giovedì 1 aprile 2021

PLUMCAKE SALATO CON SPINACI...per Il Granaio!

Ciao a tutti!
 


Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo un PLUMCAKE SALATO CON SPINACI, un piatto molto versatile che potrete proporre come antipasto, secondo o anche piatto unico se accompagnato da un’abbondante insalata.
 


È una ricetta molto semplice che piacerà a tutta la famiglia, e nella quale potrete dare libero sfogo alla vostra fantasia creando sempre nuovi abbinamenti.
 


Nel nostro plumcake abbiamo utilizzato gli spinaci appena passati in padella con poco aglio e i pinoli, elementi immancabili della nostra cucina, quindi abbiamo aromatizzato con abbondante noce moscata e maggiorana fresca ed infine reso il tutto più saporito con l’inserimento di due diversi formaggi: il parmigiano e il leerdammer. Per finire, visto che volevo darvi un’idea che potesse andar bene anche da portare in tavola il giorno di Pasqua come antipasto, abbiamo nascosto al suo interno una sorpresa: le uova.
 


Vediamo insieme come fare...

PLUMCAKE SALATO CON SPINACI
Ho preso spunto per il mio plumcake dalle ricette di Morena e di Enrica.


INGREDIENTI (per uno stampo da plumcake 25x10 cm):
  • 200 g farina 0
  • 150 g parmigiano reggiano
  • 100 ml latte vaccino
  • 100 g spinaci già puliti
  • 80 ml olio extravergine di oliva
  • 50 g leerdammer
  • 10 g pinoli
  • 5-6 rametti maggiorana fresca
  • 3 uova medie
  • 1 bustina lievito per torte salate
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • noce moscata q.b.
  • sale q.b.
per finire:
  • 3 uova medie

PROCEDIMENTO:

Rassodate le 3 uova che poi andrete ad inserire all’interno del vostro plumcake, non cuocetele completamente, saranno sufficienti 5 minuti dal bollore in modo da poterle sbucciare, infatti poi cuoceranno ancora in forno.

Tritate i formaggi. Tritate finemente la maggiorana.

In una padella scaldate due cucchiai di olio extravergine ed aggiungete l’aglio senza sbucciarlo. Fate rosolare pochi minuti quindi aggiungete gli spinaci. Fate insaporire e dopo aver eliminato l’aglio tritateli grossolanamente a coltello.

In una ciotola unite le uova con l’olio ed il latte e con una frusta sbattete velocemente. Aggiungete ora la farina, il lievito, i formaggi e la maggiorana tritati, abbondante noce moscata e i pinoli. Mescolate in modo da amalgamare il tutto. Aggiungete infine gli spinaci e mescolate. Aggiustate di sale.

Rivestite di carta forno uno stampo da plumcake, versate circa ¼ di impasto sul fondo dello stampo quindi inserite le uova sode. Infine inserite il resto dell’impasto.

Infornate in forno già caldo a 180°C per 35-40 minuti, anche qui, come nelle torte dolci, vale la prova stecchino per verificare la cottura.

Lasciate raffreddare qualche minuto nello stampo poi con l’aiuto della carta forno sformatelo e fatelo raffreddare completamente prima di servirlo.


Buon appetito!


Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:


  • Qui da noi: Plumcake salato con spinaci



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PASTA FROLLA DI STRETTISSIMO MAGRO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme la PASTA FROLLA DI STRETTISSIMO MAGRO legata a San Francesco da Paola e all’ordine dei Frati Minimi da lui creato.




Per questo mese abbiamo differenziato le nostre scelte ed ognuna di noi parlerà di un santo diverso. Miria ci racconterà come si prepara il Toad in the hole un golosissimo piatto a base di salsicce e yorkshire pudding che viene servito con sugo di cipolle e verdure in onore di San Giorgio. Simona ci parlerà di Santa Caterina da Siena e della Torta di erbe amare che viene preparata in suo onore.


