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venerdì 10 gennaio 2014

PANETTONE...con lievito madre secco!


Ciao a tutti!

Lo so avete ragione...Natale è passato da un pezzo e anche il tempo per preparare tutti i dolci tradizionali del periodo natalizio... però...vi chiedo di avere un po’ di pazienza...

Questa ricetta del panettone l’ho preparata in tempi non sospetti...anzi ero parecchio in anticipo sui tempi, visto che ho fatto dei mini panettoncini da mettere all’interno di pacchi regalo che ho preparato da donare ad amici e parenti a Natale...



Meritava di essere inserita nel mio ricettario virtuale e quindi eccomi qui... anche se un po’ in ritardo sul calendario! Ho preso la ricetta da Alessandra una vera sicurezza in materia di lievitati e dopo aver fatto la sua colomba con ottimi risultati lo scorso anno, mi sono fidata ciecamente anche con questi panettoncini.

Il mio risultato non è stato proprio perfetto...ve lo dico subito...non ho aspettato che lievitassero completamente (era davvero molto tardi e non connettevo più!!!) e quindi vedrete che l’interno non è perfettamente sviluppato come invece potrete vedere il quelli perfetti di Alessandra! Nello stesso giorno ho fatto l’impasto del pandolce e quello del panettone...insomma per usare una metafora, ho messo troppa carne al fuoco e una fettina si è leggermente bruciata!!!




Non ho apportato alcuna modifica alla ricetta preparata da Alessandra, consigli compresi; ho solo raddoppiato le dosi per ottenere 3 panettoncini da 300 g e 2 da 500 g.


PANETTONE...con lievito madre secco





Il giorno prima, fate ammorbidire il burro e frullate degli arancini canditi, mescolate bene la polpa degli arancini 10 gr e il burro del secondo impasto e rimettete in frigo fino al suo utilizzo.

Preparate prima un panetto con il lievito naturale secco, e fatelo riposare per circa
40 minuti:

  • 60 gr di lievito
  • 20 gr di farina manitoba
  • 40 gr di acqua

Primo impasto:

  • 400 farina manitoba
  • 120 g lievito naturale (vedi sopra)
  • 100 g tuorli d’uovo circa
  • 130 g zucchero semolato
  • 210 g acqua di bottiglia
  • 150 g burro

Secondo impasto:

  • 150 g farina manitoba
  • 100 g zucchero semolato
  • 100 tuorli d’uovo
  • 8 g sale fino
  • 22 g miele millefiori
  • 150 g burro
  • 40 gr di pasta d’arancio
  • 100 gr cedro candito
  • 100 g arancia candita
  • 400 g uvetta sultanina

PROCEDIMENTO:

Primo impasto:

Impastate la farina (tenetene un pò da parte da inserire durante le fasi di lavorazione) con acqua e il panetto di lievito spezzettato appena si forma un impasto elastico aggiungete un pò di tuorlo.

Fate assorbire e inserite lo zucchero, fate asciugare e incordare e mettete il resto dei tuorli, seguito dal resto dello zucchero e una spolverata di farina

Fate incordare e inserite il burro morbido leggermente montato, inseritelo piano piano aspettando che il precedente sia del tutto assorbito. Fate lievitare, coperto da pellicola, dentro il forno con luce accesa fino a che l’impasto triplichi. Nel mio caso ci sono volute 4 ore circa, però può variare in base alla temperatura.

Secondo impasto:

Impastate la farina con il primo impasto lievitato e il miele. Fate incorporare bene la farina e quando l’impasto sarà elastico e incordato aggiungete un po’ di tuorlo e un po’ di zucchero, incordate e poi ancora tuorlo e ancora il resto dello zucchero e spolverate con la farina, il resto dei tuorli il sale e spolverate con la farina rimasta. Lavorate fino a che l’impasto diventi bello elastico e aggiungete il burro ammorbidito e leggermente montato sempre un po’ per volta e aspettando che il precedente sia stato completamente assorbito, quando l’impasto risulta lucido e perfettamente incordato, unite i canditi e l’uvetta (precedentemente ammollata con del rum e poi perfettamente asciugata) mescolando a bassa velocità. Sicuramente i canditi, faranno fatica ad incorporarsi, fermate la macchina e ribaltate l’impasto, ripetendo l’operazione a velocità bassa, se serve ripetete anche tre volte. Lasciate riposare l’impasto nella macchina per circa mezz’oretta.

