martedì 10 maggio 2022

OREHOVKI BULGARI...per Biscotti dal mondo!

Ciao a tutti!

Eccoci arrivati al nostro appuntamento mensile con la rubrica “Biscotti dal mondo”, oggi vi racconteremo degli Orehovki bulgari: golosi frollini ricchi di noci a base di yogurt tipici della Bulgaria.


Come ogni mese, l’appuntamento con la rubrica “Biscotti dal mondo” sarà il 10 del mese e vi proporremo un viaggio tra sapori e tradizioni di ogni parte del mondo.                   

Noi vi portiamo in Bulgaria. La Bulgaria si trova nella parte sudorientale della penisola balcanica, a nord di Grecia e Turchia ed a sud della Romania. È un paese ricco di imponenti montagne, spiagge dorate lungo le coste del Mar Nero, ma anche città ricche di storia e di arte. 

La cucina bulgara è molto varia e ricca di verdure che vengono cucinate in una grande varietà di zuppe calde e fredde. I piatti vengono vengono perlopiù cucinati al forno o al vapore o in forma di spezzatino, poco diffusa è la frittura.

Un ingrediente molto diffuso in questa cucina in ogni portata è lo yogurt, ingrediente di cui i bu
lgari vorrebbero rivendicare 
l’invenzione.

Proprio l
a presenza di yogurt nell’impasto di questi frollini alle noci ci ha fatto optare per questa ricetta, infatti col nome di Orehovki vengono preparate moltissime versioni di questi frollini anche molto diverse tra loro anche se tutte accomunate dalla presenza delle noci.


Otterrete un frollino leggermente umido che per la presenza del burro ricorda una frolla che però, forse per la presenza dello yogurt, perde un po' della sua friabilità e rimane leggermente morbida. Insomma ve li consiglio! 


OREHOVKI BULGARI
Ricetta tratta da qui 

INGREDIENTI (per circa 20 frollini):
  • 60 g burro non salato
  • 90 g zucchero semolato
  • 1 uovo
  • 50 g yogurt (per me yogurt alla vaniglia)
  • ¼ cucchiaino lievito per dolci
  • semi di 1 bacca di vaniglia
  • un pizzico di sale
  • 200 g farina debole da dolci
  • 90 g noci tostate e tritate grossolanamente
per finire:
  • 50 g noci tostate e tritate grossolanamente


PROCEDIMENTO:

In una ciotola montate lo zucchero col burro sciolto quindi aggiungete lo yogurt, il tuorlo e metà dell’albume. Tenete da parte la metà dell’albume avanzato vi servirà per la finitura. Mescolate bene.

Unite al composto la farina, i semi della bacca di vaniglia, un pizzico di sale e il lievito. 

Unite le noci tritate grossolanamente. Mescolate tutti gli ingredienti aiutandovi con un cucchiaio, dovrete ottenere un impasto morbido.

Formate con piccole porzioni di impasto di circa 25-30 g delle palline. 

Passate ogni pallina nell’albume avanzato, e poi nelle noci tritate per la finitura.

Disponete le palline distanziate su una teglia coperta con carta forno.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 20 minuti circa fino a doratura.

Fate raffreddare prima di servire.


Buona appetito!


LE RICETTE DEL TEAM:

1. Alida: Dolcetti indiani alle noci
2. Imma: Lepeshki (biscotti russi alle mandorle)
3. Lucia: Biscotti alla marmellata malesiani
4. Miria: Štramberské uši - Orecchie di Štramberk, biscotti della Repubblica Ceca
5. Monica: Orehovki bulgari
6. Simona: Rosquillas (Nicaragua)
7. Sisty: Anneaux aux amandes (biscotti marocchini)



Con la rubrica “BISCOTTI DAL MONDO” ci rivedremo il 10 giugno.


Inoltre ricordate che tutte le ricette della rubrica "BISCOTTI DAL MONDO" sono raccolte in un’utilissima MAPPA INTERATTIVA LINK che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle. 


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domenica 1 maggio 2022

ROSETTE DI SANTA RITA...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme le ROSETTE di Santa Rita, panini dolci preparati il 22 maggio a Mussomeli in Sicilia in onore di Santa Rita.
 




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria una golosa torta austriaca preparata per festeggiare la giornata cattolica, KARDINALSCHNITTE (letteralmente Tagli cardinali); mentre Simona ha scelto il RISO E LATTE, preparato il giorno dell’Ascensione al cielo di Gesù in molte regioni italiane.


Anche questo mese, come ad aprile, vi abbiamo preparato un pdf in cui troverete il calendario del mese in corso, una ricetta dedicata ad uno dei Santi del mese, le date da ricordare e tanto spazio in cui potrete scrivere le vostre annotazioni.

