giovedì 27 dicembre 2018

FOCACCIA DOLCE DI NATALE DELLA ZIA MARIA...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

per il secondo appuntamento mensile con la rubrica de Il Granaio, vi presentiamo un dolce casalingo natalizio tipico della tradizione genovese, la Focaccia dolce di Natale.
 


La focaccia dolce di natale o Fugassa duçe è un dolce molto semplice, tipico dell’entroterra di Genova, soprattutto un dolce casalingo. In particolare questa versione che vi propongo oggi è quella di una zia di mio padre, la zia Maria.
 


Ogni anno a Natale, preparava decine di queste focacce per poi farne dono ai suoi amici e parenti. Ricordo benissimo il profumo di casa sua nel periodo natalizio, lo stesso che ho sentito nella mia cucina qualche giorno fa quando ho sfornato la sua focaccia. Mi è sembrato di tornare a quegli anni, quando da bambina insieme ai miei genitori si visitavano i parenti poco prima di Natale.
  
La focaccia dolce di Natale negli anni si è arricchita, in origine era un pane arricchito di pochi ingredienti come zucchero e uova a cui venivano aggiunti fichi secchi o uvetta passa a seconda delle possibilità della famiglia. Difficilmente venivano utilizzati i pinoli, più facile trovare qualche nocciola o noce, per i più fortunati che possedevano l’albero negli orti.


FOCACCIA DOLCE DI NATALE della zia Maria


INGREDIENTI per una teglia di 22 cm di diametro:

  • 500 g farina 00 w 380-400 
  • 200 g zucchero 
  • 150 g uvetta 
  • 100 g burro 
  • 50 g ciliegie candite (io canditi misti) 
  • 50 g + 50 g latte 
  • 50 g pinoli 
  • 50 g marsala 
  • 3 g + 4 g lievito di birra disidratato 
  • 1 uovo
  • un pizzico di sale 

per finire:

  • zucchero q.b. 
  • marsala q.b. 

PROCEDIMENTO:

Alcune ore prima mettete in ammollo l’uvetta in acqua e marsala (altro, rispetto a quello indicato della ricetta).

Preparate un lievitino con 50 g farina (presi dal totale), 50 g latte e 3 g lievito. Coprite e lasciate lievitare 40 minuti o fino al raddoppio. In questo modo attivate il lievito prima di aggiungerlo all’impasto dove diversamente, essendo presenti uova, zucchero e burro, potrebbe essere rallentato nella sua azione.

Preparate ora l’impasto: nella ciotola dell’impastatrice (potete impastare anche a mano formando sulla spianatoia una fontana con la farina a cui aggiungerete tutti gli altri ingredienti) mettete la farina (450 g), l’uovo, il marsala, il latte (50g), lo zucchero, il lievito (4 g) e il lievitino. Azionate l’impastatrice e quando otterrete un impasto liscio ed omogeneo, aggiungete il burro a pezzettini facendolo ben assorbire.

Scolate l’uvetta e asciugatela con un panno, spolveratela di poca farina ed aggiungetela insieme alle ciliegie candite a pezzetti (per me canditi misti) e i pinoli all’impasto. Fate amalgamare bene.

Trasferite l’impasto in una ciotola e lasciatelo puntare (per una breve lievitazione) per 45 minuti coperto con un canovaccio.

Sulla spianatoia senza aggiungere altra farina spianate leggermente l’impasto quindi trasferitelo in una teglia (diametro 22 cm) a sponde alte precedentemente imburrata e infarinata, cercando di dare uno spessore uniforme alla focaccia. Spennellate la superficie con marsala e spolveratela con zucchero.

Lasciate lievitare fino al raddoppio (circa 3-4 h) al caldo.

Infornate in forno statico già caldo a 180°C per 45-50 minuti. Controllate con uno stecchino la cottura (se lo stecco è asciutto la focaccia è cotta), se avete un termometro da cucina sarà pronto quando la temperatura al cuore arriverà a circa 98°C.

Fate raffreddare e servite fredda.


Buon appetito!




Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:



Da Carla: pane degli auguri
Da Consuelo: Mini panettoni vegani alle gocce di cioccolato
Qui da noi: Focaccia dolce di Natale della zia Maria
Da Sabrina: Stella al cioccolato
Da Simona: Pancarrè sofficissimo (metodo Tang-zhong) con zucca di Hokkaido
Da Terry: Focaccia con olive  


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lunedì 24 dicembre 2018

PANDOLCE GENOVESE BASSO....al cacao!