San Francesco da Paola nacque a Paola in provincia di Cosenza nel 1416. Venne chiamato Francesco perché i genitori ormai in età avanzata vollero ringraziare il Santo di Assisi che aveva esaudito le loro preghiere donandogli un figlio. All’età di 12 anni entrò in convento per un anno di prova e da lì iniziò il suo cammino spirituale. Non si fermò in convento ma già in giovane età, decise di intraprendere una vita eremitica tanto che si ritirò a Paola in un territorio della sua famiglia. Non riuscì però a continuare questo percorso molto a lungo perché sempre più giovani iniziarono a seguirlo, fu così che fondò l’Ordine dei Minimi. Ai suoi discepoli prescrisse di vivere di elemosine, senza possedere nulla e di mangiare sempre soltanto cibi quaresimali.

Tra i tanti conventi che fondò in giro per l’Italia, si dice che San Francesco di passaggio a Genova nel 1483 durante il suo viaggio per la Francia, indicò un colle che dominava la città verso occidente dove sarebbe dovuta essere costruita una chiesa intitolata a Gesù e Maria.

Nel corso degli anni questo santuario divenne convento dei Frati Minori e fu proprio lì che 400 anni dopo un frate genovese Padre Gaspare DellePiane scrisse un classico della gastronomia genovese “La cucina di strettissimo magro”, un testo scritto, come lui stesso sottolinea, dopo anni di esperienza in cucina, in cui raccoglie ben 476 ricette.

Secondo la regola di san Francesco i frati dovevano seguire la rigida dieta quaresimale ed evitare sempre le carni, il grasso, le uova, il burro, il formaggio e qualsiasi tipo di latticino e di tutti i loro composti e derivati.
Nel ricettario troviamo minestre, salse, arrosti, fritti, ripieni tutti rigorosamente di verdure o di pesce unici due elementi permessi.

Nella prefazione ad una delle prime edizioni si legge che “nel comporre la presente tre punti abbiamo avuto di mira: la salubrità delle preparazioni, l’economia ed una coscienziosa sincerità”, tutti temi di estrema attualità anche oggi se ci pensate.
 


Abbiamo pensato di proporvi una delle ricette di questo prezioso ricettario: la pasta frolla, nella ricetta vengono dati gli ingredienti ma non di tutti viene dato il peso preciso. Nel preparare la pasta frolla, ho mantenuto la proporzione tra vino bianco e olio (il primo il doppio del secondo) anche se entrambi li ho aumentati in proporzione alla farina. Inoltre ho aumentato parecchio la quantità di zucchero (in origine 32 g per 1 kg di farina) forse contravvenendo un po’ all’idea di salubrità di Padre Gaspare, che spero vorrà perdonarmi, ma cercando di venire un po’ incontro al nostro gusto. 
 


Vediamo insieme cosa ci serve...


PASTA FROLLA DI STRETTISSIMO MAGRO
Ricetta liberamente tratta dalla ricetta n°463 tratta da “La cucina di strettissimo magro”, P.S.DellePiane dei P.P. Minimi Genova


INGREDIENTI:
  • 500 g farina debole
  • 140 g vino bianco
  • 70 g olio extravergine di oliva ligure
  • 100 g zucchero
  • scorza grattugiata di un limone
  • un pizzico di sale

PROCEDIMENTO:

In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero, il vino, la scorza di limone grattugiata e il sale. Aggiungete ora l’olio facendolo assorbire con un cucchiaio.

Trasferite l’impasto così ottenuto sulla spianatoia e finite di impastare con le mani, dovrete ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Cercate di impastare il più velocemente possibile.

Lasciate riposare 15-20 minuti sulla spianatoia in modo che l’impasto diventi più facile da lavorare.

Ora dividetelo in 4 parti e lavorate ogni parte in modo da ottenere un lungo cordone spesso poco meno di 2 cm, tagliate dei tocchetti di 4-5 cm schiacciateli leggermente, passateli nello zucchero semolato (altra grande trasgressione!) e disponeteli su una teglia con carta forno ben distanziati tra loro.

Ho provato anche a fare forme diverse ma in cottura si deformano.

Cuocete in forno già caldo statico a 180°C per 20-25 minuti, dovranno essere ben dorati e croccanti.

Fate raffreddare su una gratella prima di servire. Perfetti da inzuppare nel tè.