Cliccate sul banner qui sotto e potrete scaricare il calendario di aprile preparato per voi:


Santa Rita da Cascia nata a Roccaporena, un piccolo paesino umbro vicino a Cascia, nel 1380, ebbe una vita incredibilmente ricca di cambiamenti e costantemente pervasa dall’amore incondizionato per Nostro Signore. Fin da ragazzina avrebbe voluto vestire l’abito religioso ma i suoi genitori non glielo permisero e all’età di 14 anni dovette sposare un uomo che poi si rivelò violento e rissoso. Rita riuscì con la sua grande bontà d’animo a convertire e a rendere buono il marito da cui ebbe due figli. Ma questo cambiamento non fu sufficiente ad allontanarlo dai guai e dalle persone che frequentava un tempo, tanto che venne ucciso. Questo fu una delle prime prove della sua vita, Rita si trovò da sola con i suoi figli ma tutto questo l’avvicinò ancora di più a Dio.

Lei, con l’aiuto della preghiera, riuscì a perdonare gli assassini del marito, cosa che non riuscirono a fare i figli che anzi meditarono vendetta. Quando Rita di rese conto di quello che volevano fare i figli, cercò in ogni modo di dissuaderli fino al punto di arrivare a pregare Dio di portarli a Se prima di macchiarsi di un delitto che li avrebbe dannati in eterno. Nel giro di pochi anni entrambi i figli morirono per malattia.

A questo punto della sua vita Rita si ritrovò sola, e decise di ritirarsi in convento, ma neanche questa volta il suo desiderio venne esaudito. Anche in questo caso si rifugiò nella preghiera, in una preghiera intensa e fiduciosa: una notte in sogno le apparve prima San Giovanni Battista, poi Agostino e Nicola da Tolentino e miracolosamente al suo risveglio si ritrovò all’interno del monastero di Cascia, da dove era stata rifiutata, e a quel punto le consorelle non poterono fare altro che accettarla tra loro.

Trascorse 40 anni in convento, quando si ammalò Rita ebbe un ultimo desiderio: una rosa e due fichi del giardino della sua casa natia e li chiese ad una sua cugina che era accorsa al suo capezzale. Ma era inverno e questa richiesta suscitò molto stupore nella cugina che però nonostante tutto decise di recarsi nel giardino della casa dei genitori di Rita. Con suo enorme stupore, in quel giardino, trovò una rosa e due fichi nonostante il freddo gelido, li colse tutti e tre e li portò a Rita.

La rosa rappresenta Rita che nonostante le spine che la vita le ha riservato è riuscita a “fiorire” e a sciogliere il gelo in molte anime nella sua vita, mentre i due fichi rappresentavano i suoi figli che lei era riuscita a salvare. Rita morì il 22 maggio 1147.

Il primo miracolo di questa Santa avvenne a pochi giorni dalla sua nascita. Alcune api le si avvicinarono mentre si trovava nella culla nel giardino dei genitori, entrando ed uscendo dalla sua bocca senza mai pungerla. Poco distante da lei un contadino si tagliò profondamente una mano con la falce. Subito corse verso la casa per curarsi, passando vicino alla culla vide le api sul viso della bimba, fece un gesto per allontanarle con la mano ferita e con grande stupore si accorse che questa era guarita.

Altro simbolo legato a questa Santa è la Vite. In convento mentre Rita è ancora novizia, la superiora le chiede di innaffiare ogni giorno come segno di obbedienza una vite ormai secca da tempo. Rita con obbedienza assolve il suo compito ogni giorno, e la vite ricomincia a germogliare rigogliosa, la si può vedere ancora oggi all’interno del convento.

Fonti:

- Monastero Santa Rita da Cascia 
- Santa Rita da Cascia 
- La storia di Santa Rita raccontata ai bambini 
- Comitato Santa Rita 

 


Santa Rita viene ricordata il 22 maggio girono della sua morte, è una Santa molto amata in molte delle nostre regioni. Il giorno della ricorrenza in chiesa vengono benedette le rose e in alcune parti anche dei pani che vengono poi offerti durante le processioni dedicate alla Santa.
 


Come succede a Mussomeli in provincia di Caltanissetta, qui il 22 maggio dai forni del posto vengono preparati i panini di Santa Rita, panini dolci a forma di chiocciola e ricoperti di semi di sesamo.



PANINI DI SANTA RITA
Ricetta tratta da Castello incantato 

INGREDIENTI (per circa 10 panini):
  • 500 g farina per pizza
  • 100 g strutto
  • 100 g zucchero
  • 7 g lievito di birra disidratato
  • 1 uovo
  • semi di ½ bacca di vaniglia
  • 100 ml latte
  • 50 ml acqua tiepida
  • un pizzico di sale
per finire:
  • 1 uovo
  • semi di sesamo

PROCEDIMENTO:

Fate sciogliere nel latte tiepido il lievito.

