giovedì 26 marzo 2020

TORTA DOLCE CON PISELLI...per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Oggi prepariamo una torta dolce di piselli per il secondo appuntamento mensile con la rubrica de “Al km 0” che ha per tema “primavera & primizie”.
 


All’inizio volevo utilizzare le classiche fragole, poi complice il fatto che ho dimenticato di far acquistare le fragole al fotografo nell’unica spesa settimanale di cui possiamo usufruire, ho dovuto decisamente attivare i miei poveri neuroni molto provati da questo periodo di forzata immobilità. Ed ecco che mi è venuta un’idea.

Avete mai pensato di mettere i piselli in un dolce? Dopo averci messo le carote, poi le zucchine, poi la zucca alla fine ho pensato che anche i piselli si potessero prestare.
 

Ho fatto un giretto nel web ed ho trovato che qualcuno ci aveva già pensato ed allora ho preso spunto da lì. Vi dico la verità, non è la scoperta dell’anno, sicuramente non diventerà la preferita dei miei figli perché il retrogusto di legumi non è del tutto sparito, però è stato un esperimento divertente.
 

È stato divertente vedere la faccia dei miei figli quando l’abbiamo tagliata, quando hanno visto il colore che nascondeva e ancor di più la loro faccia quando ho svelato l’ingrediente segreto.

Quindi tutti a sgranare piselli!
 


Vediamo come fare insieme...



TORTA DOLCE DI PISELLI

Ricetta originale da Idee in pasta


INGREDIENTI:

  • 200 g piselli sgranati
  • 200 ml latte di avena
  • semi di 1 bacca di vaniglia
  • 2 uova medie
  • 150 g zucchero
  • 100 g olio extravergine di oliva
  • 200 g farina 00
  • 100 g farina di mandorle
  • 1 pizzico sale
  • 50 g gocce cioccolato bianco
  • ½ bustina lievito per dolci


PROCEDIMENTO:

Per prima cosa fate cuocere i piselli con la stecca di vaniglia, tagliata a metà nel senso della lunghezza, nel latte per circa 15 minuti. Quindi eliminate le due parti della bacca e frullate il tutto. Tenete da parte e lasciate raffreddare.

In una ciotola montate con una frusta le uova con lo zucchero, il composto dovrà risultare chiaro e spumoso. Aggiungete ora la purea di piselli mescolando con una spatola e l’olio extravergine di oliva.

Aggiungete ora la farina, la farina di mandorle, il sale, le gocce di cioccolato ed infine il lievito. Mescolate bene con una spatola senza smontare il composto.

Trasferite il tutto in una teglia coperta di carta forno e infornate in forno già caldo a 180°C per 40 – 45 minuti, fate sempre la prova stecchino per verificare la cottura.

Trasferitela su una gratella da dolci e lasciatela raffreddare, quindi spolverate la superficie di zucchero a velo.



Buon appetito!



Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “primavera & primizie”:





Colazione da Monica: Torta dolce di piselli

Pranzo da Simona: Crema di asparagi e luppolo selvatico

Merenda da Sabrina: Fragole con panna (gelèe di fragole)

Cena da Carla: Sformatini di piselli





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giovedì 19 marzo 2020

GIRELLE ALLE MELE...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi prepariamo per la colazione una girella alle mele, perfetta per il nostro appuntamento con Il Granaio-baking time.
 


Giuro che è davvero difficile venir qui e scrivere. Cercare di scrivere con leggerezza senza far alcun cenno alla situazione che stiamo vivendo, poi quasi impossibile.

Non posso dire di cucinare meno, perché essendo tutti e cinque a casa ogni giorno a colazione, a pranzo e a cena, decisamente cucino molto di più di prima, ma credo di aver perso lo stesso molto dell’entusiasmo che mi animava.

