giovedì 12 settembre 2019

INSALATA DI POLLO...per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Dopo il primo appuntamento con IL granaio, eccoci oggi arrivati anche al primo appuntamento con la rubrica de Al km 0. Il tema scelto per questo inizio è “ il cestino scuola/lavoro piatti da asporto”. La nostra proposta dedicata a questo tema, l’insalata di pollo, non si può definire una vera ricetta ma solo un’idea sfiziosa per la vostra pausa pranzo.
 


L’insalata di pollo può essere servita come antipasto, secondo freddo o piatto unico a seconda degli ingredienti che sceglierete per prepararla. Normalmente viene utilizzato il petto di pollo ma vi assicuro che diventa ancor più gustosa se la preparerete anche con altre parti del pollo.
 

Potrete semplicemente lessare il pollo ma ancor meglio sarebbe utilizzare un pollo arrosto, sentirete che sapore! Può essere anche un piatto di recupero per utilizzare quelle parti del pollo arrosto che a casa sono poco apprezzate, come il petto. Il pollo è importante cuocerlo con molto anticipo anche il giorno prima, è importante che al momento della preparazione dell’insalata sia del tutto freddo.
 

Anche se può sembrare un errore, preferisco preparare l’insalata qualche ora prima di servirla in modo che tutto si insaporisca, se non amate vedere le foglie di insalata un po’ appassite, tenetele da parte e aggiungetele prima di servire.


INSALATA DI POLLO


INGREDIENTI (per 5 persone):
  • 2 petti di pollo
  • 1 cespo di radicchio (in questo mese trovo il precoce)
  • 1 cespo di lattuga
  • carciofini sott’olio q.b.
  • funghetti sott’olio q.b.
  • fagioli borlotti q.b.
  • verdure sott’aceto (a striscioline) q.b.
  • zucchine sott’olio q.b.
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO:

Cuocete con molto anticipo il pollo, anche il giorno prima: potrete bollire semplicemente il pollo, oppure grigliarlo ma ancora meglio farlo arrosto (senza eliminare la pelle durante la cottura).

Preparate il pollo senza tagliarlo ma sfilacciandolo pezzetto per pezzetto.

Pulite le insalate, lavatele quindi tagliatele a striscioline.

Fate sgocciolare i carciofini, i funghetti e le zucchine dall’olio di conservazione. E se necessario tagliateli a pezzettini più piccoli. Sgocciolate anche le verdure sott’aceto.

Riunite in una ciotola il pollo sfilacciato e tutte le verdure. Mescolate bene e condite con olio, sale e pepe. Lasciate riposare in frigo prima di servire.

Anche la scelta del condimento è molto ampia, io ho optato per un condimento semplice ma nulla vi vieta di osare di più con una salsa a base di yogurt, oppure della maionese o mille altre salse che vi piacciono.




Buon appetito!




Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “cestino scuola/lavoro piatti da asporto”:





  • Cena qui da noi: Insalata di pollo 



Seguiteci sulla pagina facebook de Al Km 0  se vorrete essere sempre aggiornati su ogni uscita.





Se non volete perdervi neppure un post del nostro Fotocibiamo, vi aspettiamo sulla nostra pagina facebook.




giovedì 5 settembre 2019

SBRICIOLATA AMARETTI E MELE...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Si riprende! Come state? Passata bene la vostra estate? Spero di sì!
 


Potremmo definire settembre come “un secondo inizio anno”: facciamo buoni propositi, riprendiamo tutte le nostre attività dopo il torpore estivo, la scuola, la palestra, il lavoro. Un mese in cui si ha bisogno di un sacco di energia; iniziamo con una bella colazione e accompagniamo il nostro caffè con una bella fetta di Sbriciolata con amaretti e mele.
 


Questo semplice dolce è perfetto per il primo appuntamento del mese con la rubrica de “Il Granaio – Baking Time”.
 

La sbriciolata è una crostata rustica, semplice da realizzare, in cui sostituiamo la caratteristica griglia con tante croccanti briciole. Il suo interno nasconde tante fettine di mele e gli amaretti li abbiamo utilizzati per rendere ancora più golosa la frolla.



SBRICIOLATA AMARETTI E MELE

Ricetta ispirata alla torta sbriciolata di Miria - “Due amiche in cucina”




INGREDIENTI (per una teglia diametro 18 cm): 

  • 200 g farina per frolla 
  • 130 g burro 
  • 50 g semola rimacinata di grano duro
  • 150 g amaretti
  • 80 g zucchero semolato
  • 2 tuorli
  • un pizzico di sale


per il ripieno:



PROCEDIMENTO:

Sbriciolate finemente gli amaretti.

