giovedì 3 maggio 2018

LATTUGHE RIPIENE (leitughe pinn-e)...per Segui le stagioni!

Ciao a tutti!

Oggi vi lascio una vecchia ricetta genovese, le lattughe ripiene o leitughe pinn-e (in dialetto), che mia nonna portava spesso in tavola: a Pasqua, cotte nel brodo di Cima, e il resto dell’anno, nel brodo di carne.





Da questo mese in avanti siamo felicissimi di annunciarvi che  faremo parte di Segui le stagioni, un gruppo di blogger che ogni mese si danno appuntamento per promuovere l’importanza della stagionalità di ciò che portiamo in tavola. Un tema per noi molto importante a cui nel nostro piccolo abbiamo sempre cercato di dare risalto, avendo la fortuna di vivere in campagna e di poterne godere i frutti per noi è importantissimo.

Grazie a Miria che mi ha fatto conoscere questo progetto e ad Anna e le altre ragazze per avermi accettata nel gruppo.

Dalla lista della spesa di maggio abbiamo scelto la lattuga, avevo in mente da tanto tempo la ricetta delle lattughe ripiene di nonna e, appena letta la lista, non ho resistito.





Le lattughe ripiene sono una ricetta antica di origine monastica, nella versione senza carne, e di origine borghese, nella versione con carne. Un tempo molto diffuse nell’entroterra di Ponente, sono presente nei ricettari genovesi già dal Settecento. Per tradizione vengono cucinate per il giorno di Pasqua cotte nel brodo di cima per aprire un già sontuoso banchetto.



Come ogni ricetta della tradizione le versioni non si contano: mia nonna le faceva senza nessun tipo di carne nel ripieno, le cuoceva nel brodo di cima ma anche di carne e le serviva come contorno alla carne stessa, quindi senza brodo.
 


La versione più classica e antica prevede un ripieno con carne, cervella e animelle; mentre una versione più moderna prevede l’aggiunta nel ripieno di prosciutto cotto e carne o solo prosciutto cotto. 
Anche sulla cottura potete sbizzarrirvi! Si possono presentare in brodo come un primo, oppure cotte in tegame con poco olio e cipolla stufata e diventano un secondo oppure ancora cotte al forno sempre come secondo...quando si dice la fantasia!!!



LATTUGHE RIPIENE (leitughe pinn-e) della nonna Sunti 


INGREDIENTI per 4 persone:



  • 2 cespi lattuga cappuccia 
  • 250 gr pane 
  • 1 uovo grande 
  • 100 ml latte 
  • 150 gr parmigiano reggiano 
  • olio extravergine d’oliva 
  • poco aglio 
  • maggiorana fresca 
  • noce moscata 
  • sale 


PROCEDIMENTO:

Preparate le lattughe, scegliendo le foglie più grandi e belle. Dopo averle lavate, sbollentatele in acqua bollente salata per pochi secondi, fate attenzione sono molto delicate è sufficiente immergerle un attimo e scolarle subito. Stendetele ad asciugare su di un canovaccio facendo attenzione a mantenere la foglia intera.



Tagliate a listarelle il cuore della lattuga e fatelo appassire in padella con olio e pochissimo aglio in modo da non coprire il gusto delicato della lattuga ma esaltarlo.
 


In una ciotola capiente mettete il pane precedentemente ammollato nel latte e strizzato, il parmigiano, la maggiorana tritata fine, la noce moscata, l’uovo ed infine il cuore della lattuga passato in padella. Amalgamate tutti gli ingredienti otterrete un composto omogeneo.
 


Su un tagliere stendete la foglia di lattuga sbollentata, eliminate la parte più dura della costa se necessario, prelevate circa un cucchiaio di ripieno per ogni foglia, ricopritelo con la lattuga e con uno stuzzicadenti chiudete il “pacchetto”. Continuate così fino alla fine degli ingredienti. 



Cuocete i fagottini di lattuga pochi alla volta nel brodo di cima (va benissimo anche un brodo di carne) per pochi minuti, deve cuocere solo l’uovo del ripieno. Quindi servite caldi in brodo spolverati di abbondante parmigiano o come faceva mia nonna, senza brodo, come accompagnamento alla carne bollita.


NOTE:

- SECONDA VERSIONE: potete aggiungere al ripieno 100 g prosciutto cotto per dare maggior gusto.

- TERZA VERSIONE: fate il ripieno diminuendo notevolmente la quantità di pane (circa 100 g) e anche di latte. Aggiungete: 200 g polpa di vitella a tocchetti, 100 g cervella a tocchetti e 50 g animelle (prima sbollentate in acqua salata e spellate) tutto rosolato per 10-15 minuti in olio e poco burro. Tritate le carni e aggiungetele al ripieno insieme ad un secondo uovo. Continuate come da ricetta.

- INFINE potrete cuocere le lattughe ripiene in un tegame con solo olio e cipolla oppure in forno con aggiunta di soffritto di cipolla e pomodoro.



Buon appetito!