Le notizie che arrivano continuamente sono davvero pessime. Ho paura, non lo posso negare, per i miei cari, per i miei figli, per mio marito, ma devo far buon viso a cattivo gioco, per i miei bambini che, sì stanno diventando grandi, ma che ancora sono tanto piccoli, scusatemi il gioco di parole. Quindi si finisce per nascondere il più possibile dentro di noi i pensieri negativi, ci riesco per tutto il giorno, ma alla lunga tutto è davvero pesante soprattutto alla sera quando la notte si avvicina.
 


E quindi non ci resta che preparare una buona colazione che ci aiuti ad iniziare una nuova giornata...ahimè anche la lievitazione della mia girella ha risentito un po’ del mio umore...ma provatela non ne rimarrete delusi.




GIRELLE ALLE MELE


Per l’impasto ho modificato una ricetta tratta dal libro “Pasticceria in panificio”, autori vari, ItaliaGourmet Editore



INGREDIENTI (per 1 stampo 11cm x 31 cm):

  • 450 g farina tipo 1
  • 100 g zucchero
  • 100 g olio extravergine di oliva
  • 75 g uova (circa 1 uovo e ½)
  • 150 g acqua
  • 3,5 g lievito di birra disidratato (oppure 12 g se fresco)
  • 6 g sale
  • semi ½ bacca di vaniglia

per il ripieno:

  • 1 mela
  • cannella q.b.
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 30 g uva passa
  • 10 g pinoli
  • ½ bicchierino di marsala

per finire:

  • ½ uovo (avanzato dall’impasto)
  • mandorle a lamelle


PROCEDIMENTO:

Sciogliete il lievito nell’acqua. Create un’emulsione con l’olio e le uova. Unite i due composti mescolando con una frusta. Tenete da parte.

Nella ciotola dell’impastatrice inserite la farina, col gancio in funzione iniziate ad inserire poco alla volta il composto preparato prima. Serviranno circa 10 minuti di lavoro.

Quando l’impasto inizia a formarsi è il momento di aggiungere lo zucchero, il sale e i semi della bacca di vaniglia. Aggiungeteli divisi in tre volte sempre impastando.

Dovrete ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Trasferitelo in un contenitore unto con poco olio dotato di coperchio, quindi lasciatelo 1 ora a temperatura ambiente, chiudetelo con il suo coperchio poi trasferitelo in frigo per una notte intera.

Il mattino seguente lasciate acclimatare l’impasto fuori dal frigo almeno 1 ora, trasferitelo sulla spianatoia. Stendete aiutandovi con le mani l’impasto in un rettangolo, fate in modo che il lato su cui arrotolerete poi l’impasto corrisponda alla lunghezza del vostro stampo (per me 31 cm).

Tagliate la mela a fettine sottili con una mandolina e distribuitela sulla superficie del rettangolo lasciando in alto almeno due cm di pasta libera. Cospargete la mela con lo zucchero, distribuitevi sopra l’uvetta precedentemente ammollata in mezzo bicchierino di marsala e i pinoli.

Iniziate ad arrotolare su se stesso l’impasto iniziando dal basso verso l’alto e avendo cura di chiudere bene ogni giro.

Trasferite la vostra girella in uno stampo da plumcake che avrete fasciato di carta forno. Fate attenzione a porre la chiusura della girella verso il basso. Coprite con pellicola.

Fate lievitare fino al raddoppio in un luogo caldo al riparo da correnti.

Al termine della lievitazione, spennellate la superficie con la metà uovo avanzata dall’impasto e cospargete con abbondanti lamelle di mandorle.

Infornate in forno già caldo a 180°C ventilato per 40 - 45 minuti.

Fate raffreddare completamente su una gratella da dolci prima di tagliare a fette e servire.






Buon appetito!





Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:








  • Qui da noi: Girella alle mele












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giovedì 12 marzo 2020

SPAGHETTI AL SUGO DI TONNO...per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Oggi prepariamo gli Spaghetti al sugo di tonno, per il nostro consueto appuntamento con la rubrica de “Al km 0” che ha per tema “ricette in 30 minuti”.
 


