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mercoledì 1 settembre 2021

DOLCE DI SAN MICHELE...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme il Dolce di San Michele, è un dolce tradizionale della provincia di Ravenna, precisamente di Bagnacavallo, che viene preparato dalle pasticcerie della zona e con una ricetta segreta solo durante la festa a lui dedicata di fine settembre. San Michele Arcangelo viene festeggiato il 29 settembre, e dal 1969 (anno della riforma) lo stesso giorno vengono festeggiati anche agli altri Arcangeli Raffaele, il soccorritore, e Gabriele, l’annunciatore.




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria un pane scozzese cotto in padella anch’esso dedicato a San Michele: il Bannock; mentre Simona ha scelto una ricetta dedicata a Santo Frate Padre Pio, il ragù per lui preparato dal medico del convento.


San Michele Arcangelo è colui che riuscì a sconfiggere Satana, troviamo la sua storia sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento nelle Sacre Scritture. Viene sempre rappresentato come un combattente con la spada oppure la lancia mentre schiaccia sotto i piedi un dragone, simbolo di Lucifero, sconfitto in battaglia.

È considerato il difensore del popolo di Dio e il vincitore della lotta del bene contro il male per questo motivo è stato dichiarato protettore della Polizia di Stato oltre che di molte altre categorie. Più di 60 cittadine italiane oltre a Bagnacavallo lo hanno scelto come loro protettore.
 
Il culto di San Michele Arcangelo ha origini orientali, l’imperatore Costantino I fu il primo a manifestare una grande devozione nei suoi confronti tanto da fargli edificare a Costantinopoli un grande santuario.

Mentre in Occidente la prima basilica a lui dedicata risale a prima del 450 e si trovava sulla Via Salaria a Roma ed è proprio dalla dedica che ritroviamo su di essa, datata 29 settembre, che si è scelto il giorno in cui da sempre si festeggia San Michele.

Sono moltissime le storie legate al Santo, ma forse la più significativa e quella che mi tocca di più visto il momento che stiamo vivendo, è quella raccontata nella Leggenda Aurea (una raccolta medioevale di biografie scritta da Jacopo da Varazze, frate domenicano e vescovo di Genova): Papa Gregorio I vide apparire sopra Castel Sant’Angelo a Roma, la figura di San Michele mentre rinfoderava la sua spada, dichiarando così la fine di un lungo periodo di pestilenza.
 



Come vi dicevo Bagnacavallo è una delle numerose città che hanno scelto come santo patrono San Michele Arcangelo. Si trova nell’entroterra emiliano a pochi chilometri dal Mar Adriatico ed è un’interessante città d’arte con un bel centro storico ricco di chiese, palazzi nobiliari e uno splendido teatro. Qui dal 1202 ogni fine settembre si festeggia per 5 giorni consecutivi il Santo con una manifestazione molto varia in cui si può assistere ad eventi artistici, culturali e gastronomici.
 



Durante questi cinque giorni i forni e le pasticcerie del paese propongono il Dolce di San Michele, un ricco dolce costituito da un guscio di frolla preparata con lo strutto come è tipico di queste zone, al cui interno troviamo una crema che ricorda una panna cotta e sulla superficie un tripudio di frutta secca, inutile dirvi che è un dolce di un bontà incredibile, ahimè la ricetta è segreta e gelosamente custodita.
  


La versione che vi propongo è quella che la signora Marinella, titolare di una delle pasticcerie di Bagnacavallo ahimè ora chiusa da qualche anno, ha raccontato in un’intervista. Probabilmente qualche segreto è stato omesso, ma vi assicuro che il risultato è ottimo, una delle mie torte preferite!


Fonti:


DOLCE DI SAN MICHELE
Ricetta originale della signora Marinella


INGREDIENTI (per una teglia 23 cm diametro alta 5 cm (*)):

  • 250 g farina debole da crostate
  • 125 g zucchero a velo
  • 3 tuorli d’uovo
  • 125 g strutto
  • zeste di limone
  • 1 pizzico di sale

per la crema:
  • 50 g latte
  • 300 g panna fresca
  • semi di ½ bacca di vaniglia
  • scorza di limone
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 fogli di colla di pesce (circa 4 g)
  • 2 uova intere
  • 3 tuorli d’uovo
  • 150 g zucchero a velo
  • 100 g mascarpone
  • 100 g uvetta (io non l’ho messa)
  • marsala o grappa q.b. per ammollare l’uvetta (io non l’ho messo)


Per finire:
  • gherigli di noce q.b.
  • pinoli q.b.
  • mandorle con e senza pelle q.b.
  • nocciole q.b.
  • granella di mandorle q.b.
  • gelatina di albicocche

PROCEDIMENTO:

Preparate la frolla.

