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giovedì 17 dicembre 2020

MICÓOULA...per il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo la MICÒOULA o MICOULA, un pane arricchito con frutta secca tipico della bassa Valle d’Aosta.
 


Vi ho raccontato già altre volte della tradizionale accensione del forno comunitario nel periodo di Natale nei paesini della Valle d’Aosta, e di come in quel forno mantenuto acceso per diverse settimana, vengano cotti una volta all’anno da tutta la comunità il PANE DOLCE e il PANE DI SEGALE NERO e di come poi quest’ultimo venga messo a seccare su particolari steccati verticali nei granai o nei sottotetti perché deve durare molto a lungo.
 


Il pane di segale nero viene preparato con farina di segale unita alla farina di grano. Nella valle di Champorcer, nel borgo di Hone, questo pane povero viene arricchito con uvetta, castagne, fichi secchi e noci ed è così che nasce la MICÒOULA o MICOULA.
 


L’origine di questo pane non si conosce con precisione, si sa solo che era un modo per rendere più ricco il solito pane di segale nei periodi di festa. Non va considerato come un pane dolce, tanto è vero che viene servito come antipasto con miele di castagno e lardo, oppure a tutto pasto con gli altri salumi tipici della valle.
 


Esiste un’associazione gli Amis de la Micòoula che da qualche anno si occupa di rivalutare questo pane, ma non solo, anche tutte le attività ad esso connesse: i campi dove vengono coltivati i cereali, i mulini dove vengono macinate le farine, i castagneti per le castagne, le zone dove vengono raccolte le noci, gli essiccatoi ed infine i forni. Riescono in questo modo a coinvolgere la comunità intera in questo ambizioso progetto che vorrebbe vedere la Micòoula inserita nei prodotti DOP della regione.

Vediamo come fare in casa questo goloso pane...

MICÒOULA
INGREDIENTI per un pane:
  • 270 g farina segale integrale
  • 130 g farina 0 di grano tenero
  • 100 g farina integrale di grano tenero
  • 5 g malto
  • 340 g acqua tiepida
  • 4 g lievito di birra disidratato
  • 10 g sale
  • 100 g castagne secche
  • 40 g uva passa
  • 25 g noci
  • 60 g fichi secchi

PROCEDIMENTO:

La sera precedente mettete in ammollo in acqua le castagne secche, coprite e lasciate così a temperatura ambiente per tutta la notte.

La mattina seguente, nella ciotola dell’impastatrice (ma potete procedere anche a mano) unite le farine, il malto e il lievito. 

Prima di iniziare ad impastare ponete in ammollo in acqua tiepida l’uva passa, lasciatela in ammollo fino all’utilizzo.

Attivate la planetaria a bassa velocità ed inserite l’acqua a filo, prima di finire di aggiungere tutta l’acqua quando l’impasto inizia a formarsi aggiungete il sale quindi finite con l’acqua. Continuate per 2 minuti a bassa velocità quindi aumentate la velocità ed impastate per 6-7 minuti. Otterrete così un impasto ben incordato. 

Trasferitelo sulla spianatoia e lasciatelo riposare (puntare) per 15-20 minuti. Quindi con le mani stendetelo formando un rettangolo e date una piega a libro. Ora date forma tondeggiante (pirlando l’impasto) e trasferitelo in una ciotola che coprirete con un canovaccio. Lasciatelo lievitare al caldo per 2 ore.

Trascorso il tempo necessario, verificate che la pasta sia lievitata. Un’antica tradizione tramandata nel tempo utilizzata in Valle d’Aosta, ma ancora utilizzata oggi, per capire se la pasta è lievitata è il metodo della fiammella, che consiste nel fare un buco nella pasta lievitata e accendere subito un fiammifero al di sopra: se si spegne la pasta è lievitata, se resta acceso occorre aspettare ancora un po’. Vi confesso che non ho mai provato questo metodo, ma era curioso conoscerlo!!! ☺

Scolate l’uvetta e asciugatela su un canovaccio; fate lo stesso con le castagne in ammollo dalla sera precedente eliminando eventuali residui di pellicina. 

