonio.


Simone, è Gesù a chiamarlo Pietro, nato a Betsaida, viveva a Cafarnao ed era un pescatore del lago di Tiberiade. Primo tra i discepoli a professare che Gesù era il Cristo, e a professare quindi la fede in Cristo, fu testimone della predicazione, morte e resurrezione di Gesù. Il suo compito fu quello di radunare la comunità apostolica e poi di guidarla come primo vescovo di Roma, ruolo datogli da Gesù Cristo stesso: 

“Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa”.

Subì il martirio tra il 64 e il 67 durante le feroci persecuzioni contro i cristiani all’epoca dell’imperatore Nerone, e fu sepolto sulle pendici meridionali del colle Vaticano. Nei duemila anni successivi alla sua morte sulla sua tomba vennero eretti una straordinaria successione di monumenti: prima una piccola edicola funeraria (Trofeo di Gaio) cent’anni dopo il suo martirio, che poi dall’imperatore Costantino venne racchiusa in una teca marmorea. Sul monumento di Costantino venne poi costruito a fine 500 l’altare di Carlo Magno, poi sostituito dall’altare di Callisto II nel 1123 ed infine nel 1594 dall’altare di Clemente VIII che poi sarò successivamente coperto dal baldacchino del Bernini sotto al cupola michelangiolesca della basilica di San Pietro.

San Pietro si festeggia il 29 giugno insieme a San Paolo apostolo in una delle feste più antiche e solenni del calendario liturgico. Venne inserita nel messale dalle origini della chiesa, già nel IV secolo vi era l’usanza di celebrare in questo giorno tre S.Messe: una nella basilica di San Pietro in Vaticano, una a S.Paolo fuori dalle mura ed infine l’ultima nelle catacombe di S.Sebastiano, dove le reliquie dei due santi vennero nascoste per diverso tempo per evitare le profanazioni barbariche.

Fonti:
- La tomba di San Pietro 
- San Pietro Apostolo 
- San Pietro 
- San Pietro 
- San Pietro 


La torta che vi proponiamo oggi, un tempo veniva preparata il giorno di San Pietro per la festa del patrono della città di Castelnuovo Garfagnana.
 


Veniva anche chiamata torta garfagnina oppure torta dei due santi per ricordare anche San Paolo. È una ricetta molto antica che oggi viene preparata comunemente in ogni periodo dell’anno. È costituito da un guscio di frolla che può essere chiuso con le classiche strisce tipo crostata, oppure senza copertura o ancora chiudendo la crostata completamente. Al suo interno il ripieno è preparato con le mandorle ed è aromatizzato al Sassolino, un liquore a base di anice che può essere sostituito da rum o cognac.
 


 
Ho fatto qualche modifica che vi indicherò tra parentesi.

Prepariamo insieme la torta...



TORTA DI SAN PIETRO
Ricetta tratta da QUI 


INGREDIENTI (per una teglia 26 cm diametro):

per la frolla:
  • 300 g farina
  • 3 tuorli (per me: 3 tuorli + 1 uovo intero)
  • bucci grattugiata di un limone
  • 100 g burro
  • 150 g zucchero
  • un pizzico di sale
per il ripieno:
  • 3 albumi d’uovo
  • 300 g mandorle pelate (per me: 400 g mandorle non pelate)
  • ½ bicchierino di Sassolino (per me: marsala)
  • 300 g zucchero (per me: 200 g zucchero)

PROCEDIMENTO:

Preparate la frolla:

In una ciotola unite tutti gli ingredienti (ho aggiunto l’uovo intero perché la frolla rimaneva molto “sbriciolosa” e non riuscivo ad impastarla, se avrete lo stesso problema aggiungetelo poco alla volta) quindi impastate prima con un cucchiaio e poi aiutandovi con le mani, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Lasciate riposare in frigo mezz’ora avvolto da pellicola, quindi stendetelo ad uno spessore di circa 5 mm (aiutatevi con due fogli di carta forno) e foderate una teglia da 26 cm di diametro precedentemente imburrata e infarinata (oppure coperta di carta forno). Trasferite ora la teglia col guscio di frolla in frigo per il tempo che preparerete il ripieno.

Preparate il ripieno:

Frullate le mandorle con lo zucchero fino a renderle farina.