Procedete con la pirlatura (da Aessandra trovate il video), imburrate bene il piano di lavoro e le mani, cosi l’impasto non vi si appiccica alle mani e scorre bene senza darvi problemi. Procedete come mostrato in video e poi lasciate riposare un po’, rifate la pirlatura, finché non sentite che l’impasto prende forza, in questo modo la cupola viene sempre più grande e bella.

Mettete l’impasto nei pirottini e fate lievitare, deve arrivare almeno a due terzi dall’impasto.

Procedete con la scarpatura (qui trovate le foto del passo passo), con una lama affilata fate una croce e staccate i lembi con molta delicatezza mettete al centro una noce di burro e richiudete.

Scaldate il forno a 200° statico e infornate per i primi 10 minuti poi abbasso a 160° per gli altri 30 minuti e comunque finché il cuore del panettone raggiunga una temperatura di almeno 90°.

Nel mio caso ci sono voluti 50 minuti per quelli da 500 g e 40 minuti per quelli da 300 g.

Tirate fuori e infilzate con degli stecchini o con dei ferri da maglia, capovolgete e fate raffreddare cosi per almeno sei ore. 

 


Buon appetito!


Un'ultima cosa prima di augurarvi un felice fine settimana....

Ricordate la nostra ricetta degli gnocchi all'acqua con cavolo cappuccio e salsiccia:



Avevamo partecipato  al Contest Bruciore 2013 “Chi ben comincia …” del blog “Non solo piccante” e siamo arrivati secondi!!!
Siamo felicissimi!!!


Anzi in questo caso potrei dire che il merito è veramente tutto del fotografo...io ho fatto solo gli gnocchi...il resto è tutta opera sua!!! 



Buon fine settimana!!!





lunedì 6 gennaio 2014

GALETTE DE ROIS (à la frangipane)...a modo mio!


Ciao a tutti!

Erano un sacco di anni che arrivati al giorno della Befana mi veniva voglia di questo dolce che moltissime volte ho acquistato nelle pasticcerie francesi...e per molto tempo, un po’ per un motivo un po’ per un altro, non l’ho mai provata...



La Galette de Rois è un tipico dolce natalizio francese. E' un dolce molto antico, sembra fosse in uso prima dell'anno 1000, anche in Belgio e Olanda, e derivasse dai dolci che gli antichi romani consumavano durante i Saturnalia. Il nome del dolce richiama i tre Re Magi, che in questo giorno portarono i doni a Gesù Bambino.

All’interno della torta è nascosta una fava secca (o un fagiolo) (io ho messo una mandorla intera), e il fortunato che la trova può prendere la corona di cartoncino dorato che troneggia sulla galette ed essere il re della giornata...quidi mentre si gusta vi è l'incoronazione di un quarto re...il re della giornata. In alcune zone della Francia c’è inoltre l’usanza di nascondere nel dolce anche piccoli oggetti di ceramica; secondo un’altra tradizione chi trova la fava, deve organizzare una cena per tutti i presenti (dove si mangerà un’altra galette, si troverà un’altra fava e si organizzerà un’altra cena e così ancora e ancora).


Vi dico subito che la mia versione (presa da qui) è, per così dire, un po’ italianizzata... infatti nella vera galette, la crema frangipane non è racchiusa tra due strati di pasta sfoglia classica ma tra due strati di pate feuilletée inversée, insomma “una pasta sfoglia invertita” dove è la sfoglia ad essere racchiusa negli strati di burro (manié, cioè lavorato con la farina).


