mercoledì 1 settembre 2021

DOLCE DI SAN MICHELE...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme il Dolce di San Michele, è un dolce tradizionale della provincia di Ravenna, precisamente di Bagnacavallo, che viene preparato dalle pasticcerie della zona e con una ricetta segreta solo durante la festa a lui dedicata di fine settembre. San Michele Arcangelo viene festeggiato il 29 settembre, e dal 1969 (anno della riforma) lo stesso giorno vengono festeggiati anche agli altri Arcangeli Raffaele, il soccorritore, e Gabriele, l’annunciatore.




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria un pane scozzese cotto in padella anch’esso dedicato a San Michele: il Bannock; mentre Simona ha scelto una ricetta dedicata a Santo Frate Padre Pio, il ragù per lui preparato dal medico del convento.


San Michele Arcangelo è colui che riuscì a sconfiggere Satana, troviamo la sua storia sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento nelle Sacre Scritture. Viene sempre rappresentato come un combattente con la spada oppure la lancia mentre schiaccia sotto i piedi un dragone, simbolo di Lucifero, sconfitto in battaglia.

È considerato il difensore del popolo di Dio e il vincitore della lotta del bene contro il male per questo motivo è stato dichiarato protettore della Polizia di Stato oltre che di molte altre categorie. Più di 60 cittadine italiane oltre a Bagnacavallo lo hanno scelto come loro protettore.
 
Il culto di San Michele Arcangelo ha origini orientali, l’imperatore Costantino I fu il primo a manifestare una grande devozione nei suoi confronti tanto da fargli edificare a Costantinopoli un grande santuario.

Mentre in Occidente la prima basilica a lui dedicata risale a prima del 450 e si trovava sulla Via Salaria a Roma ed è proprio dalla dedica che ritroviamo su di essa, datata 29 settembre, che si è scelto il giorno in cui da sempre si festeggia San Michele.

Sono moltissime le storie legate al Santo, ma forse la più significativa e quella che mi tocca di più visto il momento che stiamo vivendo, è quella raccontata nella Leggenda Aurea (una raccolta medioevale di biografie scritta da Jacopo da Varazze, frate domenicano e vescovo di Genova): Papa Gregorio I vide apparire sopra Castel Sant’Angelo a Roma, la figura di San Michele mentre rinfoderava la sua spada, dichiarando così la fine di un lungo periodo di pestilenza.
 



Come vi dicevo Bagnacavallo è una delle numerose città che hanno scelto come santo patrono San Michele Arcangelo. Si trova nell’entroterra emiliano a pochi chilometri dal Mar Adriatico ed è un’interessante città d’arte con un bel centro storico ricco di chiese, palazzi nobiliari e uno splendido teatro. Qui dal 1202 ogni fine settembre si festeggia per 5 giorni consecutivi il Santo con una manifestazione molto varia in cui si può assistere ad eventi artistici, culturali e gastronomici.
 



Durante questi cinque giorni i forni e le pasticcerie del paese propongono il Dolce di San Michele, un ricco dolce costituito da un guscio di frolla preparata con lo strutto come è tipico di queste zone, al cui interno troviamo una crema che ricorda una panna cotta e sulla superficie un tripudio di frutta secca, inutile dirvi che è un dolce di un bontà incredibile, ahimè la ricetta è segreta e gelosamente custodita.
  


La versione che vi propongo è quella che la signora Marinella, titolare di una delle pasticcerie di Bagnacavallo ahimè ora chiusa da qualche anno, ha raccontato in un’intervista. Probabilmente qualche segreto è stato omesso, ma vi assicuro che il risultato è ottimo, una delle mie torte preferite!


Fonti:


DOLCE DI SAN MICHELE
Ricetta originale della signora Marinella


INGREDIENTI (per una teglia 23 cm diametro alta 5 cm (*)):

  • 250 g farina debole da crostate
  • 125 g zucchero a velo
  • 3 tuorli d’uovo
  • 125 g strutto
  • zeste di limone
  • 1 pizzico di sale

per la crema:
  • 50 g latte
  • 300 g panna fresca
  • semi di ½ bacca di vaniglia
  • scorza di limone
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 fogli di colla di pesce (circa 4 g)
  • 2 uova intere
  • 3 tuorli d’uovo
  • 150 g zucchero a velo
  • 100 g mascarpone
  • 100 g uvetta (io non l’ho messa)
  • marsala o grappa q.b. per ammollare l’uvetta (io non l’ho messo)


Per finire:
  • gherigli di noce q.b.
  • pinoli q.b.
  • mandorle con e senza pelle q.b.
  • nocciole q.b.
  • granella di mandorle q.b.
  • gelatina di albicocche

PROCEDIMENTO:

Preparate la frolla.

In una ciotola mettete la farina, le zeste di limone, lo zucchero, lo zucchero e il sale. Mescolate. Aggiungete lo strutto ed amalgamate, otterrete un composto umido e sgranato. Unite ora i tuorli e lavorate velocemente fino da avere un impasto liscio ed omogeneo.