Buon appetito!



Fonti:
Santuario San Francesco da Paola
Ordine dei Minimi
San Francesco da Paola vita





Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di maggio.




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giovedì 25 marzo 2021

PLUMCAKE DI PASQUA...per Al km 0!

Ciao a tutti!

Oggi prepariamo insieme il PLUMCAKE “QUASI” DI PASQUA per il nostro appuntamento con la rubrica de “Al km 0” che ha per tema “ricette di Pasqua”.
 


Vi starete chiedendo il perché di quel QUASI che compare nel nome di questo povero plumcake! L’idea di partenza per questa ricetta sulla carta era davvero valida, già immaginavo il set in cui lo avremmo fotografato, avevo programmato tutto, senza però pensare al fattore “Monica”. Sì proprio così, perché solo io posso essere tanto pasticciona, è il mio secondo nome... 

Come vi dicevo, l’idea di partenza era quella di un dolce semplice che potesse sostituire la classica colomba ma lasciandone un leggero ricordo. Il mio dolce doveva avere un gusto che ricordasse vagamente la colomba, ed è per questo che ho inserito nell’impasto un mix aromatico che potesse ricordare quello che si usa per la colomba, poi doveva avere la superficie croccante caratteristica della colomba con tanta granella di zucchero e mandorle.
 


Sulla carta sembrava davvero un bel dolce, ho scelto una vecchia ricetta di un ciambellone soffice (troppo soffice...forse questa scelta è stata l’errore), ho aggiunto il mix aromatico, e, finito di impastare, ho inserito tutto nel mio stampo. Non mancava altro che aggiungere la glassa.

La inserisco nella sacca da pasticcere e la distribuisco bene su tutta la superficie, aggiungo la granella e le mandorle. Mi volto un attimo, dando le spalle alla teglia, per posare la sacca vuota.

Ritorno davanti al mio plumcake ed è nudo. C’è solo l’impasto. La prima reazione è stata “devo mettere la glassa” ma subito ho ricordato di averla già messa, ed ho capito. Sono sbiancata. La mia glassa era stata inglobata dall’impasto, sparita in un attimo come inghiottita dalle sabbie mobili...

Immaginate la mia faccia, le ho pensate tutte (per un attimo anche di ripescare la glassa 😂 dal fondo) ma nessuna idea era davvero valida e alla fine l’ho messo in forno così come era...nudo! 

Guardate dov'è la mia glassa:
 

..il fotografo ha suggerito di capovolgerlo!!! 😂

Non avevo intenzione di presentarvelo qui oggi ma poi ho detto che forse il mio errore poteva essere di aiuto per altri e comunque il gusto del plumcake è davvero buono così anche se non ho ottenuto esattamente quello che volevo, ma QUASI, non mi resta che lasciarvi la mia ricetta del mio Plumcake QUASI di Pasqua...

Vediamo come fare insieme...

PLUMCAKE “QUASI” DI PASQUA 
La ricetta originale era un Ciambellone soffice 


INGREDIENTI (uno stampo 30x10 cm con bordi alti 9 cm):
  • 250 g farina 0
  • 50 g mandorle
  • 150 g olio extravergine di oliva
  • 200 g zucchero
  • 2 uova intere + 2 tuorli
  • 100 g succo di arancia
  • 1 bustina lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • granella di zucchero q.b.

per il mix aromatico:
  • 30 g miele di acacia (2 cucchiaini)
  • semi di 1 bacca di vaniglia
  • buccia di un limone grattugiata
  • buccia di un’arancia grattugiata
  • 20 g liquore cointreau


PROCEDIMENTO:

La sera prima preparate il mix aromatico e conservatelo in frigorifero.

Frullate le mandorle con un cucchiaino di zucchero preso dal totale ed unitele alla farina e al lievito. Tenete da parte.

Montate con la frusta nella ciotola della planetaria le uova (intere e tuorli) con lo zucchero ed il mix aromatico ad alta velocità, otterrete un composto chiaro e spumoso.

Unite ora l’olio a filo, sempre montando con la frusta.

A questo punto aggiungete il composto di farina e il succo di arancia alternandoli e mescolando con una spatola. Otterrete un composto liscio ed omogeneo.

