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giovedì 18 febbraio 2021

BOCADO DE DAMA...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo i BOCADO DE DAMA, soffici panini originari del Cile.
 


Il Bocado de dama viene detto anche Pan macarena o Pan milagro, è un piccolo e soffice pane di origine cilena a pasta bianca con una particolare formatura a spirale.
 


Può essere farcito sia in versione dolce che salata a voi la scelta, anche se questa operazione non risulta essere molto facile a causa della sua struttura a sfoglie.
 


Si pensa che questo pane risalga alla lontana epoca coloniale e che venisse preparato in piccole dimensioni (la metà di come li ho fatti io!) per le signore aristocratiche all’ora del tè, da questo deriva il suo nome, infatti le signore dell’epoca lo consumavano spezzandolo in piccole porzioni con le dita.

BOCADO DE DAMA
Trovate la ricetta originale qui


INGREDIENTI:
  • 500 g farina 0
  • 4 g lievito birra disidratato
  • 200-220 ml acqua tiepida
  • 8 g sale
  • 5 g zucchero
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • uovo per spennellare

PROCEDMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice mettete la farina, il lievito e lo zucchero. Azionate l’impastatrice e iniziate ad aggiungere l’acqua a poco a poco sempre impastando. Quando l’impasto inizia a formarsi aggiungete anche il sale.

Continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Dovrete ottenere un impasto sostenuto non troppo morbido quindi attenzione ad aggiungere troppa acqua.

Non abbiate fretta ed impastate fino ad avere un impasto liscio.

Trasferite sulla spianatoia quindi con una serie di pieghe date forma tonda. Trasferite in una ciotola leggermente unta con olio quindi coprite con pellicola e un canovaccio e fate lievitare al caldo.

Importante coprite l’impasto, altrimenti poi la superficie dell’impasto si secca e i panini verranno “bitorzoluti” e non belli lisci, come sono venuti i miei infatti ho dimenticato di coprire la ciotola. Maledetta fretta!

Fate lievitare 2 ore o fino al raddoppio.

Riprendete l’impasto ormai lievitato, trasferitelo sulla spianatoia, sgonfiatelo e stendetelo in una sfoglia rettangolare ad uno spessore di poco meno 1 cm. Spennellate con olio l’intera superficie del rettangolo e arrotolatelo su se stesso, senza stringere, partendo dal lato lungo.

Tagliate con un coltello senza schiacciare (le spire devono rimanere staccate non si devono incollare) il cilindro ottenuto in 8 o 10 panini dipende da come li volete grandi.

Quindi con un bastoncino sottile (ad esempio una bacchetta cinese per mangiare) schiacciate forte al centro del panini fino alla base mantenendovi paralleli al taglio.
 


Trasferite i panini distanziati su una teglia coperta di carta forno e fate lievitare fino al raddoppio, circa 40 minuti, coperti ed al caldo.

Spennellate con l’uovo leggermente sbattuto e cuocete in forno caldo a 200°C per 20 – 25 minuti.





Buon appetito!




Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:




  • Qui da noi: Bocado de dama





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lunedì 4 gennaio 2021

PANINI DI SAN'ANTONIO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro primo appuntamento del nuovo anno con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme i PANINI DI SANT’ANTONIO ABATE, morbidi panini toscani, precisamente originari della città di Prato, che vengono preparati il 17 gennaio in occasione della festa di Sant’Antonio Abate in ricorrenza della sua morte.
 




Dalle nostre compagne di viaggio troverete: da Miria le Polpette di san Paolo Apostolo, un secondo a base di carne di vitello e di maiale tipico del territorio di Aversa. Mentre da Simona, il Lakror albanese in onore di San Basilio Magno che può essere preparato in versione sia dolce che salata.
 