In una ciotola aggiungiamo gli albumi leggermente montati quindi le mandorle con lo zucchero, il liquore e mescoliamo bene.

Possiamo ora completare il nostro dolce.

Riprendiamo il guscio di frolla e versiamo al suo interno il composto di mandorle appena preparato e livelliamo bene.

Con la pasta avanzata potete fare le classiche strisce come me, oppure coprire del tutto il ripieno o ancora non mettere nulla.

Io ho preferito fare le strisce, quindi ho rifinito i bordi.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 40-45 minuti.

Sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di servire.




Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di luglio.

Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.

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giovedì 10 novembre 2022

HALFMANAR, mezzelune islandesi ripiene...per Biscotti dal mondo!

Ciao a tutti!

Eccoci ad un nuovo appuntamento mensile con la rubrica “Biscotti dal mondo”, oggi vi portiamo in Islanda per gustare insieme un pasticcino speziato ripieno di confettura di rabarbaro le HÁLFMANAR.
 


Come ogni mese, l’appuntamento con la rubrica “Biscotti dal mondo” è fissata per il 10. Seguiteci e faremo insieme un viaggio tra sapori e tradizioni di ogni parte del mondo.
 

Noi vi portiamo in Islanda. L’Islanda è un’isola dell’Oceano Atlantico settentrionale, situata poco al di sotto del Circolo polare artico. Il clima è di tipo oceanico, freddo per gran parte dell’anno con una breve pausa durante l’estate, periodo in cui è più piacevole visitare l’isola.

La cucina islandese è molto legata ai sapori di una terra aspra e difficile da coltivare, la colazione è il pasto fondamentale e per questo è molto ricco e abbondante a scapito del pranzo che spesso si riduce ad un sandwich; nel pomeriggio tè con pasticcini e per finire con la cena che di solito si apre con una zuppa. Tra i dolci tipici dell’isola troviamo la torta di mele, i dolci con salsa di whiskey o di frutti di bosco, Plum Padding nel periodo natalizio e poi diversi biscotti tra cui le Halfmanar.

Halfmanar, in islandese, significa semplicemente mezzaluna, ed è semplice capirne il motivo guardando questi dolci, che vengono di norma preparati nel periodo che precede il Natale.
 


Come ogni ricetta della tradizione si trovano mille e mille versioni che hanno in comune però la pasta con cui vengono confezionati: una frolla aromatizzata al cardamomo a cui aumentano la friabilità con una punta di ammoniaca nell’impasto.

Per quanto riguarda il ripieno, solitamente vengono preparati con confetture fatte durante la breve estate islandese; li ho visti preparati con confettura di prugne semplice o aromatizzata al brandy, oppure con prugne secche o ancora con confettura di rabarbaro, quest’ultima sicuramente è la versione più tradizionale.


HALMANAR (MEZZE LUNE RIPIENE)
Ricetta tratta da qui 


INGREDIENTI (per circa 20 dolcetti):

per la frolla:
  • 170 g farina
  • 80 g zucchero
  • 80 g burro
  • ½ cucchiaino di cardamomo in polvere
  • 1 uovo medio
  • ½ cucchiaino di ammoniaca per dolci
  • ½ cucchiaino di estratto di vaniglia
  • un pizzico di sale
per il ripieno:
  • confettura di rabarbaro
per finire:
  • 1 uovo intero, per glassare

PROCEDIMENTO:

Preparate la frolla. 

In una ciotola unite il burro a pezzetti e la farina. Impastate con le mani ottenendo un composto a briciole. Unite lo zucchero, il cardamomo, l’ammoniaca per dolci e il pizzico di sale. Unite ora l’uovo ed impastate, otterrete un impasto morbido che diventerà della consistenza giusta dopo il lungo riposo in frigorifero. Avvolgete l’impasto in pellicola per alimenti e riponete il frigo per tutta la notte.

Il mattino successivo riprendete la pasta, stendetela dello spessore di pochi millimetri, tagliate con un coppapasta dei dischi di 8 cm di diametro. Su ogni disco mettete meno di mezzo cucchiaino di confettura di rabarbaro al centro (se scegliete altre confetture dovranno essere molto consistenti e non liquide) e richiudete a formare una mezzaluna sigillando bene i bordi, se preferite aiutandovi con una forchetta.