Ricoprite con carta forno i vostri stampi e dividete il composto. Cospargete sulla superficie abbondante granella di zucchero (sperando che non affondi anche questa 😋).

Infornate il forno già caldo statico a 180°C per circa 40-45 minuti, fate la prova stecchino.


Buona appetito!


Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “Ricette di Pasqua”:



  • Merenda qui da noi: Plumcake QUASI di Pasqua




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giovedì 18 marzo 2021

FROLLINI RUSTICI...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo dei FROLLINI RUSTICI con farina di farro, zucchero di canna e tante gocce di cioccolato.
 


Volevo provare a fare dei frollini senza uova, fino ad ora non li avevo mai fatti, e senza lattosio, ma non avevo idea da dove cominciare. Ho cercato un po’ sul web e sono capitata sul blog Sweetpic, i suoi frollini avevano un aspetto molto invitante e dal leggere la ricetta a mettere le mani in pasta è stato un attimo.
 


In questo primo esperimento non ho modificato molto la sua versione per non cambiare troppo il risultato finale. Uniche mie modifiche sono state: la sostituzione dell’olio di semi con il nostro imprescindibile olio extravergine di oliva, l’aggiunta di gocce cioccolato, che devono essere assolutamente presenti per i miei figli se voglio che li degnino di un assaggio, e durante la preparazione ho terminato lo zucchero di canna, così all’esterno ho dovuto utilizzare lo zucchero semolato.
 


Il risultato è stato un ottimo, anche se i miei non sono belli come gli originali, croccanti e perfetti da inzuppare nel tè o nel latte la mattina a colazione, per i miei figli sono diventati anche un’ottima merenda. Quindi promossi!


Vediamo insieme come fare...


FROLLINI RUSTICI 
Ricetta originale del blog Sweetpic


INGREDIENTI:
  • 250 g farina di farro
  • 60 g maizena
  • 5 g lievito per dolci
  • 125 g zucchero di canna integrale
  • 1 baccello di vaniglia
  • 70 g olio extravergine di oliva
  • 70 g latte di avena
  • un pizzico di sale
  • zucchero di canna grezzo q.b.

PROCEDIMENTO:

Mescolate in una ciotola la farina di farro, la maizena, il lievito, i semi della bacca di vaniglia e le gocce di cioccolato. In una seconda ciotola mescolate l’olio extravergine e il latte, quindi aggiungete lo zucchero di canna e mescolate bene.

Trasferite il composto con l’olio nella ciotola con le farine e un pizzico di sale. Mescolate bene il tutto fino a formare un panetto compatto.

Dividete ora il vostro panetto in due parti e formate due cilindri. Rotolateli ognuno nello zucchero di canna (io ho utilizzato lo zucchero semolato, perché non avevo più zucchero di canna!). Fasciateli ognuno nella pellicola e trasferiteli in frigorifero per almeno mezz’ora, la prossima volta proverò a metterli in frezeer in modo da ottenere un cilindro più compatto e più facile da tagliare a rondelle più precise.

Tagliate i cilindri a fette spesse circa un centimetro. Trasferiteli distanziati su una teglia coperta di carta forno. Cuocete i frollini in forno già caldo a 180°C per 15-20 minuti fino a che saranno dorati.

Fate raffreddare prima di servire.


Buon appetito!



Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:


  • Qui da noi: Frollini rustici con farro e gocce di cioccolato



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giovedì 11 marzo 2021

ERBUN DI DOLCEACQUA....per Al Km 0!

Ciao a tutti!

Oggi prepariamo insieme l’ERBUN di DOLCEACQUA per il nostro appuntamento con la rubrica de “Al km 0” che ha per tema “cucina rustica”.
 


L’Erbun è una torta salata tipica del ponente ligure, precisamente del piccolo borgo di Dolceacqua in provincia di Imperia. È una torta salata a base di zucca e pochi altri ingredienti, molto diversa dalla nostra torta di zucca genovese infatti non viene arricchita con la prescinseua ma la zucca è cotta semplicemente con il porro tritato e il latte.
 