Nella ciotola dell’impastatrice (ma potete procedere anche impastando a mano) mettete la farina, lo zucchero, lo strutto, l’uovo, i semi di vaniglia e il latte con il lievito. Iniziate ad impastare a bassa velocità in modo da amalgamare tutti gli ingredienti ed aggiungete prima l’acqua ed infine il sale.

Aumentate la velocità dell’impastatrice fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, ci vorranno circa 20 minuti.

Trasferite l’impasto sulla spianatoia, date forma tonda ripiegando la pasta verso il basso e riponetelo in una ciotola. Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare per 1 ora.

Riprendete l’impasto, dividetelo in 10 porzioni quindi da ognuna formate un salsicciotto lungo poco meno di 30 cm quindi arrotolate ogni salsicciotto su se stesso a formare una chiocciola. Non stringete troppo i giri della chiocciola altrimenti la pasta si strapperà durante la lievitazione.

Riponete tutte le chiocciole su una teglia coperta di carta forno distanziate tra loro. Coprite con pellicola e lasciate lievitare fino al raddoppio (la mia cucina è calda e sono raddoppiate in un’ora).

Riprendete la teglia con le chiocciole, spennellatele con l’uovo leggermente sbattuto. Ora prendete delle forbici e fate dei piccoli taglietti lungo le spire delle vostre chiocciole. Cospargete di semi di sesamo e cuocete in forno già caldo a 180°C per 20-25 minuti, devono essere ben dorate in superficie.

Sfornate e fate raffreddare su una gratella.



Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di giugno.

Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA LINK che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.



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domenica 10 aprile 2022

KA'IK EL EID, biscotti di Pasqua libanesi....per Biscotti dal mondo!

Ciao a tutti!

Eccoci arrivati al nostro secondo appuntamento con la rubrica “Biscotti dal mondo”, oggi vi racconteremo dei Ka’ik el Eid: biscotti libanesi preparati in occasione della Pasqua.
 


Come ogni mese, l’appuntamento con la rubrica “Biscotti dal mondo” sarà il 10 e vi proporremo un viaggio tra sapori e tradizioni di ogni parte del mondo. Questo mese abbiamo deciso di dedicare l’uscita ai biscotti che si preparano per la Pasqua.


In Libano si realizzano l’incontro e la fusione di culture, religioni, credenze e gruppi etnici più disparati ma che riescono a convivere pacificamente in un ambiente che risulta così essere molto vivace e stimolante. È uno dei paesi più piccoli al mondo ma con radici antiche che gli derivano dalle diverse civiltà che si sono succedute nel corso dei secoli e che hanno così contribuito a creare l’identità di questa piccola regione.
 


La Pasqua in Libano è una festa molto importante. Dopo le celebrazioni nelle varie chiese e l’astinenza dalla carne per i quaranta giorni precedenti la Pasqua, si festeggia con lauti pasti a base di uova ed agnello e abbondanti dolci. Tradizione particolare è la Shanineh, durante la quale candele decorate con nastri e fiori vengono consegnate ai bambini, i quali formano una processione che li porterà verso la chiesa.
 


Tra i dolci che vengono preparati e consumati nel periodo di Pasqua ci sono i Ka’ik el Eid. Questi biscotti vengono preparati la settimana che precede la Pasqua, come ogni biscotto della tradizione le ricette che portano questo nome sono davvero tante e diverse tra loro, alcune arricchite da un goloso ripieno altre più semplici.

Noi abbiamo scelto di presentarvi una versione molto semplice che viene preparata nelle case, sono biscotti  aromatizzati al cocco molto semplici e veloci da preparare per la settimana che precede la Pasqua.



KA’IK EL EID (biscotti di Pasqua libanesi)
Ricetta di Your Lebanon 


INGREDIENTI (per circa 40 biscotti):
  • 300 g farina 00
  • 150 g zucchero
  • 100 ml latte
  • 50 g farina di cocco
  • 50 ml olio vegetale (per me extravergine di oliva)
  • 3 uova piccole
  • 4 g lievito per dolci
  • semi mezza bacca di vaniglia

PROCEDIMENTO:

In una ciotola inserite tutti gli ingredienti tranne il latte e mescolare.

Aggiungete ora il latte poco alla volta, potrebbe non essere necessario tutto, dovrete ottenere un impasto abbastanza sodo da formare delle palline.

Coprite con carta forno una teglia. Quindi prendete piccole porzioni di impasto (circa 25 g) e arrotolandole con le mani create delle piccole palline.

Disponete sulla teglia distanziate e appiattite leggermente ogni pallina.

Alcune porzioni di impasto lavoratele a formare un piccolo cordoncino e unite le due estremità ad anello.
 


Cuocete in forno già caldo a 180°C per circa 15 minuti, dovranno essere dorate in superficie.