Disponete i vostri biscotti distanziati su una teglia coperta di carta forno e trasferite in frigo per almeno mezz’ora.

Spennellate con uovo sbattuto e cuocete in forno già caldo a 180°C per 12-15 minuti.

Una volta cotti trasferiteli con attenzione su una gratella da dolci e fate raffreddare.

Durante la cottura si sentirà un forte odore di ammoniaca che poi sparirà una volta freddi.

N.B.
Rispettate i tempi di riposo quanto più possibile ed avrete dolcetti perfetti ;) io ero di corsa ed i miei dolci hanno una superficie molto rovinata. :)


Buon appetito!


LE RICETTE DEL TEAM:
 



Con la rubrica “BISCOTTI DAL MONDO” ci rivedremo il 10 dicembre.

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giovedì 21 ottobre 2021

FOCACCIA DOLCE DI MELE

Ciao a tutti!

Oggi vi lascio una ricetta di casa, la FOCACCIA DOLCE DI MELE che la mia nonna ci preparava sempre quando eravamo bambini.
 


Dalle nostre parti, tanto è l’amore che abbiamo per la nostra focaccia, che anche una torta di mele viene chiamata focaccia dolce. Non aspettatevi quindi un lievitato ma neppure una torta soffice, la focaccia dolce di mele di mia nonna assomigliava, come consistenza, più ad un castagnaccio che ad una vera torta.
 


La consistenza di questa torta è data dal tipo d’impasto molto liquido, probabilmente del tutto sbilanciato, ma a noi piace così con tutti i suoi errori. In realtà a noi bambini non faceva impazzire così ricca di mele e uvetta, ma si sa da piccoli si prediligono le schifezze e quelli erano gli anni delle prime merendine confezionate e la focaccia dolce certo non ci attirava.
 


Poi si cresce, si affinano i gusti, in certi casi si ricercano quei gusti che ti ricordano casa, che ti ricordano persone che non ci sono più, che ti ricordano il loro amore e così la focaccia dolce della nonna finisci per amarla così come è, con tutti i suoi difetti.
 


Mentre era in forno il suo profumo mi ha riportato a quegli anni, nella cucina di mia nonna, mi sembrava di vederla davanti ad un mucchio di mele di ogni tipo intenta a sbucciare e tagliare, poi con una ciotola ed un cucchiaio univa tutti gli ingredienti, farina, le uova appena prese nel pollaio, senza pesare nulla, tutto ad occhio, una veloce mescolata e via a cuocere nel forno della stufa a legna. Tutto fatto con la sua solita flemma, con la sua calma, con tutto il suo amore per noi...


FOCACCIA DOLCE DI MELE
INGREDIENTI (per una teglia 26 cm):
  • 6 mele
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 80 g uvetta
  • un bicchierino di marsala (50g circa)
  • 2 cucchiai pinoli
  • 2 uova
  • 150 g zucchero
  • 250 g prescinseua
  • 50 g oliva extravergine di oliva
  • 300 g farina 00
  • 1 busta di lievito per dolci
  • scorza grattugiata di limone
  • un pizzico di sale
  • latte q.b.
per finire:
  • zucchero semolato

PROCEDIMENTO:

Sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele a fettine sottili. In una ciotola unite le mele a fettine, l’uvetta, i pinoli, un cucchiaio di zucchero e il marsala. Mescolate e lasciate insaporire.

Accendete il forno a 180°C.

In un’altra ciotola sbattete le uova con lo zucchero, unite la prescinseua e l’olio quindi la farina, la scorza di limone grattugiata, un pizzico di sale e il lievito. Se necessario unite qualche cucchiaio di latte per avere un impasto morbido.

Unite ora tutto il composto di mele, quindi mescolate bene con una spatola.

Ricoprite con carta forno una teglia di 26 cm di diametro, versate il composto preparato, livellatelo con l’aiuto di una spatola, quindi cospargete la superficie con zucchero semolato.

Cuocete a 180°C per 45-50 minuti.

Lasciate raffreddare completamente prima di servire cosparsa di zucchero a velo.



Buona appetito!