Come tutte le torte salate liguri, la nostra regione è molto ricca di questo tipo di preparazioni nutrienti e appetitose, anche l’Erbun è racchiusa da uno scrigno di croccante pasta matta, un semplice impasto di farina 0, olio extravergine di oliva, acqua e un pizzico di sale.
 


Vediamo come fare insieme...


ERBUN DI DOLCEACQUA
Ricetta originale di Anna di Dolceacqua


INGREDIENTI (per una torta diametro 24 cm):

per la pasta matta:
  • 100 g farina 0
  • 15 g olio extravergine di oliva
  • acqua q.b.
  • un pizzico di sale
per il ripieno:
  • 800 g zucca già pulita
  • 50 g parmigiano reggiano
  • 2 uova medie
  • 1 porro
  • ½ bicchiere di latte
  • farina di polenta q.b.
  • 4 – 5 rametti maggiorana fresca
  • prezzemolo q.b. (io non l’ho messo)
  • olio extravergine di oliva
  • sale q.b.
  • pepe q.b.


PROCEDIMENTO:

Preparate la pasta matta per la sfoglia in anticipo in modo che possa riposare e sia più facile da stendere sottile. Copritela con pellicola e, se preparata con molto anticipo, riponetela in frigo.

Ora preparate il ripieno. Tagliate la zucca a tocchetti piccoli. Tritate il porro finemente. Tritate finemente la maggiorana.

In padella scaldate qualche cucchiaio d’olio extravergine di oliva, aggiungete il porro e fate soffriggere per qualche minuto.

Aggiungete ora la zucca tagliata a tocchetti, aggiustate di sale e pepe, aggiungete la maggiorana quindi lasciate insaporire qualche minuto. Infine aggiungete il latte e portate a cottura, la zucca non deve disfarsi ma diventare morbida.

Lasciate raffreddare. Aggiungete alla zucca le due uova sbattute leggermente sbattute e il parmigiano reggiano grattugiato. Mescolate il tutto e aggiustate eventualmente di sale.

Riprendete la pasta matta e stendetela in una sfoglia molto sottile. Coprite la teglia con carta forno quindi rivestitela con la sfoglia. Versate il composto di zucca, livellatelo e cospargete la superficie di polenta (o pangrattato se non avete la polenta). Ripiegate la pasta in eccesso sul ripieno.

Infornate in forno già caldo a 180°C per circa 40 minuti.

Servite tiepido.


Buon appetito!



Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “Cucina rustica”:


  • Pranzo qui da noi: Erbun di Dolceacqua 


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giovedì 4 marzo 2021

BISCOTTI DI TAGGIA...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo i BISCOTTI DI TAGGIA, rustici biscotti tipici di Taggia, un piccolo borgo in provincia di Imperia.

Ero alla ricerca di una ricetta che fosse adatta alla nostra rubrica, fosse una ricetta tipica della mia Liguria perché lo sapete che ho un debole per la tradizione e poi anche una ricetta che fosse perfetta per questo periodo di Quaresima.
   


Ed è proprio durante queste ricerche che sono inciampata nei Biscotti di Taggia. A prima vista sembrerebbero proprio uguali ai nostri Biscotti del Lagaccio (o qui) ma in realtà gli assomigliano forse solo per la forma e per la doppia cottura, infatti il loro impasto è più semplice, sono aromatizzati con i semi di  finocchio ed inoltre viene utilizzato l’olio extravergine di oliva al posto del burro.

I Biscotti di Taggia detti anche “Bescheutti da Quaeixima” (biscotti di Quaresima) hanno una storia molto interessante ed antica, risalgono al lontano 1580 quando per la prima volta vennero preparati dalla Confraternita dei Bianchi e da quella dei Rossi per aiutare le famiglie che erano state colpite dalla grave carestia dell’anno precedente.
 


Inizialmente non venivano preparati dei biscotti ma un grande pane che poi nel tempo si è trasformato nel Biscotto di circa un chilogrammo aromatizzato al finocchietto che ogni anno viene preparato e donato alle famiglie il giorno del Giovedì Santo per ringraziarle delle offerte ricevute.