GALETTE DE ROIS (à la frangipane)




INGREDIENTI:
  • 500 g pasta sfoglia (o 2 confezioni di pasta sfoglia)
  • 250 gr. di mandorle in polvere
  • 1 mandorla (intera)
  • 75 gr. di burro
  • 150 gr. di zucchero
  • 3 uova
  • 1 cucchiaino essenza di vaniglia
  • 15 gr. di fecola
  • 15 cl latte
  • 2 cucchiai di Rhum
  • 1 cucchiaino di estratto di mandorla amara

Per dorare:

  • 1 uovo

Per lucidare:

  • 1 cucchiaio colmo di zucchero a velo
  • acqua q.b.

PROCEDIMENTO:

Battere le uova con lo zucchero, aggiungere la fecola prima disciolta nel latte freddo, quindi versare il latte sulle uova, mescolare bene e portare a cottura sul fuoco mescolando sempre finché la crema si addensa, lasciarla cuocere ancora un minuto. Togliere dal fuoco, aggiungere il burro a pezzetti e mescolare bene finché è incorporato, a questo punto unire le mandorle in polvere, l'essenza di vaniglia, il rhum e la mandorla amara. Deve venire una crema dalla consistenza abbastanza solida.

Sulla placca del forno mettere un primo disco di pasta sfoglia direttamente con la sua carta, bucherellarlo con la forchetta.

Al centro mettere la crema alla mandorla e livellarla bene in tondo, lasciando uno spazio ai bordi di circa 2 cm e nascondervi la mandorla intera. In una tazzina mettere il rosso d'uovo con un goccio d'acqua, mescolare bene e con il pennello spennellare il bordo lasciato libero.

Coprire con l'altro disco di pasta sfoglia, premendo con delicatezza la parte a contatto con la crema, per togliere l'eventuale aria, premere invece bene lungo i bordi per sigillare. Spennellare anche la superficie con l'uovo rimasto.

Col dorso di un coltellino fare dei disegni a piacere sulla superficie, con molta delicatezza per non rompere la pasta.

Cuocere in forno già caldo a 200° per circa 25-30 minuti, controllando che la superficie non bruci. Eventualmente abbassare il forno o coprire con dell'alluminio.

Una volta cotta, in una tazzina sciogliere lo zucchero a velo con un po' d'acqua (il miscuglio deve essere abbastanza liquido) e spennellare la superficie della galette, rimettere in forno per qualche minuto perché asciughi e poi sfornare.

 


Buon appetito!


 

sabato 4 gennaio 2014

PANDOLCE GENOVESE ALTO (pandöçe zenéise)...a lievitazione naturale!


Ciao a tutti!

Eccoci arrivati al primo post del nuovo anno...e con cosa ho pensato di ricominciare...un dolce!!!



Già...un dolce...ma non un dolce qualsiasi... no...un dolce che quando ne sento il profumo...mi viene subito da pensare al Natale, alle mie nonne, al Natale di quando ero bambina...infatti questo dolce è tipico della mia città e non manca mai sulle nostre tavole durante le feste...a dir la verità spesso non manca neppure a colazione, vi assicuro che una fetta di pandolce inzuppata nel latte vi fa iniziare benissimo la giornata!!!

Lo so...ormai il Natale è trascorso e tra pochi giorni si tornerà alla normalità...ma non potevo non presentarvi questa ricetta per due motivi...uno, i ricordi che mi suscita, legati alla mia famiglia, alle mie nonne che lo preparavano ogni anno e sulle quali avrei mille aneddoti da raccontare e due, perché l’ho preparato utilizzando il mio “Pupetto” cioè il mio giovane lievito madre e quindi la soddisfazione è doppia.




La ricetta che vi propongo oggi, lo scorso anno avevo preparato la versione bassa del pandolce genovese (qui e qui), non è la ricetta della mia famiglia, perché la mia nonna materna lo ha sempre preparato col lievito di birra...ricordo che lo lasciava lievitare tutta la notte sul calorifero della cucina e immancabilmente al mattino il pandolce era uscito dal tegame e colato lungo il calorifero...mentre la nonna paterna lo faceva col crescente, che in genovese è il lievito madre, ma è mancata che ancora non avevo scoperto la mia passione per la cucina e quindi le sue ricette sono andate per lo più perse...ahimè!!!