Ecco la lista della spesa di maggio:




E l’elenco delle amiche blogger che aderiscono al progetto SEGUI LE STAGIONI:

Anna Marangella – Ultimissime dal forno
Beatrice Rossi – Beatitudini in cucina
Ely Valsecchi – Nella cucina di Ely
Enrica Coccola – Coccola Time
Francesca Lentis Crudo e cotto
Ilaria Lussana Biologa nutrizionista
Lisa Verrastro – Lismary’s Cottage
Maria Martino – La mia casa nel vento 
Miria Onesta - Due amiche in cucina 
Simona Milani – Pensieri e pasticci
Sisty Consu – I biscotti della zia
Susy May – Coscina di pollo

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sabato 31 marzo 2018

CAVAGNETTO DI BRUGNATO...e Buona Pasqua!

Ciao a tutti!

oggi per lasciarvi i nostri auguri di una serena e felice Santa Pasqua, abbiamo scelto una ricetta della tradizione ligure, il Cavagnetto di Brugnato, per tradizione un dolce preparato il giorno della vigilia e consumato la mattina di Pasqua a colazione dopo che, il giorno prima, dai bambini era stato fatto benedire in chiesa.
 


Siamo stati “rimproverati” da una nostra affezionata lettrice. Secondo lei negli ultimi post abbiamo un po’ tradito l’essenza di Fotocibiamo e le piacerebbe vederci tornare all’antico. Non posso che darle ragione, ritorneremo a raccontare della nostra città, della nostra regione, di noi, proprio come abbiamo sempre fatto concedendoci solo piccole escursioni all’esterno!

E così eccoci, dopo la Gran Bretagna e l’Argentina, torniamo a casa. Ma non rimaniamo a Genova, ci spostiamo nell’estrema riviera di Levante, precisamente a Brugnato, un antico borgo fondato ai piedi dell’Appennino, alla confluenza dei torrenti Gravegnola e Chiocciola con il Vara, in provincia di La Spezia.

Qui si producono i Cavagnetti, dolci tipici del periodo pasquale che devono il loro nome alla forma insolita che hanno, cioè di un piccolo cestino (cavàgna, cavagnétto) col manico che racchiude al suo interno un uovo intero col guscio.

  

L’impasto è molto simile a quello del più famoso canestrello di Brugnato ed è una pasta lievitata aromatizzata all’anice. La versione che vi presento oggi con la glassa alle mandorle è una versione più casalinga, legata alle tradizioni familiari e la sua ricetta viene tramandata di famiglia in famiglia. 




Il cavagnetto viene anche preparato in una versione “nuda” senza la glassa di guarnizione.

Un noto proverbio genovese recita:


Pasqua de resurrezion, se mangia l’euvo pe’ devozion.. 

(Pasqua di resurrezione si mangia l’uovo per devozione) 

la mattina del giorno di Pasqua al capofamiglia veniva offerta un uovo come simbolo di rigenerazione, di continuità e della vita. Ai bambini le uova venivano offerte invece racchiuse nei cavagnetti.


CAVAGNETTO DI BRUGNATO


Ricetta tratta dal libro “Lievitati di Liguria dolci&salati”, V.Venuti e I.Fioravanti, ed. SAGEP


INGREDIENTI per due cavagnetti:

  • 450 g farina W260 
  • 120 zucchero 
  • 100 g burro 
  • 100 g acqua 
  • 5 g lievito di birra disidratato 
  • 2 uova 
  • liquore all’anice (io non l’ho messo) 
  • ½ cucchiaino semi di anice 
  • 5 g sale 
per la decorazione:
  • 2 uova crude 
per la glassa:
  • 50 g mandorle 
  • 80 g zucchero 
  • 50 g albumi 
  • zucchero in granella q.b. 
  • zucchero a velo q.b. 

PROCEDIMENTO

Prepariamo un pre-impasto. In una ciotola mescolate 150g di farina presi dal totale con l’acqua (100g) e il lievito. Impastate velocemente per ottenere un panetto morbido che dovrete riporre nella ciotola, coprire con pellicola e lasciar lievitare al caldo fino al raddoppio.

Nella ciotola dell’impastatrice (ma va benissimo anche a mano) mettete il resto della farina, lo zucchero, le uova e i semi di anice (volendo potete aggiungere anche 2 cucchiai di liquore all’anice) e tutto pre-impasto lievitato. Tenete da parte il sale e il burro.

Una volta che l’impasto si sarà formato aggiungete un pezzetto alla volta il burro alternandolo con il sale. Impastate ancora fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.

Trasferite sulla spianatoia l’impasto, date forma sferica e riponete a lievitare in una ciotola unta coperta con pellicola al caldo per circa 40 minuti.

Riprendete l’impasto, dividetelo in due parti e da ogni parte togliete una noce di impasto. Formate dalle parti più grandi due filoni (indicativamente 50 cm) e dalle due parti piccole quattro piccoli filoncini.
 

Ora potete formare la vostra coppia di cavagnetti: prendete un filone lungo ed unitelo a formare una ciambella, sulla parte unita posate l’uovo crudo e fermatelo con una croce fatta dai due dei quattro piccoli filoncini preparati prima. Ripete l’operazione col secondo filone.

Riponete i cavagnetti su una o due teglie coperte di carta forno, copriteli con pellicola e fate lievitare un’ultima volta per circa 60 minuti.

Mentre i cavagnetti lievitano, preparate la glassa con cui decorarli.

In un frullatore ponete le mandorle e lo zucchero e tritate finemente. Quindi aggiungete al composto: l’albume e la fecola mescolando a mano. Ponete in frigo fino all’utilizzo.