Ciao a tutti!

In questo giorno di vigilia vi offriamo un altro pandolce eretico, dopo quello con le castagne, oggi vi lasciamo la ricetta di un pandolce genovese basso al cacao.
 


Una frolla aromatizzata al cacao con tante nocciole e pezzetti di cioccolato...una vera golosità! 


Tra le nostre pagine potrete provare diverse versioni di pandolce: 












PANDOLCE GENOVESE BASSO al cacao

INGREDIENTI per un pandolce da 500g:

  • 180 gr farina 00 debole 
  • 30 g cacao 
  • 80 g zucchero 
  • 5 g lievito per dolci 
  • un pizzico di sale 
  • 1 uovo intero 
  • 30 ml marsala 
  • 60 g burro morbido 
  • 80 g nocciole tostate 
  • 50 g cioccolato al latte (spezzettato o a tocchetti) 

PREPARAZIONE:

Spezzettate il cioccolato, mettetelo in una ciotola in freezer.

Create sulla spianatoia una fontana con la farina e il cacao, mescolate ed aggiungete il burro morbido a temperatura ambiente. Fate assorbire completamente il burro alla farina, quindi aggiungete lo zucchero, il lievito, il pizzico di sale, il marsala e l’uovo. Mescolate velocemente senza scaldare troppo l’impasto.

Infine aggiungete nocciole e cioccolato a tocchetti (deve essere molto freddo in modo che non si sciogli mentre finite di impastare).

Impastate per bene (siate veloci, non dovete impastarlo molto) facendo ben amalgamare all’impasto le sospensioni (nocciole e cioccolato). In questa fase ci si può aiutare aggiungendo pochissima farina.

Date al vostro pandolce una forma tondeggiante ma schiacciata, ponetelo su una teglia coperta con carta forno, disegnate sulla superficie la caratteristica griglia del pandolce con un tarocco.

Infornate a 180°C in forno statico già a temperatura per 45-50 minuti. Una volta cotto porlo a raffreddare su di una base di legno in modo che il raffreddamento avvenga lentamente.

Buon appetito!




Non ci resta che augurarvi un sereno e Santo Natale da tutta la famiglia Fotocibiamo










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domenica 23 dicembre 2018

PANDOLCE BASSO GENOVESE....alla farina di castagne!

Ciao a tutti!

In questi ultimi mesi del 2018, grazie ad alcuni progetti iniziati con diverse amiche, ho ritrovato la voglia di lavorare e pubblicare spesso sul nostro Fotocibiamo. E quindi eccomi qui, l’antivigilia di Natale, a presentarvi il nostro pandolce basso genovese con farina di castagne in barba a qualunque sensata programmazione!
 


Ma ormai ci conoscete, dopo tanti anni, quindi sarebbe strano non facessimo così!

Oggi vi presentiamo un pandolce un po’ eretico, perché ho utilizzato un ingrediente molto apprezzato in casa nostra, la farina di castagne. Che bontà!
 


Non so perché fino ad ora non mi sia mai venuto in mente, anzi sì lo so. Ogni anno preparo diversi pandolci per parenti ed amici ma con pochi posso permettermi sperimentazioni, perché modificare questa ricetta per i genovesi (tipo mio padre ad esempio!) potrebbe essere visto come un affronto! Quindi inconsciamente ero bloccata, ma cosa mi son persa.

Provatelo e poi mi saprete dire...

Tra le nostre pagine potrete provare diverse versioni di pandolce:



PANDOLCE BASSO GENOVESE (O BACICCIA) alla farina di castagne


INGREDIENTI per un pandolce da 500g:
  • 130 gr farina 00 debole 
  • 100 g farina di castagne 
  • 50 g miele millefiori
  • 5 gr lievito per dolci 
  • un pizzico di sale 
  • 1 uovo intero 
  • 30 ml marsala 
  • 60 gr burro morbido
  • 70 g uvetta 
  • 50 g pinoli 


PREPARAZIONE:

Ammollate l’uvetta per qualche ora in acqua tiepida (potete anche fare metà acqua + metà marsala).