Fate riposare in frigo coperto per una mezz’ora quindi riprendetelo e foderate uno stampo (23 cm diametro alto 5 cm) precedentemente imburrato ed infarinato. Bucherellate il fondo della frolla. Mettete lo stampo rivestito con la frolla in frigorifero.

Preparate ora la crema.

Mettete in ammollo i fogli di colla di pesce in acqua per 20 minuti.

Mettete in ammollo l’uvetta nel marsala o nella grappa (io non l’ho messa nella torta).

Fate caramellare due cucchiai di zucchero (dev’essere biondo).

In una pentola unite il latte, la panna, i semi di vaniglia, la scorza di limone (intera in modo poi da poterla eliminare) e lo zucchero caramellato. Portate a bollore e fate cuocere qualche minuto. 

Togliete dal fuoco quindi aggiungete i fogli di gelatina scolati dall’acqua di ammollo, mescolate e lasciate raffreddare. Tenete da parte.

Nella planetaria o comunque con le fruste elettriche, montate le uova e i tuorli con lo zucchero a velo, quando saranno spumose e chiare aggiungete il mascarpone e continuate a montare fino a che sarà ben amalgamato.

Unite questo composto alla crema cotta in precedenza, amalgamate bene. Aggiungete ora l’uvetta scolata e asciugata (io non l’ho messa).

Mescolate ancora. Tenete da parte.

Riprendete il guscio di frolla dal frigo, farcite con tutta la crema preparata.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 30-40 minuti.

Lasciare raffreddare una volta cotta quindi ponetela in frigo per qualche ora in questo modo la crema si addenserà.

Ora non resta che decorarla. Fate tostare i pinoli.

Decorate con la frutta secca l’intera superficie della torta e spennellate con gelatina di albicocche per renderla lucida.



Nota:

(*) non fate il mio errore ed utilizzate uno stampo alto (almeno 5 cm), la caratteristica di questo dolce è proprio uno strato abbondante di crema.




Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di ottobre.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.


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domenica 1 agosto 2021

BUDINO DI SANTA CHIARA...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme il BUDINO di Santa Chiara d’Assisi, una ricetta molto semplice e antica legata ad uno dei miracoli di Chiara e preparata nel piccolo convento francescano di San Damiano già nel periodo in cui la Santa viveva lì. Santa Chiara è celebrata il giorno 11 agosto ed è patrona di Assisi (in Toscana) e di Iglesias (nel sud della Sardegna). 
 


Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria un dolce greco in onore di San Fanurio: la Fanouropita; mentre anche Simona ha scelto una ricetta dedicata a Santa Chiara, il Gattò di Santa Chiara, una ricetta tipica napoletana.
 

Il convento di San Damiano è uno dei Santuari Francescani di Assisi in cui abitano i Frati Minori fin dal XIII secolo. Nella “Vita Prima”, la prima biografia di San Francesco scritta da Tommaso da Celano, si racconta come nel 1205 San Francesco d’Assisi pregando davanti al Crocifisso presente nella chiesa, lo sentì parlare e per tre volte chiedergli di “riparare la sua casa”. Francesco obbedì a questa richiesta e proprio in questo stesso convento compose negli ultimi anni della sua vita il “Cantico delle creature”.

Fino al 1250 il convento fu affidato all’ordine delle Clarisse che qui venne fondato da Santa Chiara tra il 1211 e il 1212.

Durante il periodo che Santa Chiara trascorse nel convento di San Damiano avvennero diversi miracoli, tra questi anche quello legato alla preparazione del Budino che oggi vi proponiamo.

A San Damiano Chiara trascorse circa quarantadue anni di cui gli ultimi 30 da malata e quasi inferma. Proprio in questo periodo, si pensa potesse essere il 1224, un cardinale, anch’egli infermo per una grave malattia ai piedi, si fece portare al cospetto della Santa con la speranza di poter essere aiutato dalle sue preghiere.

Quando il cardinale incontrò Chiara, le chiese con insistenza di intercedere per lui con le sue preghiere. Chiara non si rifiutò e pregò per la sua guarigione. Dopo la preghiera lo stesso cardinale chiese a Chiara di poter mangiare un poco del suo budino, anche in questo caso la Santa non si oppose e avvenne il miracolo. Il cardinale dopo aver mangiato il budino riuscì ad alzarsi sulle sue gambe completamente guarito.


Fonti:
 






Il budino mangiato dal cardinale è lo stesso che vi proponiamo qui oggi, è una ricetta molto semplice e poco conosciuta, proprio la sua semplicità lo rende un dolce molto buono con sfumature di gusto molto delicate date dal miele. Non ho fatto alcuna modifica nella ricetta originale, ho solo aggiunto la scorza di limone grattugiata per paura che il gusto dell’uovo fosse troppo presente.
 


BUDINO DI SANTA CHIARA
Ricetta tratta dal blog Le Cerese e i mostaccioli di Chiara


INGREDIENTI (per 2 monoporzioni in cocotte diametro 10 cm alte 5 cm):
  • 100 g pane raffermo
  • 1 uovo
  • 130 ml latte (per me latte di avena)
  • 50 ml miele millefiori
  • (scorza limone grattugiata, mia aggiunta)

PROCEDIMENTO:
Preriscaldate il forno a 180°C.