Sant’Antonio Abate nacque a Coma, in Egitto nel 251, nazione in cui poi morì a 105 anni dopo una vita in cui si spogliò di tutti i beni per vivere di solo pane e acqua immerso in meditazione e preghiera a vagare per il deserto. È considerato il fondatore del monachesimo orientale, a lui si deve la creazione in forma permanente di famiglie di monaci che sotto la guida di un padre spirituale, fu lui il primo abate, si consacrarono al servizio di Dio. Conosciamo la sua vita perché ci fu tramandata da un suo discepolo, Atanasio di Alessandria, che ne scrisse la biografia.

Sant'Antonio apparteneva ad una famiglia agiata, ma alla feste e ai banchetti preferiva il lavoro e la meditazione, tanto che alla morte dei genitori, decise di distribuire tutti i suoi averi ai poveri per poi ritirarsi nel deserto. Lì iniziò la sua vita da eremita, durante la quale dovette combattere contro le tentazioni del demonio che gli si presentava sotto forma di bestia feroce, soprattutto di porco, per spaventarlo.

Nell’iconografia il santo viene raffigurato come un anziano monaco con la lunga barba bianca e il bastone da pellegrino che termina con una croce a forma di Tau e una o più campanelle, in compagnia di una maiale.

Sant’Antonio Abate è considerato il protettore contro le epidemie di alcune malattie sia dell’uomo (fuoco di Sant’Antonio) che degli animali. È stato eletto a protettore del bestiame tanto che la sua effigie era spesso collocata sulla porta delle stalle per invocare la sua protezione.
 


Nella ricorrenza della festa di Sant’Antonio abate è tradizione benedire gli animali sui sagrati o sulle piazze e rinnovare le immagini del santo sulle porte delle stalle. Il 17 gennaio ricorrenza del Santo loro protettore, le bestie non potevano essere macellate, venivano ben nutrite e lasciate a riposo dal lavoro. Secondo la tradizione, il giorno di Sant’Antonio era ed è ancora oggi usanza, dare agli animali un pezzetto di pane benedetto, affinché li protegga dalle malattie o li guarisca, pane che viene anche distribuito alle persone per invocare la stessa protezione.

Fonti:
 


In Toscana, più precisamente a Prato Sant’Antonio Abate protettore degli animali viene festeggiato il 17 gennaio mangiando questi soffici panini semi dolci. In questo giorno gli animali vengono benedetti e ogni forno della città prepara questi panini che vengono poi benedetti dai parroci e venduti a gruppi di 6 o di 12, come detta la tradizione.
 


Non esiste una ricetta codificata di questi panini, essa viene tramandata di generazione in generazione. La versione che vi propongo io oggi l’ho trovata da Aurelia che a sua volta l’ha scovata da Alessandra, la sua ricetta era quella con cui venivano preparati questi panini nel forno della sua famiglia.


PANINI DI SANT’ANTONIO ABATE
ricetta tratta dal blog "Il boccone del prete"

INGREDIENTI (per 30 panini):
  • 550 g + 50 g farina 0
  • 80 g zucchero semolato
  • 4 g lievito di birra disidratato
  • 1 uovo
  • 50 g olio di semi bio (io ho utilizzato olio extravergine di oliva)
  • 250 ml di latte
  • 1 pizzico di sale
per finire: 
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 3 cucchiai di latte
  • zucchero semolato

PROCEDIMENTO:


Nella ciotola dell'impastatrice mettete 550 g di farina (tenete da parte 50 g di farina per dopo), lo zucchero, il lievito di birra disidratato (se utilizzate il lievito di birra fresco ne serviranno circa 15 g, fatelo sciogliere nel latte tiepido per poi aggiungerlo all’impasto), l’uovo e l’olio. 

Azionate l’impastatrice a bassa velocità ed iniziate ad inserire il latte a filo, con l’ultima parte di latte aggiungete anche il sale.

Aumentate la velocità e se necessario aggiungete anche la restante parte di farina (non è detto che serva tutta), dovrete ottenere un impasto liscio, sodo e ben incordato.