Create sulla spianatoia una fontana con le due farine (setacciate tutte e due le farine, ma soprattutto quella di castagne ogni volta che la usate), miele, lievito e un pizzico di sale. Aggiungete l’uovo ed il marsala ed iniziate a miscelare per bene gli ingredienti.

Aggiungete infine il burro a temperatura ambiente, a pezzetti, molto delicatamente.

Impastate per bene (siate veloci, non dovete impastarlo molto) e per ultimi aggiungere l’uvetta (scolata e asciugata su carta da cucina) e i pinoli facendoli ben amalgamare all’impasto. In questa fase ci si può aiutare aggiungendo pochissima farina.

Date al vostro pandolce una forma tondeggiante ma schiacciata, ponetelo su una teglia coperta con carta forno, disegnate sulla superficie la caratteristica griglia del pandolce con un tarocco.

Infornate a 180°C in forno statico già a temperatura per 45-50 minuti. Una volta cotto porlo a raffreddare su di una base di legno in modo che il raffreddamento avvenga lentamente.


Buon appetito!





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giovedì 13 dicembre 2018

PANE DOLCE VALDOSTANO...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Eccoci arrivati al primo appuntamento di dicembre con “Il Granaio”. Ho deciso di portarvi con noi in Valle d’Aosta per preparare insieme il Pane dolce valdostano.
 


Sono quasi trent’anni che trascorro le mie vacanze estive o invernali in Valle d’Aosta e da più di venti sempre nello stesso piccolo paesino, quindi non credo di esagerare se dico che la sento un po’ come la mia seconda casa.

Amo la sue tradizioni, il suo essere aspra e poco accogliente sia l’ambiente che i suoi abitanti, forse perché sono caratteristiche che ritrovo anche nel mio DNA genovese! Però una cosa è certa, sia noi che loro siamo un po’ scontrosi, poco propensi al sociale ma sicuramente se riusciamo a superare il primo momento di freddezza poi l’amicizia che si crea è per sempre, ed è questo che è successo con le persone che ho avuto la fortuna di trovare in quel paesino sperduto sui monti.

Invidio la loro voglia di proteggere le loro tradizioni, cosa che da noi difficilmente si vede, la loro identità. Una delle tradizioni che portano avanti da sempre, anche se al giorno d’oggi non sarebbe necessario visto che ognuno ha un forno a casa, è quella di avere un grande forno a legna comunitario, al centro del paese, che una volta l’anno viene acceso, di solito nel periodo delle feste natalizie, e dove ogni famiglia a turno cuoce i pani per tutto l’anno.

Il forno è davvero molto grande, ha una capacità di 80-90 pani ed infatti la ricetta che mi hanno insegnato contemplava ingredienti per 40 pani dolci.

Ogni anno è una famiglia diversa che dà inizio al periodo della cottura, occupandosi di “choué lo foo”, scaldare il forno, e di pulire le stanze. Quest’organizzazione a turni, che tiene conto della disposizione delle case del villaggio, si è tramandata negli anni, ed è molto importante, perchè in questo modo suddividono il costo per l’accensione tra i vari utilizzatori del forno. Nel periodo poi di utilizzo il forno viene sempre mantenuto acceso fino all’ultima famiglia che lo utilizza.
 


Durante questa settimana ogni famiglia prepara sia il pane nero che il pane dolce, oggi vi racconto come preparare il pane dolce...



PANE DOLCE VALDOSTANO


INGREDIENTI (per un pane da circa ½ kg):
  • 350 g farina media forza 
  • 50 g farina integrale 
  • 150/200 g latte 
  • 3 g lievito disidratato di birra 
  • buccia limone grattugiata 
  • 80 g zucchero 
  • 1 uovo 
  • 30 g olio extravergine di oliva 
  • 3 g sale 
  • 50 g uvetta 
per finire:
  • miele 
  • zucchero 

PROCEDIMENTO:

Preparate un lievitino con 50 g farina media forza, 50 g latte e tutto il lievito. Coprite e lasciate lievitare 40 minuti o fino al raddoppio. In questo modo attiviamo il lievito prima di aggiungerlo all’impasto dove diversamente, essendo presenti uova, zucchero e olio, potrebbe essere rallentato nella sua azione.

Nella ciotola dell’impastatrice (ma potete anche procedere con l’impasto a mano) inserite le due farine, lo zucchero, l’uovo leggermente sbattuto e il lievitino.