In un mixer versate le farine e aggiungete il burro a tocchetti freddo di frigo. Azionate il mixer per pochi secondi, otterrete una consistenza sabbiosa. Potrete ottenere lo stesso risultato anche lavorando velocemente con la punta delle dita il burro con le farine in una ciotola.

Trasferite il composto in una ciotola, aggiungete lo zucchero, gli amaretti sbriciolati fini, i tuorli e il pizzico di sale. Amalgamate velocemente, senza compattare completamente l’impasto.

Imburrate la teglia e coprite con un disco di carta forno il fondo. Ho utilizzato una teglia col fondo rimovibile per estrarre più facilmente la sbriciolata una volta cotta.

Mettete nella teglia più della metà dell’impasto e pressate con le mani facendo anche un bordo di 2 cm. Cercate di ottenere uno spessore omogeneo.

Sbucciate le mele quindi tagliatele a fettine molto sottili.

Sul fondo di frolla, distribuite due cucchiai di confettura di albicocche quindi coprite con due strati di fettine di mele.

Coprite tutta le mele sbriciolando l’impasto tenuto da parte.

Infornate in forno già caldo a 180°C per 35-40 minuti.

Sfornate, fate raffreddare completamente quindi eliminate lo stampo.






Buon appetito!



Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:





  • Qui da noi: Sbriciolata amaretti e mele





Seguiteci sulla nostra pagina FB IL granaio  per non perdere le novità.





Se volete essere sempre informati sui nuovi post di Fotocibiamo, vi ricordiamo che potete trovarci sulla nostra Fanpage di Facebook.








giovedì 25 luglio 2019

BICCHIERINI PESCHE E AMARETTI...per Al Km 0!

Ciao a tutti! 


Il caldo di questi giorni altro non fa desiderare che piatti veloci e freschi. Oggi, con le amiche de “Al km 0” per il tema “dall’orto e il frutteto alla tavola”, vi proponiamo una merenda, i bicchierini con pesche ed amaretti. Un semplice dolce ricco di frutta, le pesche dell’orto, e impreziosito da due prodotti tipici della nostra meravigliosa regione, la prescinseua e gli amaretti morbidi di Sassello.
 

La prescinseua, o cagliata genovese, è un prodotto caseario tipicamente ligure simile ad una cagliata acida, che viene utilizzato nella torta Pasqualina e in molte altre torte salate (ad esempio ). Il suo nome deriva dal genovese “presû”, in italiano caglio. È molto leggera ed ha un tipico gusto leggermente acidulo, non avendo sale si può consumare anche con lo zucchero e quindi nei dolci.
 






Prepariamo insieme i nostri bicchierini... 





BICCHIERINI CON PESCHE E AMARETTI



INGREDIENTI per 4 bicchierini:


per la crema:

  • 250 gr prescinseua
  • 210 g yogurt alla vaniglia
  • 5 g gelatina
  • 1 cucchiaio (circa 30 g) miele di acacia

per finire:

  • 2 pesche noci
  • 2 cucchiai zucchero
  • succo limone q.b.
  • 8 amaretti morbidi (da 15 g ciascuno)
  • liquore Amaretto q.b.
  • lamelle di mandorle

PROCEDIMENTO:

In ogni bicchiere sbriciolate due amaretti morbidi ed inumiditeli con 2 cucchiai di liquore amaretto.

Preparate le pesche, senza eliminare la buccia tagliatele a tocchettini piccoli, raccoglieteli tutti in una ciotola, aggiungete 2 cucchiai di zucchero e poco succo di limone, mescolate e riponete in frigo fino all’utilizzo.

Preparate la crema. In una ciotola mettete la prescinseua e lo yogurt, mescolate con una frusta. Mettete in ammollo la gelatina in acqua fredda. Scaldate un cucchiaio di miele in un pentolino quindi scioglietevi all’interno la gelatina quindi unite il tutto alla crema di formaggio. Mescolate.

Scegliete un miele dal gusto molto delicato, ne ho utilizzato solo un cucchiaio per non coprire l’acidulo della prescinseua, che ben si sposa con il dolce delle pesche.

Dividete la crema preparata nei 4 bicchieri o in 4 vasetti da conserve col coperchio (in questo modo diventa un dolce perfetto anche per un pranzo al sacco!). Trasferite in frigo i vostri bicchierini per almeno un’ora.

Quando la crema avrà la giusta consistenza terminate il dolce con le pesche a tocchetti e le lamelle di mandorle.

Servite fresco.



Buon appetito!



Scopriamo ora insieme tutte le proposte de “Al Km 0 per il tema “dall’orto e il frutteto alla tavola” :




Colazione da Sabrina: Pesche grigliate con mandorle, miele e cocco

Pranzo da Carla: Polpette di piselli e basilico

Merenda qui da noi: Bicchierini pesche e amaretti 

Cena da Simona: Verdure ripiene di riso al forno





Seguiteci sulla pagina facebook de Al Km 0 se vorrete essere sempre aggiornati su ogni uscita.