Quando saranno lievitati, cospargeteli con abbondante glassa, quindi aggiungete la granella di zucchero e spolverate di zucchero a velo.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 40 minuti, facendo attenzione a che non bruniscano troppo le croci sulle uova, se necessario copritele con poco alluminio.

Fate raffreddare su una gratella da dolci.



Buon appetito! 



Non ci resta che augurarvi 

una felice e serena Santa Pasqua

































martedì 27 marzo 2018

LE MIE EMPANADAS DI MANZO...per il Club del 27!

Ciao a tutti!

Questa settimana siamo decisamente internazionali. Dopo aver fatto un salto in Gran Bretagna per un Afternoon Tea, oggi vi portiamo in Argentina per scoprire le Empanadas di manzo.
 


Con gli amici del Club del 27, questo mese, avevamo la possibilità di scegliere una ricetta tratta dal libro “The Perfect Eggs” scritto a due mani da T.I.Fisher e J.Park. Una raccolta di ricette che hanno come protagonista le uova sia in preparazioni quotidiane che più innovative.
  


banner della mitica Mai

Tra le varie golose proposte del libro, noi abbiamo scelto le Empanadas di manzo argentine. 
Qui trovate tutte le altre strepitose proposte. 




Le Empanadas sono mezzelune di pasta lunghe 12-15-cm ripiene di carne, sono tra i piatti più famosi della cucina argentina, cucina che ha avuto una forte influenza europea, soprattutto spagnola, dovuta alle colonizzazioni subite nel corso della sua storia. Vengono cotte sia al forno, dopo essere state spennellate con uovo sbattuto, che fritte.
 


Per tradizione le empanadas venivano preparate dalle donne per festeggiare il ritorno degli uomini, che per periodi lunghi rimanevano nelle pampas con le mandrie. Il nome deriva dal castigliano “empanar”, cioè racchiudere un ripieno in un impasto di pane.

Vengono preparate con diversi ripieni, a seconda della zona di provenienza, e a seconda del ripieno vengono chiuse diversamente, tecnica che permette poi di riconoscerle una volta cotte. Ad esempio, quelle con carne si chiudono a mezzaluna ed il bordo viene attorcigliato su se stesso formando una treccia. In quelle al formaggio, dopo essere state chiuse a mezzaluna, le due punte vengono riunite tra loro. Quelle agli spinaci, si chiudono verso l’alto a formare una cresta. (fonte QUI ).
 


I nanetti di casa hanno molto gradito questa ricetta, ed anche i grandi ne sono stati parecchio felici. Per quanto riguarda la forma delle mie empanadas: sicuramente devo esercitarmi ancora, la treccia delle mie empanadas ha avuto qualche problema!



EMPANADAS DI MANZO

Ricetta tratta dal libro “The perfect Egg” T.l.Fisher & J.Park, ed. Ten Speed Press


INGREDIENTI

Per l’impasto:

  • 320 g farina (2¼ cups)
  • 7 g sale (1 ½ teaspoons)
  • 110 g burro non salato freddo, tagliato a cubetti (1/2 cup)
  • 1 uovo
  • 70 g acqua gelata (1/3 cup)
  • 11 g aceto di mele (1 tablespoon)
Ripieno:
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva (2 tablespoons)
  • 1/2 poblano Chile (peperoncino, potrebbe essere simile al Jalapeno), tagliato a dadini
  • 50 g chicchi di mais freschi (1/3 cup)
  • 1/4 cipolla dorata, tritata
  • 1 pomodoro, tagliato a cubetti
  • 1 spicchio d’aglio, tritato
  • 225 g carne di manzo macinata (8 ounces)
  • 1 cucchiaino e mezzo di concentrato di pomodoro (1 ½ teaspoons)
  • origano fresco (1 tablespoon + 1 teaspoon)
  • Sale e pepe nero appena macinato
  • 3 uova bollite, private della buccia e tritate
  • 20 olive verdi in salamoia, denocciolate e tritate
  • 1 uovo, leggermente sbattuto con 2 cucchiai d’acqua per lucidare la superficie

  • Olio di semi di arachidi, per la frittura 

PROCEDIMENTO:

Nella ciotola del frullatore unite la farina e il sale, mescolateli e aggiungete il burro freddo tagliato a cubetti. Azionate il frullatore. Otterrete un composto granuloso.

Sbattete insieme uovo, acqua e aceto (l'acqua non mettetela tutta in una volta, dovrete ottenere un impasto asciutto che vi permetta poi di modellarlo, il mio era troppo morbido ed infatti la forma delle mie empanadas non è delle migliori). Unite questo composto di uova alla miscela di farina e azionate ancora il frullatore ad impulsi. Otterrete una massa ruvida.

Trasferite l’impasto su una superficie infarinata e impastare brevemente fino a renderlo omogeneo, facendo attenzione a non maneggiarlo eccessivamente così che la pasta rimanga morbida.

Spianate l’impasto in un disco spesso, avvolgetelo in pellicola per alimenti e conservare in frigorifero per almeno un’ora ma anche fino a un massimo di due giorni.

Preparate il ripieno:

scaldate in una padella ampia l’olio extravergine di oliva a fuoco medio-alto. Aggiungete il peperoncino, il mais, la cipolla, il pomodoro e l’aglio e fate soffriggere per circa 3 minuti.