In una ciotola spezzettate il pane raffermo senza eliminare la crosta. Fate intiepidire il latte quindi aggiungetelo al pane e lasciatelo ammorbidire. Aiutandovi con le mani fate assorbire tutto il latte dal pane, otterrete un composto morbido.

In una seconda ciotola mettete l’uovo ed aggiungete metà del miele, sbattete con una frusta, otterrete un composto spumoso e leggermente montato.

Aggiungete all’uovo il pane ammollato e la scorza di limone (mia aggiunta, nella ricetta originale non era presente), mescolate bene il composto fino a renderlo ben omogeneo.

Dividete ora la crema ottenuta in due cocotte e ponetele in una teglia dove aggiungerete un bicchiere di acqua.

Infornate la teglia con le due cocotte e l’acqua e lasciate cuocere per 20 minuti (io l’ho lasciato 25 minuti per far colorare un poco la superficie).

Sfornate e lasciate raffreddare a temperatura ambiente.

Prima di servire, fate scaldare in un pentolino il restante miele mescolando con un cucchiaio. Sarà pronto quando avrà raggiunto un colore ambrato.

Dividete il miele tra i due budini e serviteli a temperatura ambiente.



Buon appetito!





Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di settembre.


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giovedì 1 luglio 2021

TORTA DI SANTIAGO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme la TORTA DI SANTIAGO, una torta semplice a base di mandorle della regione spagnola della Galizia, preparata principalmente nel mese di luglio fino alla prima settimana di agosto nei panifici che si trovano nelle zone percorse dal Cammino di Santiago.
 




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria un dolce a base di mandorle : il Serpentone alle mandorle di Sant’Anatolia; mentre da Simona lo Sfincione palermitano una focaccia condita alta e soffice tipica di Palermo.
 

Possiamo definire il Cammino di Santiago de Compostela come un insieme di percorsi che già dal lontano Medioevo i pellegrini percorrevano attraversando l’Europa per raggiungere la Cattedrale di Santiago di Compostela dove riposano le reliquie dell’Apostolo San Giacomo il Maggiore.

San Giacomo Apostolo venne decapitato in Palestina nel 44 d.C. da re Erode Agrippa I, e secondo quello che venne tramandato negli scritti dell’epoca, i suoi discepoli con una barca guidata da un angelo riportarono il suo corpo in Galizia, dove Giacomo aveva passato un lungo periodo ad evangelizzare le popolazioni celtiche, e lì lo seppellirono in un bosco vicino ad un importante porto romano della zona. La tomba in seguito venne poi scoperta, grazie ad una rivelazione, da un eremita e da quel momento iniziarono i primi pellegrinaggi che via via coinvolsero popolazioni sempre più lontane tanto da creare una fitta rete di itinerari che portavano i pellegrini a Compostela.

Le principali vie che portano verso Santiago sono cinque e sono descritte in uno dei libri del Codex calixtinus (o Libro di san Giacomo), tra queste la più antica è il Camino primitivo che fu utilizzato per la prima volta nel IX secolo partendo dalle Asturie per un totale di 319 km, mentre ad oggi il percorso più famoso e frequentato è il Camino Francés circa 800 km che vengono percorsi in circa un mese.

Per ricevere la Compostela, il certificato che alla fine del cammino viene conferito ai pellegrini che completano il Cammino, è necessario che il pellegrino si munisca della Credencial, uno speciale passaporto che permette di accedere agli ostelli e che viene timbrato con i timbri di san Giacomo in tutti i luoghi dove il pellegrino dorme o mangia in modo da avere una prova di aver compiuto il Cammino lungo un percorso ufficiale.
 


Forse il più famoso simbolo del cammino di Santiago è una conchiglia (concha) di capasanta. Secondo la leggenda, la barca con le reliquie del Santo venne colpita da una tempesta , sulla spiaggia si stava celebrando un matrimonio, lo sposo vedendo la barca in difficoltà si lanciò in mare col suo cavallo per portare aiuto. La tempesta travolse anche lui e il suo cavallo e solo le sue preghiere lo salvarono infatti sentì una forza che lo riportò a riva insieme al suo cavallo proprio mentre la barca raggiungeva a riva. Sia lo sposo che il suo cavallo erano coperti di conchiglie, tutti pensano da allora che fu il santo a salvare lo sposo e il suo cavallo e così Santiago fu per sempre legato alla conchiglia.
  


Sempre quando si arriva a Santiago de Compostela, sia nei forni della cittadina ma anche nei vari ristoranti, è facile che venga offerta la famosa TORTA DI SANTIAGO, una semplice torta a base di mandorle, uova e zucchero. Sembra che la sua origine sia da ricercare in una torta preparata nel Medioevo per i nobili che potevano permettersi le costose mandorle, detta Tarta Reale. L’origine invece della croce di Santiago che caratterizza questa torta è relativamente recente, risale al 1924 quando in una pasticceria della zona si iniziò a decorare la torta con la croce come per garantirne l'origine.
 


Proviamo ora a preparare insieme al nostra Tarta de Santiago...


