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lunedì 24 marzo 2014

ARROSTO DI LONZA IN CROSTA DI SALE ALL'ARANCIA


Ciao a tutti!

Scometto che se facessimo una gara “con questa tecnica” io ne uscirei senz’altro vincitrice...non ci credete??!! Io ne sono sicura...sono imbattibile...nessuno riesce bene come me...scomettiamo???!!

Bene...ora vi metto alla prova...
Io riesco a rompere i bicchieri lavandoli con la lavastoviglie (prima della lavastoviglie erano delle vere ecatombe di bicchieri!)...allora???!! Stupiti!!! No...no...non è un episodio sporadico...no...no...ne ho già rotto parecchi...pensate che i miei genitori, colti da compassione per il povero fotografo, quando vengono a trovarci durante i loro giretti settimanali spesso si presentano con 6 bicchieri...mai di meno...e se facciamo due conti...noi siamo sposati da quasi 8 anni...quindi da 96 mesi...e sicuramente almeno 2/3 volte l’anno loro si sono presentati con una scatolina di bicchieri...e vi assicuro che nella mia credenza c’è taaaanto taaanto posto per ancora altri bicchieri...quindi...non è un episodio sporadico...gli unici bicchieri che resistono in casa mia sono quelli che non uso...



Il povero fotografo ormai è rassegnato...la scorsa settimana sono venuti a pranzo da noi due amici...e il fotografo memore del suo passato di quasi sommelier per accogliere il suo amico, anche lui sommelier...voleva disporre sul tavolo i suoi bicchieri da degustazione, ne aveva 3 rimasti dal corso e altri 6 acquistati in un secondo momento e che venivano custoditi con cura ancora nella loro scatola...erano bicchieri che secondo le sue direttive non dovevano essere lavati con detersivo, direttive da sommelier, ma solo con acqua molto calda (non diteglielo...ma questa regola non l’ho mai seguita...) e che poi dopo ogni utilizzo venivano riposti nella scatola con estrema cura...

Quindi quel giorno il fotografo...in quel momento addetto alla composizione della tavola...va nella credenza...prende la scatola...la ripone sul tavolo...con attenzione apre la scatola...e...




Non ha più proferito parola...la scatola era ormai vuota...i poveri bicchieri non si erano salvati ai continui lavaggi e alla fine più nessuno era tornato al suo posto...così il fotografo, ormai sconfitto, ha dovuto ripiegare sui bicchieri del matrimonio....già quelli che durano da ben 8 anni...solo perché a sua moglie non piacciono molto... 



Per farmi perdonare i giorni successivi ho voluto giocare un jolly preparandogli un arrosto cotto al sale e aromatizzato con le arance frutto che lui ama molto...un secondo davvero goloso, semplice ma perfettamente bilanciato per esaltare il gusto della lonza di maiale, un taglio di carne che se non cotto con attenzione, facilmente diventa asciutto e quindi poco appetitoso. La cottura al sale è perfetta per questo taglio di carne, è un tipo di cottura che utilizzo spesso e non solo per la carne, in questo caso mi sono affidata ad una ricetta di Sergio Barzetti...e come al solito non sono rimasta delusa.


ARROSTO DI LONZA IN CROSTA DI SALE ALL'ARANCIA


INGREDIENTI per 4 persone:
  • 1,2 Kg lonza di maiale
  • 1 Kg sale grosso
  • 400 g sale fino
  • 3 arance
  • 3 rametti di rosmarino
  • 1 cucchiaio di aceto
  • 800 g patate
  • 5 foglie di alloro
  • 2 albumi

PREPARAZIONE:

Pulire accuratamente la lonza; preparare una panatura per la carne frullando nel mixer il sale grosso con le scorze lavate delle arance, il rosmarino e 3 foglie di alloro, poi unire anche gli albumi e il sale fino.



In una pirofila rivestita di carta forno stendere un primo strato con questo composto, poi adagiarvi il pezzo di lonza, quindi mettervi sopra l'alloro rimasto e coprire con il resto di panatura e un po' di sale fino.







 
Far cuocere in forno preriscaldato a 175° per circa 40-50 minuti.


Nel frattempo sbucciare e tagliare in spicchi le patate, sbollentarle in acqua calda e aceto, poi non appena l'acqua arriva a bollore scolare bene le patate e distribuirle in una teglia da forno, rivestita con un foglio di carta forno bagnato con il succo delle arance. Condire le patate con del sale fino. Infornare anche queste a 175° per circa 45 minuti.



Al termine della cottura della carne, rompere la crosta di sale e tagliare la carne a fette. Servire con le patate all'arancia.






Buon appetito!


Ed infine...ma non ultimo per importanza... ringrazio moltissimo due amiche, la zia Consu e la cara Valentina, che ci hanno donato questo premio!!! Grazie mille ragazze!!!