Buona appetito!


LE RICETTE DEL TEAM:

1. Alida: Arrufadas de coco (biscotti portoghesi)
2. Imma: Cornuelles de Paques 
3. Lucia:Koulourakia di Pasqua senza uova (Grecia)
4. Miria: Kwarezimal - biscotti di Malta per la Quaresima
5. Monica: Ka'ik el Eid (biscotti di Pasqua libanesi)
6. Simona: Traditional easter biscuits (Inghilterra)
7. Sisty: Ma’amul libanesi







Con la rubrica “BISCOTTI DAL MONDO” ci rivedremo il 10 maggio.


Inoltre ricordate che tutte le ricette della rubrica "BISCOTTI DAL MONDO" sono raccolte in un’utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.



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venerdì 1 aprile 2022

RICCIARELLI...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme i RICCIARELLI, famosissimi dolci a base di mandorle, zucchero, albume e qualche aroma tipici della tradizione senese e che vengono sempre preparati, oltre che in tutte le feste principali, anche nei tre giorni di festeggiamenti che Siena dedica a Santa Caterina da Siena




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria una torta tipica di Lucca dedicata a Santa Zita, la TORTA COI BECCHI; mentre Simona ha scelto le POLPETTE DI SAN MARCO, un secondo napoletano dedicato al Santo veneziano.


Anche questo mese, come a marzo, vi abbiamo preparato un pdf in cui troverete il calendario del mese in corso, una ricetta dedicata ad uno dei Santi del mese, le date da ricordare e tanto spazio in cui potrete scrivere le vostre annotazioni

Cliccate sul banner qui sotto e potrete scaricare il calendario di aprile preparato per voi:


Santa Caterina nacque a Siena nella Contrada dell’Oca, il 25 marzo 1347 in una famiglia numerosissima appartenente alla piccola borghesia del tempo, era la venticinquesima figlia. Fin da piccola la sua vita interiore fu molto intensa, a sette anni fece voto di verginità, ma non scelse di diventare suora, sentì che la sua missione era nel mondo. 

Rifiutò con fermezza il matrimonio che i suoi genitori avevano combinato per lei a soli 12 anni, si tagliò i capelli, si coprì la testa con un velo e rimase per tre anni nella solitudine della sua camera. A soli 16 anni entrò a far parte dell’ordine laico delle Mantellate o Terziarie domenicane, giovanissima e senza una dote che potesse aiutare a mantenere l’ordine, grazie alla sua grande determinazione che sarà un carattere distintivo di tutta la sua vita. Le Mantellate erano un gruppo di laiche, la maggior parte delle quali vedove di una certa età, che si dedicavano all’assistenza dei bisognosi, impegno che Caterina assunse per tutta la sua breve vita. 

Ma non solo questo, presto sviluppò la usa più grande dote: cominciò ad inviare lettere di consiglio ed esortazione a sovrani, condottieri tanto da riuscire a risolvere importanti controversie politiche nonostante lei avesse imparato a leggere e scrivere da sola. Ben presto la sua fama di donna di pace, risolse diverse contese tra le famiglie senesi in lotta per il potere, tanto che si recò ad Avignone e riuscì a convincere il pontefice Gregorio XI a riportare dopo 70 anni la sede papale a Roma. Ma non solo questo, il suo forte potere di persuasione risolse molte altre dispute anche tra Firenze e la Chiesa e tra Pisa e Lucca.  

La sua fu una vita molto intensa caratterizzata da un grande impegno, una fortissima fede e da grandi penitenze offerte sempre per il bene del prossimo, le sue notti spesso erano accompagnate da apparizioni e nel 1375 ricevette le stigmate in una chiesetta di Lungarno. Morì il 29 aprile 1380 a soli 33 anni a Roma.

Fonti:

- Santa Caterina da Siena e l’itinerario cateriniano  

- Breve storia di Santa Caterina da Siena 

- Santa Caterina da Siena 


Viene ricordata il 29 aprile, giorno della sua morte, e a Siena si organizzano tre giorni di festa durante i quali si gustano i ricciarelli.



Sicuramente tra tutte le ricette scelte in onore dei Santi, forse questa è quella in cui il collegamento è meno evidente perché i ricciarelli a Siena vengono preparati in ogni festa importante come il Natale e la Pasqua, ma non volevo lasciarmi sfuggire l’occasione per parlarvi di una grande Santa che nel corso della sua breve vita è riuscita a lasciare un grande esempio della sua grande bontà e fede.



La ricetta dei ricciarelli è molto semplice ma bisogna avere qualche piccola attenzione per ottenere un ottimo risultato, ad esempio non frullate le mandorle intere che avete in dispensa da troppo tempo, come ha fatto la sottoscritta, perché non avrete la stessa resa e l’impasto vi creerà problemi. Quindi primo consiglio, acquistate della buona farina di mandorle. 