Aggiungete la carne di manzo tritata e continuate a rosolare, sgranate la carne con un cucchiaio di legno e fatela ben rosolare. Aggiungete il concentrato di pomodoro e l’origano e aggiustate di sale e pepe. Abbassate il fuoco e aggiungete uova ed olive mescolando bene.

Dovrete ottenere un impasto piuttosto asciutto e la carne ben cotta ed amalgamata a tutti gli altri ingredienti. Levate dal fuoco e lasciate raffreddare per almeno 30 minuti il ripieno prima di riempire le empanadas.
 


Per riempire le empanadas:

trasferite l’impasto su una superficie infarinata e lasciatelo a temperatura ambiente per almeno 15 minuti prima di lavorarlo. Trascorsi i 15 minuti, con l’aiuto di un matterello stendetelo in una sfoglia sottile e con un coppapasta (diametro 12-15 cm) ricavatene tanti dischi. Impastate nuovamente gli scarti della pasta, stendetela nuovamente e ricavate di nuovo dei dischi con l’aiuto del coppapasta. Procedete in questo modo fino ad esaurimento della pasta.

Spennellate l’intero bordo dei dischi d’impasto con l’uovo, quindi mettete un po’ di ripieno al centro del disco di pasta. Piegate l’impasto sul ripieno come a formare una mezzaluna e sigillate con i rebbi di una forchetta per bene le due metà, quindi attprcigliate i bordi a formare una specie di treccia. Ripetete tutte le operazioni fino a terminare tutti gli ingredienti.
 


Friggete le empanadas in abbondante olio di semi di arachidi prima da un lato, poi dall’altro.
Servite calde.
Nota: 
Ho utilizzato per le mie empanadas olive nere, al momento di preparare il ripieno mi sono accorta che un topolino di casa aveva mangiato tutte le olive verdi ahimè!






























Buon appetito!






domenica 25 marzo 2018

AFTERNOON TEA...per MTC71!

Ciao a tutti!

Oggi ci trasferiamo oltremanica per un Afternoon Tea, insieme sorseggeremo un caldissimo Tè nero Darjeeling aromatizzato al bergamotto accompagnato da Shortbread all’arancia, Lemon Bars, mini Jaffa Cake e una Battenberg Cake a cui sono stati...smussati gli angoli!
 

Ho un rapporto di amore e odio con il tè; da ragazza lo bevevo solo occasionalmente, quando stavo poco bene, in sostituzione del latte, poi non ancora trentenne è diventato un sostituto definitivo e quindi ho dovuto tentare di apprezzarlo. Oggi è un mio compagno fedele, ma non credo di averlo ancora capito del tutto.

Quindi potete immaginare che appena letta la ricetta della sfida scelta da Valeria del blog Murzillo Saporito vincitrice dell'ultimo MTChallenge, il mio entusiasmo non fosse proprio alle stelle. Poi se aggiungiamo la mia poca inclinazione per tutta questa dilagante esterofilia, abbiamo un quadro completo.

L’inizio non è stato dei migliori, più leggevo tutte le regole di un perfetto afternoon tea (vi consiglio di leggere il post di Valeria è semplicemente perfetto) e più mi scoraggiavo. Poi mi si è accesa una lampadina e da lì la sfida è iniziata a piacermi molto. Ho sempre bevuto il tè con una notevole quantità di limone e zucchero ed ora invece scopro che si deve bere in purezza, volendo anche senza zucchero e al limite solo con una piccola quantità di latte (a me assolutamente vietato).

Così ho deciso che se il limone non lo potevo mettere nel tè, lo avrei messo nei dolcetti che lo accompagnavano allargando la scelta anche ad altri agrumi come l’arancia.

Di regola il tè è accompagnato da diverse portate che possiamo sintetizzare in quattro, da regolamento potevamo scegliere solo due di queste categorie ed io ho scelto due categorie dolci. Ho fatto già un sacco di passi in avanti, ma al tè con il salato ancora non sono arrivata!

Andiamo a preparare tutto l’occorrente... 





BATTENBERG CAKE AL CIOCCOLATO E MANDORLE

Ricetta originale QUI 

INGREDIENTI:

per la base bianca:

  • 140 g burro a temperatura ambiente 
  • 150 g zucchero semolato 
  • 3 uova 
  • 125 g farina debole 
  • 50 g farina di mandorle 
  • 5 g lievito per dolci 
  • un pizzico di sale 
  • 30 ml latte 
per la base al cacao:
  • 20 g cacao amaro in polvere 
  • 15 g zucchero semolato 
  • 30 ml latte 
per spennellare:
per la copertura alle mandorle:

PROCEDIMENTO:

Prepariamo le basi di torta

Imburrate uno stampo 20 x 20 cm. Dividetelo a metà con una parete formata da carta alluminio. Rivestite lo stampo con carta da forno, fate attenzione a coprire anche la parete di alluminio.

In una ciotola setacciate la farina e il lievito, aggiungete la farina di mandorle e il pizzico di sale. Mescolate. In una seconda ciotola lavorate il burro morbido con lo zucchero con una frusta fino ad avere un composto liscio ed omogeneo. Ora aggiungete le uova, una alla volta, sempre mescolando con la frusta.

Aggiungete il composto di farina, un cucchiaio alla volta, alternando con il latte fino ad esaurimento. Amalgamate il tutto.