Se non volete perdervi neppure un post del nostro Fotocibiamo, vi aspettiamo sulla nostra pagina facebook.







Vi auguriamo infine buone vacanze 
sia le nostre rubriche che il blog vanno in vacanza....
ci rivediamo a settembre!!!







giovedì 11 luglio 2019

POMODORI RIPIENI...per AL Km 0!

Ciao a tutti!

Oggi insieme alle amiche de “Al KM 0” ci dedichiamo al tema “piatti freddi”. Qui da noi troverete un’idea per il pranzo, i pomodori ripieni, potrete utilizzare pomodori grandi oppure piccoli, io ho scelto questi ultimi perché più facili da mangiare per i bambini e poi più carini da presentare.
 


Potrete utilizzarli come secondo o anche come aperitivo o in un buffet, sicuramente avrete un gran successo senza faticare troppo in cucina e, non so voi, ma con questo caldo queste sono le ricette che preferisco!
 


La preparazione è di una facilità imbarazzante, vediamo insieme come fare...


POMODORI RIPIENI

INGREDIENTI:

  • 10 pomodori tondi medi (oppure 30 pomodori tipo ciliegino)
  • 200 g tonno sott’olio sgocciolato
  • 3 uova sode (se preferite sostituitele con la maionese)
  • 4-5 acciughe sott’olio
  • 10-12 capperi sott’aceto (se li utilizzate sotto sale dovrete aggiungere poi al composto 1 cucchiaio di aceto)
  • olio extravergine di oliva (se necessario per frullare)
  • sale

PROCEDIMENTO:

Eliminate la calotta superiore dei pomodori, poi aiutandovi con uno scavino o un cucchiaio eliminate la parte interna con i semi facendo molta attenzione a non bucarli. Salate leggermente quindi mettete i pomodori a scolare su una griglia con la parte tagliata rivolta verso il basso per una mezz’ora.

Nel frattempo preparate il ripieno.

Nel frullatore inserite il tonno, le uova sode spezzettate, le acciughe e i capperi. Frullate il composto se necessario aggiungete poco olio fino ad ottenere una crema ben omogenea. Aggiustate di sale, fatelo solo dopo aver assaggiato la salsa, sono tutti ingredienti molto saporiti a volte non è necessaria alcuna aggiunta.

Riempite i pomodori e disponeteli su di un piatto da portata decorandoli con un cappero o con qualche pezzetto di pomodoro. Per riempire i pomodorini ciliegino aiutatevi con una sacca da pasticcere con la bocchetta rigata, per i pomodori grandi è sufficiente un cucchiaio.

Preparate in anticipo i vostri pomodori ripieni e lasciateli in frigo fino al momento del servizio.


Buon appetito!



Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “Piatti freddi”:





  • Pranzo qui da noi: Pomodori ripieni





Seguiteci sulla pagina facebook de Al Km 0  se vorrete essere sempre aggiornati su ogni uscita.




Se non volete perdervi neppure un post del nostro Fotocibiamo, vi aspettiamo sulla nostra pagina facebook.






Ci rivediamo tra quindici giorni con l'ultimo appuntamento con la rubrica de "Al km 0" prima della pausa estiva.






giovedì 27 giugno 2019

MICHETTA DI DOLCEACQUA...per AL Km 0!


Ciao a tutti!

Ogni estate, il 16 agosto, nel pittoresco borgo di Dolceacqua, in provincia di Imperia, si organizza la Sagra della Michetta.
 


La Michetta è una piccola brioches lievitata ricca di storia, che abbiamo scelto per il nostro appuntamento con la rubrica Al Km 0 per il tema “Sagre e fiere”. 
 

Molto particolare la storia che si nasconde dietro a questo piccolo dolce, che fu preparato la prima volta nel 1300 per festeggiare l’abolizione dello jus primae noctis  che il marchese Doria pretendeva nel suo territorio.
  
La forma di questo dolce allude apertamente al sesso femminile; per tradizione il 16 agosto le ragazze del paese fanno scendere dalle finestre dentro cesti questi semplici dolci che i giovani del paese chiedono scorrazzando per le vie del paese.
 

Vediamo cosa fare insieme...



MICHETTA DI DOLCEACQUA


Ricetta tratta dal libro “Lievitati di Liguria” scritto da Valentina Venuti e Ilaria Fioravanti edito da SAGEP – trovate questa ricetta anche qui direttamente da Valentina 


INGREDIENTI (per circa 10 – 12 michette)

per il lievitino:

  • 80 g acqua leggermente tiepida
  • 80 g farina W 290
  • 1 cucchiaino miele
  • 7 g lievito di birra compresso

per l’impasto:

  • 270 g farina W 290
  • 40 g acqua
  • 60 g zucchero
  • 1 uovo intero
  • 1 tuorlo
  • 80 g burro
  • 30 g olio extravergine di oliva
  • 5 g sale
  • scorza mezzo limone

in più per finire:

  • latte q.b.
  • zucchero q.b.

