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giovedì 1 aprile 2021

PASTA FROLLA DI STRETTISSIMO MAGRO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme la PASTA FROLLA DI STRETTISSIMO MAGRO legata a San Francesco da Paola e all’ordine dei Frati Minimi da lui creato.




Per questo mese abbiamo differenziato le nostre scelte ed ognuna di noi parlerà di un santo diverso. Miria ci racconterà come si prepara il Toad in the hole un golosissimo piatto a base di salsicce e yorkshire pudding che viene servito con sugo di cipolle e verdure in onore di San Giorgio. Simona ci parlerà di Santa Caterina da Siena e della Torta di erbe amare che viene preparata in suo onore.


San Francesco da Paola nacque a Paola in provincia di Cosenza nel 1416. Venne chiamato Francesco perché i genitori ormai in età avanzata vollero ringraziare il Santo di Assisi che aveva esaudito le loro preghiere donandogli un figlio. All’età di 12 anni entrò in convento per un anno di prova e da lì iniziò il suo cammino spirituale. Non si fermò in convento ma già in giovane età, decise di intraprendere una vita eremitica tanto che si ritirò a Paola in un territorio della sua famiglia. Non riuscì però a continuare questo percorso molto a lungo perché sempre più giovani iniziarono a seguirlo, fu così che fondò l’Ordine dei Minimi. Ai suoi discepoli prescrisse di vivere di elemosine, senza possedere nulla e di mangiare sempre soltanto cibi quaresimali.

Tra i tanti conventi che fondò in giro per l’Italia, si dice che San Francesco di passaggio a Genova nel 1483 durante il suo viaggio per la Francia, indicò un colle che dominava la città verso occidente dove sarebbe dovuta essere costruita una chiesa intitolata a Gesù e Maria.

Nel corso degli anni questo santuario divenne convento dei Frati Minori e fu proprio lì che 400 anni dopo un frate genovese Padre Gaspare DellePiane scrisse un classico della gastronomia genovese “La cucina di strettissimo magro”, un testo scritto, come lui stesso sottolinea, dopo anni di esperienza in cucina, in cui raccoglie ben 476 ricette.

Secondo la regola di san Francesco i frati dovevano seguire la rigida dieta quaresimale ed evitare sempre le carni, il grasso, le uova, il burro, il formaggio e qualsiasi tipo di latticino e di tutti i loro composti e derivati.
Nel ricettario troviamo minestre, salse, arrosti, fritti, ripieni tutti rigorosamente di verdure o di pesce unici due elementi permessi.

Nella prefazione ad una delle prime edizioni si legge che “nel comporre la presente tre punti abbiamo avuto di mira: la salubrità delle preparazioni, l’economia ed una coscienziosa sincerità”, tutti temi di estrema attualità anche oggi se ci pensate.
 


Abbiamo pensato di proporvi una delle ricette di questo prezioso ricettario: la pasta frolla, nella ricetta vengono dati gli ingredienti ma non di tutti viene dato il peso preciso. Nel preparare la pasta frolla, ho mantenuto la proporzione tra vino bianco e olio (il primo il doppio del secondo) anche se entrambi li ho aumentati in proporzione alla farina. Inoltre ho aumentato parecchio la quantità di zucchero (in origine 32 g per 1 kg di farina) forse contravvenendo un po’ all’idea di salubrità di Padre Gaspare, che spero vorrà perdonarmi, ma cercando di venire un po’ incontro al nostro gusto. 
 


Vediamo insieme cosa ci serve...


PASTA FROLLA DI STRETTISSIMO MAGRO
Ricetta liberamente tratta dalla ricetta n°463 tratta da “La cucina di strettissimo magro”, P.S.DellePiane dei P.P. Minimi Genova


INGREDIENTI:
  • 500 g farina debole
  • 140 g vino bianco
  • 70 g olio extravergine di oliva ligure
  • 100 g zucchero
  • scorza grattugiata di un limone
  • un pizzico di sale

PROCEDIMENTO:

In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero, il vino, la scorza di limone grattugiata e il sale. Aggiungete ora l’olio facendolo assorbire con un cucchiaio.