In una ciotola mettete la farina, le zeste di limone, lo zucchero, lo zucchero e il sale. Mescolate. Aggiungete lo strutto ed amalgamate, otterrete un composto umido e sgranato. Unite ora i tuorli e lavorate velocemente fino da avere un impasto liscio ed omogeneo.

Fate riposare in frigo coperto per una mezz’ora quindi riprendetelo e foderate uno stampo (23 cm diametro alto 5 cm) precedentemente imburrato ed infarinato. Bucherellate il fondo della frolla. Mettete lo stampo rivestito con la frolla in frigorifero.

Preparate ora la crema.

Mettete in ammollo i fogli di colla di pesce in acqua per 20 minuti.

Mettete in ammollo l’uvetta nel marsala o nella grappa (io non l’ho messa nella torta).

Fate caramellare due cucchiai di zucchero (dev’essere biondo).

In una pentola unite il latte, la panna, i semi di vaniglia, la scorza di limone (intera in modo poi da poterla eliminare) e lo zucchero caramellato. Portate a bollore e fate cuocere qualche minuto. 

Togliete dal fuoco quindi aggiungete i fogli di gelatina scolati dall’acqua di ammollo, mescolate e lasciate raffreddare. Tenete da parte.

Nella planetaria o comunque con le fruste elettriche, montate le uova e i tuorli con lo zucchero a velo, quando saranno spumose e chiare aggiungete il mascarpone e continuate a montare fino a che sarà ben amalgamato.

Unite questo composto alla crema cotta in precedenza, amalgamate bene. Aggiungete ora l’uvetta scolata e asciugata (io non l’ho messa).

Mescolate ancora. Tenete da parte.

Riprendete il guscio di frolla dal frigo, farcite con tutta la crema preparata.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 30-40 minuti.

Lasciare raffreddare una volta cotta quindi ponetela in frigo per qualche ora in questo modo la crema si addenserà.

Ora non resta che decorarla. Fate tostare i pinoli.

Decorate con la frutta secca l’intera superficie della torta e spennellate con gelatina di albicocche per renderla lucida.



Nota:

(*) non fate il mio errore ed utilizzate uno stampo alto (almeno 5 cm), la caratteristica di questo dolce è proprio uno strato abbondante di crema.




Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di ottobre.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.


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giovedì 17 dicembre 2020

MICÓOULA...per il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo la MICÒOULA o MICOULA, un pane arricchito con frutta secca tipico della bassa Valle d’Aosta.
 


Vi ho raccontato già altre volte della tradizionale accensione del forno comunitario nel periodo di Natale nei paesini della Valle d’Aosta, e di come in quel forno mantenuto acceso per diverse settimana, vengano cotti una volta all’anno da tutta la comunità il PANE DOLCE e il PANE DI SEGALE NERO e di come poi quest’ultimo venga messo a seccare su particolari steccati verticali nei granai o nei sottotetti perché deve durare molto a lungo.
 


Il pane di segale nero viene preparato con farina di segale unita alla farina di grano. Nella valle di Champorcer, nel borgo di Hone, questo pane povero viene arricchito con uvetta, castagne, fichi secchi e noci ed è così che nasce la MICÒOULA o MICOULA.
 


L’origine di questo pane non si conosce con precisione, si sa solo che era un modo per rendere più ricco il solito pane di segale nei periodi di festa. Non va considerato come un pane dolce, tanto è vero che viene servito come antipasto con miele di castagno e lardo, oppure a tutto pasto con gli altri salumi tipici della valle.
 


Esiste un’associazione gli Amis de la Micòoula che da qualche anno si occupa di rivalutare questo pane, ma non solo, anche tutte le attività ad esso connesse: i campi dove vengono coltivati i cereali, i mulini dove vengono macinate le farine, i castagneti per le castagne, le zone dove vengono raccolte le noci, gli essiccatoi ed infine i forni. Riescono in questo modo a coinvolgere la comunità intera in questo ambizioso progetto che vorrebbe vedere la Micòoula inserita nei prodotti DOP della regione.