PROCEDIMENTO:

Preparate per prima cosa un lievitino: in una piccola ciotola mescolate velocemente la farina (80 g) con il latte (80 g), il miele (1 cucchiaino) e il lievito (7 g, tutto quello previsto dalla ricetta). Coprite e fate lievitare al riparo per 40 minuti. Il lievitino sarà pronto quando si formeranno sulla superficie delle piccole bolle.

Nell’impastatrice mettete il lievitino pronto, il resto della farina, lo zucchero, l’uovo intero, il tuorlo e l’acqua rimanente. Aggiungete l’olio a filo sempre impastando e quando sarà assorbito dall’impasto, anche il sale e il burro a piccoli pezzettini a cui avrete aggiunto al scorza di limone.

Impastate a velocità media fino ad ottenere un impasto liscio, omogeneo e ben incordato. Date forma a palla e trasferitelo in una ciotola unta di olio dove lo lascerete puntare per un’ora.

A questo punto avrete due strade potrete trasferire la ciotola dopo la puntatura in frigo e lasciarcelo una notte intera, questo vi donerà un prodotto soffice e duraturo. La mattina successiva dovrete portare l’impasto a temperatura ambiente e continuare con la formatura.

Oppure potrete direttamente dopo la puntatura formare le vostre michette. Dividete l’impasto in pezzi da 60 g ciascuno, date ad ogni pezzetto la forma di un piccolo filoncino quindi con la mano, come se fosse un coltello, dividete la brioches in tre palline, senza però arrivare a tagliare la pasta completamente.

Disponete le michette su una teglia coperta di carta forno distanziate tra loro, e fate lievitare fino al raddoppio.

Spennellate ogni michetta con poco latte quindi spolveratele con abbondante zucchero semolato.

Infornate in forno già caldo a 180°C per un tempo necessario a raggiungere una leggera doratura. Fate attenzione alla cottura, le mie sono un po’ troppo abbronzate!





Buon appetito!



Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “sagre e fiere”:


  • Colazione qui da noi: Michetta di Dolceacqua



Seguiteci sulla pagina facebook de Al Km 0 se vorrete essere sempre aggiornati su ogni uscita.



Se non volete perdervi neppure un post del nostro Fotocibiamo, vi aspettiamo sulla nostra pagina facebook .







giovedì 20 giugno 2019

CIAPPE...per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Le ciappe sono la versione ligure dei crackers, sfoglie sottili e molto croccanti perfette per essere utilizzate in un aperitivo ma anche come sostituto del pane. Si preparano con pochi semplici ingredienti farina, acqua, olio e sale ma potrete aromatizzarle in mille modi diversi.
 


Il termine ciappa in dialetto ligure significa sottile piastra di pietra. Sono chiamate ciappe le lastre di ardesia con cui si ricoprono i tetti, ma anche quelle che vengono utilizzate per cuocere la carne ed il pesce senza l’aggiunta di alcun grasso. Ecco spiegato il curioso nome di queste gustose sfoglie, proprio per la loro forma sottile e schiacciata.
 

Una ricetta perfetta per questo nostro ultimo appuntamento, prima della pausa estiva, con la rubrica Il Granaio. Ho cercato una ricetta semplice e veloce da fare che impegnasse poco in queste calde giornate d’estate.
 

Quindi non vi resta che venire con me in cucina per vedere come preparare le nostre ciappe...



CIAPPE LIGURI


- CIAPPE CECI E ROSMARINO

INGREDIENTI (per circa 10 ciappe):

  • 250 g farina 0
  • 40 g farina di ceci
  • 40 g olio extravergine di oliva
  • 3 g rosmarino fresco tritato finemente
  • 7 g sale
  • acqua q.b. (circa 100 g)

- CIAPPE SEMINTEGRALI ALLE OLIVE

INGREDIENTI (per circa 12 ciappe):
  • 250 g farina 0
  • 80 g farina integrale
  • 30 g olio extravergine di oliva
  • 35 g olive taggiasche tritate finemente
  • 4 g sale
  • acqua a.b. (circa 150 g)

- CIAPPE POMODORO E ORIGANO

INGREDIENTI (per circa 9 ciappe):
  • 250 g farina 0
  • 40 g passata di pomodoro
  • 30 g olio extravergine di oliva
  • 1 g origano secco
  • 7 g sale
  • acqua q.b. (circa 80 g)

- CIAPPE ALLA POLENTA
INGREDIENTI (per circa 11 ciappe):
  • 250 g farina 0
  • 50 g farina di mais
  • 30 g olio extravergine di oliva
  • 7 g sale
  • acqua q.b. (circa 150 g)

per finire in ogni tipologia:

  • olio extravergine di oliva 
  • sale fino

PROCEDIMENTO:

L’impasto delle ciappe è molto semplice, unico consiglio è quello di impastare e poi lasciare riposare almeno un’ora ma anche qualcosa in più l’impasto prima di tirare le sfoglie, in questo modo sarà più facile stenderle.