Trascorso il tempo necessario di lievitazione riprendente la pasta, stendetela con le mani in un rettangolo su cui distribuirete tutta la frutta secca: l’uvetta, le castagne scolate ed asciugate, le noci spezzettate e i fichi tagliati a pezzetti. Richiudete partendo dai bordi il rettangolo su se stesso in modo da distribuire gli ingredienti in tutto il pane reimpastando leggermente.

Date forma tonda al vostro pane, trasferitelo su una teglia con carta forno, coprite con pellicola e un canovaccio e lasciate lievitare al caldo per il tempo necessario a raddoppiare (circa 2 ore e mezza/ 3 ore).

La tradizione vorrebbe questo pane cotto in un forno a legna, per ovviare a questa mancanza ho cotto il mio pane sulla pietra refrattaria.

Scaldate la pietra refrattaria nel forno ponendola in alto vicino alla resistenza e portate il forno a 200°C.

Quindi raggiunta la temperatura necessaria, trasferite la pietra refrattaria al centro del forno. Quindi infornate il vostro pane con una pala direttamente sulla pietra refrattaria se la utilizzate, altrimenti infornate con la teglia su cui ha lievitato. 

Abbassate la temperatura del forno a 180°C, fate cuocere il vostro pane a 180°C per 40-45 minuti. Alla fine lasciatelo nel forno spento con lo sportello leggermente aperto per 10 minuti.

Per capire se i pani sono cotti, battete il fondo con le nocche: se emettono un suono cupo e pieno, allora la cottura è quella giusta; dopo questa prova, lasciate riposare il pane su un tagliere di legno, fino al raffreddamento, per garantire che l’umidità ancora all’interno della pagnotta sparisca.


NOTA:

È importante ribadire che questo non è un pane dolce, infatti viene salato ed è usato come accompagnamento durante i pasti in cui è poi anche servito come come base per gli antipasti, insieme al lardo e al miele di castagno, alla tipica mocetta valdostana, oppure ai formaggi erborinati.



Buon appetito!



Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:



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venerdì 16 ottobre 2020

PANE NERO VALDOSTANO...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Oggi per il nostro appuntamento con la rubrica de “Il Granaio – Baking time”, vi proponiamo il Pane nero valdostano (in dialetto Pan ner). 
 

Il pane nero valdostano viene preparato con farina di segale unita alla farina di grano, ha colore scuro,  mollica molto compatta  e crosta dura ma sottile. Normalmente viene preparato in pezzature grandi ed ogni pagnotta ha una croce più o meno marcata sulla superficie.
 

L’utilizzo della segale non è casuale, infatti è un cereale cresce bene anche in climi più rigidi e ad una temperatura inferiore rispetto a quella del frumento, quindi non stupisce il fatto che sia tipica non solo della Valle d’Aosta ma anche di tutti i paesi dell’Europa centrale e settentrionale.
 
Un tempo veniva cotto solo una volta l’anno nel forno del paese, di solito in dicembre quando il lavoro era diminuito essendo le coltivazioni ferme per il freddo invernale e le mucche ricoverate nelle stelle. Era un forno gestito da tutta la comunità ed utilizzato insieme con una turnazione delle varie famiglie. Oltre al pane nero si preparavano anche i pani dolci.
 

Amo queste tradizioni e amo la voglia di mantenerle vive. Ancora oggi nel villaggi valdostani ogni anno una famiglia diversa dà inizio al periodo della cottura, occupandosi di “choué lo foo”, cioè scaldare il forno, e di pulire le stanze. 
 

Quest’organizzazione a turni, che tiene conto della disposizione delle case del villaggio, si è tramandata negli anni, ed è molto importante, perchè in questo modo suddividono il costo per l’accensione tra i vari utilizzatori del forno. Nel periodo poi di utilizzo il forno viene sempre mantenuto acceso fino all’ultima famiglia che lo utilizza.


PANE NERO VALDOSTANO
Ricetta della tradizione valdostana “Lo pan ner”

INGREDIENTI per un pane:
  • 270 g farina segale integrale
  • 130 g farina 0 di grano tenero
  • 100 g farina integrale di grano tenero
  • 340 g acqua tiepida
  • 4 g lievito di birra disidratato
  • 10 g sale

per lo spolvero:
  • semola rimacinata di grano duro


PROCEDIMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice (ma potete procedere anche a mano) unite le farine e il lievito. 