Iniziate ad impastare per qualche minuto quindi aggiungete il latte, aumentate la velocità e quando inizia ad incordare aggiungete il sale e l’olio. Portate ad incordatura: vedrete l’impasto acquistare forza, diventare liscio ed elastico e staccarsi perfettamente dalle pareti della ciotola lasciandole pulite.

Trasferite ora l’impasto sul tavolo di lavoro e lavorandolo brevemente dategli forma a palla. Ponetelo in una ciotola oliata, coprite con pellicola. Lasciate 1 ora a temperatura ambiente quindi trasferitelo per tutta la notte in frigo.

Il giorno dopo lasciate acclimatare l’impasto fuori dal frigo per 1 ora.

Ammollate l’uvetta in acqua tiepida per 2-3 ore quindi scolatela, asciugatela ed infarinatela. Ora potete aggiungerla all’impasto, impastate brevemente per incorporare l’uvetta. Date forma tondeggiante al vostro pane schiacciandolo un po’ al centro, quindi lasciate lievitare fino al raddoppio.

Quando sarà lievitato, spennellate la superficie con miele appena tiepido e cospargete di zucchero.

Infornate con forno preriscaldato a 200°C statico per i primi 10 minuti, quindi abbassate a 180°C per altri 25-30 minuti. Durante la cottura potrebbe essere necessario coprire con un foglio di alluminio il pane per non farlo scurire troppo (il mio è troppo abbronzato ad esempio!!). Attenzione a non farlo cuocere troppo, pena un pane molto secco, se avete un termometro da cucina, il vostro pane sarà cotto quando al cuore avrà raggiunto i 100°C.

Una volta cotto fatelo raffreddare completamente prima di servirlo.



Buon appetito!



Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:


Da Carla: girelle al cioccolato
Da Consuelo: PanCarrè alla segale con water roux
Qui da noi: Pane dolce valdostano
Da Sabrina: Ciambella salata di Natale
Da Simona: Panettone piemontese con glassa alle nocciole (su ricetta di Leonardo Di Carlo)
Da Terry: Il Briodoro di Paoletta


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sabato 1 dicembre 2018

FETTINE DEL FARAONE...per Segui le stagioni!

Ciao a tutti!

Finalmente dicembre! Un mese atteso da grandi e piccini per tutto l’anno...un mese ricco di emozioni, tradizioni, tenerezza, a volte anche un po’ di malinconia.
 

Per celebrare l’inizio dell’Avvento abbiamo pensato di lasciarvi un frollino, le fettine del faraone, a firma del maestro Luca Montersino e poi un’idea regalo, delle lanterne a forma di casetta, che con un po’ di fantasia potrete preparare voi stessi per poi donare a chi volete.
 



Le fettine del faraone sono croccanti frollini ricchi di frutta secca, mandorle e nocciole in particolare, aromatizzati con cannella e vaniglia. Devono il loro nome al fatto che sono prodotti con farina di kamut. Il kamut è un cereale appartenente alla famiglia delle Graminacee che per il suo presunto ritrovamento in una tomba egizia, è anche conosciuto col nome di “grano del faraone”, da qui il nome di questi ottimi dolcetti.
 

Ecco svelata la nostra ricetta con protagonista la frutta secca per l’appuntamento mensile con Segui le stagioni, la rubrica che insieme ad un gruppo di amiche blogger curiamo ogni mese con l’obiettivo di far capire l’importanza di utilizzare sempre e solo prodotti di stagione.

Insieme alle Fettine del Faraone vi lasciamo un’idea per un regalo originale, le casette lanterna. Vi serviranno: barattoli di vetro vuoti di diverse forme, das e tempere. Non serve molto di più, se non tanta fantasia e un po’ di manualità.
 


Non vi resta che divertirvi a costruire le vostre lanterne, modellando pezzettino dopo pezzettino e arricchendole con mille particolari e, dopo averle fatte asciugare bene, dipingerle con le tempere. Una volta finite, ho comprato delle candele a pile da inserire all’interno, in modo da poterle accendere anche tenendo chiuso il coperchio.
 


Vi lascio un particolare di ogni lanterna. 