Vediamo come fare in casa questo goloso pane...

MICÒOULA
INGREDIENTI per un pane:
  • 270 g farina segale integrale
  • 130 g farina 0 di grano tenero
  • 100 g farina integrale di grano tenero
  • 5 g malto
  • 340 g acqua tiepida
  • 4 g lievito di birra disidratato
  • 10 g sale
  • 100 g castagne secche
  • 40 g uva passa
  • 25 g noci
  • 60 g fichi secchi

PROCEDIMENTO:

La sera precedente mettete in ammollo in acqua le castagne secche, coprite e lasciate così a temperatura ambiente per tutta la notte.

La mattina seguente, nella ciotola dell’impastatrice (ma potete procedere anche a mano) unite le farine, il malto e il lievito. 

Prima di iniziare ad impastare ponete in ammollo in acqua tiepida l’uva passa, lasciatela in ammollo fino all’utilizzo.

Attivate la planetaria a bassa velocità ed inserite l’acqua a filo, prima di finire di aggiungere tutta l’acqua quando l’impasto inizia a formarsi aggiungete il sale quindi finite con l’acqua. Continuate per 2 minuti a bassa velocità quindi aumentate la velocità ed impastate per 6-7 minuti. Otterrete così un impasto ben incordato. 

Trasferitelo sulla spianatoia e lasciatelo riposare (puntare) per 15-20 minuti. Quindi con le mani stendetelo formando un rettangolo e date una piega a libro. Ora date forma tondeggiante (pirlando l’impasto) e trasferitelo in una ciotola che coprirete con un canovaccio. Lasciatelo lievitare al caldo per 2 ore.

Trascorso il tempo necessario, verificate che la pasta sia lievitata. Un’antica tradizione tramandata nel tempo utilizzata in Valle d’Aosta, ma ancora utilizzata oggi, per capire se la pasta è lievitata è il metodo della fiammella, che consiste nel fare un buco nella pasta lievitata e accendere subito un fiammifero al di sopra: se si spegne la pasta è lievitata, se resta acceso occorre aspettare ancora un po’. Vi confesso che non ho mai provato questo metodo, ma era curioso conoscerlo!!! ☺

Scolate l’uvetta e asciugatela su un canovaccio; fate lo stesso con le castagne in ammollo dalla sera precedente eliminando eventuali residui di pellicina. 

Trascorso il tempo necessario di lievitazione riprendente la pasta, stendetela con le mani in un rettangolo su cui distribuirete tutta la frutta secca: l’uvetta, le castagne scolate ed asciugate, le noci spezzettate e i fichi tagliati a pezzetti. Richiudete partendo dai bordi il rettangolo su se stesso in modo da distribuire gli ingredienti in tutto il pane reimpastando leggermente.

Date forma tonda al vostro pane, trasferitelo su una teglia con carta forno, coprite con pellicola e un canovaccio e lasciate lievitare al caldo per il tempo necessario a raddoppiare (circa 2 ore e mezza/ 3 ore).

La tradizione vorrebbe questo pane cotto in un forno a legna, per ovviare a questa mancanza ho cotto il mio pane sulla pietra refrattaria.

Scaldate la pietra refrattaria nel forno ponendola in alto vicino alla resistenza e portate il forno a 200°C.

Quindi raggiunta la temperatura necessaria, trasferite la pietra refrattaria al centro del forno. Quindi infornate il vostro pane con una pala direttamente sulla pietra refrattaria se la utilizzate, altrimenti infornate con la teglia su cui ha lievitato. 

Abbassate la temperatura del forno a 180°C, fate cuocere il vostro pane a 180°C per 40-45 minuti. Alla fine lasciatelo nel forno spento con lo sportello leggermente aperto per 10 minuti.

Per capire se i pani sono cotti, battete il fondo con le nocche: se emettono un suono cupo e pieno, allora la cottura è quella giusta; dopo questa prova, lasciate riposare il pane su un tagliere di legno, fino al raffreddamento, per garantire che l’umidità ancora all’interno della pagnotta sparisca.


NOTA:

È importante ribadire che questo non è un pane dolce, infatti viene salato ed è usato come accompagnamento durante i pasti in cui è poi anche servito come come base per gli antipasti, insieme al lardo e al miele di castagno, alla tipica mocetta valdostana, oppure ai formaggi erborinati.