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mercoledì 1 settembre 2021

DOLCE DI SAN MICHELE...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme il Dolce di San Michele, è un dolce tradizionale della provincia di Ravenna, precisamente di Bagnacavallo, che viene preparato dalle pasticcerie della zona e con una ricetta segreta solo durante la festa a lui dedicata di fine settembre. San Michele Arcangelo viene festeggiato il 29 settembre, e dal 1969 (anno della riforma) lo stesso giorno vengono festeggiati anche agli altri Arcangeli Raffaele, il soccorritore, e Gabriele, l’annunciatore.




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria un pane scozzese cotto in padella anch’esso dedicato a San Michele: il Bannock; mentre Simona ha scelto una ricetta dedicata a Santo Frate Padre Pio, il ragù per lui preparato dal medico del convento.


San Michele Arcangelo è colui che riuscì a sconfiggere Satana, troviamo la sua storia sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento nelle Sacre Scritture. Viene sempre rappresentato come un combattente con la spada oppure la lancia mentre schiaccia sotto i piedi un dragone, simbolo di Lucifero, sconfitto in battaglia.

È considerato il difensore del popolo di Dio e il vincitore della lotta del bene contro il male per questo motivo è stato dichiarato protettore della Polizia di Stato oltre che di molte altre categorie. Più di 60 cittadine italiane oltre a Bagnacavallo lo hanno scelto come loro protettore.
 
Il culto di San Michele Arcangelo ha origini orientali, l’imperatore Costantino I fu il primo a manifestare una grande devozione nei suoi confronti tanto da fargli edificare a Costantinopoli un grande santuario.

Mentre in Occidente la prima basilica a lui dedicata risale a prima del 450 e si trovava sulla Via Salaria a Roma ed è proprio dalla dedica che ritroviamo su di essa, datata 29 settembre, che si è scelto il giorno in cui da sempre si festeggia San Michele.

Sono moltissime le storie legate al Santo, ma forse la più significativa e quella che mi tocca di più visto il momento che stiamo vivendo, è quella raccontata nella Leggenda Aurea (una raccolta medioevale di biografie scritta da Jacopo da Varazze, frate domenicano e vescovo di Genova): Papa Gregorio I vide apparire sopra Castel Sant’Angelo a Roma, la figura di San Michele mentre rinfoderava la sua spada, dichiarando così la fine di un lungo periodo di pestilenza.
 



Come vi dicevo Bagnacavallo è una delle numerose città che hanno scelto come santo patrono San Michele Arcangelo. Si trova nell’entroterra emiliano a pochi chilometri dal Mar Adriatico ed è un’interessante città d’arte con un bel centro storico ricco di chiese, palazzi nobiliari e uno splendido teatro. Qui dal 1202 ogni fine settembre si festeggia per 5 giorni consecutivi il Santo con una manifestazione molto varia in cui si può assistere ad eventi artistici, culturali e gastronomici.
 



Durante questi cinque giorni i forni e le pasticcerie del paese propongono il Dolce di San Michele, un ricco dolce costituito da un guscio di frolla preparata con lo strutto come è tipico di queste zone, al cui interno troviamo una crema che ricorda una panna cotta e sulla superficie un tripudio di frutta secca, inutile dirvi che è un dolce di un bontà incredibile, ahimè la ricetta è segreta e gelosamente custodita.
  


La versione che vi propongo è quella che la signora Marinella, titolare di una delle pasticcerie di Bagnacavallo ahimè ora chiusa da qualche anno, ha raccontato in un’intervista. Probabilmente qualche segreto è stato omesso, ma vi assicuro che il risultato è ottimo, una delle mie torte preferite!


Fonti:


DOLCE DI SAN MICHELE
Ricetta originale della signora Marinella


INGREDIENTI (per una teglia 23 cm diametro alta 5 cm (*)):

  • 250 g farina debole da crostate
  • 125 g zucchero a velo
  • 3 tuorli d’uovo
  • 125 g strutto
  • zeste di limone
  • 1 pizzico di sale

per la crema:
  • 50 g latte
  • 300 g panna fresca
  • semi di ½ bacca di vaniglia
  • scorza di limone
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 fogli di colla di pesce (circa 4 g)
  • 2 uova intere
  • 3 tuorli d’uovo
  • 150 g zucchero a velo
  • 100 g mascarpone
  • 100 g uvetta (io non l’ho messa)
  • marsala o grappa q.b. per ammollare l’uvetta (io non l’ho messo)


Per finire:
  • gherigli di noce q.b.
  • pinoli q.b.
  • mandorle con e senza pelle q.b.
  • nocciole q.b.
  • granella di mandorle q.b.
  • gelatina di albicocche

PROCEDIMENTO:

Preparate la frolla.