RICCIARELLI
INGREDIENTI (per circa 15 ricciarelli)
  • 100 g farina di mandorle
  • 1 albume d’uovo (circa 35 g)
  • 100 g zucchero semolato
  • zeste di limone
  • zeste di arancia
  • semini ½ bacca di vaniglia
per finire:
  • zucchero a velo abbondante

PROCEDIMENTO:

In una ciotola mettete la farina di mandorle, lo zucchero, le zeste di agrume e i semi di vaniglia. Aggiungete l’albume leggermente sbattuto quindi mescolate il tutto con un cucchiaio.

Otterrete un impasto compatto leggermente appiccicoso.

Coprite con pellicola e riponete in frigo per un minimo di una notte ma anche fino a due giorni, riposo importante perché i sapori si amalgamino tra loro e per avere una maggiore tenuta in cottura.

Riprendete il vostro impasto e rovesciatelo sulla spianatoia che avrete cosparso di abbondante zucchero a velo. Arrotolate l’impasto nello zucchero a formare un lungo cilindro di 3-4 cm di diametro, quindi dividetelo in parti uguali (io l’ho diviso in 15 parti) e a ciascun pezzetto con le mani date la classica forma a chicco dei ricciarelli aiutandovi sempre con lo zucchero a velo.

Trasferite i vostri ricciarelli su una teglia coperta di carta forno distanziati tra loro e cuocete a 180°C per 15 minuti. Saranno pronti quando dopo essersi gonfiati si saranno formate le crepe in superficie. Dovranno comunque rimanere pallidi, non dovranno colorire (i miei hanno una colorazione marroncina perché ho tritato mandorle con la buccia).

Fate raffreddare completamente prima di servire.


Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di maggio.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle. 

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giovedì 10 marzo 2022

NAN-E BADAMI: biscotti alle mandorle per il capodanno persiano...per BISCOTTI DAL MONDO!

Ciao a tutti!

Oggi vi racconteremo dei Nan-E Badami: biscotti persiani alle mandorle.
 



È il nostro primo appuntamento con una nuova rubrica “Biscotti dal Mondo”, un gruppo di amiche porta avanti questo progetto da quasi due anni e da oggi ne faremo parte anche noi.
 

Sarà un viaggio tra i sapori di ogni continente e la sfida sarà mese dopo mese riuscire ad avere almeno un biscotto per ogni nazione del mondo. Un progetto molto interessante e stimolante che ci permetterà di viaggiare tra sapori e usanze a volte molto diverse dalle nostre.
Grazie ragazze di averci accolti tra voi!
 



Questo mese, un piccolo strappo alla regola, quasi tutti i biscotti proposti arrivano da una stessa zona e vengono preparati per la celebrazione del capodanno persiano.
 



Il Nowruz, o Nawruz o Novruz o ancora Norouz a seconda di come viene pronunciato nelle varie lingue, è una festa tradizionale persiana che ancora oggi viene celebrata nei territori dove arrivò il vasto impero persiano. Si celebra in corrispondenza dell’equinozio di primavera, il suo nome deriva dall’unione di due parole dell’antico persiano: nava (nuovo) e rezanh (giorno), e corrisponde alla fine dell’anno nel calendario persiano. A questa festa sono associati vari rituali: “Khane Tekani la pulizia della casa fatta i 12 giorni precedenti il Nowruz, Chaharshanbe Suri la festa del fuoco durante la quale si accendono falò che gli uomini devono saltare, rappresentazione allegorica della luce che sconfigge le tenebre, e infine l'Haft Sin (sette "S") che prevede la preparazione di una tavola con sette elementi i cui nomi iniziano per S in persiano” (da qui).

In Iran le celebrazioni durano 13 giorni durante i quali le persone fanno reciproca visita ai parenti portando in dono dolci e fiori e gli anziani regalano soldi ai giovani, nascondendoli dentro ai libri sacri.

Fonti:
- Il Nowruz, capodanno persiano
- Il Nowruz, capodanno iraniano



Tra i dolci preparati per il Nowruz ci sono i Nan-E Badami letteralmente biscotti alla mandorle, profumati con acqua di rose e cardamomo. L’acqua di rose è un ingrediente tipico anche delle nostre zone e di diverse nostre ricette, il binomio con il cardamomo rende queste biscotti molto profumati e particolari.


NAN-E BADAMI
Ricetta di Roxana’s Kitchen


INGREDIENTI (per circa 30 biscotti):
  • 2 albumi d’uovo
  • 1,5 cups zucchero a velo (180g circa)
  • 0,25 teaspoons sale (1g circa)
  • 2 tablespoons acqua di rose
  • 4 cups farina di mandorle (400g circa)
  • 1 teaspoon cardamomo
per finire:
  • petali rose essiccati
  • mandorle tritate

PROCEDIMENTO:

Montate a neve ferma gli albumi, lo zucchero, il sale e l’acqua di rose. Mescolate il cardamomo alla farina di mandorle (non utilizzo la farina di mandorle ma parto sempre dalle mandorle e le frullo al momento) ed aggiungete agli albumi.