Buon appetito!



Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:



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giovedì 17 settembre 2020

PANE AL CACAO E FRUTTA SECCA...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo un Pane cacao, cioccolato e mandorle.

 


L’idea di questo pane è nata nel tentativo di cercare nuove proposte per la merenda dei miei figli che si stancano molto velocemente di ciò che propongo e mi costringono a fare sempre nuovi esperimenti.
 


Ero alla ricerca di una merenda non elaborata quindi ho optato per un pane e non una brioches. Doveva essere un pane semplice senza derivati del latte perché uno di loro è intollerante, quindi ho usato il latte di avena; poi doveva essere goloso per invogliarli a provarlo, così l’ho farcito con il cioccolato e poi volevo una parte croccante e le mandorle mi son sembrate perfette. In realtà le mandorle sono state la mia seconda scelta, io volevo utilizzare le noci, ma poi un topino in casa deve averle mangiate tutte, visto che ho trovato solo il sacchetto vuoto nella credenza ed ho dovuto cambiare scelta. Capita spesso in casa nostra di avere questo tipo di topini...
 



Vediamo come fare...




PANE CACAO, CIOCCOLATO E MANDORLE


Idea tratta con qualche modifica dal libro “Pane rustico, fatto in casa”, C.Ytak, Biblioteca Culinaria



INGREDIENTI (per due pani):
  • 500 g farina 0
  • 40 g germe di grano
  • 160 ml latte avena
  • 150 ml acqua
  • 2 g lievito di birra disidratato
  • 8 g sale
  • 20 g cacao
per finire
  • 100 g mandorle
  • 90 g pepite di cioccolato fondente

PROCEDIMENTO:

Per mia comodità ho impastato il pane la sera, trasferito in frigo tutta la notte e formato, fatto lievitare e cotto la mattina successiva. Ma nulla vi vieta di fare tutto di seguito senza il riposo notturno.

Nella ciotola dell’impastatrice, munita di gancio, inserite tutti gli ingredienti elencati tranne le mandorle, le pepite di cioccolato e il sale. Iniziate ad impastare a bassa velocità per un tempo di 3 minuti, aggiungete il sale, quindi alzate la velocità (a velocità media) e impastate ancora per circa 7 minuti.

Se necessario durante l’impasto, fermate l’impastatrice e con una spatola pulite i bordi della ciotola in modo da riportare l’impasto al centro.

Quando l’impasto sarà ormai liscio aggiungere le mandorle tritate grossolanamente e impastate brevemente perché vengano assorbite.

A questo punto io ho oliato un contenitore con coperchio, ho messo l’impasto, chiuso il coperchio e dopo averlo lasciato a temperatura ambiente per 30 minuti, l’ho trasferito in frigo per tutta la notte.

Altrimenti potrete trasferire l’impasto sempre in una ciotola, coprirlo con un panno umido e lasciarlo lievitare per 1 h/1 h e 30 minuti in un ambiente tiepido.

Il mattino dopo lasciate acclimatare l’impasto a temperatura ambiente per almeno mezz’ora, operazione non necessaria se non avete messo l’impasto in frigo. Trasferitelo sulla spianatoia e dividetelo in due parti.

Stendete ogni parte in un rettangolo aiutandovi con le mani, distribuite sopra ogni rettangolo metà pepite di cioccolato e arrotolate su se stesso formando un filone. Chiudete bene la parte terminale, pigiando con le mani sui bordi.

Prendete i vostri due filoncini, sistemateli su una teglia da forno coperta con carta forno con la chiusura verso il basso, copriteli con pellicola e fateli lievitare per 1 h /1 h e 30 minuti.

Preriscaldare il forno in modalità statica a 220°C, fate dei tagli a rombi sulla superficie e cuocete i filoncini per 30-35 minuti spruzzando acqua sulla leccarda del forno appena avrete infornato per creare vapore.

Lasciate raffreddare su una gratella.
Nota:
Mettete le pepite di cioccolato in freezer qualche ora prima di unirle all'impasto, in questo modo si scioglieranno meno durante la lavorazione.



Buon appetito!




Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:



  • Qui da noi: Pane al cacao, cioccolato e mandorle.





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giovedì 19 dicembre 2019

COLAZIONE DI NATALE....per Il Granaio!

Ciao a tutti!
 