In una ciotola mettete la farina, le zeste di limone, lo zucchero, lo zucchero e il sale. Mescolate. Aggiungete lo strutto ed amalgamate, otterrete un composto umido e sgranato. Unite ora i tuorli e lavorate velocemente fino da avere un impasto liscio ed omogeneo.

Fate riposare in frigo coperto per una mezz’ora quindi riprendetelo e foderate uno stampo (23 cm diametro alto 5 cm) precedentemente imburrato ed infarinato. Bucherellate il fondo della frolla. Mettete lo stampo rivestito con la frolla in frigorifero.

Preparate ora la crema.

Mettete in ammollo i fogli di colla di pesce in acqua per 20 minuti.

Mettete in ammollo l’uvetta nel marsala o nella grappa (io non l’ho messa nella torta).

Fate caramellare due cucchiai di zucchero (dev’essere biondo).

In una pentola unite il latte, la panna, i semi di vaniglia, la scorza di limone (intera in modo poi da poterla eliminare) e lo zucchero caramellato. Portate a bollore e fate cuocere qualche minuto. 

Togliete dal fuoco quindi aggiungete i fogli di gelatina scolati dall’acqua di ammollo, mescolate e lasciate raffreddare. Tenete da parte.

Nella planetaria o comunque con le fruste elettriche, montate le uova e i tuorli con lo zucchero a velo, quando saranno spumose e chiare aggiungete il mascarpone e continuate a montare fino a che sarà ben amalgamato.

Unite questo composto alla crema cotta in precedenza, amalgamate bene. Aggiungete ora l’uvetta scolata e asciugata (io non l’ho messa).

Mescolate ancora. Tenete da parte.

Riprendete il guscio di frolla dal frigo, farcite con tutta la crema preparata.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 30-40 minuti.

Lasciare raffreddare una volta cotta quindi ponetela in frigo per qualche ora in questo modo la crema si addenserà.

Ora non resta che decorarla. Fate tostare i pinoli.

Decorate con la frutta secca l’intera superficie della torta e spennellate con gelatina di albicocche per renderla lucida.



Nota:

(*) non fate il mio errore ed utilizzate uno stampo alto (almeno 5 cm), la caratteristica di questo dolce è proprio uno strato abbondante di crema.




Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di ottobre.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.


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domenica 1 agosto 2021

BUDINO DI SANTA CHIARA...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme il BUDINO di Santa Chiara d’Assisi, una ricetta molto semplice e antica legata ad uno dei miracoli di Chiara e preparata nel piccolo convento francescano di San Damiano già nel periodo in cui la Santa viveva lì. Santa Chiara è celebrata il giorno 11 agosto ed è patrona di Assisi (in Toscana) e di Iglesias (nel sud della Sardegna). 
 


Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria un dolce greco in onore di San Fanurio: la Fanouropita; mentre anche Simona ha scelto una ricetta dedicata a Santa Chiara, il Gattò di Santa Chiara, una ricetta tipica napoletana.
 

Il convento di San Damiano è uno dei Santuari Francescani di Assisi in cui abitano i Frati Minori fin dal XIII secolo. Nella “Vita Prima”, la prima biografia di San Francesco scritta da Tommaso da Celano, si racconta come nel 1205 San Francesco d’Assisi pregando davanti al Crocifisso presente nella chiesa, lo sentì parlare e per tre volte chiedergli di “riparare la sua casa”. Francesco obbedì a questa richiesta e proprio in questo stesso convento compose negli ultimi anni della sua vita il “Cantico delle creature”.

Fino al 1250 il convento fu affidato all’ordine delle Clarisse che qui venne fondato da Santa Chiara tra il 1211 e il 1212.

Durante il periodo che Santa Chiara trascorse nel convento di San Damiano avvennero diversi miracoli, tra questi anche quello legato alla preparazione del Budino che oggi vi proponiamo.