Con una spatola mescolate i due composti velocemente.

Utilizzando un porzionatore da gelato piccolo, create delle semisfere che dovrete posizionare distanziate su una teglia coperta di carta forno. Decorate ogni biscotto con mandorle tritate, ho preferito aggiungere i petali dopo la cottura per evitare di bruciarli.

Cuocete i biscotti in forno già caldo a 180°C per 10-15 minuti fino a quando non saranno leggermente dorati sulla superficie.

Decorateli infine con i petali di rosa essiccati.

Si conservano per diversi giorni in un contenitore ermetico.




Buona appetito!


LE RICETTE DEL TEAM:

  1. Alida: Guisinye Lapki (Russia)
  2. Imma: Sohan Asali (Biscotti al miele e caramello iraniani)
  3. Lucia: Baklava persiani
  4. Miria: Biscotti alle noci per il capodanno persiano (nan-e gerdui)
  5. Monica: Nan-e Badami (Biscotti persiani alle mandorle)
  6. Simona: Nan-e-Berenji biscotti iraniani alla farina di riso
  7. Sisty: Nan-e Nokhodchi
 




Con la rubrica “
BISCOTTI DAL MONDO” ci rivedremo il 10 aprile.



Tutte le ricette della rubrica "BISCOTTI DAL MONDO" sono raccolte in un’utilissima MAPPA INTERATTIVA che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.



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martedì 1 marzo 2022

MUCENICI RUMENI...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme i MUCENICI, un lievitato dolce preparato in Romania il 9 marzo in onore dei 40 Martiri di Sebaste.
 



Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria un pane irlandese dedicato a San Patrizio, IRISH SODA BREAD; mentre Simona ha scelto un dolce umbro tipico della città di Umbertide, il TORCOLO DI SAN GIUSEPPE.
 

Grazie alle idee e all'impegno delle mie compagne di viaggio, da questo mese abbiamo pensato di farvi un piccolo regalo. Ogni mese potrete scaricare dai nostri blog un pdf in cui troverete il calendario del mese in corso, una ricetta dedicata ad uno dei Santi del mese, le date da ricordare e tanto spazio in cui potrete scrivere le vostre annotazioni

Che ne dite? Vi piace l'idea??!! 

Cliccate sul banner qui sotto e potrete scaricare il calendario di marzo preparato per voi:




I 40 Martiri di Sebaste erano quaranta soldati cristiani dell’armata dell’imperatore Licinio Valerio. A causa della persecuzione scatenata da Licinio, i quaranta soldati vennero arrestati in Armenia perché cristiani ed obbligati a rinunciare alla loro fede e ad offrire sacrifici agli idoli. Al loro rifiuto vennero condannati ad entrare nudi, in una fredda notte d’inverno, nelle gelide acque di un lago ghiacciato nei pressi della città di Sebaste.

Furono un grande esempio di fede cristiana, di perseveranza e di sacrificio infatti non rinnegarono la loro fede fino alla morte. Non contenti di averli uccisi, i loro corpi furono poi portati fuori città e bruciati e le ceneri disperse nel vicino fiume con un ulteriore gesto di disprezzo e nonostante gli stessi martiri, in un testamento scritto nelle ore prima della loro morte, avessero espressamente chiesto di essere sepolti tutti insieme in un villaggio dell’Asia Minore.

In Romania il 9 marzo, in ricordo di questo martirio, si preparano i Mucenici (in rumeno significa Martiri). Esistono diverse versioni di questo dolce.
 


Nella regione della Valacchia, nel sud del paese, i mucenici  sono preparati con una 
semplice pasta di acqua, farina e sale, da cui vengono formati dei piccoli otto che dopo essere stati essiccati vengono cotti in un succo dolce aromatizzato alla cannella.
 
Nella regione della Moldavia invece i Mucenici sono “otto” di pasta lievitata bagnati da uno sciroppo dolce e cosparsi di miele e noci. È questa seconda versione che andremo a preparare insieme.
 



In ogni versione la forma ad “otto” viene sempre mantenuta, e ricorda l’abbraccio dei soldati cristiani nelle gelide acqua del lago in cui li aveva gettati il governatore romano.
 