Eccoci arrivati all’ultimo appuntamento per quest’anno con la rubrica de Il Granaio e, per lasciarvi i nostri migliori auguri di un felice Santo Natale da parte di tutto il gruppo, abbiamo pensato di preparare insieme una torta ai cereali con mandorle e dei frollini al cacao e arancia.
 


Iniziamo a festeggiare il Natale già dalla colazione, quindi prepariamo insieme una torta con la forma di un albero decorata con qualche stellina di zucchero, due semplici casette che i piccoli di casa si divertiranno un mondo a decorare, e qualche biscottino profumato all’arancia.
 


Aggiungete un caffè fumante, magari qualche tazza di cioccolata calda e non vi resta che chiamare tutta la famiglia e iniziare così una splendida giornata...

 































































TORTA ALBERO CON FARINA AI CEREALI E MANDORLE


INGREDIENTI (per una teglia tonda da 22 cm di diametro)

  • 80 g mandorle intere con la buccia
  • 150 g zucchero
  • 2 uova
  • 80 g olio extravergine di oliva
  • 150 g yogurt alla vaniglia 
  • 100 g farina 0
  • 100 g farina ai 5 cereali
  • ½ bustina di lievito per dolci
per decorare:
  • zucchero a velo
  • stelline di zucchero

PROCEDIMENTO:

Ho utilizzato per questa torta uno stampo a forma di albero e quattro stampi da muffin, ma le dosi vanno anche bene per un unico stampo tondo da 22 cm di diametro.

Tritate finemente le mandorle con 20 g zucchero. Tenete da parte.

In una ciotola mettete le uova e lo zucchero rimasto (130 g), montate il tutto fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Continuando a montare aggiungete l’olio a filo e lo yogurt.

Setacciate le farine con il lievito ed aggiungete al composto poco alla volta mescolando con un cucchiaio. Infine aggiungete la frutta secca. Mescolate.

Imburrate ed infarinate uno stampo (se preferite potrete utilizzare la carta forno con una teglia tonda) quindi trasferitevi il composto ed infornate in forno già caldo:

- se avete utilizzato una tortiera come la mia, scaldate il forno a 160°C e cuocete per 45-50 minuti, sempre valida la prova stecchino.

- se utilizzate una tortiera tonda da 22 cm, scaldate il forno a 180°C e cuocete per 40 minuti, anche in questo caso fate la prova stecchino prima di sfornare.

Fate raffreddare prima di estrarre dallo stampo, quindi decorate con le stelline di zucchero e spolverate di zucchero a velo.


































































FROLLINI CACAO E ARANCIA


INGREDIENTI:



  • 250 g farina 0
  • 30 g cacao amaro
  • 120 g burro freddo
  • scorza grattugiata di un’arancia non trattata
  • 1 uovo medio
  • 100 g zucchero semolato
  • un pizzico di sale

PROCEDIMENTO:

Nella planetaria, ma potrete utilizzare anche un mixer, inserite la farina con il cacao, la scorza di arancia grattugiata e il burro freddo a pezzetti. Impastate per qualche minuto in modo da sabbiare la farina, importante questo per ottenere un frollino molto friabile.

Aggiungete l’uovo, lo zucchero, un pizzico di sale e continuate ad impastare. Importante lavorare poco l’impasto. 


Trasferite l’impasto sulla spianatoia, appiattitelo dando una forma rettangolare, avvolgetelo con pellicola alimentare e ponete in frigorifero per almeno 2 ore.

Riprendete l’impasto, stendetelo con un matterello ad uno spessore di 6 mm circa quindi con l’aiuto di un tagliapasta create i vostri frollini. Trasferiteli su una teglia coperta di carta forno, quindi mettete tutta la teglia in frigo per il tempo che il forno raggiungerà la temperatura corretta.

Scaldate il forno a 180°C e cuocete i vostri frollini per 15 minuti circa.

Una volta cotti fate raffreddare su una gratella da dolci.

Con una parte di impasto ho creato due casette che ho poi decorato con una leggera glassa fatta di zucchero a velo con qualche goccia di acqua e limone. Ho utilizzato la stessa glassa anche per incollare i vari pezzi che formano la casetta.



Buon appetito!




