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venerdì 1 settembre 2023

TORTA DI VIGNOLO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme la TORTA DI VIGNOLO, un dolce rustico classico piemontese preparato a Vignolo nel cuneese in occasione della festa dei santi patroni San Costanzo e compagni martiri.
 








 
Per questo mese le nostre compagne di viaggio ci porteranno: Miria sui monti Tiburtini a Castel Madama per scoprire il TOZZOTTO DI SAN MICHELE, un’antica specialità al profumo di anice e alloro preparato in onore di San Michele; mentre Simona preparerà un dolce, tipico della mia regione, la STROSCIA DI PIETRABRUNA, in onore di San Matteo.


Questo mese abbiamo pensato di lasciarvi un piccolo regalo e, grazie al grande impegno di Miria e Simona, abbiamo creato una raccolta di alcune delle nostre ricette che potrete leggere cliccando sulla foto qui di seguito:
 

 

La terza domenica di settembre a Vignolo si festeggiano i santi patroni San Costanzo e compagni martiri. San Costanzo fu uno dei soldati appartenenti alla Legione Tebea, così chiamata perché tutti i soldati che la componevano erano originari di Tebe, scampati all’eccidio di Agauno (odierna Saint-Maurice in Svizzera) ordinato dall’imperatore Massimiano perché i soldati della legione si erano rifiutati di combattere i cristiani e li difesero. Venne decapitato per ordine di Massimiano durante la persecuzione di Diocleziano. Commilitoni di Costanzo furono Costantino, Dalmazzo, Desiderio, Isidoro, Magno, Olimpo, Ponzio, Vittore e Teodoro. Prima di subire il martirio Costanzo riuscì ad evangelizzare la Val Maira. Oggi è patrono, tra gli altri, di Vignolo, Saluzzo e di Villar San Costanzo dove si trova un santuario a lui dedicato, si trovano effigie a lui dedicate in diversi luoghi della val Maira.

Fonti:
- San Costanzo Martire 
- Santi Costanzo e compagni Martiri 
- Costanzo (Legione Tebea) 
- Legione Tebea 

 



La torta di Vignolo è un’antica ricetta vignolina realizzata con le materie prime locali, Vignolo era un paese ricco di noccioleti e vigneti, e un tempo cotta nei forni comuni o in quelli dei panettieri. I particolari segni, eseguiti secondo simbologie tramandate in ogni famiglia, che venivano e vengono incisi sulla torta oggi sono semplici decorazioni, un tempo erano importanti per poter riconoscere le proprie torte nei forni comuni.

La tradizione vuole che si confezionino sei torte e che gli ingredienti della torta abbiano tutti sempre lo stesso dosaggio, sempre quantificato con il numero del tre o un suo multiplo.




Prepariamo insieme la torta...

TORTA DI VIGNOLO
Ricetta tratta da “I dolci delle feste” Slow Food Editore 


INGREDIENTI (per una teglia 6 torte):
  • 300 g farina grano tenero
  • 300 g nocciole sgusciate
  • 300 g biscotti secchi
  • 3 tuorli d’uovo
  • 300 g zucchero semolato
  • 300 g burro
  • olio extravergine di oliva (se necessario)

PROCEDIMENTO:

Sbriciolate i biscotti secchi e tritate finemente le nocciole tostate.

In una ciotola (o direttamente sulla spianatoia) unite la farina con lo zucchero, i biscotti sbriciolati e le nocciole.

Unite i tuorli, il burro fuso e impastate velocemente aiutandovi all’inizio con un cucchiaio.

Se il composto dovesse risultare troppo asciutto, aggiungete poco olio extravergine alla volta oppure dell’albume sbattuto.

Quando avrete ottenuto un impasto abbastanza compatto, pesatelo e dividetelo in 6 parti (nel mio caso ogni parte era circa 260 g) e con ogni parte formate una palla. Disponetele su carta forno e con le mani schiacciate ogni palla dando forma ad una torta rotonda di circa 1 cm di spessore (le mie torte hanno un diametro di circa 16 cm).

Decorate la superficie con cerchi di diverse dimensioni aiutandovi con un coppapasta o con un semplice bicchiere premuto sulla superficie della torta e con disegni fatti con i rebbi di una forchetta.

Cuocete in forno giù caldo a 180°C per 25 minuti circa. Dovranno essere ambrate e croccanti.


Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di ottobre.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.


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martedì 1 giugno 2021

BOLO DE FUBÀ, torta di farina di mais...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme il BOLO DE FUBÀ, una torta semplice a base di farina di mais preparata, insieme ad altre specialità a base di mais, in occasione della Festa Junina dedicata a Sant’Antonio, San Giovanni Battista e San Pietro in Brasile.