MUCENICI MOLDAVI
Ricetta tratta dal sito Retete fel de fel 

INGREDIENTI (per circa 15 mucenici):
  • 650g farina 0
  • 7 g lievito di birra disidratato
  • 1 uovo medio a temperatura ambiente
  • un pizzico di sale
  • 200 + 50 ml latte
  • 85 ml olio (io olio extravergine di oliva)
  • scorza di limone e di arancia grattugiate

Per lo sciroppo:
  • 300 ml acqua
  • 3-4 cucchiai di zucchero
  • ½ cucchiaino di scorza di limone grattugiata

Per finire:
  • 2 cucchiai di miele (io miele di acacia)
  • gherigli di noci macinate fini per la decorazione

PROCEDIMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice setacciate la farina, con un cucchiaio fate una fossetta al centro della farina e lì aggiungete il lievito, un cucchiaino di zucchero e un po’ di latte.

In una seconda ciotola sbattete l’uovo con lo zucchero, aggiungete 200 ml di latte tiepido, un pizzico di sale, la buccia di limone e di arancia grattugiata e l’olio.

Quando il lievito inizierà a fare qualche bollicina, iniziate ad impastare ed aggiungete poco alla volta il composto della seconda ciotola sempre impastando. Aggiungete anche gli ultimi 50 ml di latte, poco alla volta, fino ad ottenere un impasto ben incordato e non appiccicoso.

Lasciate lievitare 1 ora al caldo coperto.

Riprendete l’impasto quindi dividetelo in tante porzioni da circa 80-85 g, ne otterrete circa 15. Allungate ogni porzione di impasto in un cordoncino lungo 35 cm, unite le due estremità a formare un anello ed infine girate su se stesso l’anello a formare un otto.

Posizionate tutti i mucenici distanziati tra loro, su una teglia coperta di carta forno e lasciate lievitare ancora 1 ora al caldo e coperti.

Cuocete in forno a 180°C per 20 minuti fino a quando saranno ben dorati in superficie.

Nel frattempo preparate lo sciroppo: fate sobbollire in una pentolina l’acqua con lo zucchero, mescolate con un cucchiaio fino a quando lo zucchero non sarà del tutto sciolto. Levate dal fuoco ed aggiungete la buccia di limone grattugiata.

Quando i Mucenici saranno cotti, fateli raffreddare qualche minuto quindi versate su ognuno qualche cucchiaio di sciroppo direttamente nella teglia dove li avete cotti.
 
Infine spennellate i Mucenici con il miele e cospargeteli con abbondanti noci tritate.

 


Buon appetito!




Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di aprile.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.



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lunedì 3 gennaio 2022

PANE DI SAN GAUDENZIO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme il PANE DI SAN GAUDENZIO, un dolce dedicato al santo patrono della città di Novara, un guscio di frolla arricchita con nocciole che racchiude un soffice pan di Spagna al quale sono aggiunte gocce di cioccolato oppure uvetta o ancora, in una versione più particolare, crema di marroni o marron glacè.






Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria il Torcolo di san Costanzo, un lievitato dolce tipico di Perugia; mentre Simona ha scelto una ricetta dell’Andalusia, il Remojòn de San Antòn, un’insalata a base di patate e merluzzo.


San Gaudenzio viene festeggiato a Novara il 22 gennaio giorno in cui il suo corpo venne trasferito nella basilica a lui dedicata. Poche sono le certezze sulla vita di questo santo a causa dell’assenza di fonti storiche esaurienti, si sa che visse tra i secoli IV e V, che fu originario di Ivrea ma ad esempio non si conosce con certezza il giorno della sua morte.

Nacque in una famiglia pagana e il suo avvicinamento al cristianesimo lo si deve ad una nobildonna sua concittadina, Santa Giuliana. Fu con un altro Santo, Santo Eusebio primo vescovo del Piemonte che portò a termine i suoi studi letterari e teologici e che fu consacrato sacerdote a Vercelli. Fu un grande predicatore e proprio per questa sua capacità di trasmettere la parola del Signore fu mandato a Novara per aiutare un altro sacerdote Lorenzo che da sola si trovava in una terra ancora pagana. Sarà poi Sant’Ambrogio negli anni successivi a consacrare Gaudenzio primo vescovo di Novara nel 398, grazie a lui il popolo cristiano cresce, verranno formati nuovi sacerdoti, lui stesso si occuperà di formare i giovani aspiranti sacerdoti.

All’incontro con Sant’Ambrogio è legato uno dei miracoli che si associano a San Gaudenzio: San Ambrogio si trovava a passare da Novara mentre tornava a Milano dopo un viaggio a Vercelli, e qui i cavalli si fermarono rifiutandosi di continuare, questo venne considerato un segno divino dal santo che così decise di fermarsi a Novara, dove venne accolto da Gaudenzio. Gaudenzio non avevo però nulla da offrire al vescovo e fu così che nel suo giardino coperto di neve fiorì un meraviglioso roseto.