Ed infine, rinnovando i nostri auguri di un felice Santo Natale, ecco il paniere completo di questo appuntamento:




Da Carla: Chelsea buns

Qui da noi: Colazione di Natale

Da Natalia: Panini Albero di Natale

Da Sabrina: Angelica di Natale  

Da Simona: Pandolce alto genovese (Pandöçe Zenéise) con lievito madre

Da Zeudi: Coroncine di pane bicolore



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sabato 1 dicembre 2018

FETTINE DEL FARAONE...per Segui le stagioni!

Ciao a tutti!

Finalmente dicembre! Un mese atteso da grandi e piccini per tutto l’anno...un mese ricco di emozioni, tradizioni, tenerezza, a volte anche un po’ di malinconia.
 

Per celebrare l’inizio dell’Avvento abbiamo pensato di lasciarvi un frollino, le fettine del faraone, a firma del maestro Luca Montersino e poi un’idea regalo, delle lanterne a forma di casetta, che con un po’ di fantasia potrete preparare voi stessi per poi donare a chi volete.
 



Le fettine del faraone sono croccanti frollini ricchi di frutta secca, mandorle e nocciole in particolare, aromatizzati con cannella e vaniglia. Devono il loro nome al fatto che sono prodotti con farina di kamut. Il kamut è un cereale appartenente alla famiglia delle Graminacee che per il suo presunto ritrovamento in una tomba egizia, è anche conosciuto col nome di “grano del faraone”, da qui il nome di questi ottimi dolcetti.
 

Ecco svelata la nostra ricetta con protagonista la frutta secca per l’appuntamento mensile con Segui le stagioni, la rubrica che insieme ad un gruppo di amiche blogger curiamo ogni mese con l’obiettivo di far capire l’importanza di utilizzare sempre e solo prodotti di stagione.

Insieme alle Fettine del Faraone vi lasciamo un’idea per un regalo originale, le casette lanterna. Vi serviranno: barattoli di vetro vuoti di diverse forme, das e tempere. Non serve molto di più, se non tanta fantasia e un po’ di manualità.
 


Non vi resta che divertirvi a costruire le vostre lanterne, modellando pezzettino dopo pezzettino e arricchendole con mille particolari e, dopo averle fatte asciugare bene, dipingerle con le tempere. Una volta finite, ho comprato delle candele a pile da inserire all’interno, in modo da poterle accendere anche tenendo chiuso il coperchio.
 


Vi lascio un particolare di ogni lanterna. 


Ho pensato che una famiglia di topini volesse costruirsi una casa scavando una grande zucca: il coperchio del barattolo si trasforma nel picciolo della zucca, ho aggiunto un bel portone di legno, tante finestre da cui filtrerà la luce della candela e il gioco è fatto!


Poi ho pensato ad una piccola casetta nel bosco e ad un tipico fienile rosso, ed è così che sono nate le prossime due casette:


Infine, la mia preferita, il castello con il grande albero di Natale: Chi non ha desiderato da bambina di vivere in un castello??!! Ecco ho esaudito il mio desiderio...anche se in miniatura:


Ora è finalmente arrivato il momento della ricetta...

FETTINE DEL FARAONE

Ricetta liberamente tratta da “Pasticceria in panificio”, AA.VV.,ed. Italian Gourmet, p 49

INGREDIENTI:

  • 300 g farina di Kamut 
  • 120 g burro a temperatura ambiente 
  • 200 g zucchero semolato 
  • 120 g nocciole tostate 
  • 120 g mandorle tostate 
  • 2 uova grandi 
  • 1 g cannella in polvere 
  • ½ bacca vaniglia 

PROCEDIMENTO:

Nella planetaria con la foglia montata impastate il burro con lo zucchero, aggiungete quindi le uova appena sbattute, la farina e gli aromi. Per ultime aggiungete le nocciole e le mandorle.

Trasferite l’impasto sulla spianatoia e formate una mattonella di 3 cm di lato, fasciatela con la carta forno e trasferitela in frigo per qualche ora. Potrete scegliere anche di congelare la mattonella in modo da aver sempre pronto l’impasto per preparare queste gustosi dolci, da congelato potrete ottenere anche fettine più sottili.

Tagliate la mattonella con un coltello a fettine spesse mezzo centimetro.

Disponete le fettine su una teglia coperta di carta forno e cuocete in forno caldo a 170°C per 15-20 minuti. Fate raffreddare su una gratella da dolci.

Una volta freddi conservateli in una scatola ermetica.




Buon appetito!