Trasferite l’impasto così ottenuto sulla spianatoia e finite di impastare con le mani, dovrete ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Cercate di impastare il più velocemente possibile.

Lasciate riposare 15-20 minuti sulla spianatoia in modo che l’impasto diventi più facile da lavorare.

Ora dividetelo in 4 parti e lavorate ogni parte in modo da ottenere un lungo cordone spesso poco meno di 2 cm, tagliate dei tocchetti di 4-5 cm schiacciateli leggermente, passateli nello zucchero semolato (altra grande trasgressione!) e disponeteli su una teglia con carta forno ben distanziati tra loro.

Ho provato anche a fare forme diverse ma in cottura si deformano.

Cuocete in forno già caldo statico a 180°C per 20-25 minuti, dovranno essere ben dorati e croccanti.

Fate raffreddare su una gratella prima di servire. Perfetti da inzuppare nel tè.



Buon appetito!



Fonti:
Santuario San Francesco da Paola
Ordine dei Minimi
San Francesco da Paola vita





Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di maggio.




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giovedì 18 marzo 2021

FROLLINI RUSTICI...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo dei FROLLINI RUSTICI con farina di farro, zucchero di canna e tante gocce di cioccolato.
 


Volevo provare a fare dei frollini senza uova, fino ad ora non li avevo mai fatti, e senza lattosio, ma non avevo idea da dove cominciare. Ho cercato un po’ sul web e sono capitata sul blog Sweetpic, i suoi frollini avevano un aspetto molto invitante e dal leggere la ricetta a mettere le mani in pasta è stato un attimo.
 


In questo primo esperimento non ho modificato molto la sua versione per non cambiare troppo il risultato finale. Uniche mie modifiche sono state: la sostituzione dell’olio di semi con il nostro imprescindibile olio extravergine di oliva, l’aggiunta di gocce cioccolato, che devono essere assolutamente presenti per i miei figli se voglio che li degnino di un assaggio, e durante la preparazione ho terminato lo zucchero di canna, così all’esterno ho dovuto utilizzare lo zucchero semolato.
 


Il risultato è stato un ottimo, anche se i miei non sono belli come gli originali, croccanti e perfetti da inzuppare nel tè o nel latte la mattina a colazione, per i miei figli sono diventati anche un’ottima merenda. Quindi promossi!


Vediamo insieme come fare...


FROLLINI RUSTICI 
Ricetta originale del blog Sweetpic


INGREDIENTI:
  • 250 g farina di farro
  • 60 g maizena
  • 5 g lievito per dolci
  • 125 g zucchero di canna integrale
  • 1 baccello di vaniglia
  • 70 g olio extravergine di oliva
  • 70 g latte di avena
  • un pizzico di sale
  • zucchero di canna grezzo q.b.

PROCEDIMENTO:

Mescolate in una ciotola la farina di farro, la maizena, il lievito, i semi della bacca di vaniglia e le gocce di cioccolato. In una seconda ciotola mescolate l’olio extravergine e il latte, quindi aggiungete lo zucchero di canna e mescolate bene.

Trasferite il composto con l’olio nella ciotola con le farine e un pizzico di sale. Mescolate bene il tutto fino a formare un panetto compatto.

Dividete ora il vostro panetto in due parti e formate due cilindri. Rotolateli ognuno nello zucchero di canna (io ho utilizzato lo zucchero semolato, perché non avevo più zucchero di canna!). Fasciateli ognuno nella pellicola e trasferiteli in frigorifero per almeno mezz’ora, la prossima volta proverò a metterli in frezeer in modo da ottenere un cilindro più compatto e più facile da tagliare a rondelle più precise.

Tagliate i cilindri a fette spesse circa un centimetro. Trasferiteli distanziati su una teglia coperta di carta forno. Cuocete i frollini in forno già caldo a 180°C per 15-20 minuti fino a che saranno dorati.

Fate raffreddare prima di servire.


Buon appetito!



Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:


  • Qui da noi: Frollini rustici con farro e gocce di cioccolato



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giovedì 26 novembre 2020

MESCOLANZA...per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Oggi prepariamo insieme la Mescolanza, dei semplici frollini al burro, per il nostro appuntamento mensile con la rubrica de “Al km 0” che ha per tema “ricette golose”.
 


Con il termine Mescolanza nella nostra città si indica un frollino a base di burro aromatizzato con limone che è un classico della pasticceria genovese. Il nome è dovuto alle forme con cui vengono preparati, di solito le quattro forme dei semi delle carte (cuori, fiori, picche e quadri) a volte solo cuori, stelle e margherite.
 


Si trovano in ogni pasticceria e da sempre vengono preparati semplici al burro aromatizzati con limone, da qualche anno in alcune pasticcerie si trova la versione con cacao e gocce di cioccolato ed io oggi vi lascio anche una versione particolare con farina di castagne.
 


Sono piccoli frollini perfetti per la colazione o per il tè, i preferiti del mio papà. Fino ad oggi non li avevo mai preparati, ho ritrovato il gusto originale ma l’aspetto sicuramente è da migliorare...ho fatto l’errore di metterli in frezeer prima di cuocerli e la superficie dopo la cottura non è rimasta ben liscia...

MESCOLANZA
INGREDIENTI per la versione classica:
  • 200 g farina 00
  • 50 g amido di frumento (frumina)
  • 80 g zucchero
  • ½ cucchiaino lievito per dolci
  • buccia grattugiata di limone
  • pizzico di sale
  • 90 g burro freddo di frigo
  • 60 g latte

INGREDIENTI per la versione al cacao:
  • 100 g farina 00
  • 20 g amido di frumento (frumina)
  • 5 g cacao
  • semi ½ bacca vaniglia
  • 40 g zucchero
  • ¼ cucchiaino lievito dolci
  • pizzico di sale
  • 40 g burro freddo di frigo
  • 30 g gocce cioccolato fondente
  • 30 g latte

INREDIENTI per la versione con farina di castagne:
  • 150 g farina 00
  • 50 g amido di frumento (frumina)
  • 50 g farina di castagne
  • 80 g zucchero
  • ½ cucchiaino lievito dolci
  • semi ½ bacca vaniglia
  • pizzico di sale
  • 90 g burro
  • 60 g latte

PROCEDIMENTO:

Per tutte e tre le versioni il procedimento non cambia, gli ingredienti sono scritti in ogni ricetta in ordine di inserimento.

In una ciotola mettete tutti gli ingredienti tranne il burro e il latte. Mescolate con un cucchiaio quindi prendete il burro che dovrà essere freddo di frigo, tagliatelo a pezzetti ed aggiungetelo anch’esso nella ciotola con gli altri ingredienti. 


Con le mani, usate solo la punta delle dita per non scaldare troppo l’impasto, lavorate velocemente l’impasto in modo da sabbiare la farina ed ottenere così un composto umido a briciole.

Ora unite poco alla volta il latte ed impastate sempre velocemente e con la punta delle dita fino ad avere un impasto compatto ed omogeneo. 

Ponete in un sacchetto per alimenti il vostro impasto, schiacciatelo leggermente quindi trasferitelo in frigo per un’ora. 

Preparate allo stesso modo tutte e tre le frolle e riponetele in frigo a riposare per un’ora.

Riprendete le frolle, stendetele tra due fogli di carta forno ad uno spessore di 1 cm circa e con dei piccoli stampini (utilizzate stampi non più grandi di 3 cm) create la vostra mescolanza fino ad esaurire gli ingredienti.

Trasferite i vostri frollini tutti allineati sulle teglie coperte con carta forno.

Cuocete in forno già caldo ventilato a 180°C per circa 15-20 minuti, non dovranno essere troppo dorati.

Lasciateli raffreddare sulla teglia, da caldi sono molto fragili, quindi trasferiteli in una scatola di latta e serviteli per colazione o merenda.



Buon appetito!



Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “ricette golose”:







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giovedì 23 novembre 2017

PANINI DOLCI DI ZUCCA DI MURTA

Ciao a tutti!