Questo miracolo viene ricordato ogni anno durante le grandi celebrazioni che la città di Novara dedica al suo santo patrono: il comune ogni anno fa pulire le rose che si trovano sul lampadario della basilica a lui dedicata, le rose poi vengono benedette e riposizionate dall’attuale vescovo di Novara sul lampadario al loro posto prima della messa in onore del santo. La basilica di san Gaudenzio è famosa in tutto il Piemonte per la sua cupola, progettata dall’architetto Antonelli, autore anche della famose Mole antonelliana simbolo di Torino.

Fonti:
  


A Novara le celebrazioni per la festa di San Gaudenzio durano diversi giorni caratterizzati da un intenso programma ricco di eventi. È in questo periodo che viene preparato il Pane di San Gaudenzio, il nome potrebbe trarre in inganno, non si tratta di un vero pane ma di un dolce che si compone di un guscio di frolla che contiene un pan di spagna arricchito a seconda della versione di uvetta, gocce di cioccolato oppure un goloso strato di crema di marroni o tocchetti di marron glacè, in ogni caso una vera golosità.
 


Le origini di questo dolce risalgono ad una cinquantina di anni fa quando fu inventato da alcuni pasticceri della città per celebrare il loro amato patrono. Nonostante questo si ama legare la sua origine ai religiosi della basilica di San Gaudenzio, i quali in passato distribuivano ai poveri nella prima domenica di Pasqua, un pane a base di frumento detto Pane di Polla, che quindi viene indicato come antenato del pane di San Gaudenzio.
 


Vediamo come prepararlo insieme...
 
































































PANE DI SAN GAUDENZIO
Ricetta originale tratta dal libro “Santa Pietanza”, L.Capasso e G.Esposito, Guido Tommasi Editore


INGREDIENTI (per uno stampo da plumcake 25 cm x 10 cm):

per la frolla:
  • 230 g farina debole
  • 40 g farina di nocciole
  • 140 g burro
  • 80 g zucchero
  • 1 uovo intero + 1 tuorlo
  • un pizzico di sale
  • scorza grattugiata di limone
  • semi di ½ baccello di vaniglia

per il pan di Spagna:
  • 130 g farina debole
  • 11 g zucchero
  • 80 g burro fuso
  • 4 uova
  • semi di ½ baccello di vaniglia
  • scorza grattugiata di limone
  • succo di mezzo limone
  • 80 g uvetta (io ho utilizzato gocce di cioccolato)

per finire:
  • granella di pinoli
  • granella di nocciole
  • zucchero a velo


PROCEDIMENTO:

Preparate la frolla.

In una ciotola mettete la farina, la farina di nocciole, le zeste di limone, la vaniglia, lo zucchero e il sale. Mescolate. Aggiungete il burro ed amalgamate, otterrete un composto umido e sgranato. Unite l’uovo intero ed il tuorlo e lavorate velocemente fino da avere un impasto liscio ed omogeneo.

Fate riposare in frigo coperto per almeno un’ora quindi riprendetelo e foderate uno stampo da plumcake (25 cm x 10 cm) precedentemente imburrato ed infarinato oppure coperto con carta forno, stendete la pasta ad uno spessore di circa mezzo centimetro. Bucherellate il fondo della frolla. Mettete lo stampo rivestito con la frolla in frigorifero per un’altra ora.

Preparate ora il pan di spagna.

Montate gli albumi a neve ben ferma. Montate i tuorli con lo zucchero fino a che saranno chiari e spumosi, aggiungete la scorza di limone e i semi di vaniglia. Mescolate con una spatola.

Aggiungete ora ai tuorli un cucchiaio di albumi montati, poi la farina e amalgamate lentamente con una spatola senza smontare l’impasto.

Unite ora al composto il succo di limone e le gocce di cioccolato (o l’uvetta a seconda di quello che avete scelto). Mescolate.

Quindi aggiungete gli albumi montati, mescolate con una spatola con movimenti dal basso verso l’alto per non smontare il composto. Infine aggiungete il burro fuso. Mescolate ancora delicatamente.

Riprendete lo stampo rivestito di frolla dal frigo. Versate il composto appena preparato nella frolla. Cospargete la superficie di granella di pinoli e di nocciole.

Cuocete in forno statico già caldo a 185°C per 45-50 minuti. Per verificare la cottura fate la prova stecchino prima di sfornare.

Fate raffreddare completamente quindi cospargete di zucchero a velo prima di servire.


Nota:

Vi sono diverse versioni di questo Pane: solo con uvetta nel pan di spagna, oppure solo con gocce di cioccolato (come il nostro) oppure con marron glacè a tocchetti o ancora con crema di marroni, in questo caso quando prendete lo stampo rivestito con la frolla e già raffreddato dal frigo, cospargete sul fondo uno strato di crema di marroni prima di aggiungere il pan di spagna, aggiungete il composto per il pan di spagna quindi cuocete il dolce come da ricetta.
 



Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di febbraio.


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