In questo strano momento in cui tutto è stravolto da questo maledetto virus, mi sono chiesta se possa avere un senso continuare a scrivere qui come se nulla fosse. Vi giuro che ho pensato tanto...ma alla fine credo di aver bisogno di questo momento di normalità, è un momento in cui non pensare, un momento di svago, di leggerezza e quindi eccomi qui con voi.

La cucina può essere un’ottima valvola di sfogo e mai come in questo momento ne abbiamo bisogno. Sfruttiamo ogni attimo per riscoprire la bellezza dello stare in famiglia, protetti nel nostro nido, pensate che emozione quando tutto sarà finito poter riabbracciare le persone che incontriamo...
 


Basta! Cambiamo discorso! Qui non voglio più pensare a nulla se non alla cucina.
 

Gli spaghetti al sugo di tonno sono un piatto velocissimo ma davvero gustoso, non vi farà sfigurare, con poche semplici mosse porterete in tavola un piatto sfizioso che potrebbe salvarvi in un caso di ospiti improvvisi...eh! in futuro!



SPAGHETTI AL SUGO DI TONNO


INGREDIENTI per 5 persone:


  • 400 g spaghetti quadrati

per il sugo:
  • 250 g tonno sott’olio sgocciolato (5 scatolette da 80 g l’una)
  • ½ cipolla piccola
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • 15 capperi sotto sale
  • 2 cucchiai di aceto di vino bianco
  • 3 filetti acciughe sott’olio


PROCEDIMENTO:



Riempite una pentola, servirà per cuocere gli spaghetti, con abbondante acqua e ponetela sul fuoco.

Sgocciolate il tonno dall’olio in cui è conservato. Tritate molto finemente la cipolla. Desalate e tritate i capperi. Sgocciolate i filetti di acciuga.

In una padella scaldate l’olio extravergine di oliva, aggiungete la cipolla e fate soffriggere. Appena sarà trasparente aggiungete i filetti di acciuga, con il caldo si scioglieranno in poco tempo.

Aggiungete ora il tonno sgocciolato, con un cucchiaio di legno sbriciolatelo per bene e i capperi tritati (se volete lasciateli interi, in casa mia meglio farli sparire altrimenti iniziano le lamentele). Infine aggiungete l’aceto. Fatelo insaporire per qualche minuto alzando il fuoco sotto la padella. Non dovrebbe essere necessario aggiungere altro sale, controllate: se fosse troppo saporito, cuocete la pasta con meno sale in modo da compensare.

Vedrete che nel tempo che cuoce la pasta, anzi nel caso degli spaghettoni che ho usato io il sugo cuoce prima, avrete il sugo pronto.
Scolate la pasta e fatela saltare velocemente nel sugo preparato, servite caldo.
Potrete poi fare mille varianti, ad esempio dei pomodorini aggiunti a fine cottura, dovranno appena appassire. Le quantità dei vari ingredienti sono puramente indicative, dovrete dosarle a seconda del vostro gusto personale. È una ricetta facilissima che faccio spesso senza pensare alle dosi ed è stato difficile scriverla.



Buon appetito!



Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “ricette in 30 minuti”:






Colazione da Simona: Paste di meliga di Montersino

Pranzo da Sabrina: Pennette di lenticchie rosse con pesto di pomodori secchi ed acciughe

Merenda da Carla: Cheesecake semplice nel bicchiere

Cena qui da noi: Spaghetti al sugo di tonno



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giovedì 5 marzo 2020

FOCACCINE PATATE E SALVIA...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Le focaccine di patate con salvia nascono dall’incontro tra la focaccia classica con salvia e la focaccia con patate, perfette per la merenda o per uno spuntino sono anche perfette per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – baking time”.
 


Come sapete, dalle nostre parti la focaccia è un’istituzione e le variazioni ormai non si contano. Sui banchi dei forni troviamo tantissime varianti di questo prodotto e ognuno di noi ha la sua preferita.
 