Ho pensato che una famiglia di topini volesse costruirsi una casa scavando una grande zucca: il coperchio del barattolo si trasforma nel picciolo della zucca, ho aggiunto un bel portone di legno, tante finestre da cui filtrerà la luce della candela e il gioco è fatto!


Poi ho pensato ad una piccola casetta nel bosco e ad un tipico fienile rosso, ed è così che sono nate le prossime due casette:


Infine, la mia preferita, il castello con il grande albero di Natale: Chi non ha desiderato da bambina di vivere in un castello??!! Ecco ho esaudito il mio desiderio...anche se in miniatura:


Ora è finalmente arrivato il momento della ricetta...

FETTINE DEL FARAONE

Ricetta liberamente tratta da “Pasticceria in panificio”, AA.VV.,ed. Italian Gourmet, p 49

INGREDIENTI:

  • 300 g farina di Kamut 
  • 120 g burro a temperatura ambiente 
  • 200 g zucchero semolato 
  • 120 g nocciole tostate 
  • 120 g mandorle tostate 
  • 2 uova grandi 
  • 1 g cannella in polvere 
  • ½ bacca vaniglia 

PROCEDIMENTO:

Nella planetaria con la foglia montata impastate il burro con lo zucchero, aggiungete quindi le uova appena sbattute, la farina e gli aromi. Per ultime aggiungete le nocciole e le mandorle.

Trasferite l’impasto sulla spianatoia e formate una mattonella di 3 cm di lato, fasciatela con la carta forno e trasferitela in frigo per qualche ora. Potrete scegliere anche di congelare la mattonella in modo da aver sempre pronto l’impasto per preparare queste gustosi dolci, da congelato potrete ottenere anche fettine più sottili.

Tagliate la mattonella con un coltello a fettine spesse mezzo centimetro.

Disponete le fettine su una teglia coperta di carta forno e cuocete in forno caldo a 170°C per 15-20 minuti. Fate raffreddare su una gratella da dolci.

Una volta freddi conservateli in una scatola ermetica.




Buon appetito!





Vi lascio la lista della spesa del mese di dicembre...


Ed infine ecco le nostre amiche da cui potrete trovare altre idee rigorosamente di stagione!!!

Lisa Verrastro – Lismary’s Cottage
Alisa Secchi – Alisa design,sew and Shabby Chic
Enrica Coccola – Coccola Time
Beatrice Rossi – Beatitudini in cucina
Sisty Consu – I biscotti della zia
Simona Milani – Pensieri e pasticci
Maria Martino – La mia casa nel vento
Anna Marangella – Ultimissime dal forno
Susy May – Coscina di pollo
Ely Valsecchi – Nella cucina di Ely
Francesca Lentis – Crudo e cotto
Ilaria Lussana - Biologa nutrizionista
Miria Onesta - Due amiche in cucina
Ilaria Talimani – Soffici blog

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giovedì 15 novembre 2018

CANESTRELLI DI TAGGIA...per il GRANAIO!

Ciao a tutti!

Oggi per il secondo appuntamento mensile con Il Granaio vi racconto dei Canestrelli di Taggia. In Liguria le varietà di canestrelli, tra versioni dolci e salate, non si contano. I Canestrelli di Taggia sono delle ciambelline croccanti simili ai più famosi taralli pugliesi, del diametro di circa 10 cm, preparati con olio extravergine di oliva della riviera ligure.
 


Sono perfetti per accompagnare salumi, formaggi ma anche a colazione inzuppati nel caffèlatte. Insomma perfetti per quando volete mangiarli!

Per tradizione vengono preparati a Taggia nel giorno (12 febbraio) di San Benedetto, santo protettore della città, per ricordare quando il santo riuscì ad ingannare gli assalitori della città salvandola.
 


Oggi vengono prodotti, sempre formandoli a mano, in tutti i forni della cittadina ma anche nelle valli vicine.


CANESTRELLI DI TAGGIA

ricetta tratta dal libro I.Fioravanti e V.Venuti "Lievitati di Liguria" ed. SAGEP , p.59

INGREDIENTI per circa 15 canestrelli:

  • 250 g farina w160 
  • 60 g olio extravergine di oliva 
  • 2 g lievito di birra disidratato 
  • 5 g malto 
  • 100 g acqua fredda 
  • 5 g sale 

PROCEDIMENTO:

Mettete nella ciotola dell’impastatrice tutti gli ingredienti tranne il sale. Iniziate ad impastare e quando l’impasto inizia a formarsi aggiungete anche il sale. Portate ad incordatura aumentando al velocità dell’impastatrice. Vedrete l’impasto acquisire forza e diventare liscio ed elastico; si staccherà completamente dalle pareti dell’impastatrice lasciandola pulita.