Ungete una ciotola con dell’olio, inserite al suo interno il vostro impasto, coprite con la pellicola alimentare e con un canovaccio e fate lievitare fino al raddoppio dell'impasto in luogo caldo (ad esempio dentro al forno con la lucina accesa o vicino ad un termosifone), ci vorrà circa un’ora e mezza.

Riprendete l'impasto ed ora dividetelo in 30 piccole porzioni dello stesso peso (circa 35 g nel mio caso), pirlatele bene per formare delle palline e mettetele in fila per 6 non troppo distanziate su di una teglia da forno coperta con carta forno. Otterrete 5 file con 6 palline.

Coprite la teglia con pellicola oliata (in modo che non si attacchi alle palline) e lasciate lievitare al caldo per altri 45 minuti circa.

Accendete il forno a 170° statico, spennellate le palline con il tuorlo d’uovo sbattuto insieme al latte e spolverizzatele di zucchero.

Infornate e cuocete per 25 minuti. Sfornate e fate raffreddare su una gratella.




Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di febbraio.




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martedì 1 dicembre 2020

MUFFOLETTA...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!
 
Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme le MUFFOLETTE, morbidi panini siciliani che vengono preparati sia in occasione della festa dei Morti a novembre sia a dicembre in occasione della festa dell’Immacolata.




Questo mese vi proporremo un menù ridotto composto da un secondo, un pane e un dolce. Troverete qui da noi il pane con le Muffolette. Da Miria troverete i Rostin negàa, un secondo a base di carne di vitello tipico del milanese e preparato in occasione di Sant’Ambrogio. Infine da Simona sempre dedicati a Sant’Ambrogio troverete i Biscotti Ambrosiani. 


Le Muffolette (o Muffuletta o Moffoletta), una ricetta tipica siciliana, sono dei morbidi panini rotondi di semola di grano duro, aromatizzati a seconda della zona con semi di anice, o di finocchio, o di cumino, o ancora di sesamo ed hanno origini antichissime. Anche il ripieno con cui vengono mangiati varia moltissimo a seconda della ricorrenza in cui vengono preparati ma anche a seconda del posto in cui ci si trova.
 


In occasione della ricorrenza dell’Immacolata Concezione, più precisamente la sera della vigilia, questo panino si mangia attorno alle “vamparotte”, dei grandi falò preparati nei vari rioni delle città o dei paesi.
 


Come dicevamo prima, questo panino varia a seconda della zona e del paese in cui viene consumato: a Palermo è farcito con milza di bovino e si prepara in occasione della festa dei morti; a Lercara Friddi, provincia di Palermo, si condisce con ricotta, caciocavallo e sugna (strutto) e si prepara in occasione della festa dell’Immacolata Concezione; nella Valle del Belice si prepara per San Martino e si condisce con olio extravergine d’oliva, sarde salate, origano, caciocavallo e pepe.

Fonti: Gazzetta del gusto e Cronaca social

Il protagonista è sempre un panino tondo molto morbido, che viene di volta in volta arricchito con i prodotti della zona, noi lo abbiamo provato con olio extravergine di oliva, acciughe salate, pepe e origano. Semplice ma davvero molto gustoso...


MUFFOLETTE
Ricetta tratta dal blog Cucina facile con Elena.
INGREDIENTI:

  • 500 g semola rimacinata di grano duro
  • 300 g acqua
  • 25 g olio extravergine di oliva
  • 20 g semi di anice (io non li ho messi)
  • 15 g miele (io ho messo 5 g malto)
  • 10 g sale
  • 2 g lievito di birra disidratato
per lo spolvero:
  • semola rimacinata di grano duro
per farcire:
  • olio extravergine di oliva
  • acciughe salate
  • origano q.b.
  • pepe q.b.

PROCEDIMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice inserite: la semola, il malto e il lievito. Iniziate ad impastare ed inserite poco alla volta l’acqua. Impastate per 2-3 minuti.
Aggiungete ora poco alla volta l’olio e il sale (e i semi di anice se li avete messi). Impastate ancora per 5-6 minuti. Otterrete un impasto morbido ed omogeneo, trasferitelo sulla spianatoia date forma a palla quindi lasciatelo lievitare per 3 ore in una ciotola coperta al caldo (coprite la ciotola con un canovaccio quindi chiudetela nel forno spento).
Riprendete l’impasto lievitato e dividetelo in 7 parti di circa 125 g ciascuna. Date forma tondeggiante a ciascun pezzetto quindi passatele nella semola di grano duro. Trasferitele distanziate su una teglia coperta di carta forno e lasciatele lievitare coperte e sempre nel forno spento per un’altra ora (anche 1 ora e mezza).

Cuocete in forno già caldo a 220°C per 15-20 minuti fino a che diventino dorate, non cuocetele troppo a lungo in modo che rimangano morbide. 

Fate raffreddare quindi condite come preferite, noi abbiamo provato il ripieno con olio extravergine, acciughe, origano e pepe.




Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di gennaio del prossimo anno.


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venerdì 16 ottobre 2020

PANE NERO VALDOSTANO...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo il Pane nero valdostano (in dialetto Pan ner). 
 

Il pane nero valdostano viene preparato con farina di segale unita alla farina di grano, ha colore scuro,  mollica molto compatta  e crosta dura ma sottile. Normalmente viene preparato in pezzature grandi ed ogni pagnotta ha una croce più o meno marcata sulla superficie.
 

L’utilizzo della segale non è casuale, infatti è un cereale cresce bene anche in climi più rigidi e ad una temperatura inferiore rispetto a quella del frumento, quindi non stupisce il fatto che sia tipica non solo della Valle d’Aosta ma anche di tutti i paesi dell’Europa centrale e settentrionale.
 
Un tempo veniva cotto solo una volta l’anno nel forno del paese, di solito in dicembre quando il lavoro era diminuito essendo le coltivazioni ferme per il freddo invernale e le mucche ricoverate nelle stelle. Era un forno gestito da tutta la comunità ed utilizzato insieme con una turnazione delle varie famiglie. Oltre al pane nero si preparavano anche i pani dolci.
 

Amo queste tradizioni e amo la voglia di mantenerle vive. Ancora oggi nel villaggi valdostani ogni anno una famiglia diversa dà inizio al periodo della cottura, occupandosi di “choué lo foo”, cioè scaldare il forno, e di pulire le stanze. 
 

Quest’organizzazione a turni, che tiene conto della disposizione delle case del villaggio, si è tramandata negli anni, ed è molto importante, perchè in questo modo suddividono il costo per l’accensione tra i vari utilizzatori del forno. Nel periodo poi di utilizzo il forno viene sempre mantenuto acceso fino all’ultima famiglia che lo utilizza.


PANE NERO VALDOSTANO
Ricetta della tradizione valdostana “Lo pan ner”

INGREDIENTI per un pane:
  • 270 g farina segale integrale
  • 130 g farina 0 di grano tenero
  • 100 g farina integrale di grano tenero
  • 340 g acqua tiepida
  • 4 g lievito di birra disidratato
  • 10 g sale

per lo spolvero:
  • semola rimacinata di grano duro


PROCEDIMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice (ma potete procedere anche a mano) unite le farine e il lievito. 

Il mio lievito disidratato è già attivo quindi posso unirlo direttamente alla farina senza attivarlo, se il vostro lievito non lo è oppure se utilizzare un lievito di birra fresco (ne servono circa 10 g) dovrete attivarlo con poca acqua e un cucchiaio di farina per 10 minuti prima di unirlo alle farine.

Attivate la planetaria a bassa velocità ed inserite l’acqua a filo, prima di finire di aggiungere tutta l’acqua quando l’impasto inizia a formarsi aggiungete il sale quindi finite con l’acqua. Continuate per 2 minuti a bassa velocità quindi aumentate la velocità ed impastate per 6-7 minuti. Otterrete così un impasto ben incordato. 