Potrete impastare con l’impastatrice ma anche semplicemente a mano. In una ciotola raccogliete tutti gli ingredienti tranne l’acqua. Iniziate ad impastare ed aggiungete l’acqua poca alla volta fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Fate lo stesso per ogni tipologia di ciappa.

Ottenuti i vostri quattro impasti, dovrete lasciarli riposare in una ciotola coperti a temperatura ambiente almeno un’ora.

Finito il tempo di riposo dovrete dividere ogni impasto in parti di circa 40 g ciascuna, date forma tonda ad ogni pezzo e allineateli sulla spianatoia.

Otterrete circa 42 palline. Ora partendo dalla prima che avrete formato, importante partire dalla prima che nel frattempo avrà riposato ancora, iniziate a stendere le vostre ciappe col matterello.

Stendete ogni pallina in una sfoglia lunga e sottile pochi millimetri.
 


Disponetele distanziate su una teglia coperta di carta forno (ne cuocerete poche alla volta), spennellate la superficie con olio extravergine di oliva e cospargetele con sale fino.

Cuocete in forno già caldo a 200°C fino a che saranno ben croccanti.

Cuocete tutte le ciappe. Fate raffreddare.

Chiuse in un contenitore ermetico rimangono croccanti per molti giorni.


Buon appetito!


Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:



Da Carla: Focaccia con cicoria stracchino e speck
Qui da noi: Ciappe
Da Natalia: Brioche morbida 
Da Sabrina: Pane alle carote
Da Simona: Pane delle vacanze (mix di farine e lievito madre)  
Da Zeudi: Focaccia allo yogurt 



Seguiteci sulla nostra pagina FB IL granaio  per non perdere le novità.

Con il Granaio ci rivedremo a settembre!!! 



Se volete essere sempre informati sui nuovi post di Fotocibiamo, vi ricordiamo che potete trovarci sulla nostra Fanpage di Facebook.




giovedì 13 giugno 2019

SABRINA...per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Anche oggi giochiamo in casa con un piatto della domenica, la Sabrina, tipico della nostra cucina genovese e che spesso da bambina mi veniva preparato da mia nonna.
 


Come sempre quella che vi propongo è solo la versione di casa mia, ma le varianti davvero non si contano. Come per ogni ricetta della tradizione, in ogni casa venivano e vengono fatte le modifiche più varie a seconda dei gusti ma anche della disponibilità del momento.
 

Probabilmente la stessa versione che oggi io vi propongo, è diversa da quella che mi preparava mia nonna, perché purtroppo ho scoperto la mia passione per la cucina molto tempo dopo la sua scomparsa e non ho mai potuto farmela raccontare. Negli anni poi la sua casa è stata venduta da mia zia e anche lì, non sono riuscita a salvare il suo prezioso libro delle ricette. Tutto quello che vi racconto è basato sui ricordi di una bimbetta entusiasta di trascorrere una giornata dai nonni nella loro grande casa di Beleno.
 

Questa ricetta è perfetta per l’appuntamento con la nostra rubrica “Al Km 0”  il cui tema è “aria di vacanza”. Per noi aria di vacanza è aria di famiglia, quindi aria di festa...



SABRINA

INGREDIENTI (per 6/8 persone):

  • 1 Sabrina o Spinacino aperto a libro (circa 900 g)
per la frittata:
  • 5 uova medie
  • 150 g spinaci (o bietole) al netto degli scarti
  • 80 g parmigiano reggiano
  • maggiorana fresca (un rametto)
  • noce moscata q.b.
  • sale e pepe
inoltre:
  • 200 g prosciutto cotto a fette
  • 2/3 foglie di alloro
  • ½ cipolla
  • 1 carota
  • ½ gambo sedano
  • olio extravergine di oliva
  • vino bianco

PROCEDIMENTO:

Preparate la frittata. Lavate gli spinaci e scottateli velocemente in padella con poco olio extravergine di oliva. Salate. Tritate grossolanamente e tenete da parte. In una ciotola unite le uova, il parmigiano, la maggiorana tritata, una abbondante spolverata di noce moscata, sale e pepe. Mescolate velocemente senza sbattere troppo le uova, quindi aggiungete gli spinaci. Mescolate.