TORTA DI SANTIAGO
Ricetta liberamente tratta dal testo “Santa Pietanza”,p.217, L.Capasso, G.Esposito, Guido Tommaso Editore


INGREDIENTI (per una teglia da 26 cm diametro, oppure due teglie da 20 cm diametro):
  • 125 g farina di mandorle
  • 125 g mandorle
  • 200 g zucchero
  • 5 uova medie
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • scorza grattugiata di un limone
  • pizzico di sale
per finire:
  • zucchero a velo

PROCEDIMENTO

Tritate finemente le mandorle senza ridurle a farina.

Mescolate la granella di mandorle con la farina quindi trasferite il tutto su una placca ricoperta di carta forno. Fatele tostare in forno per 10 minuti a 120°C. Lasciate raffreddare.


Sbattete le uova con lo zucchero ed un pizzico di sale fino a renderle chiare, gonfie e spumose.

Aggiungete la cannella e la scorza grattugiata di limone.

Aggiungete le mandorle ormai raffreddate ed amalgamate con cura con una spatola. 

Imburrate una teglia da 26 cm di diametro oppure coprite con carta forno, versatevi il composto ottenuto ed infornate per circa 30 minuti in forno già caldo statico a 180°C. Se utilizzate due tortiere da 20 cm saranno sufficienti 25 minuti di cottura.

Se la superficie della torta scurisce troppo durante la cottura, copritela con un foglio di alluminio nei ultimi 10 minuti.

Lasciate raffreddare completamente prima di estrarre dalla teglia.

Trasferitela su un piatto di portata e decoratela con la caratteristica croce di Santiago cospargendola di zucchero a velo.



Buon appetito!


Fonti:
- Tarta de Santiago 
- Cammino di Santiago 
- Il Cammino di Santiago - MERIDIANI – le Grandi vie –



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di agosto.

Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle. 


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martedì 1 giugno 2021

BOLO DE FUBÀ, torta di farina di mais...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme il BOLO DE FUBÀ, una torta semplice a base di farina di mais preparata, insieme ad altre specialità a base di mais, in occasione della Festa Junina dedicata a Sant’Antonio, San Giovanni Battista e San Pietro in Brasile.




Dalle nostre compagne di viaggio troverete il Formaggio lettone di San Giovanni, preparato da Miria; e un primo piatto, la pasta di San Giuannin da Simona. Mentre qui da noi, come vi ho già raccontato, troverete un dolce.
 

Potrete trovare tutte le nostre proposte de “Alla mensa coi Santi” pubblicate fino ad ora in una comoda CARTINA creata dalla nostra Miria, che renderà ancora più facile e divertente la vostra ricerca.
 


La Festa junina, da juno che significa giugno in portoghese, è una festa organizzata in Brasile in coincidenza con la raccolta del mais per festeggiare Sant’Antonio, San Pietro e San Giovanni. È una festa di origine pagana, che deriva dalle feste europee portoghesi che celebravano l’arrivo dell’estate in Europa, ma oggi ha anche una forte impronta religiosa. In Brasile segna invece l’arrivo dell’inverno e il periodo di raccolta del mais, ingrediente protagonista assoluto di questa festa.

Nel mese di giugno si rende omaggio a tre importanti santi: il 13 si ricorda la morte di Sant’Antonio da Padova, il 24 si celebra la nascita di San Giovanni Battista ed infine il 29 è il giorno della morte di San Pietro, primo apostolo di Gesù. Durante la festa junina, è consuetudine innalzare un grande tronco alto anche 6 metri con l’immagine di uno dei Santi, la tradizione vuole che lungo questo tronco i fedeli allaccino dalle fasce colorate, fiori e frutta. Il tronco è simbolo della prosperità del raccolto e ai santi i fedeli dedicano canti di ringraziamento o richiesta.

I cibi e le bevande che vengono consumati durante questi giorni di festa sono moltissimi e in molti di essi il protagonista è il mais proprio come nella nostra proposta di oggi.

La ricetta del Bolo de fubà che troverete qui da noi, è la versione più semplice di questo dolce. In ogni versione protagonista di questa torta è sempre la farina di mais macinata molto fine, in alcune versioni particolari accompagnata dal formaggio grattugiato tipo Parmigiano e semi di finocchio, in altre anche dalla frutta e varie spezie, in altre ancora il latte condensato.
 


Vediamo insieme cosa ci serve...


BOLO DE FUBÀ
Ricetta originale da qui


INGREDIENTI (per una teglia diametro 24 cm oppure stampo a ciambella diametro 26 cm):
200 g farina di mais fioretto
150 g zucchero
100 g farina 00 (*)
100 ml olio di mais
40 g miele millefiori
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
latte se necessario (**)

(*) per una versione senza glutine potete sostituire la farina 00 con pari quantità di amido di mais
(**) io ho utilizzato latte di riso


PROCEDIMENTO:

Potrete utilizzare sia uno stampo tondo diametro 24 cm che uno stampo a ciambella diametro 26 cm.

Imburrate ed infarinate lo stampo e tenete da parte.

Accendete il forno a 180°C.

Montate le uova con lo zucchero fino a che diventino chiare e spumose. Aggiungete ora l’olio a filo sempre montando con le fruste. Mescolate le farine con il lievito quindi aggiungetele a piccole dosi alle uova montate.