Trasferite l’impasto sulla spianatoia, date una forma a sfera, copritelo e lasciatelo riposare 20 minuti. Dividete ora l’impasto in palline di 20-25 g ciascuna e lasciatele riposare sulla spianatoia per altri 20 minuti.
 

Ora prendete ciascuna pallina e allungatela in un filoncino di circa 25 cm, sovrapponete le due estremità per formare il canestrello pigiando sul punto di contatto. Disponete tutte le ciambelle così formate ben distanziate su una teglia coperta di carta forno e fate lievitare per circa 90-100 minuti in luogo tiepido coperte da pellicola.

Infornate a 160°C per circa 20 minuti fino ad avere una bella doratura. Il giorno successivo fate biscottare i canestrelli ancora in forno a 100°C per 25-30 minuti, in modo da renderli ben friabili.

Conservateli al riparo dall’umidità.





Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:




Da Carla: Stella ai porri  
Qui da noi: Canestrelli di Taggia
Da Sabrina: Corona ripiena con peperoni e cotto
Da Terry: Pane con olive ed erbe di Provenza

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martedì 6 novembre 2018

TORTA DI ZUCCA ALLA GENOVESE....per SEGUI LE STAGIONI!

Ciao a tutti!

Come fosse possibile che tra le pagine di Fotocibiamo mancasse la torta di zucca, proprio non me lo spiego. È una preparazione che spesso è protagonista della nostra tavola ed io non ve ne ho mai parlato. Imperdonabile!

La torta di zucca è una torta salata tipica della nostra terra, facile da preparare e che può essere servita sia durante un pasto ma anche come aperitivo o in un buffet.
 

La tradizione ligure è ricca di queste preparazioni (ricordate la torta baciocca, la torta cappuccina, la torta Pasqualina, la frandura, la torta di zucchine  e molte altre, che ancora devo raccontarvi), con pochi semplici ingredienti, a volte anche poveri, si porta in tavola un piatto ricco di sapore e molto apprezzato da grandi e piccini.
 


Come ogni altra ricetta della tradizione ha tantissime varianti e ognuno giurerebbe di essere in possesso della ricetta originale, ma in realtà è in possesso della ricetta che preferisce. Oggi vi lascio due versioni di questa torta: la prima è quella che da sempre si fa a casa mia, la seconda più semplice è quella di Murta.
 


Questa è la nostra ricetta per l’appuntamento mensile con Segui le stagioni, la rubrica che insieme ad un gruppo di amiche blogger curiamo ogni mese con l’obiettivo di far capire l’importanza di utilizzare sempre e solo prodotti di stagione.



TORTA DI ZUCCA di casa mia

INGREDIENTI per una teglia diametro 35:

  • 700 g polpa di zucca cotta al forno 
  • 1 cipolla media 
  • 1 carota 
  • 5 g funghi secchi 
  • 2 cucchiai farina di polenta 
  • 2 cucchiai farina 
  • origano 
  • noce moscata 
  • 2 uova 
  • 120 g ricotta 
  • 50 g parmigiano reggiano 
  • sale q.b. 
per la sfoglia:
  • 150 g farina 
  • 20 ml olio extravergine di oliva 
  • acqua q.b. 
  • pizzico di sale 


PROCEDIMENTO:

Preparate la pasta per la sfoglia con diverse ore di anticipo e riponetela in frigo coperta di pellicola fino all’utilizzo.

Tagliate la zucca a spicchi grandi quindi disponeteli tutti uno vicino all’altro poggiati sulla buccia in una teglia. Cuocete in forno caldo a 180°C fino a che la polpa sarà morbida (45-50 minuti). A quel punto con un cucchiaio riuscirete facilmente a raccogliere tutta la polpa. Vedrete che in questo modo la polpa rimane molto asciutta.

Ammollate i funghi secchi in acqua qualche minuto, quindi tritate finemente con cipolla e carota.