Trasferitelo sulla spianatoia e lasciatelo riposare (puntare) per 15-20 minuti. Quindi con le mani stendetelo formando un rettangolo e date una piega a libro. Ora date forma tondeggiante (pirlando l’impasto) e trasferitelo in una ciotola che coprirete con un canovaccio. Lasciatelo lievitare al caldo per 2 ore.

Riprendete l’impasto sempre con le mani stendetelo in un quadrato senza sgonfiarlo troppo quindi riportate gli angoli del quadrato verso il centro, fate due giri sempre riportando verso il centro gli angoli che via via si formano. 

Date ora forma tonda chiudendo bene l’unione delle pieghe, quindi trasferitelo in un cestino da lievitazione o una ciotola coperta con un canovaccio sempre ben infarinati (ho utilizzato della semola). Importante lasciate la chiusura del vostro pane verso l’alto.

Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare 2 / 3 ore al caldo.

Scaldate la pietra refrattaria nel forno ponendola in alto vicino alla resistenza e portate il forno a 240°C. 

Prendete il pane spolveratelo di semola quindi rovesciatelo su una pala (ecco che ora la chiusura rimarrà sotto) o direttamente su una teglia se non utilizzerete la pietra refrattaria.

Tagliate con una lametta la superficie del pane, ho fatto una semplice croce quindi infornatelo trasferendolo con la pala sulla pietra refrattaria posta a metà forno. Mettete sul fondo del forno un pentolino di acqua bollente per creare vapore.

Cuocete per 20 minuti con il vapore quindi eliminate il pentolino, abbassate la temperatura a 200°C e continuate la cottura per 20 minuti. Quindi fate cuocere ancora 10 minuti con lo sportello del forno leggermente aperto. 
Una volta cotto, bussate sul fondo del pane, se il suono è sordo il pane è cotto altrimenti cuocetelo ancora qualche minuto.

Fatelo raffreddare completamente prima di tagliarlo, ottimo con lardo e castagne alla valdostana e con i salumi in genere.

 


Buon appetito!



Abbiamo spostato la pubblicazione delle nostre ricette di un giorno per partecipare alla GIORNATA MONDIALE DEL PANE ogni anno organizzata da Zorra.   Ecco il nostro paniere completo per questo appuntamento:









#wbd2020 #worldbreadday #worldbreadday2020




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giovedì 1 ottobre 2020

PANINI ALL'OLIO...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo dei morbidissimi Panini all’olio. 
 

Una ricetta semplice che ha come risultato un panino con una crosta molto sottile e croccante ed una mollica molto soffice, perfetto da farcire sia col dolce che col salato. 
 

Inutile dirvi che sono stati molto apprezzati anche dai piccoli, ormai quasi ex-piccoli, di casa che subito li hanno prenotati per la merenda di domani farciti con prosciutto cotto, crema di nocciole e confettura di albicocche. 
Ce ne fossero due con gli stessi gusti!
 

Vediamo come fare...

PANINI ALL’OLIO
Ricetta originale di Ilaria del blog “Non solo piccante”

INGREDIENTI:

500 g farina media forza (oppure 300 g farina 00 e 200 g farina manitoba)

250 g acqua tiepida

50 g olio extravergine di oliva 

3 g lievito di birra disidratato

5 g malto

10 g sale

PROCEDIMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice mettete la farina, il lievito disidratato, il malto e l’olio. Iniziate ad impastare a bassa velocità aggiungendo lentamente l’acqua. Impastate per 2 minuti quindi aggiungete per ultimo il sale, aumentate la velocità ed impastate per 6-7 minuti fino ad avere un impasto liscio ed omogeneo. 

Trasferite l’impasto sulla spianatoia quindi date una serie di pieghe semplicemente piegando l’impasto su se stesso diverse volte. Date forma a palla quindi ponetelo in una ciotola unta di olio. Coprite con pellicola e con un canovaccio e lasciate lievitare per 2 ore al caldo.