Dividete il composto appena preparato in due parti uguali. Ad una delle due parti aggiungete il cacao amaro precedentemente sciolto nel latte e amalgamate il tutto.

Versate i due impasti nelle due metà dello stampo suddiviso precedentemente. Infornate a 180°, forno statico e già caldo, per 30/35 minuti. Fate la prova stecchino per accertarvi della corretta cottura. Lasciate raffreddare completamente, una volta fredde trasferite le due parti in frigo.

Per spennellare il dolce vi servirà la marmellata di arance che dovrete preparare in questo modo: fate bollire la marmellata in un pentolino. Appena raggiunto il bollore, spegnete e passate al setaccio. Lasciate raffreddare.

Montaggio della torta.
quando le due parti di torta saranno pronte, pareggiate i lati delle torta in modo da ottenere due parallelepipedi perfetti. Sovrapponete la torta bianca sulla torta al cacao e pareggiate i lati e tagliate le torte nel senso della lunghezza, otterrete 4 blocchi uguali.

Spennellate abbondantemente con la marmellata di arance la superficie di un blocco bianco e di un blocco al cacao e accostateli. Sovrapponete altri due blocchi di torta facendo attenzione ad alternare i gusti, otterrete così la classica scacchiera di questa torta.

Infine spennellate tutta la superficie esterna della torta, questo vi permetterà poi di far aderire la copertura. Riponete in frigo mentre preparate la copertura esterna.

Per la copertura esterna.
Frullate la farina di mandorle, lo zucchero a velo, il cacao e la marmellata di arance con l’aiuto di un robot da cucina. Otterrete un composto omogeneo, trasferitelo tra due fogli di carta forno e stendete con un matterello fino ad uno spessore di pochi millimetri.

Ricoprite la torta e pareggiate i lati in modo da renderli regolari. Riponete in frigo per almeno 30 minuti e comunque fino al momento di servire.

Note
:

Ho giocato con la forma di questo dolce utilizzando uno stampo a cilindro. Ho raddoppiato le dosi della torta facendo una base bianca e una al cioccolato. Ed ho poi proseguito col montaggio descritto nella ricetta. 

 





SHORTBREAD ALL’ARANCIA

Ricetta da QUI 


INGREDIENTI:

  • 300 g farina debole 
  • 200 g burro 
  • 100 g zucchero semolato 
  • scorza arancia grattugiata 

PROCEDIMENTO:

Con le fruste elettriche lavorate il burro con lo zucchero. Aggiungete la scorza di arancia quindi la farina. Mescolate con una spatola poi con le mani.

Otterrete un panetto omogeneo che dovrete stendere tra due fogli di carta forno ad uno spessore di circa 1 cm. Tagliate i frollini in rettangoli regolari e con i rebbi di una forchetta create i caratteristici buchi.

Trasferite i frollini con la carta forno su una teglia e metteteli in freezer per almeno 10 minuti.

Scaldate il forno a 180°C.

Trasferite i frollini con la carta forno su un’altra teglia (sostituite la teglia per non raffreddare troppo il forno) e infornate per 15 minuti. Dovranno rimanere bianchi.

Fate raffreddare completamente su una gratella da dolci. Attenzione appena usciti dal forno saranno fragilissimi.









 
LEMON BARS

Ricetta da QUI  

INGREDIENTI:

per la base:

  • 150 g farina debole 
  • 100 g burro 
  • 50 g zucchero semolato 
  • un pizzico di sale 
per la crema al limone:
  • 1 uovo intero 
  • 100 g zucchero 
  • 1 cucchiaio farina 
  • buccia ½ limone 
  • 40 g succo di limone 

PROCEDIMENTO:

Preparate la base.


In una ciotola unite farina, burro, sale e zucchero ed impastate velocemente compattando il composto con le dita. Foderate una teglia 20 x 20 cm con carta forno. Trasferite tutto il composto ottenuto nella teglia e livellatelo bene. Bucherellate con una forchetta e infornate in forno già caldo a 180°C per 20 minuti.

Nel frattempo preparate la crema al limone.

Montate l’uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto ben spumoso. Aggiungete la farina, mescolate ed infine aggiungete il succo e la scorza di limone. Mescolate.

Trascorsi i 20 minuti di cottura della base, prendete la teglia e aggiungete tutta la crema. Rimettete in forno per altri 25 minuti.

Sformate solo quando il dolce sarà ben freddo, a questo punto potrete anche tagliare i quadratini per ottenere le vostre lemon bars.

Note:
Ho utilizzato per le mie Lemon Bars una teglia da mini cheesecake ed ho così ottenuto già delle piccole monoporzioni. L’unica modifica fatta è nella cottura, nel mio caso sono bastati 15 minuti per volta.

 


 

MINI JAFFA CAKE
Ricetta da QUI 

INGREDIENTI:

per il Pan di Spagna:

  • 2 uova a temperatura ambiente 
  • 60 g farina debole 
  • 50 g zucchero semolato 
  • 1 cucchiaino estratto di vaniglia 

per la copertura:
  • 100 g cioccolato fondente 
  • latte q.b. 

PROCEDIMENTO:

Preparate il Pan di Spagna.
Montate le uova con lo zucchero in un pentolino a bagnomaria. Serviranno circa 10 minuti per ottenere un composto gonfio e spumoso.