Dopo mesi di lavoro e organizzazione eccoci arrivati al dopo Festa della Zucca. Ho pensato di salutare questa 31° edizione lasciandovi una delle ricette simbolo di questa festa, i panini o paninetti dolci di zucca.
 


Sicuramente una tra le ricette più apprezzate in questi giorni di festa, una ricetta molto semplice senza uova e poco burro ma in cui la zucca è la vera protagonista. Sono piccolissimi non più di 20-25 g, praticamente un solo boccone. Provateli caldi ma fate attenzione, sono pericolosi, creano dipendenza!
 


Come ogni anno in questo periodo si iniziano a fare bilanci, a pensare cosa è andato bene e cosa è andato un po’ meno bene...ogni anno la stanchezza si fa sentire sempre di più e la frase “quest’anno è l’ultima” si fa sempre più ricorrente.

Dall’esterno non potete immaginare il lavoro che richiedono questi quattro giorni di festa, non potete immaginare quante le persone che lavorano per questi quattro giorni, ahimè con qualche malumore ma sempre con tantissimo entusiasmo, quanti quintali di farina, quante migliaia di uova, chili e chili di burro, e non dimentichiamoci lei, la zucca, ormai le quantità non si contano tra confettura, torte, biscotti!
 


Così oggi, oltre alla ricetta dei panini, abbiamo pensato di lasciarvi anche un pezzetto della nostra Murta e della sua Zucca, rubato dagli scatti del fotografo e poi, il prossimo anno, chissà...

La Mostra...








La nostra Chiesa..






Ed un'altra specialità...l'asado!




E finalmente la ricetta...


PANINI DOLCI DI ZUCCA DI MURTA


INGREDIENTI per circa 23-25 panini:

  • 230 g farina Tipo 1 media forza
  • 150 g zucca cotta al forno*
  • 50 g zucchero semolato
  • 40 g burro
  • 30 g acqua 
  • 10 g lievito di birra compresso
  • 2 g sale

  • granella di zucchero
  • 1 uovo per spennellare

*cuocete la zucca a spicchi con la buccia, dopo averla privata dei suoi semi, in una teglia in forno a 180°C per 40-45 minuti oppure in microonde a massima potenza per 20 minuti. Quando la zucca sarà cotta con un cucchiaio riuscirete a raccogliere la polpa direttamente dalla buccia e l’acqua persa nella cottura sarà raccolta nella teglia. Raccogliete la polpa in uno scolapasta e lasciate ancora scolare ma vedrete che non sarà quasi necessario, otterrete già una polpa asciutta.


PROCEDIMENTO:

Preparate un lievitino: mescolate 30 g acqua, 30 g farina (presi dal totale) e il lievito. Mescolate bene. Coprite con pellicola e lasciate lievitare fino quando sulla superficie ci saranno molte bollicine (nel mio caso c’è voluta circa un’ora), questo è il momento di utilizzare il vostro lievitino.

Frullate ora tutta la farina con la polpa di zucca e tenete da parte.

Ora procedete con l’impasto. Nella ciotola dell’impastatrice aggiungete tutta la farina frullata con la zucca, il lievitino e lo zucchero. Il burro e il sale li aggiungerete alla fine dell’impasto, prima il sale tutto in una volta e in seguito il burro in due volte sempre impastando.

Trasferite in vostro impasto che sarà ben incordato ma morbido sulla spianatoia e con l’aiuto di poca farina di spolvero datele forma tonda. Ponete a lievitare in un ciotola coperto da pellicola per 1 ora.

Dividete ora l’impasto in piccoli pezzi di 20 massimo 25 g (sono molto piccoli, si mangiano in un sol boccone!). Date una forma tonda pirlando l’impasto e disponeteli distanziati su una teglia coperta con carta forno fino al raddoppio (durante la lievitazione coprite con pellicola le palline ed anche con un canovaccio per tenerle al caldo).

Spennellate con uovo leggermente sbattuto e cospargete con abbondante granella di zucchero.

Cuocete in forno statico (favolosi nel forno a legna) già caldo a 190°C per 15 minuti circa.