In una padella capiente rosolate il trito con olio extravergine di oliva e aggiungete la polpa della zucca. Fatela rosolare a fuoco medio in modo da insaporirla e far evaporare l’eventuale acqua residua al suo interno.

Fate raffreddare la polpa quindi aggiungete il resto degli ingredienti (polenta, farina, origano, noce moscata, uova, ricotta e parmigiano) del ripieno. Mescolate bene e salate.

Prendete la sfoglia tirate molto sottile e ricoprite la teglia (precedentemente oliata o coperta di carta forno). Coprite la sfoglia col ripieno e livellatelo. Coprite il ripieno solo ai bordi (al centro deve rimanere una parte di ripieno scoperto) con la pasta in eccesso.

Cuocete in forno caldo a 180°C per35 -40 minuti.
Servite fredda.

Versione più semplice:

TORTA DI ZUCCA DI MURTA

INGREDIENTI per una teglia diametro 30cm:
  • 700 g polpa di zucca cotta al forno 
  • 50 g parmigiano reggiano 
  • 50 g polenta 
  • 50 g farina 
  • 200 ml panna fresca 
  • sale q.b. 
per la sfoglia:
  • 150 g farina 
  • 20 ml olio extravergine di oliva 
  • acqua q.b. 
  • pizzico di sale 

PROCEDIMENTO

Preparate la pasta con largo anticipo come indicato nella ricetta precedente.

Cuocete la zucca come indicato nella ricetta precedente.

Raccogliete la polpa della zucca cotta in una ciotola, aggiungete il parmigiano grattugiato, la farina di polenta, la farina e metà panna fresca. Mescolate bene e salate.

Tirate la pasta e disponetela sulla teglia oliata (o coperta di carta forno), ricopro col ripieno e livello. Distribuisco su tutta la superficie la panna fresca rimasta. Coprite solo i bordi del ripieno con la pasta in eccesso.

Cuocete in forno a 200°C per 25-30 minuti fino a doratura.

Lasciate raffreddare prima di servire.



Buon appetito!



Vi lascio ora la lista della spesa del mese di agosto...



Ed infine ecco le nostre amiche da cui potrete trovare altre idee rigorosamente di stagione!!!


Lisa Verrastro – Lismary’s Cottage
Alisa Secchi – Alisa design,sew and Shabby Chic
Enrica Coccola – Coccola Time
Beatrice Rossi – Beatitudini in cucina
Sisty Consu – I biscotti della zia
Simona Milani – Pensieri e pasticci
Maria Martino – La mia casa nel vento
Anna Marangella – Ultimissime dal forno
Susy May – Coscina di pollo
Ely Valsecchi – Nella cucina di Ely
Francesca Lentis – Crudo e cotto
Ilaria Lussana - Biologa nutrizionista
Miria Onesta - Due amiche in cucina
Ilaria Talimani – Soffici blog

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giovedì 1 novembre 2018

BISCOTTI DEL LAGACCIO con lievito di birra....per il GRANAIO!

Ciao a tutti!

Amo il momento della colazione, dopo aver “spedito” figli e marito rispettivamente a scuola e lavoro, mi concedo un momento tutto per me. Siedo tranquilla a tavola con una tazza di tè fumante, Molly ai piedi che spera nella caduta di qualche briciola e una grande scorta di biscotti del Lagaccio e inizio bene la giornata.





Oggi è il nostro primo post per una nuova rubrica Il Granaio – Baking time.




Pani, focacce, torte rustiche e tutto quello che unisce farine di ottima qualità, lievitazione, pazienza e bontà, dallo scorso luglio in una raccolta unica! Ogni 15 giorni noi insieme a Carla, Consuelo, Simona, Sabrina e Terry, vi proporremo tutto il buono che le nostre mani impasteranno per voi, ricette che troverete non solo sui nostri blog, ma anche sulla pagina facebook della rubrica. Ricette passo-passo, dettagli degli ingredienti e del procedimento per poter replicare a casa propria un prodotto goloso e sano per tutta la famiglia e per ogni occasione.

Grazie ragazze per avermi accolta nel gruppo.

Ecco il nostro paniere completo::


Torniamo ai nostri biscotti del Lagaccio, in realtà la tradizione vuole che vengano preparati rigorosamente con lievito madre (qui nel blog trovate una seconda versione di questi biscotti) mentre io oggi ve li propongo con lievito di birra, per i puristi sarà un piccolo sacrilegio.
 