Riprendete l’impasto lievitato e trasferitelo sulla spianatoia leggermente spolverata di farina. Dividete ora l’impasto in 8 parti uguali (date forma tonda, schiacciate leggermente e tagliatelo in 8 spicchi). 

Prendete ora ogni pezzo e stendetelo in un piccolo rettangolo. Arrotolate su se stesso il rettangolo partendo dal lato corto nel senso della lunghezza. Girate il rotolino così formato di 90° e stendetelo di nuovo col matterello formando un altro rettangolo. Arrotolate ancora partendo dal lato corto sempre nel senso della lunghezza e sistemate i panini così formati su una teglia coperta di carta forno.

Coprite con pellicola e lasciate lievitare 2 ore in luogo caldo al riparo da correnti. Dovranno raddoppiare la loro dimensione.

Spennellate con olio la superficie dei panini prima di infornare.

Cuocete in forno già caldo statico a 210°C per 15 minuti. Quindi abbassate la temperatura a 200°C e continuate la cottura per 5 minuti. Dovranno essere ben dorati.

 


Buon appetito!



Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:







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giovedì 17 settembre 2020

PANE AL CACAO E FRUTTA SECCA...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo un Pane cacao, cioccolato e mandorle.

 


L’idea di questo pane è nata nel tentativo di cercare nuove proposte per la merenda dei miei figli che si stancano molto velocemente di ciò che propongo e mi costringono a fare sempre nuovi esperimenti.
 


Ero alla ricerca di una merenda non elaborata quindi ho optato per un pane e non una brioches. Doveva essere un pane semplice senza derivati del latte perché uno di loro è intollerante, quindi ho usato il latte di avena; poi doveva essere goloso per invogliarli a provarlo, così l’ho farcito con il cioccolato e poi volevo una parte croccante e le mandorle mi son sembrate perfette. In realtà le mandorle sono state la mia seconda scelta, io volevo utilizzare le noci, ma poi un topino in casa deve averle mangiate tutte, visto che ho trovato solo il sacchetto vuoto nella credenza ed ho dovuto cambiare scelta. Capita spesso in casa nostra di avere questo tipo di topini...
 



Vediamo come fare...




PANE CACAO, CIOCCOLATO E MANDORLE


Idea tratta con qualche modifica dal libro “Pane rustico, fatto in casa”, C.Ytak, Biblioteca Culinaria



INGREDIENTI (per due pani):
  • 500 g farina 0
  • 40 g germe di grano
  • 160 ml latte avena
  • 150 ml acqua
  • 2 g lievito di birra disidratato
  • 8 g sale
  • 20 g cacao
per finire
  • 100 g mandorle
  • 90 g pepite di cioccolato fondente

PROCEDIMENTO:

Per mia comodità ho impastato il pane la sera, trasferito in frigo tutta la notte e formato, fatto lievitare e cotto la mattina successiva. Ma nulla vi vieta di fare tutto di seguito senza il riposo notturno.

Nella ciotola dell’impastatrice, munita di gancio, inserite tutti gli ingredienti elencati tranne le mandorle, le pepite di cioccolato e il sale. Iniziate ad impastare a bassa velocità per un tempo di 3 minuti, aggiungete il sale, quindi alzate la velocità (a velocità media) e impastate ancora per circa 7 minuti.

Se necessario durante l’impasto, fermate l’impastatrice e con una spatola pulite i bordi della ciotola in modo da riportare l’impasto al centro.

Quando l’impasto sarà ormai liscio aggiungere le mandorle tritate grossolanamente e impastate brevemente perché vengano assorbite.

A questo punto io ho oliato un contenitore con coperchio, ho messo l’impasto, chiuso il coperchio e dopo averlo lasciato a temperatura ambiente per 30 minuti, l’ho trasferito in frigo per tutta la notte.

Altrimenti potrete trasferire l’impasto sempre in una ciotola, coprirlo con un panno umido e lasciarlo lievitare per 1 h/1 h e 30 minuti in un ambiente tiepido.