Ed ora assaggiateli e ditemi se non sono come le ciliegie!!!
Buonissimi caldi!



Buon appetito!





lunedì 25 settembre 2017

FRANDURA

Ciao a tutti!

Conoscete la Frandura? Immaginate di tornare al lontano 1800, a Montalto Ligure, un paesino dell’entroterra imperiese a metà della valle Argentina, arroccato su un colle che la sovrasta.
 


Un ambiente contadino, semplice, povero. Sembra che i contadini di questo ameno borgo, nelle loro giornate di lavoro si sfamassero proprio con la frandura: una torta salata fatta di soli 4 ingredienti (escludendo sale e olio) in cui le patate sono protagoniste in un prodotto di una semplicità disarmante.

Oggi la Frandura è diventata simbolo di Montalto tanto che in agosto viene organizzata una sagra interamente dedicata a lei.
 


Le patate furono importate in Europa dalle Ande alla metà del Cinquecento ad opera degli spagnoli, ma in Liguria iniziarono ad essere utilizzate solo alla fine del Settecento quando don Michele Dondero, parroco di un paesino della valle Fontanabuona, riuscì con non poche difficoltà a farle apprezzare ai suoi parrocchiani. Da lì lentamente si distribuirono in tutta la Liguria assumendo grande importanza nell’alimentazione, prova ne sono le mille ricette della nostra tradizione con le patate come protagoniste: ad esempio focaccia di patate e torta Baciocca per dirne due.

Ora non avete scuse nella Giornata nazionale della Patata. Preparate patate, latte, farina e formaggio e venite con me a preparare questa deliziosa torta, rimarrete stupiti dalla sua ricchezza.


FRANDURA

INGREDIENTI per una teglia diametro 34 cm (5 persone):

  • 850 g patate (al netto degli scarti)
  • 350 ml latte
  • 250 g farina
  • 100 parmigiano reggiano (in origine pecorino)
  • olio extravergine di oliva 
  • noce moscata (mia aggiunta)
  • sale q.b.

PROCEDIMENTO:

Sbucciate le patate e con l’aiuto di una mandolina tagliatele a fettine molto sottili, circa 2 mm, e disponetele a spina di pesce (cioè leggermente sovrapposte tra loro) in una teglia precedentemente unta di olio. Salate.

Per tradizione questa torta viene cotta nelle teglie di rame (i testi della farinata) ma se non li avete potete utilizzare una teglia di alluminio coperta di carta forno.

Preparate una pastella liquida con la farina, noce moscata e il latte, mescolate energicamente con una frusta a mano in modo da eliminare eventuali grumi. Aggiustate di sale.
 


Con questa quantità di patate si riescono a fare due strati. Completato il primo strato coprite le patate con poca pastella quindi continuate col secondo strato. Infine ricoprite il tutto con la pastella distribuendola su tutta la superficie. In realtà secondo la ricetta originale la pastella tra i due strati non viene messa, normalmente si dispongono tutte le patate e si copre con la pastella solo alla fine.

Cospargete la superficie con abbondante parmigiano reggiano grattugiato.

Cuocete in forno già caldo a 200°C per circa 30 minuti o comunque fino alla formazione di una croccante crosticina sulla superficie. Controllate con una forchetta la cottura delle patate prima di sfornare.

Va servita sia calda che fredda, qui hanno preferito la versione tiepida!


Note:

Come ogni ricetta della tradizione che si rispetti, anche la frandura ha mille varianti:

  • nella versione di Badalucco, un paesino vicino a Montalto, sembra che la frandura sia arricchita anche da due uova. Il procedimento è lo stesso ma nella pastella il latte si riduce a 250ml e vengono aggiunte 2 uova, creando una versione ancora più completa.

  • nella versione indicata nel “Codice della cucina Ligure”,pubblicato in schede da Il secolo XIX nel 1982, oltre a chiamarla Frandurà invece di Frandura, nella pastella vengono messe le uova come a Badalucco ed inoltre viene aggiunto un trito di pomodori, basilico, prezzemolo e una spolverata di noce moscata. 