Durante tutto l’anno nei forni di Taggia si trova la versione più piccola del Biscotto di Pasqua, i Biscotti di Taggia che oggi vi propongo anche qui. La ricetta viene da un forno del Borgo la “Panetteria Valeria”. Ho cercato di non modificare la ricetta, ho solo diminuito la quantità di semi di finocchio (solo per una questione di mio gusto) e anche la quantità di lievito utilizzato.

BISCOTTI DI TAGGIA
Ricetta originale della panetteria “Valeria”


INGREDIENTI:
  • 500 g farina 0
  • 200 g acqua
  • 100 g zucchero
  • 70 g olio extravergine di oliva
  • 3 g lievito di birra liofilizzato (se fresco 15 g) 
  • 2 cucchiai di semi di finocchio 
  • 1 cucchiaino di miele
  • ½ cucchiaino di sale

PROCEDIMENTO:

Inserite nell’impastatrice la farina, lo zucchero, il lievito e il miele. Azionate l’impastatrice alla prima velocità quindi iniziate da aggiungere l’acqua alternata con l’olio. Quando l’impasto inizia a formarsi aggiungete il sale e i semi di finocchio. Aumentate la velocità e portate ad incordatura. Lasciate riposare per 30 minuti nell’impastatrice coperto da un canovaccio.

Riprendete l’impasto, trasferitelo sul piano di lavoro, dividetelo in due parti. Con le mani stendete le due parti in altrettanti rettangoli e arrotolate la pasta su se stessa formando due filoncini lunghi circa 30 cm ciascuno.

Trasferite i due filoncini su una teglia coperta di carta forno, schiacciateli leggermente, quindi copriteli con pellicola e un canovaccio e fateli lievitare per 40 minuti.

Con un tarocco tagliate ogni filoncino in fette di 2 – 3 cm di spessore ma senza staccarle tra loro, segnate le fette ma lasciate il filoncino unito.

Coprite con pellicola e con un canovaccio e lasciate lievitare ancora per 1 ora / 1 ora e mezza. Cuocete in forno già caldo a 200°C per 20 – 25 minuti.

Sfornate e lasciate raffreddare completamente.
 


Staccate ora le fette con le mani, sarà sufficiente una leggera pressione, quindi disponetele su una teglia coperta di carta forno tutte allineate.

Fate tostare i biscotti a 125-130°C fino a doratura, girateli a metà cottura.

Sfornate e lasciate raffreddare.




Buon appetito!



Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:



  • Qui da noi: Biscotti di Taggia




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lunedì 1 marzo 2021

FRISCIEU...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme i FRISCIEU (o frisceu) GENOVESI SALATI, frittelle arricchite con erbe varie che vengono preparate in onore da San Giuseppe ma che sono protagoniste delle nostre tavole anche in altri momenti dell’anno.
 


Per questo mese abbiamo composto quasi un piccolo menù: qui da noi trovate un antipasto con i Frisceu genovesi salati, dalle nostre compagne di viaggio troverete, da Miria: la Minestra di san Giuseppe, un piatto a base di verdure e legumi di stagione tipico della Sicilia. Mentre da Simona troverete un dolce: gli Anelli di Santa Cunegonda, delle ciambelle lievitate tipiche della zona di Bamberga in Germania.


In realtà la nostra scelta di questo mese non è stata molto originale, infatti lo scorso anno vi avevamo proposto i Frisceu dolci di san Giuseppe. Ma in onore di San Giuseppe, 19 marzo, non si preparano solo i frisceu dolci ma anche una loro versione salata, ed oggi sono proprio loro che vi proponiamo, in questo modo completiamo ciò che avevamo iniziato a raccontarvi lo scorso anno.
 


I frisceu salati sono preparati con una pastella lievitata che può o meno contenere anche un tuorlo d’uovo a seconda di ciò che poi andremo ad aggiungere all’impasto. Potrete aggiungere le foglie più tenere della borragine, oppure un cuore di lattuga, della semplice maggiorana come abbiamo fatto noi, oppure ancora il baccalà, il cavolfiore, le cipolline fresche.
 