Aggiungete il miele sempre mescolando.

Se il composto risulterà troppo duro potrete aggiungere poco latte fino ad un massimo di un bicchiere, il composto deve essere fluido ma non liquido. Avrà una giusta consistenza quando prendendone un cucchiaio vi sembrerà di poter “scrivere” facendolo ricadere sull’impasto.

Trasferite il composto nello stampo, livellatelo.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 30-35 minuti, fate la prova stecchino.

Quando sarà cotto fatelo raffreddare nello stampo prima di estrarlo, quindi servitelo spolverato di zucchero a velo.

Perfetto per colazione o merenda.



Buon appetito!



Fonti:
- Sabor Brasil 
- Festa Junina
- Na boca do povo



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di luglio.



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sabato 1 maggio 2021

ANELLO DI SAN CATALDO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme l’ANELLO DI SAN CATALDO dedicato a San Cataldo di Rachau, santo irlandese venerato il 10 maggio a Taranto dove si trova la sua tomba.
 




Per questo mese abbiamo scelto delle ricette che compongano un piccolo menù. Miria ci offre il primo e ci racconterà come si prepara la Zuppa di San Prisco, una zuppa ricca di verdure primaverili. Da Simona troverete il secondo con le Polpette uova e cacio dedicate a San Filippo Neri. Per finire qui da noi col dolce.


Cataldo nacque a Munster in Irlanda nel VII secolo da due genitori ferventi cristiani che gli trasmisero tutta la loro devozione ed il loro amore verso Dio. Forte di questo insegnamento, alla morte dei suoi genitori decise di donare tutta la sua eredità ai poveri. Si ritirò a vita monastica nel monastero di Lismore dove studiò e dove poi rimase anche come maestro negli anni successivi. Durante la sua vita gli vennero attribuiti molti miracoli, tutto questo lo portò ad essere venerato dal popolo ma ad essere visto con sospetto dai potenti che arrivarono ad accusarlo di stregoneria. Accuse che con l’intercessione di due angeli apparsi in sogno al re che lo aveva imprigionato, caddero subito e Cataldo venne anche eletto vescovo della città di Rachau.

Dopo qualche anno di ministero però lasciò l’Irlanda per iniziare un viaggio verso la Terrasanta, la leggenda narra che in Terrasanta, dove il santo avrebbe voluto ritirarsi ad una vita di solitudine, Cataldo capì in seguito ad un’apparizione che il suo compito era quello di andare a Taranto per convertirne gli abitanti.

Nel viaggio verso Taranto la sua nave venne colta da una terribile tempesta che il santo riuscì a placare gettando in mare il suo anello pastorale. Nel punto dove il santo gettò il suo anello si formò un vortice di acque dolci e fresche. Questo punto nel Mar Grande di Taranto viene ancora oggi chiamato Anello o Citro di San Cataldo.

estratto mappa di Google

Il Citro è lo sbocco sulla superficie del mare di un fiume sotterraneo proveniente dagli altopiani della Murgia. Oltre al grande Anello di San Cataldo che si trova nel Mar Grande (nel mare di fronte Taranto), nel Mar Piccolo troviamo altri 34 citri di dimensioni diverse.


Arrivato a Taranto il santo iniziò a predicare e riuscì nel suo compito di riportare la fede cristiana nella cittadina. Venne nominato vescovo della città e continuò a compiere molti miracoli, cosa che continuò anche dopo la sua morte.

Taranto festeggia il suo patrono il 10 maggio, giorno in cui il corpo del santo venne ritrovato, diverse centinaia d’anni dopo la sua morte, sotto i resti della chiesa, distrutta dai Saraceni, dove era stato sepolto.

La storia del dolce che vi proponiamo oggi è proprio legata, come avrete immaginato, al miracolo avvenuto nelle acque antistanti la città all’arrivo del santo a Taranto. È un dolce “giovane”, è stato ideato nel maggio del 2007 nel panificio Doro di Taranto e poi altre versioni sono comparse in altri panifici (ad esempio Panificio Magna Grecia) della città.

Giovanni Doro dopo vari studi pensò di preparare un dolce a forma di ciambella per ricordare l’anello del santo; abbinò la pasta frolla dolce alla pasta sfoglia salata per ricordare l’incontro di acque dolci e salate che avviene nei citri; quindi farcì il suo dolce con marmellata di limoni simbolo di Palermo, città dove è riposto il pastorale di avorio del santo; aggiunse poi le noci, tipico frutto irlandese; ed infine decorò con mandorle caramellate per ricordare il tipico croccante pugliese.
 
Altra versione di questo dolce è quella preparata dal panificio Magna Grecia  , in questa versione cambia solo il ripieno che è a base di crema aromatizzata al limoncello, noci e amarene.
 
La versione che abbiamo preparato noi si rifà proprio a quella del panificio Magna Grecia, solo perché più vicina ai nostri gusti!

Vediamo insieme cosa ci serve...


ANELLO DI SAN CATALDO
Ricetta tratta dal blog di Anna “Un due tre si mangia!