La focaccia di patate nasce per lo più come un prodotto casalingo infatti è prodotta in forma più piccola e solitamente tonda, è più alta della classica focaccia e quindi più facile da farcire ed inoltre le patate nell’impasto la rendono molto morbida.
 

Oggi vi propongo una versione ridotta partendo dalla mia fugassa cu-e patatte: delle piccole focaccine tonde, grandi non più di dieci centimetri, aromatizzate con foglie di salvia fresca sminuzzata e appena colta che mantengono la loro morbidezza più a lungo della focaccia classica grazie alla presenza delle patate nell’impasto.
 




Vi ho incuriosito abbastanza??!! Andiamo a vedere cosa fare...



FOCACCIA DI PATATE E SALVIA


INGREDIENTI:

  • 500 g farina 0
  • 250 g patate
  • 200 ml acqua circa
  • 25 ml olio extravergine di oliva
  • 11 g sale
  • 5 g malto
  • 2 g lievito di birra disidratato (circa 7 g se lievito di birra fresco, in panetti)
  • 6 g salvia fresca (20 foglie medie)
per finire:
  • olio extravergine di oliva
  • sale grosso

PROCEDIMENTO:

Lessate le patate con la buccia in abbondante acqua salata. Una volta cotta ancora calde schiacciatele con l’aiuto di uno schiacciapatate. Raccogliete la purea così ottenuta in una ciotola e lasciatela intiepidire.

Nella planetaria con gancio montato, aggiungete la farina, le patate in purea, il malto e il lievito. Se utilizzate il lievito fresco (in panetti) scioglietelo in poca acqua tiepida, presa dal totale della ricetta, a cui avrete aggiunto un cucchiaio di farina, sempre presa dal totale, e lasciatelo attivare per una decina di minuti poi aggiungetelo nell’impastatrice.

Iniziate ad impastare aggiungendo poco acqua alla volta. Attenzione la quantità di acqua nella ricetta è indicativa, potrebbe servirne di più ma anche meno, questo può dipendere dall’assorbimento della vostra farina, dalla quantità d’acqua contenuta nelle patate stesse ma anche dall’umidità dell’ambiente. Regolatevi voi.

Quando l’impasto inizia a formarsi per ultimi aggiungete il sale ed infine l’olio poco alla volta attendendo che venga assorbito dall’impasto prima di aggiungerne altro. Aggiungere l’olio poco alla volta riduce il problema di riscaldamento dell’impasto:infatti l’olio riduce l’attrito, l’impasto inizia a scivolare sulle pareti della planetaria e così si scalda.

Quando avrete un impasto liscio, omogeneo e incordato (aggrappato al gancio), trasferitelo sulla spianatoia spolverata di farina, dategli forma sferica e riponetelo in una ciotola leggermente oliata.

Coprite con pellicola ed un canovaccio e lasciate lievitare ad una temperatura di 28°C (ad esempio nel forno chiuso e spento ma con la luce accesa) fino al raddoppio del volume.

Una volta raddoppiato dividete l’impasto in piccole porzioni da circa 50 g l’una, ne otterrete circa una ventina. Lasciatele riposare una decina di minuti quindi date forma tonda e leggermente schiacciata (una piccola focaccina). Trasferitele su una teglia oliata oppure coperta con carta forno, copritela con pellicola e fatele lievitare per 1 ora circa al caldo e a riparo da correnti.

Scaldate il forno a 220°C. Riprendete le focaccine che nel frattempo saranno lievitate, fate dei buchi con le dita unte di olio. Cospargete la superficie con un filo di olio extravergine di oliva e qualche granello di sale grosso.

Abbassate il forno a 200°C ed infornate fino a doratura.

Fate raffreddare completamente su una gratella.





Buon appetito!




Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:



  • Qui da noi: Focaccine patate e salvia




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domenica 1 marzo 2020

FRITTELLE DI SAN GIUSEPPE - FRISCEU...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme un dolce: le frittelle di San Giuseppe (frisceu o friscieu).
 