Vi lascio la lista della spesa del mese di dicembre...


Ed infine ecco le nostre amiche da cui potrete trovare altre idee rigorosamente di stagione!!!

Lisa Verrastro – Lismary’s Cottage
Alisa Secchi – Alisa design,sew and Shabby Chic
Enrica Coccola – Coccola Time
Beatrice Rossi – Beatitudini in cucina
Sisty Consu – I biscotti della zia
Simona Milani – Pensieri e pasticci
Maria Martino – La mia casa nel vento
Anna Marangella – Ultimissime dal forno
Susy May – Coscina di pollo
Ely Valsecchi – Nella cucina di Ely
Francesca Lentis – Crudo e cotto
Ilaria Lussana - Biologa nutrizionista
Miria Onesta - Due amiche in cucina
Ilaria Talimani – Soffici blog

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giovedì 17 settembre 2015

CROSTATA ALLA FRUTTA SECCA

Ciao a tutti!

Un altro dei nostri nanetti quest’anno ha iniziato l’avventura della scuola con grande trepidazione ed entusiasmo sia da parte sua che da parte di noi genitori. Sembra ieri che quel frugolino tutto rosa è arrivato tra noi ed oggi, è già una bimbetta grande, un tipettino molto fashion (in questo molto diversa dalla sua mamma!), con una grande grinta in casa, mentre fuori si trasforma in uno scricciolo timoroso delle novità che le si propongono.


Pensate che la sua compagna di banco di oggi è la figlia della mia compagna di scuola di tanti anni fa, sapevo che sarebbero state in classe insieme ma il caso ha voluto che si sedessero vicine ed oggi, alla riunione con le maestre, io e la sua mamma eravamo di nuovo compagne di banco dopo 33 anni! Un’emozione nell’emozione!

Per festeggiare l’inizio della scuola ho pensato ad una crostata con confettura di albicocche (preparata da me quest’estate) arricchita con tanta frutta secca e qualche semino. Un qualcosa di goloso, che desse una grande energia, forse il caldo di questi giorni, la rende ancora un po’ fuori stagione, ma è davvero perfetta se si pensa al freddo a cui stiamo andando incontro.



La rusticità di questa crostata è esaltata dalla farina integrale utilizzata per preparare la frolla, a sua volta arricchita con una piccola percentuale di farina di mandorle e una di riso.


CROSTATA ALLA FRUTTA SECCA


INGREDIENTI per una teglia 23x23 cm (*):

Per la frolla:
  • 300 g farina integrale di grano tenero Petra 9
  • 100 g farina di riso
  • 50 g farina di mandorle
  • 160 g zucchero a velo 
  • 200 g burro
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di sale
(*) la quantità di frolla è abbondante per questa teglia, sarebbe perfetta per una teglia di 28 cm di diametro, vi avanzeranno circa 200 g di frolla con cui io ho preparato dei biscotti.

Per il ripieno:
  • 120 g noci
  • 80 g nocciole
  • 80 g mandorle 
  • 20 g semi di sesamo
  • gelatina da copertura 

PROCEDIMENTO:

Non utilizzo farina di mandorle già pronta, preferisco frullare io le mandorle aggiungendo una parte di zucchero che serve per assorbire l’olio che si forma durante la macinatura.

Per prima cosa preparate la frolla: in una ciotola raccogliete le farine, lo zucchero e un pizzico di sale quindi aggiungete l’uovo e il burro. Impastate velocemente con la punta delle dita, in modo da non scaldare troppo l’impasto, quando avrete ottenuto un impasto omogeneo fatene un panetto, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo in frigo per almeno un’ora (o mezz’ora in congelatore).

Nel frattempo raccogliete tutte la frutta secca in una teglia e fatela tostare in forno pochi minuti facendo attenzione a non bruciarla.

Ora dovete cuocere il guscio di frolla in bianco. Preriscaldate il forno 180°C. Riprendete la frolla e stendetela ad uno spessore di 6-7 mm, trasferitela nella teglia (23x23 cm) precedentemente imburrata, coprite la frolla con carta forno e aggiungete ad esempio dei legumi (io ho utilizzato dei ceci dimenticati da troppo tempo in dispensa) in modo che la frolla mantenga il più possibile la sua forma. Cuocete in forno già caldo a 180°C per 20 minuti, sfornate, eliminate la carta forno col suo contenuto e infornate ancora il guscio di frolla per 5 minuti.