INGREDIENTI (per una teglia a ciambella 24 cm di diametro):

per la frolla:
  • 100 g mandorle
  • 120 g zucchero
  • 150 g farina
  • 170 g burro
  • 1 uovo medio
  • 4 g lievito per dolci
  • 1 rotolo pasta sfoglia
per il ripieno (*):
  • 250 ml latte
  • 60 g zucchero semolato
  • 24 g amido di mais (maizena)
  • 2 tuorli
  • buccia ½ limone
  • amarene sciroppate (circa 10)
per decorare:
  • 1 cucchiaio di latte
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • mandorle a lamelle

PROCEDIMENTO:

Preparate la pasta frolla.

Nel mixer frullate la mandorle con lo zucchero fino a renderle farina. Unitele quindi in una ciotola alla farina e al lievito. Mescolate.

Unite il burro freddo di frigo a pezzetti, quindi amalgamate velocemente gli ingredienti. Si formeranno delle briciole.

Unite infine l’uovo e finite di impastare.

Ottenuto un panetto liscio, fasciatelo nella pellicola e riponetelo in frigo per una mezz’ora.

Preparate ora la crema.

Portate quasi fino ad ebollizione il latte con la buccia di limone. In una ciotola mescolate i tuorli con lo zucchero e l’amido, otterrete un composto chiaro e spumoso.

Unite il latte caldo senza la buccia. Mescolate con una frusta.

Rimettete tutto sul fuoco e sempre mescolando fate addensare.

Togliete dal fuoco, trasferite in una ciotola e lasciate raffreddare coprendola con una pellicola.

Accendete il fuoco a 180°C statico.

Riprendete la frolla e foderate uno stampo a ciambella imburrato ed infarinato, stendendola non troppo sottile.

Versate la crema ormai fredda nel guscio di frolla, quindi distribuite le amarene su tutta la superficie.

Ricoprite con uno strato di pasta sfoglia che ricopra tutta la crema, sigillate bene i bordi a contatto con la pasta frolla. Bucherellate con un forchetta tutta la superficie della pasta sfoglia.

Mescolate in un bicchiere il latte, lo zucchero e le mandorle a lamelle e distribuitele sulla superficie del dolce.

Infornate in forno già caldo a 180°C per 40-45 minuti, dovrà essere dorato in superficie.

Fate raffreddare completamente, quindi rimuovete dallo stampo, trasferite su un piatto da portata e riponete il frigo prima di servirlo. Buonissimo servito freddo di frigo.

N.B.

(*) il ripieno originale prevedeva: marmellata di limoni e noci. Il resto del dolce rimaneva invariato.


Buon appetito!



Fonti:

- San Cataldo 
- Storia di San Cataldo 
- Anello di San Cataldo 
- Festeggiamo San Cataldo a Taranto 




Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di giugno.



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giovedì 1 aprile 2021

PLUMCAKE SALATO CON SPINACI...per Il Granaio!

Ciao a tutti!
 


Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo un PLUMCAKE SALATO CON SPINACI, un piatto molto versatile che potrete proporre come antipasto, secondo o anche piatto unico se accompagnato da un’abbondante insalata.
 


È una ricetta molto semplice che piacerà a tutta la famiglia, e nella quale potrete dare libero sfogo alla vostra fantasia creando sempre nuovi abbinamenti.
 


Nel nostro plumcake abbiamo utilizzato gli spinaci appena passati in padella con poco aglio e i pinoli, elementi immancabili della nostra cucina, quindi abbiamo aromatizzato con abbondante noce moscata e maggiorana fresca ed infine reso il tutto più saporito con l’inserimento di due diversi formaggi: il parmigiano e il leerdammer. Per finire, visto che volevo darvi un’idea che potesse andar bene anche da portare in tavola il giorno di Pasqua come antipasto, abbiamo nascosto al suo interno una sorpresa: le uova.
 


Vediamo insieme come fare...

PLUMCAKE SALATO CON SPINACI
Ho preso spunto per il mio plumcake dalle ricette di Morena e di Enrica.


INGREDIENTI (per uno stampo da plumcake 25x10 cm):
  • 200 g farina 0
  • 150 g parmigiano reggiano
  • 100 ml latte vaccino
  • 100 g spinaci già puliti
  • 80 ml olio extravergine di oliva
  • 50 g leerdammer
  • 10 g pinoli
  • 5-6 rametti maggiorana fresca
  • 3 uova medie
  • 1 bustina lievito per torte salate
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • noce moscata q.b.
  • sale q.b.
per finire:
  • 3 uova medie

PROCEDIMENTO:

Rassodate le 3 uova che poi andrete ad inserire all’interno del vostro plumcake, non cuocetele completamente, saranno sufficienti 5 minuti dal bollore in modo da poterle sbucciare, infatti poi cuoceranno ancora in forno.

Tritate i formaggi. Tritate finemente la maggiorana.

In una padella scaldate due cucchiai di olio extravergine ed aggiungete l’aglio senza sbucciarlo. Fate rosolare pochi minuti quindi aggiungete gli spinaci. Fate insaporire e dopo aver eliminato l’aglio tritateli grossolanamente a coltello.