A San Damiano Chiara trascorse circa quarantadue anni di cui gli ultimi 30 da malata e quasi inferma. Proprio in questo periodo, si pensa potesse essere il 1224, un cardinale, anch’egli infermo per una grave malattia ai piedi, si fece portare al cospetto della Santa con la speranza di poter essere aiutato dalle sue preghiere.

Quando il cardinale incontrò Chiara, le chiese con insistenza di intercedere per lui con le sue preghiere. Chiara non si rifiutò e pregò per la sua guarigione. Dopo la preghiera lo stesso cardinale chiese a Chiara di poter mangiare un poco del suo budino, anche in questo caso la Santa non si oppose e avvenne il miracolo. Il cardinale dopo aver mangiato il budino riuscì ad alzarsi sulle sue gambe completamente guarito.


Fonti:
 






Il budino mangiato dal cardinale è lo stesso che vi proponiamo qui oggi, è una ricetta molto semplice e poco conosciuta, proprio la sua semplicità lo rende un dolce molto buono con sfumature di gusto molto delicate date dal miele. Non ho fatto alcuna modifica nella ricetta originale, ho solo aggiunto la scorza di limone grattugiata per paura che il gusto dell’uovo fosse troppo presente.
 


BUDINO DI SANTA CHIARA
Ricetta tratta dal blog Le Cerese e i mostaccioli di Chiara


INGREDIENTI (per 2 monoporzioni in cocotte diametro 10 cm alte 5 cm):
  • 100 g pane raffermo
  • 1 uovo
  • 130 ml latte (per me latte di avena)
  • 50 ml miele millefiori
  • (scorza limone grattugiata, mia aggiunta)

PROCEDIMENTO:
Preriscaldate il forno a 180°C.

In una ciotola spezzettate il pane raffermo senza eliminare la crosta. Fate intiepidire il latte quindi aggiungetelo al pane e lasciatelo ammorbidire. Aiutandovi con le mani fate assorbire tutto il latte dal pane, otterrete un composto morbido.

In una seconda ciotola mettete l’uovo ed aggiungete metà del miele, sbattete con una frusta, otterrete un composto spumoso e leggermente montato.

Aggiungete all’uovo il pane ammollato e la scorza di limone (mia aggiunta, nella ricetta originale non era presente), mescolate bene il composto fino a renderlo ben omogeneo.

Dividete ora la crema ottenuta in due cocotte e ponetele in una teglia dove aggiungerete un bicchiere di acqua.

Infornate la teglia con le due cocotte e l’acqua e lasciate cuocere per 20 minuti (io l’ho lasciato 25 minuti per far colorare un poco la superficie).

Sfornate e lasciate raffreddare a temperatura ambiente.

Prima di servire, fate scaldare in un pentolino il restante miele mescolando con un cucchiaio. Sarà pronto quando avrà raggiunto un colore ambrato.

Dividete il miele tra i due budini e serviteli a temperatura ambiente.



Buon appetito!





Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di settembre.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.



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giovedì 1 luglio 2021

TORTA DI SANTIAGO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme la TORTA DI SANTIAGO, una torta semplice a base di mandorle della regione spagnola della Galizia, preparata principalmente nel mese di luglio fino alla prima settimana di agosto nei panifici che si trovano nelle zone percorse dal Cammino di Santiago.
 




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria un dolce a base di mandorle : il Serpentone alle mandorle di Sant’Anatolia; mentre da Simona lo Sfincione palermitano una focaccia condita alta e soffice tipica di Palermo.
 

Possiamo definire il Cammino di Santiago de Compostela come un insieme di percorsi che già dal lontano Medioevo i pellegrini percorrevano attraversando l’Europa per raggiungere la Cattedrale di Santiago di Compostela dove riposano le reliquie dell’Apostolo San Giacomo il Maggiore.

San Giacomo Apostolo venne decapitato in Palestina nel 44 d.C. da re Erode Agrippa I, e secondo quello che venne tramandato negli scritti dell’epoca, i suoi discepoli con una barca guidata da un angelo riportarono il suo corpo in Galizia, dove Giacomo aveva passato un lungo periodo ad evangelizzare le popolazioni celtiche, e lì lo seppellirono in un bosco vicino ad un importante porto romano della zona. La tomba in seguito venne poi scoperta, grazie ad una rivelazione, da un eremita e da quel momento iniziarono i primi pellegrinaggi che via via coinvolsero popolazioni sempre più lontane tanto da creare una fitta rete di itinerari che portavano i pellegrini a Compostela.