Lasciate un po’ raffreddare la frolla, quindi spalmate sul fondo la confettura di albicocche ed infine la frutta secca. Infornate ancora la crostata per 10 minuti.

Nel frattempo preparate una dose di gelatina da copertura, e quando avrete sfornato la vostra crostata distribuitela su tutta la frutta secca. Lasciate raffreddare su una gratella. È buonissima appena fatta ma ancor di più il giorno successivo, se riuscirete a resisterle fino ad allora.





Buon appetito!


Con questa ricetta partecipo al contest del blog Profumo di cannella in collaborazione con Petra – Molino Quaglia:





mercoledì 24 dicembre 2014

QUADROTTI DI FRUTTA SECCA...e tanti auguri dalla famiglia Fotocibiamo!!!


Ciao a tutti!

Eccoci finalmente arrivati alla vigilia del Santo Natale, tutti siamo presi dai preparativi, dalla frenesia dell’ultimo regalo, dalla preparazione di questo o di quel piatto tipico che domani, o anche stasera per chi festeggia anche la vigilia, non può mancare sulle nostre tavole...




Ogni anno mi riprometto di rallentare e godermi l’attesa, ma non ci riesco mai, inizia dicembre e in un battito di ali si arriva al 24 e tutti i propositi vengono rimandati al prossimo anno...

Ma oggi una cosa dovevo farla, quindi ho interrotto tutte le varie produzioni ed eccomi qui a far due chiacchiere con voi.




Auguro un felicissimo Natale, ricco di amore, di serenità, di condivisione ad ognuno di voi, a chi ci viene a trovare regolarmente e lascia sempre un segno del suo passaggio (lo so, in questo ultimo periodo vi ho trascurato ma vi prometto che mi impegnerò di più!), a chi è approdato qui mentre cercava chissà quale ricetta, a chi è capitato qui per caso...a tutti, dico, ma proprio a tutti auguro tanta felicità!



Oltre ai nostri auguri vi lascio una ricettina, un dolce semplice ma goloso, perfetto per riciclare tutta la frutta secca che normalmente in questo periodo abbiamo in casa. La ricetta originale la trovate qui, io ho fatto qualche modifica ad esempio ho utilizzato una farina multicereali per la frolla e poi l’ho aromatizzata con la “farina” di arance, delle fettine di arancia biologica (le nostre dell’orto) essiccate e frullate per poi essere utilizzate come aroma sia nel dolce che nel salato. Infine ho aggiunto nella frutta secca anacardi e semi di sesamo.







QUADROTTI DI FRUTTA SECCA

INGREDIENTI per una teglia di 24x24 cm:

per la pasta frolla:
  • 280 g farina multicereali
  • 120 g burro
  • 100 g zucchero a velo
  • 20 g “farina” arance essiccate (va bene anche la buccia d’arancia)
  • 1 uovo
  • un pizzico di sale

per la farcia:

  • 150 g di mandorle sgusciate
  • 100 g di miele
  • 100 g di nocciole sgusciate
  • 50 g di pinoli
  • 50 g semi sesamo
  • 50 g anacardi
  • 3 cucchiai di liquore all’arancia

PROCEDIMENTO:

Preparate la pasta frolla: in una ciotola mettete la farina, lo zucchero, il sale e la “farina” di arance. Aggiungete l’uovo e il burro morbido. Iniziate ad impastare velocemente la frolla per non riscaldarla troppo quindi formate una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare in frigo almeno mezz’ora.

Preparate ora la farcia: tritate a coltello grossolanamente tutta la frutta secca e raccoglietela in una ciotola. Aggiungete il liquore e il miele, quindi mescolate per bene il tutto.

Riprendete la frolla che nel frattempo avrà riposato, stendetela in un quadrato, foderate una teglia di 24x24 cm con carta forno quindi rivestite solo il fondo della teglia con la frolla. Bucherellate con una forchetta tutta la pasta quindi copritela col composto di frutta secca livellandolo bene.

Riscaldate il forno statico a 180°C. Abbassate a 170°C quindi cuocete per circa 40 minuti facendo attenzione che la frutta secca non scurisca troppo, se necessario coprite con un foglio di alluminio.

Sfornate e lasciate raffreddare su una gratella. Una volta freddo tagliate in quadrotti.





Buon appetito!

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