Fuori dal bagnomaria aggiungete la farina e l’estratto di vaniglia facendo attenzione a non smontare il composto.

Imburrate lo stampo per biscotti Jaffa (diametro 5,5 cm e bordi bassi e svasati vero l’esterno), mettete un cucchiaio scarso di composto in ogni fossetta e infornate in forno caldo a 180°C per 8-10 minuti.

Se non avete questo tipo di teglia potete utilizzare uno stampo da muffin oppure versate il composto su una teglia foderata di carta forno cercando di avere uno spessore omogeneo di circa mezzo centimetro.

Ora avete tutti gli elementi per assemblare le vostre mini jaffa cake.

Prendete i vostri dischi di Pan di Spagna (se avete cotto il Pan di Spagna tutto insieme prendete un coppa pasta tondo e createvi i dischi), su ogni disco mettete un cucchiaino scarso di marmellata senza arrivare a coprire l’intera superficie (lasciate un po’ di bordo libero).

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria o nel microonde aggiungendo poco latte per ottenere una crema fluida. Versate il cioccolato su ogni tortina coprendo bene la marmellata e il bordo lasciato libero.

Lasciate raffreddare pochi secondi quindi con i rebbi di una forchetta fate le caratteristiche righe incrociate che decorano gli originali Jaffa Cake.

Lasciate raffreddare completamente prima di servire.



 
TÈ NERO DARJEELING

Ora è il momento di preparare il tè.

Per ogni tazza dovrete utilizzare 3 g di tè nero Darjeeling più 3 g per la teiera.

La temperatura dell’acqua dovrà essere 90°C, utilizzate un’acqua minerale naturale a basso residuo fisso.

Calcolate un tempo di infusione di 3 minuti.


Non vi resta che assaporare il vostro tè....


Buon appetito!


Con questa ricetta partecipiamo a MTC n°71 proposto questo mese da Valeria del blog Murzillo Saporito







domenica 11 febbraio 2018

GUBANA MELE ESSICCATE E AMARETTI...per il Calendario del Cibo Italiano!

Ciao a tutti!

Conoscete la Gubana? È un dolce tipico friulano, sempre presente sulle tavole natalizie o pasquali ma anche in ogni occasione speciale. Una pasta lievitata con la classica forma a chiocciola che racchiude un ricco ripieno di noci, amaretti, pinoli, uvetta e biscotti secchi (anche se sono innumerevoli le possibili varianti) e che viene cotta in forno.
 


È un dolce antico, veniva preparato già nel 1400, il nome deriva dal termine sloveno Guba che significa piega; la gubana è la varietà italiana della putizza, dolce tipico sloveno che viene anche chiamato gubanica o biabnica.

Leggete l’esaustivo articolo di Roberto Zottas, un esperto sull’argomento e autore tra gli altri del testo “Dolce Gorizia. Pasticceria dell’antica contea”, che qualche giorno fa è stato pubblicato sul Calendario del Cibo Italiano.
 


Conosco la gubana da quando ragazzina mio zio, trasferitosi in Friuli per amore, la portava a casa in dono per le feste. Ho sempre amato molto questo dolce, finivamo sempre per litigarci gli ultimi pezzetti, ma non ho mai pensato di provare a prepararlo in casa.

Quest’anno prima di Natale mi sono lanciata e ho provato a fare la mia gubana. Beh il mio primo tentativo non è stato memorabile!
 


Poi poco tempo dopo Giuliana e il Calendario del Cibo Italiano ci hanno proposto una sfida: preparare la nostra versione di Gubana, in cui potevamo dare libero sfogo alla nostra fantasia modificando il ripieno di questo dolce.

Non ho resistito ed eccomi qua, con la mia versione di Gubana, sicuramente da migliorare ma che mi ha sodisfatto molto. Il risultato è stato raggiunto anche grazie al lavoro di squadra fatto con le altre compagne di avventura che con me hanno accettato la sfida.

Vediamo cosa abbiamo combinato...


GUBANA ALLE MELE ESSICCATE E AMARETTI

Ricetta impasto da Tuttositrasforma

INGREDIENTI:

per l’impasto:

Lievitino:
  • 50 g farina W360 (oppure ½ farina 00 e 1/” manitoba)
  • 50 g latte tiepido
  • 7 g lievito disidratato 
  • 5 g malto

e poi:
  • 450 g farina W360 (oppure ½ farina 00 e 1/” manitoba)
  • 100 g latte tiepido
  • 75 g zucchero semolato
  • buccia grattugiata di un limone
  • 1 uovo intero e 2 tuorli
  • 10 g sale 
  • 90 g burro morbido

per il ripieno:
  • 100 g mele rosse essiccate (servono circa 8 mele rosse)
  • 100 g uvetta ammollata nel marsala
  • 100 g confettura albicocche
  • 100 g amaretti secchi
  • 20 g pinoli tostati
  • 50 g mandorle
  • 50 g pangrattato
  • 30 g burro a temperatura ambiente 

per finire:
  • 1 uovo
  • poco latte
  • zucchero semolato

PROCEDIMENTO:

Per prima cosa preparate il ripieno.