In una padella antiaderente (scegliete una padella che abbia una forma che il più possibile possa coprire la vostra sabrina: ad esempio io ho utilizzato una padella quadrata 22x22 cm), scaldate abbondante olio extravergine di oliva (coprite il fondo della padella con uno strato di olio). Versate il composto di uova e spinaci nella padella e scuotetela leggermente in modo da livellarlo.

Abbassate il fuoco al minimo, mettete un coperchio (sceglietelo trasparente in modo da poter controllare la cottura senza toglierlo) e lasciate cuocere per 10-15 minuti scuotendo spesso la padella in modo da far staccare la frittata dalla padella, se necessario aiutatevi con una spatola in silicone.

Vedrete che lentamente la frittata si addenserà prima ai bordi poi via via verso il centro. Per favorire la cottura con la spatola potrete fare dei piccoli tagli sulla superficie in modo che il calore la cuocia più uniformemente. Continuate a muovere la padella.

Quando sarà rappresa anche in superficie è il momento di girare la frittata. Utilizzate un coperchio piatto di diametro più grande della padella, così eviterete di bruciarvi con l’olio caldo che può colare durante questo passaggio, e girate la frittata. Ponete il coperchio sulla padella, girate velocemente la padella sottosopra tenendo il coperchio ben chiuso, quindi dopo aver rimesso la padella sul fuoco, aggiungete altro olio e fate scivolare dentro la frittata...e il gioco è fatto!

Fate cuocere per 5 minuti su fuoco medio sempre scuotendo la padella.

Ora avete tutti gli ingredienti per preparare la Sabrina.

Se siete di Genova, andando dal macellaio potrete chiedere semplicemente una Sabrina e vi daranno il taglio perfetto per questa ricetta. Se non siete di Genova, dovrete chiedere al vostro macellaio di aprirvi a libro uno spinacino.

Lo spinacino è un taglio di seconda scelta del quarto posteriore che si usa per fare tasche ripiene e appunto, rotoli farciti.
 

Aprite e stendete la carne su un tagliere, salatela e pepatela quindi adagiatevi al centro la frittata, copritela con le fette di prosciutto. Arrotolatela perpendicolarmente alle sue fibre, ben stretta. Quindi legatela come fareste con un arrosto con spago da cucina.

Tritate cipolla, sedano e carota quindi rosolatele in una larga padella con olio extravergine di oliva. Fatele stufare per qualche minuto.

In un’altra padella scaldate qualche cucchiaio di olio quindi fate rosolare a fuoco vivo la sabrina girandola da tutti i lati. Trasferitela nella padella col soffritto insieme all’eventuale sughetto formato. Aggiungete le foglie di alloro.

Bagnate con un bicchiere di vino bianco e lasciate sfumare a fuoco vivo.

Fate cuocere ora coperta da un coperchio, controllando spesso, per circa 30 minuti. Quindi, eliminate il coperchio e continuate la cottura per altri 20 minuti. Se necessario durante la cottura potrete aggiungere poca acqua calda o, ancor meglio, brodo.

A questo punto dovrebbe essere cotta e pronta per essere servita dopo averla lasciata riposare una quindicina di minuti lontano dal fuoco. Per assicurarvi della cottura potrete utilizzare un termometro da cucina, se misurerete al cuore della sabrina 75°C sarete sicuri di avere ottenuto una cottura ottimale. 
Non fate come me che l'ho cotta poco 😢!!!
Tagliatela a fette e servitela accompagnata dal fondo di cottura e da un contorno di verdura.


Buon appetito!



Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “ aria di vacanze”:



  • Cena qui da noi: Sabrina



Seguiteci sulla pagina facebook de Al Km 0 se vorrete essere sempre aggiornati su ogni uscita.




Se non volete perdervi neppure un post del nostro Fotocibiamo, vi aspettiamo sulla nostra pagina facebook.





giovedì 6 giugno 2019

FOCACCIA GENOVESE CON LE CIPOLLE...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

La focaccia genovese con cipolle è forse la variante più famosa della nostra focaccia genovese, la base che viene utilizzata è quella della focaccia classica su cui poi vengono distribuite abbondanti fettine di cipolla semplicemente condite con olio e sale.
 


La focaccia per noi genovesi è una vera istituzione, un vero simbolo al pari della Lanterna, la amiamo in tutte le sue declinazioni anche se quella semplice rimane sicuramente la più apprezzata e cercata. Impossibile descrivere il meraviglioso il profumo che si sente passando vicino ai forni, un profumo nettamente diverso da quello del pane.
 


La ricetta con cui faccio la nostra focaccia genovese, l’ho avuta anni fa da mia cognata che a sua volta l’ha avuta da un vecchio fornaio. Forse non sarà una ricetta tecnicamente perfetta o al passo con le nuove regole, ma ad oggi è quella che mi ha dato risultati migliori nel forno di casa ed il risultato è davvero molto simile all’originale.
 