Tutte e tre le nostre ricette saranno dedicate a questo grande Santo. Miria ha preparato il primo, Ciceri e Tria, una ricetta tipica pugliese. Mentre Simona si dedica al secondo preparando una ricetta tipica molisana, le Polpette di tonno.
 


Le frittelle di San Giuseppe, o semplicemente frisceu de San Giòxeppe, a Genova sono golose palline fritte arricchite da qualche acino di uva zibibbo.

La tradizione di friggere nel giorno dedicato a questo grande Santo, il 19 marzo, non è una tradizione tipica solo della mia regione, ma radicata in tutta la nostra penisola.
 


Credo sia superfluo raccontare chi fosse San Giuseppe: un uomo semplice animato da una grande fede e da una grande bontà, che si occupò della sua famiglia con infinito amore e dedizione.

Spiegare invece il perché della diffusione di così tanti fritti in suo onore potrebbe essere più complicato. I racconti tramandati che provano a dare una spiegazione sono davvero molto e molto fantasiosi.

Alcuni sostengono che sia in ricordo dei fritti che il Santo avrebbe preparato in onore dei Re Magi al momento della loro visita al Bambin Gesù. Altri in ricordo del lavoro con cui Giuseppe avrebbe mantenuto la sua famiglia durante la fuga in Egitto. A voi la scelta...

Non solo frittelle, come potrete vedere da Miria e Simona, sono dedicate a questo Santo, ma anche dei veri e propri banchetti ricchi di portate in cui l’elemento comune sta nel fatto che a questi banchetti vengono invitati i poveri, come gesto di carità ispirato a Giuseppe, che è il Santo degli umili oltre che il padre premuroso che si prende cura della famiglia.

Durante queste tavolate, sempre in rispetto della Quaresima, si terminano le scorte invernali. Siamo ormai alle porte della primavera, la bella stagione è ormai annunciata, è una rinascita, un risveglio quindi non è un caso se nel giorno di San Giuseppe in molti luoghi è tradizione accendere dei falò come simbolo di purificazione e di rigenerazione.

(
fonte libro libro “Santa pietanza”, L.Capasso, G.Esposito, Guido Tommasi Editore

Ma torniamo ai nostri frisceu, un noto proverbio genovese dice:

A San Gioxeppe, se ti peu, impi a poela de frisceu.

A san Giuseppe, se puoi, riempi la padella di frittelle.
Oggi quando si parla delle frittelle di san Giuseppe ci si riferisce comunemente alle frittelle dolci arricchite con uva zibibbo o al limite con pezzetti di mela, che nelle friggitorie si trovano solo in questo periodo.

Mentre tutto l’anno si trova la versione salata, la pastella con cui vengono preparate è leggermente diversa e più leggera, e al sua interno vengono fritti pezzetti di baccalà, stoccafisso, cavolfiore, borragini, lattughe o cipolle. Normalmente vengono serviti come antipasto ma sono anche un ottimo spuntino a merenda.



FRITTELLE DI SAN GIUSEPPE
i frisceu de San Gioxeppe

INGREDIENTI:
  • 150 ml latte
  • 2 uova
  • 50 g zucchero
  • 2 g lievito di birra disidratato (circa 7 g se fresco)
  • 250 g farina
  • un pizzico di sale
  • la buccia grattugiata di un limone
  • 80 g uvetta
  • marsala q.b.
per finire:
  • olio di semi di arachide q.b.
  • zucchero semolato q.b.

PROCEDIMENTO:

Mettete in ammollo l’uvetta nel marsala almeno mezz’oretta.

Preparate la pastella, in una ciotola mettete le uova, il latte e lo zucchero e mescolate energicamente con una frusta a mano. Aggiungete poi il lievito (se fresco fatelo prima sciogliere in poco latte tiepido) quindi sempre mescolando fate cadere a pioggia per evitare grumi, la farina, quindi il sale e la buccia grattugiata del limone. Dovrete ottenere una pastella liscia e morbida.