Così cercando sul web sono arrivata da Eugenio, un mio concittadino, che nel suo blog appunto presentava questa favolosa ricetta, la stessa ricetta di Eugenio è stata anche ripetuta da Nanni, io ho preparato la ricetta di Eugenio prendendo qualche consiglio sul procedimento da Nanni. Quindi ho potuto testare il mio “Pupetto” e devo dire di esserne molto orgogliosa!!!



Secondo lo storico Luigi Augusto Cervetto (1834-1923), il Pandolce ha origini persiane, soprattutto per una ritualità ad esso legata: appena spuntava l’alba del giorno di Capodanno, il più giovane fra i sudditi portava al Re come dono beneaugurante un grande pane dolce, pieno di mele e canditi, che veniva diviso fra tutti i dignitari di Corte.
Ancora oggi sulle tavole liguri, dovrebbe essere il più giovane della famiglia a portare a tavola il pandolce, togliendone dalla cima un rametto d’alloro simbolo di benessere e fortuna. Secondo altri deriva dall’antichissimo pane ligure detto pan co-o zebibbo , con l’uva secca, arricchito negli anni di cedro o zucca candita, acqua di fior d’arancio, semi di finocchio, pinoli…

Secondo la tradizione la prima fetta va tenuta da parte per i poveri e un'altra va conservata per il giorno di San Biagio (3 febbraio), inoltre deve essere il più anziano ad affettarlo, mentre la padrona di casa recita una preghiera:

vitta lunga con stò pan, prego a tutti sanitae, comme ancheu, comme duman, affettalu chi assettae, da mangialu in santa paxe, co-i figgeu grandi e piccin, co-i parenti e co-i vexin, tutti i anni che vegnià, cumme spero Dio vurrià


(vita lunga con questo pane, prego per tutti tanta salute, come oggi, così domani, affettarlo qui seduti, per mangiarlo in santa pace coi bambini grandi e piccoli, coi parenti e coi vicini, tutti gli anni che verranno, come spero Dio vorrà).

Andiamo insieme a vedere la ricetta un po’ lunga...ma vi garantisco che ne vale la pena...il risultato è stato spettacolare...e lo so...mi sto facendo i complimenti da sola!!! 




Con questa dose ho fatto 2 pandolci da 1080 g e 4 pandolci da 400 g (li ho fatti più piccoli perché poi li ho utilizzati per i pacchi dono di Natale), oppure potete dividere l’impasto per ottenere 2 pandolci da chilo e 2 da tre quarti cioè dividendo in 4 parti: 2 da 1080 g (per avere il kg) e 2 da 800 g (per avere il pandolce da ¾)...che poi sono le due pezzature in cui si trova nelle nostre pasticcerie questo dolce.


PANDOLCE GENOVESE ALTO (pandöçe zenéise)





INGREDIENTI:
  • 830 g farina manitoba
  • 360 g farina 00
  • 350 g “crescente” (pasta madre)
  • 310 g burro
  • 310 g zucchero
  • 600 g uvetta
  • 180 g pinoli
  • 2 uova
  • 240 g cedro e buccia d’arancio canditi
  • 24 g semi di finocchio (la prossima volta li riduco a 15 g)
  • un bicchiere non grosso acqua di fior d’arancio
  • un pizzico sale
  • 35 g marsala secco

PROCEDIMENTO:

Primo giorno:

1° RINFRESCO (ore 12):

  • 60 g pasta madre
  • 20 g acqua (22-30°C)
  • 40 g farina manitoba

Sciogliete la pasta madre nell’acqua quindi aggiungete la farina e procedete con il rinfresco. Mettete a lievitare per circa 3h nel forno chiuso con la luce accesa.


2° RINFRESCO (ore 15):

  • 120 g pasta madre (quella ottenuta dal primo rinfresco)
  • 80 g farina manitoba
  • 40 g acqua

Procedere col secondo rinfresco quindi lasciare lievitare per altre 3h nel forno chiuso con la luce accesa.