In una ciotola unite le uova con l’olio ed il latte e con una frusta sbattete velocemente. Aggiungete ora la farina, il lievito, i formaggi e la maggiorana tritati, abbondante noce moscata e i pinoli. Mescolate in modo da amalgamare il tutto. Aggiungete infine gli spinaci e mescolate. Aggiustate di sale.

Rivestite di carta forno uno stampo da plumcake, versate circa ¼ di impasto sul fondo dello stampo quindi inserite le uova sode. Infine inserite il resto dell’impasto.

Infornate in forno già caldo a 180°C per 35-40 minuti, anche qui, come nelle torte dolci, vale la prova stecchino per verificare la cottura.

Lasciate raffreddare qualche minuto nello stampo poi con l’aiuto della carta forno sformatelo e fatelo raffreddare completamente prima di servirlo.


Buon appetito!


Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:


  • Qui da noi: Plumcake salato con spinaci



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PASTA FROLLA DI STRETTISSIMO MAGRO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme la PASTA FROLLA DI STRETTISSIMO MAGRO legata a San Francesco da Paola e all’ordine dei Frati Minimi da lui creato.




Per questo mese abbiamo differenziato le nostre scelte ed ognuna di noi parlerà di un santo diverso. Miria ci racconterà come si prepara il Toad in the hole un golosissimo piatto a base di salsicce e yorkshire pudding che viene servito con sugo di cipolle e verdure in onore di San Giorgio. Simona ci parlerà di Santa Caterina da Siena e della Torta di erbe amare che viene preparata in suo onore.


San Francesco da Paola nacque a Paola in provincia di Cosenza nel 1416. Venne chiamato Francesco perché i genitori ormai in età avanzata vollero ringraziare il Santo di Assisi che aveva esaudito le loro preghiere donandogli un figlio. All’età di 12 anni entrò in convento per un anno di prova e da lì iniziò il suo cammino spirituale. Non si fermò in convento ma già in giovane età, decise di intraprendere una vita eremitica tanto che si ritirò a Paola in un territorio della sua famiglia. Non riuscì però a continuare questo percorso molto a lungo perché sempre più giovani iniziarono a seguirlo, fu così che fondò l’Ordine dei Minimi. Ai suoi discepoli prescrisse di vivere di elemosine, senza possedere nulla e di mangiare sempre soltanto cibi quaresimali.

Tra i tanti conventi che fondò in giro per l’Italia, si dice che San Francesco di passaggio a Genova nel 1483 durante il suo viaggio per la Francia, indicò un colle che dominava la città verso occidente dove sarebbe dovuta essere costruita una chiesa intitolata a Gesù e Maria.

Nel corso degli anni questo santuario divenne convento dei Frati Minori e fu proprio lì che 400 anni dopo un frate genovese Padre Gaspare DellePiane scrisse un classico della gastronomia genovese “La cucina di strettissimo magro”, un testo scritto, come lui stesso sottolinea, dopo anni di esperienza in cucina, in cui raccoglie ben 476 ricette.

Secondo la regola di san Francesco i frati dovevano seguire la rigida dieta quaresimale ed evitare sempre le carni, il grasso, le uova, il burro, il formaggio e qualsiasi tipo di latticino e di tutti i loro composti e derivati.
Nel ricettario troviamo minestre, salse, arrosti, fritti, ripieni tutti rigorosamente di verdure o di pesce unici due elementi permessi.

Nella prefazione ad una delle prime edizioni si legge che “nel comporre la presente tre punti abbiamo avuto di mira: la salubrità delle preparazioni, l’economia ed una coscienziosa sincerità”, tutti temi di estrema attualità anche oggi se ci pensate.
 


Abbiamo pensato di proporvi una delle ricette di questo prezioso ricettario: la pasta frolla, nella ricetta vengono dati gli ingredienti ma non di tutti viene dato il peso preciso. Nel preparare la pasta frolla, ho mantenuto la proporzione tra vino bianco e olio (il primo il doppio del secondo) anche se entrambi li ho aumentati in proporzione alla farina. Inoltre ho aumentato parecchio la quantità di zucchero (in origine 32 g per 1 kg di farina) forse contravvenendo un po’ all’idea di salubrità di Padre Gaspare, che spero vorrà perdonarmi, ma cercando di venire un po’ incontro al nostro gusto. 
 


Vediamo insieme cosa ci serve...


PASTA FROLLA DI STRETTISSIMO MAGRO
Ricetta liberamente tratta dalla ricetta n°463 tratta da “La cucina di strettissimo magro”, P.S.DellePiane dei P.P. Minimi Genova


INGREDIENTI:
  • 500 g farina debole
  • 140 g vino bianco
  • 70 g olio extravergine di oliva ligure
  • 100 g zucchero
  • scorza grattugiata di un limone
  • un pizzico di sale

PROCEDIMENTO:

In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero, il vino, la scorza di limone grattugiata e il sale. Aggiungete ora l’olio facendolo assorbire con un cucchiaio.

Trasferite l’impasto così ottenuto sulla spianatoia e finite di impastare con le mani, dovrete ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Cercate di impastare il più velocemente possibile.

Lasciate riposare 15-20 minuti sulla spianatoia in modo che l’impasto diventi più facile da lavorare.