Insomma una torta che vista la sua semplicità, si presta ad un interminabile numero di variazioni, il fotografo già se la immagina con uno strato di gorgonzola tra i due strati di patate!



Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo al Calendario del Cibo Italiano e ai festeggiamenti della Giornata Nazionale del Patata.




venerdì 5 maggio 2017

TORTA STROSCIA DI PIETRABRUNA

Ciao a tutti!

Per la ricetta di oggi ci spostiamo nella riviera di Ponente e precisamente a Pietrabruna, un piccolo borgo arroccato sulle pendici del monte Faudo tra rigogliosi uliveti e coltivazioni di fiori (la lavanda su tutti). La sua economia è dominata da questi due prodotti quindi non stupisce se tra i prodotti gastronomici tipici di questo luogo troviamo la torta Stroscia. Una torta semplice, perché caratterizzata da pochi ingredienti ma, proprio per questo, unica.
 


In un periodo in cui è particolarmente “di moda” creare ricette che hanno come principale prerogativa l’assenza di vari ingredienti, direi che la Stroscia è assolutamente attuale, nonostante le sue lontane origini. La Stroscia è priva di uova ma anche di latticini! Sì avete capito bene, troverete tra i suoi ingredienti solo farina, zucchero, liquore, qualche aroma, lievito e olio extravergine di oliva ligure.

È la prova della maestria delle massaie di un tempo che, con pochi ingredienti, riuscivano a creare ottimi prodotti limitando al massimo gli acquisti e quindi utilizzando solo i prodotti della loro terra. Oggi si prepara questa torta aggiungendo all’impasto lievito istantaneo per dolci, un tempo era totalmente naturale infatti veniva utilizzato il “levau” o crescente, una sorta di pasta madre fatta da farina e acqua, lasciata riposare al caldo di solito all’interno delle madie coperta da altra farina.
 


Il nome di questa torta, deriva probabilmente dal dialetto “strosciare” cioè rompere, infatti per la sua consistenza è impossibile da tagliare con un coltello ma la si deve semplicemente rompere a pezzi con le mani.

È una tipica torta da credenza, cioè uno di quei dolci che si possono conservare tranquillamente a temperatura ambiente in una credenza, appunto, per diversi giorni senza che alterino la loro bontà. Sono dolci semplici, quelli che potremmo definire anche come dolci delle nonne o da colazione, privi di creme, panna o altri alimenti che non durano nel tempo.
 


La tradizione vuole che questa torta, la Stroscia, a Pietrabruna venga preparata il giorno di S.Matteo (21 settembre), patrono del borgo, e proprio in questi giorni viene celebrata con una sagra a lei dedicata.


TORTA STROSCIA DI PIETRABRUNA


INGREDIENTI (per una teglia 28 cm diametro):

  • 350 g farina debole
  • 180 g olio extravergine di oliva ligure (delicato)
  • 90 g zucchero semolato + altro per lo spolvero finale
  • 90 g marsala o vermut
  • 25 g mandorle o nocciole (facoltative)
  • 8 g lievito per dolci
  • scorza di ½ limone non trattato
  • un pizzico di sale


PROCEDIMENTO:

L’impasto si fa senza l’ausilio di alcuna impastatrice ma semplicemente con una ciotola e un cucchiaio.

In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero, il lievito, il marsala, il sale e la scorza di limone grattugiata.

Aggiungete ora l’olio facendolo assorbire con l’aiuto di un cucchiaio.

Trasferite l’impasto sulla spianatoia e finite di impastare con le mani, dovrete ottenere la consistenza simile a quella della pasta frolla.

A questo punto, senza necessità di alcun riposo, trasferite l’impasto nella teglia unta con poco olio extravergine di oliva. Stendetelo con le mani arrivando ad uno spessore inferiore al centimetro. Lo spessore è molto importante perché vi garantirà un prodotto croccante.

La superficie non dovrà essere perfettamente levigata ma anzi dovranno rimanere evidenti le ditate con cui avete steso l’impasto.