3° RINFRESCO (ore 18):

  • 240 g pasta madre (ottenuta dai precedenti rinfreschi)
  • 80 g acqua
  • 160 g farina manitoba

Procedere col terzo rinfresco quindi lasciare lievitare per altre 3h nel forno chiuso con la luce accesa.


1° IMPASTO (ore 21.30):

Dei 480 g di crescente (pasta madre) ottenuto con i tre rinfreschi ravvicinati ne utilizzo solo 350 g quindi:

INGREDIENTI:

  • 350 g crescente (pasta madre) in forza
  • 180 g acqua
  • 160 g acqua di fior d’arancio
  • 2 uova
  • 700 g farina manitoba
  • 300 g farina 00
  • 230 g zucchero
  • 230 g burro
  • buccia intera di un limone (solo la parte gialla)

PROCEDIMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice mettete il lievito madre a pezzetti, l’acqua, l’acqua di fior d’arancio e metà della farina. Iniziate ad impastare, quindi aggiungete le uova, lo zucchero e la rimanente farina poco alla volta. Aggiungete la buccia del limone. Lasciate lavorare molto l’impastatrice, otterrete un impasto omogeneo anche se con un aspetto ancora un po’ grezzo.
Aggiungete ora il burro poco alla volta, impastate fino quando sarà tutto ben assorbito e l’impasto avrà preso un po’ di elasticità.
Togliete la buccia del limone. Lasciate lievitare le prime 3 ore a 27-28°C e per le restanti 6-7 ore a temperatura ambiente. (Io l’ho lasciato lievitare l’intera notte, le prime ore vicino al calorifero poi chiuso nel forno spento).

Secondo giorno:

2° IMPASTO (ore 8.40):

INGREDIENTI:

  • tutto il 1° impasto
  • 35 g marsala secco
  • 80 g zucchero
  • 80 g burro
  • 1 cucchiaino di sale
  • 130 g farina manitoba
  • 60 g farina 00
  • 600 g uvetta
  • 240 g scorza arancia e cedro candito
  • 180 g pinoli
  • 24 g semi finocchio (la prossima volta li ridurrò a 15 g)

Prima di iniziare ad impastare mescolare in un tegame i condimenti: l’uvetta (precedentemente ammollata in acqua e asciugata per bene), la scorza di arancia e il cedro, i pinoli e i semi di finocchio. Mescolare bene e fate intiepidire qualche minuto in forno in modo da aggiungere un insieme tiepido all’impasto.
 

Iniziate l’impasto. Sgonfiate il primo impasto e mettetelo nella ciotola dell’impastatrice con il marsala, lo zucchero e metà della farina. Impastate fino ad avere un impasto omogeneo.
Aggiungete ora l’altra farina e il sale, quindi il burro a pezzetti poco alla volta. Ed infine aggiungete i condimenti tiepidi.
Impastate a lungo quindi coprite la ciotola dell’impastatrice e lasciatelo riposare per circa 45 minuti.
Dopo questo tempo di riposo, dividete l’impasto secondo le pezzature desiderate, nel mio caso ho diviso l’impasto in due pezzi da 1080 grammi per ottenere (una volta cotti) pandolci da un chilo e in quattro pezzi da 400 g. Sull’asse di legno, dare a ogni pezzo una forma il più possibile sferica (prima tornitura) e coprirli con una tovaglia lasciandoli riposare per circa 30 minuti.
Trascorsi i 30 minuti, procedete alla seconda tornitura cioè rimetterli in forma sferica facendo attenzione che la parte sottostante sia ben chiusa (senza grinze). Coprite nuovamente con la tovaglia e lasciarli lievitare per 7/8 ore mantenendo la temperatura ambiente sempre a 27/28 gradi. Io li ho lasciati sulla spianatoia coperti e, come faceva la mia nonna, ho messo la spianatoia vicino al calorifero!