Ora dividetelo in 4 parti e lavorate ogni parte in modo da ottenere un lungo cordone spesso poco meno di 2 cm, tagliate dei tocchetti di 4-5 cm schiacciateli leggermente, passateli nello zucchero semolato (altra grande trasgressione!) e disponeteli su una teglia con carta forno ben distanziati tra loro.

Ho provato anche a fare forme diverse ma in cottura si deformano.

Cuocete in forno già caldo statico a 180°C per 20-25 minuti, dovranno essere ben dorati e croccanti.

Fate raffreddare su una gratella prima di servire. Perfetti da inzuppare nel tè.



Buon appetito!



Fonti:
Santuario San Francesco da Paola
Ordine dei Minimi
San Francesco da Paola vita





Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di maggio.




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giovedì 25 marzo 2021

PLUMCAKE DI PASQUA...per Al km 0!

Ciao a tutti!

Oggi prepariamo insieme il PLUMCAKE “QUASI” DI PASQUA per il nostro appuntamento con la rubrica de “Al km 0” che ha per tema “ricette di Pasqua”.
 


Vi starete chiedendo il perché di quel QUASI che compare nel nome di questo povero plumcake! L’idea di partenza per questa ricetta sulla carta era davvero valida, già immaginavo il set in cui lo avremmo fotografato, avevo programmato tutto, senza però pensare al fattore “Monica”. Sì proprio così, perché solo io posso essere tanto pasticciona, è il mio secondo nome... 

Come vi dicevo, l’idea di partenza era quella di un dolce semplice che potesse sostituire la classica colomba ma lasciandone un leggero ricordo. Il mio dolce doveva avere un gusto che ricordasse vagamente la colomba, ed è per questo che ho inserito nell’impasto un mix aromatico che potesse ricordare quello che si usa per la colomba, poi doveva avere la superficie croccante caratteristica della colomba con tanta granella di zucchero e mandorle.
 


Sulla carta sembrava davvero un bel dolce, ho scelto una vecchia ricetta di un ciambellone soffice (troppo soffice...forse questa scelta è stata l’errore), ho aggiunto il mix aromatico, e, finito di impastare, ho inserito tutto nel mio stampo. Non mancava altro che aggiungere la glassa.

La inserisco nella sacca da pasticcere e la distribuisco bene su tutta la superficie, aggiungo la granella e le mandorle. Mi volto un attimo, dando le spalle alla teglia, per posare la sacca vuota.

Ritorno davanti al mio plumcake ed è nudo. C’è solo l’impasto. La prima reazione è stata “devo mettere la glassa” ma subito ho ricordato di averla già messa, ed ho capito. Sono sbiancata. La mia glassa era stata inglobata dall’impasto, sparita in un attimo come inghiottita dalle sabbie mobili...

Immaginate la mia faccia, le ho pensate tutte (per un attimo anche di ripescare la glassa 😂 dal fondo) ma nessuna idea era davvero valida e alla fine l’ho messo in forno così come era...nudo! 

Guardate dov'è la mia glassa:
 

..il fotografo ha suggerito di capovolgerlo!!! 😂

Non avevo intenzione di presentarvelo qui oggi ma poi ho detto che forse il mio errore poteva essere di aiuto per altri e comunque il gusto del plumcake è davvero buono così anche se non ho ottenuto esattamente quello che volevo, ma QUASI, non mi resta che lasciarvi la mia ricetta del mio Plumcake QUASI di Pasqua...

Vediamo come fare insieme...

PLUMCAKE “QUASI” DI PASQUA 
La ricetta originale era un Ciambellone soffice 


INGREDIENTI (uno stampo 30x10 cm con bordi alti 9 cm):
  • 250 g farina 0
  • 50 g mandorle
  • 150 g olio extravergine di oliva
  • 200 g zucchero
  • 2 uova intere + 2 tuorli
  • 100 g succo di arancia
  • 1 bustina lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • granella di zucchero q.b.

per il mix aromatico:
  • 30 g miele di acacia (2 cucchiaini)
  • semi di 1 bacca di vaniglia
  • buccia di un limone grattugiata
  • buccia di un’arancia grattugiata
  • 20 g liquore cointreau


PROCEDIMENTO:

La sera prima preparate il mix aromatico e conservatelo in frigorifero.

Frullate le mandorle con un cucchiaino di zucchero preso dal totale ed unitele alla farina e al lievito. Tenete da parte.

Montate con la frusta nella ciotola della planetaria le uova (intere e tuorli) con lo zucchero ed il mix aromatico ad alta velocità, otterrete un composto chiaro e spumoso.

Unite ora l’olio a filo, sempre montando con la frusta.

A questo punto aggiungete il composto di farina e il succo di arancia alternandoli e mescolando con una spatola. Otterrete un composto liscio ed omogeneo.

Ricoprite con carta forno i vostri stampi e dividete il composto. Cospargete sulla superficie abbondante granella di zucchero (sperando che non affondi anche questa 😋).

Infornate il forno già caldo statico a 180°C per circa 40-45 minuti, fate la prova stecchino.


Buona appetito!


Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “Ricette di Pasqua”:



  • Merenda qui da noi: Plumcake QUASI di Pasqua




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