Il mattino dopo lasciate acclimatare l’impasto a temperatura ambiente per almeno mezz’ora, operazione non necessaria se non avete messo l’impasto in frigo. Trasferitelo sulla spianatoia e dividetelo in due parti.

Stendete ogni parte in un rettangolo aiutandovi con le mani, distribuite sopra ogni rettangolo metà pepite di cioccolato e arrotolate su se stesso formando un filone. Chiudete bene la parte terminale, pigiando con le mani sui bordi.

Prendete i vostri due filoncini, sistemateli su una teglia da forno coperta con carta forno con la chiusura verso il basso, copriteli con pellicola e fateli lievitare per 1 h /1 h e 30 minuti.

Preriscaldare il forno in modalità statica a 220°C, fate dei tagli a rombi sulla superficie e cuocete i filoncini per 30-35 minuti spruzzando acqua sulla leccarda del forno appena avrete infornato per creare vapore.

Lasciate raffreddare su una gratella.
Nota:
Mettete le pepite di cioccolato in freezer qualche ora prima di unirle all'impasto, in questo modo si scioglieranno meno durante la lavorazione.



Buon appetito!




Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:



  • Qui da noi: Pane al cacao, cioccolato e mandorle.





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mercoledì 1 luglio 2020

PIZZE FRITTE PER SANT'ANNA...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme le pizze fritte in onore di Sant’Anna, amata e venerata in molte città italiane.



Come ogni mese abbiamo cercato di comporre un piccolo menù con le nostre proposte dedicate ai Santi festeggiati nel mese in corso. Qui da noi troverete un antipasto che può essere anche un aperitivo o una merenda: la pizza fritta dedicata a Sant’Anna, la mamma della Vergine Maria. Miria si è dedicata alla preparazione di un secondo: il Sarchiapone, un piatto dalla cottura lenta e laboriosa che vede protagonista la zucca lunga ripiena di carne e che viene preparato in onore di Santa Maria Maddalena ad Atrani. Infine da Simona troverete un dolce, i Baicoli,  biscotti tipici veneziani che servirono a Sant’Ignazio per pagarsi il viaggio verso la Terra Santa.
    

Il 26 luglio si celebra la festa di Sant’Anna, mamma della Vergine Maria. Insieme a lei, lo stesso giorno, viene venerato anche San Gioacchino suo marito e papà di Maria.

Le poche notizie che abbiamo di questa coppia di Santi ci sono state tramandate dai Vangeli apocrifi che non fanno parte dei libri sacri della Bibbia e quindi non vengono ritenuti autentici. Nonostante questo in essi si trovano alcuni racconti che vanno a colmare alcune lacune dei vangeli canonici, come nel caso dei genitori di Maria.

Sant’Anna apparteneva ad una famiglia di umili origini e sposò molto giovane Gioacchino, molto più anziano di lei. Forse a causa dell’età avanzata del marito, non riuscirono ad avere altri figli al di fuori di Maria che arrivò quando ormai le speranze erano quasi perse, e dopo un lungo esilio nel deserto che Gioacchino si impose dopo essere stato umiliato pubblicamente nel Tempio.

In risposta ad un lungo periodo di preghiera, Anna e Gioacchino ebbero la visita di un Angelo che annunciò ad entrambi che avrebbero avuto una figlia che avrebbe cambiato molto la storia dell’umanità.

Appena la figlia venne al mondo, Anna e Gioacchino non ebbero alcun dubbio e la chiamarono Maria, che in ebraico significa “amata dal signore”.

Per tutto questo Sant’Anna è diventata la protettrice delle donne partorienti ed anche dei parti impossibili avendo avuto una figlia in età molto avanzata, ma anche di sarti e affini perché insegnò a Maria a cucire, cucinare e pulire casa. Essendo una Santa molto venerata ha una vasta iconografia che la riguarda: solitamente viene rappresentata anziana con accanto la figlia Maria, con abiti di colore verde e rosso indicanti speranza e amore o talvolta anche blu a indicarne la santità.