Le principali vie che portano verso Santiago sono cinque e sono descritte in uno dei libri del Codex calixtinus (o Libro di san Giacomo), tra queste la più antica è il Camino primitivo che fu utilizzato per la prima volta nel IX secolo partendo dalle Asturie per un totale di 319 km, mentre ad oggi il percorso più famoso e frequentato è il Camino Francés circa 800 km che vengono percorsi in circa un mese.

Per ricevere la Compostela, il certificato che alla fine del cammino viene conferito ai pellegrini che completano il Cammino, è necessario che il pellegrino si munisca della Credencial, uno speciale passaporto che permette di accedere agli ostelli e che viene timbrato con i timbri di san Giacomo in tutti i luoghi dove il pellegrino dorme o mangia in modo da avere una prova di aver compiuto il Cammino lungo un percorso ufficiale.
 


Forse il più famoso simbolo del cammino di Santiago è una conchiglia (concha) di capasanta. Secondo la leggenda, la barca con le reliquie del Santo venne colpita da una tempesta , sulla spiaggia si stava celebrando un matrimonio, lo sposo vedendo la barca in difficoltà si lanciò in mare col suo cavallo per portare aiuto. La tempesta travolse anche lui e il suo cavallo e solo le sue preghiere lo salvarono infatti sentì una forza che lo riportò a riva insieme al suo cavallo proprio mentre la barca raggiungeva a riva. Sia lo sposo che il suo cavallo erano coperti di conchiglie, tutti pensano da allora che fu il santo a salvare lo sposo e il suo cavallo e così Santiago fu per sempre legato alla conchiglia.
  


Sempre quando si arriva a Santiago de Compostela, sia nei forni della cittadina ma anche nei vari ristoranti, è facile che venga offerta la famosa TORTA DI SANTIAGO, una semplice torta a base di mandorle, uova e zucchero. Sembra che la sua origine sia da ricercare in una torta preparata nel Medioevo per i nobili che potevano permettersi le costose mandorle, detta Tarta Reale. L’origine invece della croce di Santiago che caratterizza questa torta è relativamente recente, risale al 1924 quando in una pasticceria della zona si iniziò a decorare la torta con la croce come per garantirne l'origine.
 


Proviamo ora a preparare insieme al nostra Tarta de Santiago...


TORTA DI SANTIAGO
Ricetta liberamente tratta dal testo “Santa Pietanza”,p.217, L.Capasso, G.Esposito, Guido Tommaso Editore


INGREDIENTI (per una teglia da 26 cm diametro, oppure due teglie da 20 cm diametro):
  • 125 g farina di mandorle
  • 125 g mandorle
  • 200 g zucchero
  • 5 uova medie
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • scorza grattugiata di un limone
  • pizzico di sale
per finire:
  • zucchero a velo

PROCEDIMENTO

Tritate finemente le mandorle senza ridurle a farina.

Mescolate la granella di mandorle con la farina quindi trasferite il tutto su una placca ricoperta di carta forno. Fatele tostare in forno per 10 minuti a 120°C. Lasciate raffreddare.


Sbattete le uova con lo zucchero ed un pizzico di sale fino a renderle chiare, gonfie e spumose.

Aggiungete la cannella e la scorza grattugiata di limone.

Aggiungete le mandorle ormai raffreddate ed amalgamate con cura con una spatola. 

Imburrate una teglia da 26 cm di diametro oppure coprite con carta forno, versatevi il composto ottenuto ed infornate per circa 30 minuti in forno già caldo statico a 180°C. Se utilizzate due tortiere da 20 cm saranno sufficienti 25 minuti di cottura.

Se la superficie della torta scurisce troppo durante la cottura, copritela con un foglio di alluminio nei ultimi 10 minuti.

Lasciate raffreddare completamente prima di estrarre dalla teglia.

Trasferitela su un piatto di portata e decoratela con la caratteristica croce di Santiago cospargendola di zucchero a velo.



Buon appetito!


Fonti:
- Tarta de Santiago 
- Cammino di Santiago 
- Il Cammino di Santiago - MERIDIANI – le Grandi vie –



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di agosto.

Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle. 


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