Il mio lievito disidratato è già attivo quindi posso unirlo direttamente alla farina senza attivarlo, se il vostro lievito non lo è oppure se utilizzare un lievito di birra fresco (ne servono circa 10 g) dovrete attivarlo con poca acqua e un cucchiaio di farina per 10 minuti prima di unirlo alle farine.

Attivate la planetaria a bassa velocità ed inserite l’acqua a filo, prima di finire di aggiungere tutta l’acqua quando l’impasto inizia a formarsi aggiungete il sale quindi finite con l’acqua. Continuate per 2 minuti a bassa velocità quindi aumentate la velocità ed impastate per 6-7 minuti. Otterrete così un impasto ben incordato. 

Trasferitelo sulla spianatoia e lasciatelo riposare (puntare) per 15-20 minuti. Quindi con le mani stendetelo formando un rettangolo e date una piega a libro. Ora date forma tondeggiante (pirlando l’impasto) e trasferitelo in una ciotola che coprirete con un canovaccio. Lasciatelo lievitare al caldo per 2 ore.

Riprendete l’impasto sempre con le mani stendetelo in un quadrato senza sgonfiarlo troppo quindi riportate gli angoli del quadrato verso il centro, fate due giri sempre riportando verso il centro gli angoli che via via si formano. 

Date ora forma tonda chiudendo bene l’unione delle pieghe, quindi trasferitelo in un cestino da lievitazione o una ciotola coperta con un canovaccio sempre ben infarinati (ho utilizzato della semola). Importante lasciate la chiusura del vostro pane verso l’alto.

Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare 2 / 3 ore al caldo.

Scaldate la pietra refrattaria nel forno ponendola in alto vicino alla resistenza e portate il forno a 240°C. 

Prendete il pane spolveratelo di semola quindi rovesciatelo su una pala (ecco che ora la chiusura rimarrà sotto) o direttamente su una teglia se non utilizzerete la pietra refrattaria.

Tagliate con una lametta la superficie del pane, ho fatto una semplice croce quindi infornatelo trasferendolo con la pala sulla pietra refrattaria posta a metà forno. Mettete sul fondo del forno un pentolino di acqua bollente per creare vapore.

Cuocete per 20 minuti con il vapore quindi eliminate il pentolino, abbassate la temperatura a 200°C e continuate la cottura per 20 minuti. Quindi fate cuocere ancora 10 minuti con lo sportello del forno leggermente aperto. 
Una volta cotto, bussate sul fondo del pane, se il suono è sordo il pane è cotto altrimenti cuocetelo ancora qualche minuto.

Fatelo raffreddare completamente prima di tagliarlo, ottimo con lardo e castagne alla valdostana e con i salumi in genere.

 


Buon appetito!



Abbiamo spostato la pubblicazione delle nostre ricette di un giorno per partecipare alla GIORNATA MONDIALE DEL PANE ogni anno organizzata da Zorra.   Ecco il nostro paniere completo per questo appuntamento:









#wbd2020 #worldbreadday #worldbreadday2020




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giovedì 13 dicembre 2018

PANE DOLCE VALDOSTANO...per Il Granaio!

Ciao a tutti!

Eccoci arrivati al primo appuntamento di dicembre con “Il Granaio”. Ho deciso di portarvi con noi in Valle d’Aosta per preparare insieme il Pane dolce valdostano.
 


Sono quasi trent’anni che trascorro le mie vacanze estive o invernali in Valle d’Aosta e da più di venti sempre nello stesso piccolo paesino, quindi non credo di esagerare se dico che la sento un po’ come la mia seconda casa.

Amo la sue tradizioni, il suo essere aspra e poco accogliente sia l’ambiente che i suoi abitanti, forse perché sono caratteristiche che ritrovo anche nel mio DNA genovese! Però una cosa è certa, sia noi che loro siamo un po’ scontrosi, poco propensi al sociale ma sicuramente se riusciamo a superare il primo momento di freddezza poi l’amicizia che si crea è per sempre, ed è questo che è successo con le persone che ho avuto la fortuna di trovare in quel paesino sperduto sui monti.