Spolverate l’intera superficie della stroscia con zucchero semolato e volendo anche con mandorle (o nocciole) tritate.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 35-40 minuti, dovrà diventare croccante. Fate raffreddare completamente prima di servire.

Servite spezzettando la torta senza utilizzare un coltello per tagliarla. Potrete servirla in purezza o accompagnata con una crema tipo zabaione.





Buon appetito!




Con questa ricetta, partecipo al Calendario del Cibo Italiano e ai festeggiamenti per la Giornata Nazionale dei Dolci da Credenza.












venerdì 15 maggio 2015

CRACKERS INTEGRALI AI SEMI VARI


Ciao a tutti! 



Non sto più nella pelle, il prossimo fine settimana sarà un fine settimana di studio e grandi emozioni, parteciperò ad un corso di panificazione sull’utilizzo del lievito madre col maestro Ezio Marinato organizzato da Valentina, un’amica con una grande passione e conoscenza dell’arte bianca. Per me sarà il primo corso e sono emozionatissima!!!

Amo impastare, mi rilassa, è una magia vedere quello che si può creare con un po’ di farina, acqua e lievito, pochi semplici ingredienti e tanta passione. Se poi lasciate correre la fantasia aggiungete tanti deliziosi e nutrienti semini, un buon olio extravergine di oliva, erbe aromatiche e da lì potete creare pani ricchi e gustosi.

Oppure eliminate il lievito, assottigliate l’impasto a pochi mm e create dei croccanti crackers. Ed è proprio quello che ho fatto io con questo sfiziosi quadratini croccanti. 


La ricetta arriva da qui. Gli ingredienti principali sono i semi, ricchi dei nutrienti necessari per far crescere le piante, sono per noi fonti preziose di zinco ferro acido folico, fibre, proteine e acidi grassi omega. Sono senza lievito, senza uova e senza latticini, e volendo anche senza glutine se al posto delle farine di grano utilizzate, si usa la farina di riso e quella di mais.

Ho modificato poche cose rispetto all’originale, modifiche dettate da ciò che la mia dispensa offriva in quel momento. Voi potrete sbizzarrirvi come meglio credete, aggiungendo erbe aromatiche, pomodori secchi, olive, peperoncino o quello che più vi piace.



CRACKERS AI SEMI VARI

Ingredienti per due teglie: una da 22x24 cm e la seconda da 32x30 cm

INGREDIENTI:
  • 50 g semi di zucca
  • 50 g semi di lino
  • 50 g semi di sesamo
  • 50 g fiocchi avena
  • 20 g miglio soffiato
  • 75 g farina segale
  • 75 g farina integrale 
  • 7 g sale
  • 150 g acqua
  • 50 ml olio extravergine ligure

PROCEDIMENTO:

Tritate grossolanamente i semi di zucca e i fiocchi di avena. In una ciotola riunite tutti gli ingredienti secchi : semi, farine, fiocchi d'avena e sale ed amalgamate bene. In una seconda ciotola mescolate l'olio e l'acqua quindi unite i due composti.

Iniziate così a mescolare con un cucchiaio fino ad ottenere un impasto omogeneo , a questo punto lo dovrete dividere in due parti una poco più grande dell’altra (io li ho divisi così per via delle mie teglie  disuguali!) .

Con l'aiuto di un cucchiaio ponete l’impasto su un foglio di carta da forno, coprite con un altro foglio e stendete con un mattarello fino ad ottenere uno spessore di pochi millimetri.

Eliminate il foglio superiore, quindi segnate con un coltello grande l’impasto steso ricavando dei rettangoli di dimensione a piacere lasciandoli nella stessa posizione. Se volete condite con un velo d'olio se li volete più saporiti e distribuire un po' di sale in superficie. Io non l’ho fatto. Procedete in questo modo anche con l’altro impasto.

Cuocete in forno già caldo ventilato a 180°C per circa 20 minuti o fino a quando non avranno preso un bel aspetto dorato e croccante.

Togliere dal forno, dividere in crackers e conservare una volta raffreddati un un recipiente chiuso. 



Buon appetito!



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