Non potevo che scegliere questa ricetta per il nostro appuntamento odierno con la rubrica Il Granaio - Baking time.
 

Vediamo come abbiamo fatto...


FOCACCIA GENOVESE CON LA CIPOLLA


INGREDIENTI:

  • 500 g farina W 290
  • 13 g sale
  • 2 g lievito di birra disidratato
  • 60 – 70 % acqua tiepida (ne ho usata 300 g)
  • 5 g malto
  • 10 % strutto (io ho utilizzato 50 g olio extravergine di oliva) 

per l’emulsione: 
  • 50 g olio extravergine di oliva
  • 80 g acqua
  • sale q.b.

  inoltre:
  • cipolle (dovranno essere lo stesso peso dell'impasto che metterete in ogni teglia)
  • olio extravergine di oliva
  • sale
Servono due teglie di alluminio a bordi bassi 34x27 cm (oppure due teglie diametro 32 cm).



PROCEDIMENTO: 


In una ciotola capiente mettete la farina e l’olio (o lo strutto). Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida aggiungendo il malto e lasciate attivare per pochi minuti. Aggiungete acqua+lievito+malto alla farina ed iniziate ad impastare a mano. Aggiungete il sale e impastate fino a quando l’acqua sarà del tutto assorbita dalla farina. Non serve la planetaria. Otterrete un impasto molto morbido.

Coprite con pellicola e lasciate lievitare al riparo da correnti per 50 minuti.

Riprendete l’impasto, impastate brevemente e date un giro di pieghe di secondo tipo: rovesciate l’impasto sulla spianatoia infarinata, prendete un lembo, tiratelo leggermente verso l’esterno e portatelo al centro. Prendete quindi l'angolo che si è formato a destra, stendetelo leggermente verso l’esterno e portatelo al centro...continuate così fino a completare il giro.

Riponete l’impasto nella ciotola e lasciatelo lievitare per altri 50 minuti.

A questo punto dividete l’impasto in 2 parti, pesate ogni parte (vi servirà per sapere quante cipolle utilizzare) e riponetele ciascuna in una teglia ben oliata. Capovolgetele l'impasto (in modo da oliare le due parti della pasta) e lasciateli riposare così per 10 minuti prima di stenderli.

Stendete ora l’impasto direttamente nella teglia unta d’olio (potreste usare anche carta forno ma il risultato non sarebbe lo stesso) utilizzando solo le mani (senza matterello). In questa prima stesura non arrivate ai bordi della teglia, ma solo fino a dove la pasta non oppone resistenza.

Lasciatela riposare ancora 15-20 minuti quindi stendetela completamente sempre e solo utilizzando le mani. Dovrete ottenere una sfoglia sottile.

Una volta steso l’impasto, porre le teglie al riparo da correnti, coperte da pellicola, a lievitare per un tempo che va da un minimo di 2 ore ad un massimo di 6 ore (le mie hanno lievitato circa 6 ore).

Un’ora prima della fine della lievitazione preparate le cipolle, dovranno essere in peso uguale al peso dell’impasto posto in ogni teglia.
 


Affettate le cipolle sottilmente, ponetele in una ciotola, conditele con sale e olio extravergine di oliva e mescolate bene con le mani, “strapazzandole” anche un po’, in modo da separare tra loro le fettine. Lasciate riposare fino all’utilizzo.
 


Infine preparate un’emulsione di olio, acqua e sale.

Riprendete le focacce lievitate e create dei fori affondando tutta l’ultima falange di indice, medio, anulare e mignolo nella pasta facendo delle fossette regolari su tutta la focaccia, quindi irrorate abbondantemente con l’emulsione preparata le due focacce e distribuite le cipolle su ognuna.

Cuocete in forno preriscaldato a 220°C per 20 minuti.





Buon appetito!





Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:





Da Carla: pane al rosmarino con limone e zucchine

Qui da noi: Focaccia genovese con le cipolle 

Da Zeudi: Mafaldine siciliane



Seguiteci sulla nostra pagina FB IL granaio per non perdere le novità.




Se volete essere sempre informati sui nuovi post di Fotocibiamo, vi ricordiamo che potete trovarci sulla nostra Fanpage di Facebook







giovedì 23 maggio 2019

ZABAIONE CON PANSAROLE DI APRICALE...per Al Km 0!

Ciao a tutti!
 


oggi ci spostiamo all’estremo ovest della nostra regione e precisamente ad Apricale, un piccolo borgo medioevale della provincia di Imperia, per farvi conoscere un dolce prelibato che si gusta affogato nello zabaione, le Pansarole di Apricale.
 