Scolate l’uvetta e aggiungetela alla vostra pastella. Mescolate bene e lasciate lievitare coperto per 1 ora e mezza o anche due.

Siete ora pronti per la frittura. Per friggere, utilizzo una pentolina piccola con abbondante olio di semi di arachide (perfetto anche l’olio extravergine di oliva, io uso quello di semi solo per questione di gusto), in cui lasciar cadere con l’aiuto di due cucchiaini piccole porzioni di impasto e non più di tre o quattro frittelline alla volta.

Attenzione alla temperatura dell’olio, non fatela mai salire oltre il punto di fumo, portate l'olio in temperatura e poi abbassate il fuoco in modo da non scaldarlo troppo, finireste per cuocere i frisceu solo fuori. Scolate i frisceu non appena diventano gonfi e dorati. Scolateli con una schiumarola, trasferiteli in un piatto con carta assorbente quindi rotolateli nello zucchero e tenete da parte.

Serviteli caldi...ma anche freddi sono ottimi!!!



Buon appetito!




Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di aprile.



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giovedì 27 febbraio 2020

FRITTELLE DI MELE...per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Le frittelle di mele sono un’ottima merenda per i vostri bimbi o per quando avete voglia di un dolce di facile esecuzione, io le preferisco appena fatte ma i miei bimbi le hanno gradite molto anche fredde.
 


Sono un piatto che spesso veniva preparato a casa mia dalle mie nonne, ma che non è esclusivo della mia regione, si ritrova anche in molte altre zone d’Italia. Ve le propongo oggi per il consueto appuntamento con la rubrica “Al Km 0” che in questo secondo appuntamento del mese di febbraio ha per tema “a casa dalla nonna”.
 

Noi abbiamo sempre avuto la fortuna di avere le nostre mele, quindi le mie nonne le preparavano con la qualità che avevano disponibile in quel momento senza troppi pensieri su quale fosse più indicata. Io le preparo con le mele renette, sono la qualità di mele che preferisco per questo tipo di preparazioni.
 

Andiamo a prepararle insieme...




FRITTELLE DI MELE



INGREDIENTI:

per la pastella:

  • 150 g farina
  • 200 ml latte
  • 1 uovo
  • ½ cucchiaino di lievito per dolci
  • scorza grattugiata di un limone
  • pizzico di sale

inoltre:
  • 4 mele renette
  • zucchero semolato
  • 1 limone
  • olio di semi di arachide

PROCEDIMENTO:

Sbucciate le mele lasciandole intere, eliminate quindi il torsolo utilizzando l’apposito attrezzo. Tagliate quindi le mele in fette spesse circa mezzo centimetro, cercate di farle tutte dello stesso spessore.

Trasferitele in una ciotola con il succo di limone per evitare che si ossidino e diventino scure.

Preparate la pastella, in una ciotola unite il latte con l’uovo e sbattete con una frusta. Aggiungete il sale, e per ultimo la farina lentamente sempre mescolando per non far formare grumi. Con l’ultima parte di farina aggiungete anche il lievito.

Siete ora pronti per la frittura. Per friggere, utilizzo una pentolina piccola con abbondante olio di semi, in cui mettere non più di due fettine di mele.

Non appena l’olio sarà caldo, passate una fettina di mele nella pastella, dovrà coprirla completamente, quindi friggetela girandola a metà cottura.

Scolatela e trasferitela in un piatto con carta assorbente, faccio questo passaggio due volte: preparo due piatti con carta assorbente, nel primo pongo le fettine appena scolate e poi le trasferisco nell’altro piatto in questo modo elimino l’unto.

Ancora calde passate le fettine fritte nello zucchero.

Lasciate intiepidire e servite subito.



Buon appetito!




Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “a casa della nonna”:



  • Merenda qui da noi: Frittele di mele




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giovedì 20 febbraio 2020

BOCCONCINI ALLE OLIVE...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nuovo appuntamento con la rubrica Il Granaio - Baking time, vi presentiamo la ricetta dei Bocconcini alle olive taggiasche, rimaniamo quindi nella nostra Liguria utilizzando un ingrediente principe del nostro territorio, le olive taggiasche.  