 

venerdì 18 gennaio 2013

PANCIA DI VITELLO FARCITA AI CARCIOFI E....l’odissea continua!!!

Buon pomeriggio!!! Avrete capito che la seconda parte del titolo di questo post si riferisce al mio amato forno....che poi tanto amato ormai non è! Stamattina è venuto il tecnico e ha decretato dopo varie prove scientifiche (eh eh...così la corrente salta così anche così no) che il problema era nella resistenza inferiore. Evviva!! Bene!! Allora il problema è risolto!! Sìììì! Oggi faccio il pane, la focaccia, le brioches........
Ed invece nooooo...altri dieci giorni di attesa a meno di un briciolo di fortuna ed una consegna in anticipo....infatti la suddetta resistenza non è in magazzino e devono ordinarla.....e la consegna sarà venerdì prossimo....poi naturalmente (testuali parole) “signora dobbiamo aprire le scatole e fino alla settimana successiva non potrò venire”...... Nooo!!!! non è possibile!!!! Ma da dove arriva sta benedetta resistenza.....la vado a prendere io a piedi senz’altro faccio prima.....e quanto ci vuole da aprire una scatola? Un intero week end???!! Alla fine impietosito dalle mie lamentele e quasi lacrime mi ha detto che una pseudo soluzione ci sarebbe stata e cioè di far funzionare il forno con solo la resistenza interna (la terza presente all’interno) che mi permette di cucinare....ha anche aggiunto vedrà “come si troverà bene”!!!! Penso mi prendesse per i fondelli!!!!!
Così morale ho un forno attivo per un terzo...e non so neppure cosa mi permetta di fare e mille idee di ricette, tutte da cuocere in forno......ah ah ah mi vien da ridere!!!!!!!

Ieri ho provato a cuocere un dolce al cioccolato col microonde..... anch’io dai dati che ho evinto da questo esperimento scientifico posso dirvi che non ci proverò mai più, per me il microonde serve solo a scaldare e scongelare e basta. Il tortino si è incendiato lasciando in casa un meraviglioso odore di bruciato, e rovinando la mia reputazione di discreta pasticcera, visto che la puzza si sentiva anche in giardino e in garage e non vi dico cosa ha detto il fotografo al rientro.

La ricetta di oggi è senz’altro una ricetta dei giorni di festa, noi l’abbiamo preparata a Santo Stefano ed ha avuto un super successo.
Ho preso la ricetta da uno speciale della Cucina Italiana su manzo e vitello ed ho fatto qualche modifica solo per quel che riguarda la carne, infatti lì si parlava di creare una tasca nel pezzo di pancia di vitello mentre io ho preferito arrotolarla col ripieno all’interno e legarla come un arrosto.

La pancia di vitello è per intendersi il pezzo con cui viene preparato l’asado, si tratta di una parte un po’ meno pregiata e costosa rispetto a quelle che si ricavano dal posteriore; è un taglio piatto e ricco di cartilagini, adatto per arrosti arrotolati o farciti e anche per spezzatini e stufati. L’arrosto rimane molto morbido per la presenza di filamenti di grasso.

PANCIA DI VITELLO FARCITA AI CARCIOFI


INGREDIENTI per 8 persone:
  • 1,5 kg di pancia di vitello
  • 6 carciofi
  • 2 uova
  • 5 fette di pancarrè ammollate nel latte
  • aglio
  • scalogno
  • prezzemolo
  • salvia
  • alloro
  • rosmarino
  • parmigiano reggiano
  • vino bianco
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

PREPARAZIONE:

Stendere la pancia e privarla il più possibile di tutte le cartilagini presenti e del grasso in eccedenza, quindi salatela e pepatela. Pulite i carciofi privandoli della foglie più esterne e del fieno interno, riduceteli a tocchetti insieme ai gambi spellati, poi cuoceteli in padella, a fuoco vivo, con olio e scalogno tritato. Lasciateli raffreddare quindi sminuzzateli al coltello, amalgamateli con il pancarrè precedentemente ammollato nel latte e strizzato, un trito di poco aglio, prezzemolo, le uova, sale, pepe e 2 cucchiai di parmigiano. Stendete questo composto sulla carne lasciandone liberi i bordi per permettervi di arrotolarlo, in realtà il mio pezzo di carne non era molto largo così una volta messa la farcia ho semplicemente avvicinato i bordi della carne e poi l’ho legato col filo da arrosti in modo da dargli una forma a cilindro.
Spostare l’arrosto coì legato in una teglia con olio, alloro, salvia e rosmarino e cuocetelo in forno a 180°C per circa 2 ore, sfumandolo di tanto in tanto con un po’ di vino.
Servite l’arrosto affettato con il suo sugo su un letto di insalata.







Buon appetito


Con questa ricetta partecipo al contest “I piatti della domenica” del blog Dolci Armonie:




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