Il culto di Sant’Anna è molto diffuso nel mondo. Sono tantissimi i paesi che hanno Sant’Anna come patrona della città o che la venerano. Tantissime le parrocchie e le chiese a lei titolate e il nome Anna, che deriva dall’ebraico Hannahe e vuol dire grazia, è tra i più diffusi al mondo.

Fonti Ad ognuno il suo Santo.
 

Le pizze fritte con sugo di pomodoro fresco sopra, vengono preparate durante la festa di Sant’Anna che si celebra a Borgo Croci in provincia di Foggia insieme ad altri piatti tipici seguendo un rituale ricco di simbologia.
 

L’impasto della pizza viene fatto lievitare quindi diviso in porzioni e poi fritto solo dopo averlo steso in piccoli dischi di una decina di centimetri, una volta fritto viene condito con un cucchiaio di sugo di pomodoro su cui viene cosparsa una spolverata di parmigiano. Inutile dirvi che qui sono andate a ruba...



PIZZE FRITTE
INGREDIENTI (per circa 17-18 pizze):
  • 500 g farina 0
  • 270 g acqua
  • 2 g lievito di birra disidratato
  • 10 g sale
per il sugo:
  • 4-5 pomodori maturi
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extravergine di oliva
  • poche foglie di basilico
  • sale q.b.

per finire:
  • olio di semi di arachide q.b.
  • parmigiano reggiano q.b.

PROCEDIMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice, si può anche facilmente impastare a mano, aggiungete la farina e il lievito disidratato (il mio lievito non va attivato seguite le indicazioni sul vostro lievito). Azionate l’impastatrice ed aggiungete poco alla volta l’acqua, con l’ultima parte di acqua aggiungete anche il sale. Continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Trasferite l'impasto sulla spianatoia, date forma a palla quindi riponete in una ciotola unta di olio, coprite con un canovaccio umido e fate lievitare fino al raddoppio.

Riprendete l’impasto quindi dividetelo in porzioni da circa 45-50 g ciascuna. Arrotondate ogni pezzetto e pirlatelo. Spolverate la spianatoia con la farina e allineate le palline distanziate tra loro, coperte con un canovaccio asciutto e fate riposare 30 minuti.
 

Nel frattempo preparate il sugo. In una padella scaldate 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, aggiungete lo spicchio d’aglio “in camicia” (senza sbucciarlo), quindi aggiungete la polpa dei pomodori e qualche fogliolina di basilico. Fate insaporire il tutto a fuoco vivace quindi abbassate il fuoco, eliminate l’aglio e fate cuocere per circa 20 minuti. Aggiustate di sale. Se necessario aggiungete un cucchiaino di zucchero, ma con i pomodori freschi dovrebbe essere superfluo.

In una pentolina a bordi alti e stretta, ho fritto una pizza alla volta, scaldate l’olio di semi di arachide.

Stendete ora una pallina partendo dal centro aiutandovi con le dita, tirate la pasta ai bordi fino ad ottenere un disco di circa 10 cm di diametro.

Quando l’olio avrà raggiunto la giusta temperatura, friggete le vostre pizze una alla volta. Immergete la pizza nell’olio, appena ritornerà in superficie con un piccolo mestolo o anche un cucchiaio schiacciatela al centro per una decina di secondi in modo da creare una fossetta che poi potrete farcire con il sugo e il formaggio.
 

Fate dorare la pizza da entrambi i lati, mantenete costante la temperatura dell’olio e cuocete a fuoco basso in modo che la pizza cuocia bene anche all’interno e non solo in superficie.

Scolatela su carta assorbente quindi stendete un’altra pallina e friggetela. Continuate così fino all’esaurimento dell’impasto.

Una volta fritte aggiungete su ogni pizza un cucchiaio di sugo di pomodoro e una generosa spolverata di parmigiano reggiano.

Servite calde, appena fatte.



Buon appetito!




Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di agosto.


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