(ore 18.30) 
Preriscaldate il forno a 190°C. Prima di infornare praticare 3 tagli sulla sommità di ciascun pandolce disegnando un triangolo. Quindi ponete i pandolci delicatamente su una placca da forno coperta di carta forno e cuocete a 190°C per circa 55-60 minuti quelli da 1080 g e per circa 40 minuti quelli piccoli da 400 g. Dopo i primi 15 minuti circa (subito dopo lo sviluppo) coprili con alluminio per poi scoprirli 20 minuti prima della fine della cottura.
Sfornare i pandolci e lasciarli raffreddare su una griglia.
 

Lasciate riposare il pandolce per almeno 24h prima di assaggiarlo. 



Buon appetito!



Tra le nostre pagine potrete provare diverse versioni di pandolce:






Con questa ricetta partecipo al contest Mani in pasta: Ricordi del Natale del blog Cultura del frumento:



http://cultura-del-frumento.blogspot.it/2013/12/ricordi-del-natale.html



Con questo pane partecipo a Panissimo, evento creato da Barbara (www.myitaliansmorgasbord.com) e Sandra (www.sonoiosandra.blogspot.com) - See more at: http://apprendistipasticcioni.blogspot.it/2014/01/mssemen.html#sthash.u5G0VirX.dpuf
Con questo pane partecipo a Panissimo, evento creato da Barbara (www.myitaliansmorgasbord.com) e Sandra (www.sonoiosandra.blogspot.com) - See more at: http://apprendistipasticcioni.blogspot.it/2014/01/mssemen.html#sthash.u5G0VirX.dpuf
Con questa ricetta partecipo a Panissimo evento creato da Sandra e Barbara, questo mese ospitato da Sandra: 





Con questa ricetta partecipo al contest "La ricetta dei ricordi" del blog La cambusa di Dalila:
http://lacambusadidalila.blogspot.it/2013/11/normal-0-14-false-false-false-it-x-none.html




Vi racconto ancora una cosa....

Vi ricordate la nostra ricetta dei fiorellini all'olio con gelatina di melagrana:




Siamo arrivati secondi nel contest CUCINANDO Tra cielo e Terra - Profumi e Sapori d'Autunno del blog Menta e cioccolato.

Ne sono felicissima è una ricetta che amo molto!!!




lunedì 30 dicembre 2013

TORRONCINI MORBIDI AL PISTACCHIO E AL GIANDUIA...e Buon Anno Nuovo!!!

Ciao a tutti!

Secondo i miei programmi avrei voluto presentarvi due o tre ricette prima dell’anno nuovo...ricette prettamente natalizie...ma come avete potuto vedere non ci sono riuscita, il blog è rimasto inesorabilmente fermo al 24 dicembre...non avevo fatto i conti con gli eventi che hanno fatto di tutto per remare contro... 




Non vi voglio tediare con le nostre vicissitudini...ma ahimè il periodo appena trascorso non è stato dei migliori siamo stati malati un po’ tutti a turno, ci siamo presi qualche bello spavento...insomma non ci siamo fatti mancare nulla e come al solito chi ne fa le spese è sempre lui...il povero piccolo blog!!!

Ora così devo rimediare...

L’ultimo post del 2013...ho pensato e ripensato con cosa salutare il caro (insomma...) 2013...chissà un primo...un secondo...un antipasto...ma noo...io lo saluto con un bel dolce...ormai lo avete capito...sono il mio debole!!!





Qualche giorno prima di Natale un corriere mi ha portato una scatolina tutta curata, ben infiocchettata chiusa stretta stretta nella carta da pacchi perché la proteggesse e soprattutto perché proteggesse il suo prezioso contenuto...dopo averla aperta al suo interno ho trovato due barattolini...uno colmo di una meravigliosa cremina color verde, l’altro ricco di semini anch’essi verdi ma con screziature amaranto...lo so che avete capito...erano due barattolini contenenti quello che viene anche definito “oro verde”...il pistacchio...e il pacchetto era stato amorevolemente confezionato per noi da Ketty... Grazie mille!!!