Scelta migliore non potevamo fare visto il tema “mille idee con le uova” proposto per il secondo appuntamento di questo mese con la rubrica “Al Km 0”.
  


Primo dubbio che mi sono posta: zabaione o zabaglione? In casa mia si è sempre detto zabaione e, facendo una piccola ricerca, ho scoperto che è la forma più frequente delle due e quella che più si avvicina alla probabile etimologia latina di questa parola. La forma zabaglione è indicata come una variante e da alcuni è considerata meno corretta dell’altra.
 


Quando penso allo zabaione, ricordo mia nonna ma forse ancor di più una zia, la zia Gina. In casa sua lo zabaione si preparava nei giorni di festa, quando la casa si riempie di parenti e amici e infatti, se ripenso a quei tempi, mi sembra di vederla girare per casa con una ciotola enorme di zabaione e un grande mestolo impegnata a distribuire questa prelibatezza ai suoi ospiti. Non ho mai chiesto quanti tuorli usasse per preparne una tal quantità, ma dovevano essere davvero moltissimi!!!!
 


Ad Apricale lo zabaione si accompagna con le pansarole, un nome buffo per indicare un piccolo bauletto di pasta lievitata e fritta. Il nome fa pensare alla “pansa” cioè la pancia, infatti friggendoli, questi rombi di pasta si gonfiano molto, ma non si sa se sia davvero la derivazione corretta.

Ogni anno ad Apricale da ormai cinquant’anni la prima domenica di settembre si svolge la Sagra delle pansarole, in questo piccolo brogo dell’entroterra imperiese si riversano moltissime persone per gustare questo delizioso dolcetto.

Come per ogni ricetta della tradizione anche qui le versioni non si contano, ognuno ha il suo segreto, che non vuole svelare, per preparare questo dolce: chi utilizza burro, chi olio extravergine, chi lievito di birra, chi lievito chimico...

Vediamo come fare...



ZABAIONE CON PANSAROE DI APRICALE

Ricetta tratta dal libro “Lievitati di Liguria – Dolci & salati”, I.Fioravanti e V.Venuti, SAGEP editore



INGREDIENTI (per 5 persone):
  • 250 g farina W 220
  • 2 g lievito di birra liofilizzato (8g se compresso)
  • 1 uovo a temperatura ambiente
  • 40 g zucchero semolato
  • 80 g latte
  • 20 g olio extravergine di oliva
  • scorza grattugiata di limone
  • un pizzico di sale

per finire:
  • olio per friggere
  • zucchero semolato q.b.

per lo zabaione:
  • 4 tuorli
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 4 cucchiai di marsala

PROCEDIMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice mettere tutti gli ingredienti tranne l’olio e il sale. Iniziare ad impastare a velocità bassa, quando tutti gli ingredienti sono amalgamati aumentare la velocità e portare ad incordatura. L’impasto così si trasforma: da informe e colloso acquista forza, diventa liscio ed elastico staccandosi perfettamente dalle pareti dell’impastatrice ed aggrappandosi al gancio con cui si impasta. 

Aggiungete il sale e l’olio a filo continuando ad impastare. Fate incordare per bene quindi trasferite l’impasto su una spianatoia, date forma tonda con delle semplici pieghe e ponete a lievitare in una ciotola al riparo da correnti d’aria e coperta con pellicola per 1 ora. 

Quindi stendete col matterello l’impasto fino ad uno spessore di pochi millimetri. Con la rotella dentellata (quella dei ravioli per intenderci) tagliate delle losanghe e lasciateli sulla spianatoia distanziati per un’altra oretta.

Friggete in olio profondo facendo attenzione di non superare mai il punto di fumo, fino a doratura. Scolatele e passatele nello zucchero semolato. 

Servitele calde con lo zabaione.


Per lo zabaione

In un polsonetto di rame sbattere con le fruste i tuorli con lo zucchero, mia nonna mi diceva girando sempre dalla stessa parte 😉 . 

Quando il composto sarà bianco e ben spumoso e comincerà “a scrivere” (a fare dei fili che uniscono frusta con il resto della massa) incorporate il marsala poco alla volta, facendo attenzione a non smontare il tutto.

Cuocete a bagnomaria, continuando a mescolare con le fruste fino a che lo zabaione raggiunge una consistenza spumosa. Non deve mai arrivare a bollore durante la cottura, sarà pronto quando raggiunge una temperatura di circa 85°C, ci vorranno 15-20 minuti. 

Servitelo caldo con le pansarole.


Buon appetito!





Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “mille idee con le uova”:






Seguiteci sulla pagina facebook de Al Km 0  se vorrete essere sempre aggiornati su ogni uscita.




Se non volete perdervi neppure un post del nostro Fotocibiamo, vi aspettiamo sulla nostra pagina facebook







Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...