La storia di questi bocconcini è molto travagliata, prima di arrivare su questa pagina sono stati preparati per ben tre volte nel giro di pochi giorni rischiando alla fine di non arrivarci proprio.
 


Sapete quando tutto vi rema contro, bene è quello che è successo. La prima volta che li ho preparati, mi sono finiti fuori lievitazione. Tra lezioni di geografia da ripetere, compiti di matematica da correggere e infinite discussione sull’incontro tra Andromaca ed Ettore, insomma dei panini proprio mi son dimenticata ed invece che dei bocconcini ho finito per produrre dei buonissimi dischi volanti. La seconda volta non li ho nascosti subito dopo l’uscita dal forno e sono stati divorati ancor prima che potessi imporre il divieto.
 


Alla fine sono stati prodotti una terza volta, ed è qui che da bocconcini si sono trasformati in nodini in un mio impeto fantasioso e tralasciando il fatto che li ho quasi dimenticati in forno, sono arrivati qui da voi. Vi risparmio le peripezie del set fotografico ma vi assicuro che dopo tutte queste prove ho la certezza che questi bocconcini vi faranno fare un figurone nel vostro cestino del pane.



BOCCONCINI ALLE OLIVE TAGGIASCHE

INGREDIENTI: 
  • 450 g farina 0
  • 50 g semola rimacinata di grano duro
  • 5 g malto
  • 0,5 g lievito di birra disidratato (1 g se lo usate fresco)
  • 260 g acqua
  • 60 g pasta di olive taggiasche
  • 9 g sale
per finire: 
  • semola rimacinata di gran duro
  • olio extravergine di oliva

PROCEDIMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice aggiungere le farine, il malto ed il lievito. Aggiungere la pasta di olive. Azionare l’impastatrice ed aggiungere l’acqua poco alla volta e con l’ultima parte di acqua aggiungere anche il sale. Impastate fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Trasferitelo sulla spianatoia, date forma sferica con una serie di pieghe quindi trasferite in una ciotola leggermente unta di olio. Coprite con il suo coperchio o con la pellicola e lasciatelo per 1 ora al caldo in modo da fra partire la lievitazione.

Trasferite ora tutta la ciotola in frigo per una notte intera (8 ore).

La mattina successiva riprendete l’impasto, lasciatelo acclimatare per 30 minuti a temperatura ambiente, quindi sulla spianatoia spolverata di semola appiattitelo con le mani in un rettangolo (spessore circa 2 cm) e con un tarocco tagliate delle strisce lunghe 10 cm e larghe 3 (indicativamente). Prendete ogni striscia allungatela leggermente con le mani e fate un nodo.

Trasferite tutti i nodini su una teglia coperta di carta forno ben distanziati tra loro. Fate lievitare circa un’ora.

Spennellateli con olio extravergine di oliva e cuocete in forno già caldo a 200°C per 20-25 minuti. 



Fate raffreddare su una gratella.



Buon appetito!





Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:



  • Qui da noi: Bocconcini alle olive



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giovedì 13 febbraio 2020

RAVIOLI BARBABIETOLA E MAGGIORANA....per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Oggi vi propongo un primo, i ravioli di barbabietola e maggiorana per l’appuntamento mensile con la rubrica de Al Km 0 che oggi ha per tema "le ricette dell'amore".
  


La barbabietola cotta al forno era un secondo che spesso mia madre ci proponeva. Mi è sempre piaciuta molto anche se, lo devo ammettere, ancora oggi il suo colore rosso acceso con cui macchia tutto: piatti, mani, tovaglie, tovaglioli... insomma tutto quello con cui viene a contatto, un po’ mi disturba.