I biscotti del Lagaccio sono una via di mezzo tra il pane (in casa mia si sono sempre chiamati Biscotti di pane) e le fette biscottate, potremmo dire che sono una grossa e spessa fetta biscottata poco dolce!

Il loro nome deriva da quello di un quartiere genovese, il Lagaccio appunto, dove vennero fatti per la prima volta in un antico forno vicino a un bacino artificiale apostrofato "Lagaccio" dai cittadini, nel 1593. Il lago artificiale costruito per volere di Andrea Doria, si trovava sulle alture di Genova e serviva in origine per la provvista della flotta e per approvvigionare di acqua il suo palazzo. In un secondo tempo, circa un secolo dopo, servì ad alimentare le fabbriche di polvere da sparo che l’antica Repubblica Genovese decise di costruire in quel luogo. Ancora oggi esiste il quartiere del Lagaccio, esattamente dove si trovava nel 1550, anche se il lago non esiste più. Oggi i biscotti del Lagaccio vengono prodotti da diverse industrie dolciarie in Liguria (a Genova: Panarello, Grondona, Preti per ricordarne alcune), oltre che in tutti i forni della città e in Piemonte, nella zona di Ovada.


BISCOTTI DEL LAGACCIO con lievito di birra (Bescheutti do Lagasso)


INGREDIENTI:

Per la biga:

  • 200 g farina tipo 1 forte (W320) 
  • 100 g acqua 
  • 2 g lievito di birra disidratato 
Impasto:
  • la biga 
  • 500 g farina tipo 1 media forza (W 270) 
  • 200 g zucchero 
  • 200 g acqua 
  • 150 burro morbido 
  • 3 cucchiai liquore sambuca (o 4 g semi anice) 
  • 2 g sale 
  • 2 g lievito di birra disidratato 

PROCEDIMENTO:

La sera prima impastate per pochi minuti la biga. In una ciotola mettete la farina, aggiungete l’acqua (fredda) in cui avrete fatto sciogliere il lievito. Impastate velocemente e brevemente, avrete un risultato non omogeneo, un po’ a briciole. Ponete in una ciotola, coprite con pellicola e lasciate fermentare ad una temperatura di 24°C per un tempo di 8-12 ore.

Quando la biga sarà arrivata a maturazione potrete procedere con l’impasto. Nella ciotola dell’impastatrice mettete la biga, l’acqua (solo 150 g, gli ultimi 50 g teneteli da parte ed uniteli solo se necessari), la farina, lo zucchero e il liquore (o i semi di anice). Impastate fino a raggiungere l’incordatura quindi aggiungete il sale e il burro a pezzettini piccoli pochi alla volta.

Dovrete ottenere un impasto liscio ed omogeneo, ben incordato, a questo punto trasferitelo in una ciotola dopo avergli dato una forma sferica e lasciatelo puntare per un’ora.

Quindi dividete l’impasto in tre parti e formate tre filoni, disponeteli su di una teglia coperta di carta forno e lasciateli lievitare fino al raddoppio al riparo da correnti.

Cuoceteli in forno già caldo a 180°C fino a completa cottura.

Trasferiteli su un gratella e lasciateli raffreddare completamente.

Il giorno successivo (lasciate riposare una notte i biscotti prima di tostarli) tagliate a fette oblique di circa 2 cm, disponetele su una teglia e fatele tostare fino a doratura in forno caldo a 180°C.
 


Conservare in una scatola di latta, durano molto tempo, se non li mangiate tutti prima!


NOTE:

- la tradizione vuole che i biscotti del Lagaccio vengano preparati con lievito madre, se volete provare è sufficiente sostituire la biga con 150 g di pasta madre rinfrescata e seguite il resto della ricetta eliminando del tutto il lievito di birra.

- potrete preparare i biscotti del Lagaccio anche con solo olio extravergine di oliva (per me li preparo sempre solo con olio extravergine) utilizzandone 120 g e aggiungendo 30 g di acqua al totale.

- infine per quanto riguarda gli aromi, normalmente si trovano aromatizzati con vaniglia. La mia versione alla sambuca (o anice) mi ricorda le colazioni di quando ero bambina, sono i miei biscotti del Lagaccio!





Buon appettito!




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