La sera prima lavate bene le mele (sceglietele biologiche, non elimineremo la buccia) quindi tagliatele a fettine spesse pochi millimetri (senza eliminare né la buccia né il torsolo) e disponetele ordinate sui ripiani di un essiccatore (potete utilizzare anche il forno). Quindi impostate la temperatura a 35-40°C ed essiccatele per 8-10 ore.

La mattina successiva lasciate in ammollo l’uvetta nel marsala per qualche ora e dopo averla scolata (conservate il marsala da parte) quindi preparate il ripieno. Tostate i pinoli in un padellino su fuoco basso facendo attenzione che non brucino. In un padellino sciogliete il burro e tostate il pangrattato.

In un mixer riunite tutti gli ingredienti e frullate fino ad ottenere un impasto omogeneo. Se risultasse troppo asciutto potete aggiungere qualche cucchiaio di marsala che avrete tenuto da parte dopo aver scolato l’uvetta.


 




Tenete da parte il ripieno, è importante prepararlo in anticipo in modo che tutti i sapori si amalgamino tra loro.

Ora preparate l’impasto, tenete tutti gli ingredienti a temperatura ambiente per qualche ora.

In una piccola ciotola preparate il lievitino: mescolate velocemente con un cucchiaio farina, latte tiepido, lievito e malto. Coprite con pellicola per alimenti e tenete al caldo per circa 40 minuti.

Quando sarà pronto (avrà la superficie ricca di bollicine), nella ciotola dell’impastatrice unitelo a farina setacciata, zucchero, buccia di limone, e uova. Iniziate ad impastare aggiungendo il latte, fatelo lentamente. Alla fine di questa fase avrete un impasto formato ma molto rugoso e compatto.

Ora sempre con l’impastatrice in funzione iniziate ad aggiungere il burro a pezzettini, fate attenzione di aggiungere i pezzettini successivi solo dopo il completo assorbimento del precedente.

Poco prima di finire il burro aggiungete anche il sale.

Dovrete ottenere un impasto liscio, lucido, elastico e ben incordato cioè se lo pizzicate con due dita non si strapperà ma resisterà facendo un velo (l’impasto dovrà lasciare le pareti dell’impastatrice perfettamente pulite). Non abbiate fretta, abbiate pazienza, con la mia impastatrice ho impiegato circa mezz’ora.

Formate una palla e mettete l’impasto a lievitare al riparo da correnti fino al raddoppio.


Sgonfiate delicatamente l’impasto e stendetelo in un rettangolo spesso circa mezzo centimetro. Distribuite il ripieno su tutta la superficie lasciando libero solo la parte in alto. Arrotolatelo su se stesso partendo dal lato lungo formando un salsicciotto ben stretto. Chiudetelo bene e assottigliatelo ancora.

Ora dovrete iniziare ad arrotolare il salsicciotto per formare la chiocciola: allungate i due capi del salsicciotto e arrotolatelo su se stesso, alla fine con delicatezza unite al di sotto delle spire della chiocciola i due capi assottigliati. Trasferitelo in una teglia a bordi alti, di poco più grande della vostra chiocciola, coperta di carta forno.

Ponete a lievitare coperto da pellicola fino al raddoppio.

Spennellate con l’uovo sbattuto con due cucchiai di latte tutta la gubana e spolveratela con abbondante zucchero a velo.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 30-35 minuti e comunque fino a doratura.

Sfornate e fate raffreddare su una gratella, potrete servire la gubana sia fredda che calda.


Buon appetito!






Con questa ricetta partecipo al contest organizzato dal Calendario del Cibo Italiano e da Giuliana sulla Putizza e le sue sorelle. 








sabato 27 gennaio 2018

CROSTATA ALLE MELE E MARMELLATA DI ANNA DEL CONTE...per il CLUB dl 27!

Ciao a tutti!

Da questo mese al Club del 27 si cambiano le regole. Ogni mese verrà scelto un libro e le ricette proposte saranno tratte da quel libro.



Questo mese vedrete una valanga di marmellate e idee per utilizzarle, tutte tratte dal libro “Marmelade a bittersweet cookbook” di Sarah Randell. Correte a vedere di cosa parlo qui:
  




Iniziamo subito dalla nostra scelta. Chi ci conosce sa che siamo molto poco esterofili e questo libro sembrava l’occasione di infrangere un po’ questo clichè, di forzare il nostro modo di essere. Bene, sappiate che io ho provato a non essere monotona, ma alla fine niente, è più forte di me: in un libro di ricette inglesi sono riuscita a scovare l’unica ricetta donata all’autrice da un’italiana Anna Del Conte! Ahahhah! Non guarirò mai!
 


Insieme andremo a preparare una profumatissima marmellata di arance rosse e vaniglia con cui poi prepareremo una crostata con mele, marmellata e mandorle davvero notevole.


MARMELLATA DI ARANCE ROSSE E VANIGLIA 


INGREDIENTI (per 6 vasetto da 340g):



  • 800 g (6-7) arance rosse
  • 400 g (1-2) mele Bramley (io ho utilizzato una Golden)
  • 4 limoni
  • 2 kg zucchero di canna
  • 2 bacche di vaniglia
  • 2 lime

PROCEDIMENTO:

Lavate e spuntate le arance, trasferitele in una padella media, coprite con acqua e portate ad ebollizione. Lasciate cuocere a fuoco lento coperte con un coperchio per circa 1 ora, o comunque fino a che non saranno tenere se forate con un coltellino. Scolate le arance e conservate il liquido di cottura.