È un ortaggio molto duttile che si presta ad essere utilizzato in un’infinità di ricette sia dolci che salate. Inoltre, è ricco di proteine, sali minerali e vitamine che gli donano proprietà rimineralizzanti e rinfrescanti. Molto utile per il nostro cuore e la circolazione in genere.
 

Quindi perché non sfruttare il suo colore per avere un piatto d’effetto che stupisca col suo aspetto ancor prima che col gusto... ecco fatto! una purea di barbabietola finisce nell’impasto dei ravioli e per magia la pasta si colora di un rosso rubino davvero incredibile che si mantiene anche dopo la cottura.
 

Per il ripieno volevo avere un contrasto cromatico quindi mi serviva un ripieno molto chiaro, il formaggio è stata la mia prima idea ma poi, la mia genovesità ha preso il sopravvento, ed ho pensato alle patate accompagnate dall’immancabile prescinseua ed aromatizzate con la maggiorana.
 

Il risultato è stato quello di un raviolo dai contrasti cromatici molto decisi ma con un gusto delicato, la tendenza dolce delle barabietole e delle patate viene contrastata dal leggero acidulo della prescinsêua.

Cos’altro dire? Proviamoli insieme..


RAVIOLI BARBABIETOLA E MAGGIORANA


INGREDIENTI (per circa 70 ravioli):

per l’impasto:

  • 150 g farina 00
  • 150 g semola rimacinata di granoduro
  • 150 g barbabietola rossa cotta al forno
  • 1 uovo
  • un pizzico di sale
  • vino bianco se necessario
per il ripieno:
  • 500 g patate
  • 250 g prescinsêua
  • 1 uovo
  • 80 g parmigiano reggiano
  • 5/6 rametti maggiorana fresca
  • noce moscata q.b.
  • sale q.b.
per condire:
  • burro q.b.
  • 8/9 foglie di salvia

PROCEDIMENTO:

Preparate l’impasto. Sbucciate la barbabietola e tagliatela a cubetti. Ora potrete seguire due strade: frullare la barbabietola per creare una purea che poi andrete ad aggiungere all’impasto, oppure frullare direttamente la barbabietola con la farina.

Io ho utilizzato questa seconda strada. Inserite in un mixer la farina e la barbabietola a tocchetti quindi azionate il mixer, vedrete che lentamente la vostra farina si colorerà di un acceso rosa.

Ora passate a preparare l’impasto. Nella ciotola dell’impastatrice o tranquillamente anche a mano facendo una fontana con al farina sulla spianatoia, aggiungete, alla farina frullata con la barbabietola, la semola, l’uovo e un pizzico di sale. Impastate fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Solo se necessario aggiungete del vino bianco, se l’impasto risultasse troppo asciutto.

Trasferite l’impasto sulla spianatoia, copritelo con un canovaccio o una ciotola e lasciatelo riposare almeno mezz’ora.
 

Nel frattempo preparate il ripieno. Cuocete in abbondante acqua salata le patate con la buccia. Una volta cotte schiacciatele con lo schiacciapatate in una ciotola, aggiungete la prescinsêua, il formaggio reggiano grattugiato, la maggiorana fresca tritata fine, abbondante noce moscata. Mescolate bene con un cucchiaio quindi aggiustate di sale.
 

Riprendete la pasta: stendetela in strisce sottili pochi mm, quindi con un cucchiaino fate piccoli mucchietti di ripieno. Coprite con una seconda striscia. Con le mani fate aderire bene la pasta intorno al ripieno in modo da eliminare tutta l’aria.
 

Con l’aiuto di un coppapasta, il mio a forma di fiore e dimensione 6 cm, create i vostri ravioli. Trasferiteli su un piano spolverato con abbondante semola oppure su vassoi in attesa di essere cotti.
 

Cuocete i vostri ravioli per pochi minuti in abbondante acqua salata. Conditeli con burro aromatizzato con foglie di salvia. 





Buon appetito!



Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “le ricette dell’amore”:




  • Pranzo qui da noi: Ravioli barbabietola e maggiorana




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