Invidio la loro voglia di proteggere le loro tradizioni, cosa che da noi difficilmente si vede, la loro identità. Una delle tradizioni che portano avanti da sempre, anche se al giorno d’oggi non sarebbe necessario visto che ognuno ha un forno a casa, è quella di avere un grande forno a legna comunitario, al centro del paese, che una volta l’anno viene acceso, di solito nel periodo delle feste natalizie, e dove ogni famiglia a turno cuoce i pani per tutto l’anno.

Il forno è davvero molto grande, ha una capacità di 80-90 pani ed infatti la ricetta che mi hanno insegnato contemplava ingredienti per 40 pani dolci.

Ogni anno è una famiglia diversa che dà inizio al periodo della cottura, occupandosi di “choué lo foo”, scaldare il forno, e di pulire le stanze. Quest’organizzazione a turni, che tiene conto della disposizione delle case del villaggio, si è tramandata negli anni, ed è molto importante, perchè in questo modo suddividono il costo per l’accensione tra i vari utilizzatori del forno. Nel periodo poi di utilizzo il forno viene sempre mantenuto acceso fino all’ultima famiglia che lo utilizza.
 


Durante questa settimana ogni famiglia prepara sia il pane nero che il pane dolce, oggi vi racconto come preparare il pane dolce...



PANE DOLCE VALDOSTANO


INGREDIENTI (per un pane da circa ½ kg):
  • 350 g farina media forza 
  • 50 g farina integrale 
  • 150/200 g latte 
  • 3 g lievito disidratato di birra 
  • buccia limone grattugiata 
  • 80 g zucchero 
  • 1 uovo 
  • 30 g olio extravergine di oliva 
  • 3 g sale 
  • 50 g uvetta 
per finire:
  • miele 
  • zucchero 

PROCEDIMENTO:

Preparate un lievitino con 50 g farina media forza, 50 g latte e tutto il lievito. Coprite e lasciate lievitare 40 minuti o fino al raddoppio. In questo modo attiviamo il lievito prima di aggiungerlo all’impasto dove diversamente, essendo presenti uova, zucchero e olio, potrebbe essere rallentato nella sua azione.

Nella ciotola dell’impastatrice (ma potete anche procedere con l’impasto a mano) inserite le due farine, lo zucchero, l’uovo leggermente sbattuto e il lievitino.

Iniziate ad impastare per qualche minuto quindi aggiungete il latte, aumentate la velocità e quando inizia ad incordare aggiungete il sale e l’olio. Portate ad incordatura: vedrete l’impasto acquistare forza, diventare liscio ed elastico e staccarsi perfettamente dalle pareti della ciotola lasciandole pulite.

Trasferite ora l’impasto sul tavolo di lavoro e lavorandolo brevemente dategli forma a palla. Ponetelo in una ciotola oliata, coprite con pellicola. Lasciate 1 ora a temperatura ambiente quindi trasferitelo per tutta la notte in frigo.

Il giorno dopo lasciate acclimatare l’impasto fuori dal frigo per 1 ora.

Ammollate l’uvetta in acqua tiepida per 2-3 ore quindi scolatela, asciugatela ed infarinatela. Ora potete aggiungerla all’impasto, impastate brevemente per incorporare l’uvetta. Date forma tondeggiante al vostro pane schiacciandolo un po’ al centro, quindi lasciate lievitare fino al raddoppio.

Quando sarà lievitato, spennellate la superficie con miele appena tiepido e cospargete di zucchero.

Infornate con forno preriscaldato a 200°C statico per i primi 10 minuti, quindi abbassate a 180°C per altri 25-30 minuti. Durante la cottura potrebbe essere necessario coprire con un foglio di alluminio il pane per non farlo scurire troppo (il mio è troppo abbronzato ad esempio!!). Attenzione a non farlo cuocere troppo, pena un pane molto secco, se avete un termometro da cucina, il vostro pane sarà cotto quando al cuore avrà raggiunto i 100°C.

Una volta cotto fatelo raffreddare completamente prima di servirlo.



Buon appetito!



Ed infine ecco il paniere completo di questo appuntamento:


Da Carla: girelle al cioccolato
Da Consuelo: PanCarrè alla segale con water roux
Qui da noi: Pane dolce valdostano
Da Sabrina: Ciambella salata di Natale
Da Simona: Panettone piemontese con glassa alle nocciole (su ricetta di Leonardo Di Carlo)
Da Terry: Il Briodoro di Paoletta


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