In onore di san Giuseppe in tutta Italia sono molto diffusi i fritti, ma non solo infatti sono dedicati a questo Santo veri e propri banchetti ricchi di portate. Elemento fondamentale di questi banchetti è che devono essere invitati dei poveri, come gesto di carità ispirato a San Giuseppe
 


Vediamo insieme cosa ci serve...


FRISCIEU (o frisceu) GENOVESI SALATI

Ricetta tratta (con qualche modifica) da “Lievitati di Liguria dolci e salati”, I.Fioravanti, V.Venuti, SAGEP Editore


INGREDIENTI
  • 250 g farina 0
  • 1 g lievito di birra disidratato (o 8 g fresco)
  • 1 tuorlo
  • 180-200 g acqua
  • ½ cucchiaino di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale
  • maggiorana fresca q.b.

Per friggere:
  • olio di semi di arachidi

PROCEDIMENTO:

In una ciotola aggiungete la farina, il lievito, lo zucchero, il tuorlo e l’acqua. Mescolate con una frusta a mano e quando l’impasto è quasi amalgamato aggiungete infine il sale. Continuate a mescolare con la frusta fino ad avere una pastella liscia.

Coprite la ciotola con pellicola e avvolgetela con un canovaccio. Fate lievitare in luogo caldo per circa 2 ore.

Trascorso questo tempo tritate a coltello abbondante maggiorana ed aggiungetela alla pastella. Mescolate e cuocete in olio bollente piccole porzioni di impasto, aiutatevi con due cucchiaino.

Scolate i frisceu solo quando saranno ben dorati nel tipico scola fritto che troviamo in ogni friggitoria della nostra città oppure su carta assorbente.

Servite ben caldo con una spolverata di sale.





Buon appetito!




Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di aprile.




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giovedì 25 febbraio 2021

SFORMATINI DI RICOTTA...per Al km 0!

Ciao a tutti!

Oggi prepariamo insieme gli SFORMATINI DI RICOTTA E PRESCINSEUA CON UVETTA PROFUMATI AL ROSOLIO per il nostro appuntamento con la rubrica de “Al km 0” che ha per tema “Sformati e tortini fumanti”.
 


Il tema di questo nostro secondo appuntamento di febbraio con la rubrica “Al Km 0” sono gli sformati o flan. Non ne avevo mai preparato, o meglio avevo utilizzato quel nome per preparazioni che poco avevano a che fare con un flan.
 


E se proprio devo dire la verità, anche con questa ricetta temo di aver fatto un errore. Infatti lo sformato o flan ha la caratteristica di essere cotto a bagnomaria....ed io l’ho dimenticato. Ho fatto una semplice cottura in forno statico, senza bagnomaria.
 


Per quanto riguarda gli ingredienti: avevo deciso di non utilizzare solo ricotta ma accompagnarla in egual quantità con la nostra prescinseua, poi ho aggiunto l’uvetta ammollata in abbondante rosolio.
 


Il rosolio è il liquore alle rose, a Natale ne abbiamo ricevuto in dono una bottiglietta preparato dalla sorella del fotografo, si prepara dopo la macerazione dei petali di rosa in alcool con l’aggiunta di acqua e zucchero. Ha una consistenza molto viscosa, e il suo nome ricorda proprio questa sua caratteristica.

Vediamo come fare insieme...


SFORMATINI DI RICOTTA E PRESCINSEUA CON UVETTA PROFUMATI AL ROSOLIO
Trovate la ricetta originale qui.

INGREDIENTI (per una teglia 20x20 cm):
  • 250 g ricotta
  • 250 g prescinseua
  • 120 g zucchero
  • 90 g uvetta
  • 20 g maizena (amido di mais)
  • 10 cl rosolio
  • 2 uova
  • scorza grattugiata di un limone
  • sale

PROCEDIMENTO:

In una ciotola unite l’uvetta al rosolio e lasciatela in ammollo per almeno mezz’ora.

Montate con le fruste elettriche i tuorli d’uovo con metà zucchero, quando saranno ben montati e spumosi unite la ricotta e la prescinseua mescolando con un cucchiaio. Unite la scorza di limone e la maizena setacciata sempre mescolando. Infine scolate l’uvetta ed unitela al composto. Mescolate delicatamente.