Non vi nascondo che la prima tentazione è stata quella di divorarlo spalmato su una grossa fetta di pane...magari fatto con il mio Pupetto (...sapeste quante soddisfazioni nonostante sia tanto giovane!!!)...ma poi ho pensato meritasse una fine più elegante e meritevole così mi è venuto in mente un post di Terry...ed ecco che l’occasione era perfetta per provare i suoi golosissimi torroni.



TORRONCINI MORBIDI AL PISTACCHIO

La dose è per 8 fiocchi di neve (diametro 5,5 cm).

INGREDIENTI:

  • 80 g cioccolato fondente
  • 70 g cioccolato bianco
  • 130 g crema di pistacchio
  • 40 g pistacchi tostati

PROCEDIMENTO:

Temperate il cioccolato in questo modo quindi rivestite lo stampo scelto facendo cadere il cioccolato in eccesso ed infine riponete lo stampo in frigo a raffreddare.
Nel frattempo sciogliete il cioccolato bianco, unite la crema di pistacchi e mescolate per bene in modo che il composto diventi omogeneo, lasciate raffreddare. Unite i pistacchi (precedentemente tostate in forno e lasciate raffreddare) alla crema fatta. Riprendete lo stampo e riempite i torroncini (naturalmente volendo potrebbe essere anche un unico torrone), livellate bene la crema lasciando lo spazio per colare il cioccolato di chiusura e mettete in frigo a rassodare per almeno 2 ore.
Trascorse le 2 ore di raffreddamento riprendete lo stampo e chiudete ogni torroncino con altro cioccolato fondente fuso e temperato. Riponete in frigo per una notte prima di sformare i torroncini.




TORRONCINI MORBIDI AL GIANDUIA





La dose è per 8 stelle (dimensione 6 cm).

INGREDIENTI:

  • 80 g cioccolato fondente
  • 70 g cioccolato bianco
  • 130 g crema gianduia
  • 40 g nocciole tostate e fredde  

PROCEDIMENTO:

Temperate il cioccolato in questo modo quindi rivestite lo stampo scelto facendo cadere il cioccolato in eccesso ed infine riponete lo stampo in frigo a raffreddare.
Nel frattempo sciogliete il cioccolato bianco, unite la crema gianduia e mescolate per bene in modo che il composto diventi omogeneo, lasciate raffreddare. Unite le nocciole (precedentemente tostate in forno e lasciate raffreddare) alla crema. Riprendete lo stampo e riempite i torroncini (naturalmente volendo potete fare anche un unico torrone), livellate bene la crema lasciando lo spazio per colare il cioccolato di chiusura e mettete in frigo a rassodare per almeno 2 ore.
Trascorse le 2 ore di raffreddamento riprendete lo stampo e chiudete ogni torroncino con altro cioccolato fondente fuso e temperato. Riponete in frigo per una notte prima di sformare i torroncini.



Buon appetito!


VI AUGURIAMO UN FELICISSIMO NUOVO ANNO

RICCO DI OGNI BENE PER OGNUNO DI VOI!!!

venerdì 13 dicembre 2013

CIOCCOLATINI AL COCCO...e temperaggio per coltivazione.


Ciao a tutti!

Ma quante cose ancora da fare...sono partita in anticipo ma come al solito sono finita in ritardo...devo fare ancora diversi esperimenti con panettoni e similari e il tempo si sta riducendo sempre di più!!!



Questa settimana con i nanetti abbiamo fatto l’albero di Natale e decorato casa...non avete idea di cosa sia successo nella mia povera casa...palline che volavano ovunque...aghi di pino sparsi un po’ ovunque, li ho trovati anche nel frigo...e poi, pensando di essere geniale, ho messo l’albero sopra il forno a microonde ad un’altezza da terra di 1 m e mezzo più o meno, sperando di proteggerlo dal mio nanetto terminator...invece per tutta la settimana il piccolo di casa si è arrampicato come una scimmietta sui pensili della cucina e ad ogni arrampicata ha fatto una vittima: una volta una pallina, un’altra un pacchettino argentato e poi ancora una piccola decorazione di legno...era meglio lo mettessi a terra così almeno lo smontava tranquillamente senza rischiare ogni volta di volare giù dal mobile!!!