Nel frattempo, sbucciate le mele ed eliminate il torsolo. Raccogliete gli scarti (torsolo e buccia) delle mele su un quadrato di garza (a doppio strato) e tenete da parte. Tagliate le mele a tocchetti piccoli, trasferitele in una padella, aggiungete 5 cucchiai di acqua e cuocete a fuoco lento per una decina di minuti o fino a quando non saranno ben morbide (quasi una poltiglia).

Quando le arance saranno tiepide, tagliatele in quarti e poi in fettine spesse 3-5 mm e trasferite tutto in una padella (perfetta una padella di rame, aggiungo io) dove cuocerà la marmellata, raccogliendo l’eventuale succo fuoriuscito durante la preparazione. Raccogliete i semi delle arance e metteteli con gli scarti delle mele sulla garza.

Tagliate a metà i limoni e i lime e spremeteli con uno spremiagrumi. Versate il succo ottenuto in una caraffa graduata aggiungendo anche l’eventuale polpa. Tagliate le bucce dei lime e dei limoni a pezzi e aggiungeteli nella garza con gli scarti delle mele. Aggiungete nella caraffa al succo di limoni e lime abbastanza liquido di cottura delle arance per arrivare al litro, potete eliminare quello che poi avanza.

Aggiungete il contenuto della caraffa, lo zucchero e la mela nella padella con le arance. Tagliate nel senso della lunghezza a metà le bacche di vaniglia, raccogliete i semi e trasferiteli insieme alle bacche nella padella con le arance.

Chiudete molto bene con dello spago la garza con gli scarti, aggiungetela alla padella con le arance e fissatela con lo spago al manico della padella.

Trasferite tutto sul fuoco, portate ad ebollizione e fate bollire per 25-30 minuti o fino a quando non verrà raggiunta la giusta consistenza (sempre valida la prova piattino). Potete eliminare le bacche di vaniglia oppure invasarle con la marmellata (come fa l’autrice).

Lasciate riposare pochi minuti e invasate la marmellata in vasetti precedentemente sterilizzati. Chiudete e lasciateli raffreddare.


Note:

Non fatevi spaventare dalla quantità di zucchero di questa marmellata, considerate che stiamo facendo una marmelade inglese e queste per tradizione sono le proporzioni da rispettare.




CROSTATA DI MARMELLATA E MELA DI ANNA DEL CONTE



INGREDIENTI (per una crostata diametro 23 cm con bordi 3-4 cm):


Per la frolla:

  • 250 g farina 00 
  • 100 g zucchero a velo
  • Buccia grattugiata di ½ limone
  • 150 g burro non salato a temperatura ambiente
  • 1 uovo grande + 1 tuorlo
Per il ripieno:
  • 100 g mandorle scottate
  • 1 mela (aspra, tipo Granny Smith)
  • 8 cucchiai colmi della vostra marmellata preferita (ho scelto la marmellata di arance rosse e vaniglia)
  • Buccia grattugiata di ½ limone
  • 1 uovo piccolo sbattuto per spennellare

PROCEDIMENTO:


Versate la farina in una ciotola insieme allo zucchero a velo e aggiungete la buccia di limone. Mescolate.

Tagliate il burro (che dovrà essere a temperatura ambiente) a pezzi e aggiungetelo alla farina quindi, con la punta delle dita, mescolatelo alla farina e allo zucchero. Sbattete l’uovo e il tuorlo con una forchetta in una piccola ciotola, e aggiungetele all’impasto. Mescolate inizialmente con un cucchiaio, poi impastate velocemente con le mani.

Formate una palla (io preferisco formare un piccolo rettangolo), avvolgetela nella pellicola trasparente e mettetela in frigorifero per almeno 30 minuti. Se preparate la frolla il giorno prima, avrete un prodotto più friabile una volta cotto ma ricordate di portarla a temperatura ambiente prima di stenderla.
Stendete 2/3 dell’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e rivestire una teglia precedentemente imburrata ed infarinata rifilando i bordi.

Cospargete sulla base di frolla le mandorle tritate grossolanamente, distribuendole in modo uniforme.
Sbucciate la mela e dopo aver eliminato il torsolo, grattugiatela. Aggiungete alla mela grattugiata la marmellata di arance e la buccia di limone e distribuite il composto uniformemente sulle mandorle nel guscio di frolla. Spennellate i bordi con l’uovo sbattuto.

Con la pasta rimasta ricavate un rettangolo lungo circa 25 cm, ritagliate 6 strisce larghe circa 2 cm e disponetele sulla superficie della torta, poi ritagliate altre 6 strisce e disponetele sulla torta nella direzione opposta, creando una grata, spennellate con uovo sbattuto.

Nel mio caso ho utilizzato, per decorare la mia crostata una griglia-tagliapasta da crostate ed ho intrecciato delle strisce per ricreare il bordo.

Trasferite la crostata in frigorifero per 20 minuti.

Preriscaldate il forno statico a 200°C (se utilizzate il ventilato abbassate la temperatura a 180°C). Infornate la crostata e cuocete per 35-40 minuti, fino a quando non sarà dorata (se scurisce troppo copritela con un foglio di carta alluminio).

Sfornarla e lasciarla raffreddare prima di sformarla e servirla.


Buon appetito!



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