Montate a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale quindi uniteli al composto di ricotta e prescinseua mescolando con una spatola dal basso verso l’alto, fate attenzione a non smontare il tutto.

Imburrate ed infarinate una teglia unica o stampini monoporzione, coprite il fondo di ogni stampo con un tondo di carta forno.

Versate il composto nello stampo, livellatelo quindi cuocetelo in forno statico già caldo a 180°C per circa 40 minuti (25-30 minuti se fate stampi monoporzione). La superficie dovrà colorarsi. Fate la prova stecchino, sono cotti quando lo stecchino rimane asciutto.

Sfornate e lasciate raffreddare gli sformatini negli stampi. Serviteli freddi se volete accompagnati con confettura, cioccolato o semplice zucchero a velo.



Buon appetito!



Scopriamo ora insieme tutte le proposte de Al km 0 per il tema “Sformati e tortini fumanti”:





  • Colazione qui da noi: Sformatini di ricotta e priscinseua con uvetta e rosolio




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giovedì 18 febbraio 2021

BOCADO DE DAMA...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo i BOCADO DE DAMA, soffici panini originari del Cile.
 


Il Bocado de dama viene detto anche Pan macarena o Pan milagro, è un piccolo e soffice pane di origine cilena a pasta bianca con una particolare formatura a spirale.
 


Può essere farcito sia in versione dolce che salata a voi la scelta, anche se questa operazione non risulta essere molto facile a causa della sua struttura a sfoglie.
 


Si pensa che questo pane risalga alla lontana epoca coloniale e che venisse preparato in piccole dimensioni (la metà di come li ho fatti io!) per le signore aristocratiche all’ora del tè, da questo deriva il suo nome, infatti le signore dell’epoca lo consumavano spezzandolo in piccole porzioni con le dita.

BOCADO DE DAMA
Trovate la ricetta originale qui


INGREDIENTI:
  • 500 g farina 0
  • 4 g lievito birra disidratato
  • 200-220 ml acqua tiepida
  • 8 g sale
  • 5 g zucchero
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • uovo per spennellare

PROCEDMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice mettete la farina, il lievito e lo zucchero. Azionate l’impastatrice e iniziate ad aggiungere l’acqua a poco a poco sempre impastando. Quando l’impasto inizia a formarsi aggiungete anche il sale.

Continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Dovrete ottenere un impasto sostenuto non troppo morbido quindi attenzione ad aggiungere troppa acqua.

Non abbiate fretta ed impastate fino ad avere un impasto liscio.

Trasferite sulla spianatoia quindi con una serie di pieghe date forma tonda. Trasferite in una ciotola leggermente unta con olio quindi coprite con pellicola e un canovaccio e fate lievitare al caldo.

Importante coprite l’impasto, altrimenti poi la superficie dell’impasto si secca e i panini verranno “bitorzoluti” e non belli lisci, come sono venuti i miei infatti ho dimenticato di coprire la ciotola. Maledetta fretta!

Fate lievitare 2 ore o fino al raddoppio.

Riprendete l’impasto ormai lievitato, trasferitelo sulla spianatoia, sgonfiatelo e stendetelo in una sfoglia rettangolare ad uno spessore di poco meno 1 cm. Spennellate con olio l’intera superficie del rettangolo e arrotolatelo su se stesso, senza stringere, partendo dal lato lungo.

Tagliate con un coltello senza schiacciare (le spire devono rimanere staccate non si devono incollare) il cilindro ottenuto in 8 o 10 panini dipende da come li volete grandi.

Quindi con un bastoncino sottile (ad esempio una bacchetta cinese per mangiare) schiacciate forte al centro del panini fino alla base mantenendovi paralleli al taglio.
 


Trasferite i panini distanziati su una teglia coperta di carta forno e fate lievitare fino al raddoppio, circa 40 minuti, coperti ed al caldo.

Spennellate con l’uovo leggermente sbattuto e cuocete in forno caldo a 200°C per 20 – 25 minuti.





Buon appetito!




Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:




  • Qui da noi: Bocado de dama





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