Sapete io cerco di essere precisa e costante nei nostri post...ma a volte ammetto che è molto difficile...ad esempio in questo momento mentre vi scrivo ho le due nanette grandi che cantano canti di Natale a squarcia gola al mio fianco e il nanetto piccolo che si arrampica sulla mia sedia attaccandosi alla mia schiena...ma si può!!! Come posso concentrarmi e fare attenzione a quello che scrivo...ahahah...ma cosa importa sono così belli con il loro entusiasmo per l’attesa della Notte Santa...non passa giorno che non cerchino di modificare la letterina per Babbo Natale aumentando le richieste!!! Adoro questo periodo...divento bambina anch’io!!!


Va be’ torniamo seri...

Il dolcetto di oggi è veramente semplice e il risultato finale è molto simile a quel famoso dolcetto al cocco ricoperto di cioccolato... avete capito a chi mi riferisco! In più vi scrivo il metodo con cui tempero il cioccolato...al mio compleanno il fotografo mi ha regalato il libro sul cioccolato di Paul Young e questo che vi scrivo (più o meno!!!) è il suo metodo... 

 


CIOCCOLATINI AL COCCO

INGREDIENTI:

  • 300 g cioccolato fondente
  • 250 g ricotta vaccina
  • 250 g farina di cocco
  • 150 g zucchero a velo

PROCEDIMENTO:

Preparare il ripieno: setacciare la ricotta, unire la farina di cocco ed infine lo zucchero a velo. Amalgamare fino ad avere un composto liscio ed omogeneo. Riporre in frigo fino all’uilizzo.

Temperiamo il cioccolato utilizzando il metodo per coltivazione.


Sminuzzare tutto il cioccolato e raccoglietene 2/3 (nel nostro caso 200 g) in un contenitore di vetro o in acciaio. Fate sciogliere molto lentamente i 2/3 del cioccolato a bagnomaria. L’ideale sarebbe mantenerlo alla temperatura di 55°C, cioè la sua temperatura di fusione. Se non avete il termometro è sufficiente che non facciate bollire l’acqua del bagnomaria tenendola però sempre calda.
Quando il cioccolato sarà completamente sciolto, togliete il contenitore dal bagnomaria e appoggiatelo su un panno. Ora, mescolando vigorosamente, aggiungete il resto del cioccolato (il terzo tenuto da parte, nel nostro caso circa 100 g), tutto in una volta. Continuate a mescolare fino a quando sarà completamente sciolto e raggiungerà una temperatura di 27-28°C: il cioccolato comincerà ad indurire. Se non avete un termometro digitale, potete controllare la temperatura del cioccolato ponendone un goccio su di un labbro utilizzando la punta della spatola, se non avvertite né caldo né freddo la temperatura è perfetta.
Ora riscaldate nuovamente il cioccolato, ancora a bagnomaria, fino a che raggiunga i 31-32°C, cioè la temperatura di lavoro: il cioccolato è così temperato e pronto all’uso. Per verificare immergete la punta di una spatola o di un coltello nel cioccolato, se solidificandosi, appare liscio e lucido allora è ben temperato. 


Col cioccolato così temperato foderare lo stampo da cioccolatini scelto avendo cura di far gocciolare il cioccolato in eccedenza. Una volta ricoperti tutti gli stampi riporre in frigo a solidificare. Se vi sembra necessario fate una seconda volta questo passaggio riponendo ancora in frigo.
 

Riprendete il ripieno preparato precedentemente e riempite ogni cioccolatino lasciando un po’ di spazio per la finitura in cioccolato. Ora chiudete ogni cioccolatino con altro cioccolato e riponete ancora in frigo fino alla completa solidificazione.
Sformate i cioccolatini e servite. 




Buon appetito!


Vi auguro un felice fine settimana...



 
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