Dalle nostre compagne di viaggio troverete il Formaggio lettone di San Giovanni, preparato da Miria; e un primo piatto, la pasta di San Giuannin da Simona. Mentre qui da noi, come vi ho già raccontato, troverete un dolce.
 

Potrete trovare tutte le nostre proposte de “Alla mensa coi Santi” pubblicate fino ad ora in una comoda CARTINA creata dalla nostra Miria, che renderà ancora più facile e divertente la vostra ricerca.
 


La Festa junina, da juno che significa giugno in portoghese, è una festa organizzata in Brasile in coincidenza con la raccolta del mais per festeggiare Sant’Antonio, San Pietro e San Giovanni. È una festa di origine pagana, che deriva dalle feste europee portoghesi che celebravano l’arrivo dell’estate in Europa, ma oggi ha anche una forte impronta religiosa. In Brasile segna invece l’arrivo dell’inverno e il periodo di raccolta del mais, ingrediente protagonista assoluto di questa festa.

Nel mese di giugno si rende omaggio a tre importanti santi: il 13 si ricorda la morte di Sant’Antonio da Padova, il 24 si celebra la nascita di San Giovanni Battista ed infine il 29 è il giorno della morte di San Pietro, primo apostolo di Gesù. Durante la festa junina, è consuetudine innalzare un grande tronco alto anche 6 metri con l’immagine di uno dei Santi, la tradizione vuole che lungo questo tronco i fedeli allaccino dalle fasce colorate, fiori e frutta. Il tronco è simbolo della prosperità del raccolto e ai santi i fedeli dedicano canti di ringraziamento o richiesta.

I cibi e le bevande che vengono consumati durante questi giorni di festa sono moltissimi e in molti di essi il protagonista è il mais proprio come nella nostra proposta di oggi.

La ricetta del Bolo de fubà che troverete qui da noi, è la versione più semplice di questo dolce. In ogni versione protagonista di questa torta è sempre la farina di mais macinata molto fine, in alcune versioni particolari accompagnata dal formaggio grattugiato tipo Parmigiano e semi di finocchio, in altre anche dalla frutta e varie spezie, in altre ancora il latte condensato.
 


Vediamo insieme cosa ci serve...


BOLO DE FUBÀ
Ricetta originale da qui


INGREDIENTI (per una teglia diametro 24 cm oppure stampo a ciambella diametro 26 cm):
200 g farina di mais fioretto
150 g zucchero
100 g farina 00 (*)
100 ml olio di mais
40 g miele millefiori
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
latte se necessario (**)

(*) per una versione senza glutine potete sostituire la farina 00 con pari quantità di amido di mais
(**) io ho utilizzato latte di riso


PROCEDIMENTO:

Potrete utilizzare sia uno stampo tondo diametro 24 cm che uno stampo a ciambella diametro 26 cm.

Imburrate ed infarinate lo stampo e tenete da parte.

Accendete il forno a 180°C.

Montate le uova con lo zucchero fino a che diventino chiare e spumose. Aggiungete ora l’olio a filo sempre montando con le fruste. Mescolate le farine con il lievito quindi aggiungetele a piccole dosi alle uova montate.

Aggiungete il miele sempre mescolando.

Se il composto risulterà troppo duro potrete aggiungere poco latte fino ad un massimo di un bicchiere, il composto deve essere fluido ma non liquido. Avrà una giusta consistenza quando prendendone un cucchiaio vi sembrerà di poter “scrivere” facendolo ricadere sull’impasto.

Trasferite il composto nello stampo, livellatelo.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 30-35 minuti, fate la prova stecchino.

Quando sarà cotto fatelo raffreddare nello stampo prima di estrarlo, quindi servitelo spolverato di zucchero a velo.

Perfetto per colazione o merenda.



Buon appetito!



Fonti:
- Sabor Brasil 
- Festa Junina
- Na boca do povo



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di luglio.



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mercoledì 1 novembre 2023

TORTA DI SANT'ANDREA...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme la TORTA DI SANT’ANDREA, un guscio di pasta sfoglia che racchiude un impasto con farina di mandorle, canditi, succo di arancia e pinoli preparato in occasione della tradizionale fiera di Sant’Andrea a Portogruaro.
 



Per questo mese le nostre compagne di viaggio prepareranno: Miria il TANTAWAWAS un pandolce boliviano preparato per il giorno dei morti; mentre Simona le FAVE DEI MORTI per Ognissanti.



Sant’Andrea fu uno degli apostoli di Gesù. Portò la Parola di Dio in terre lontane e morì martire a Patrasso. Oggi è venerato e amato in tutto il mondo il 30 novembre e viene considerato un santo miroblita, uno dei santi il cui corpo emana fragranze gradevoli, come Padre Pio di Pietralcina.

Nacque a Betsaida, in Galilea, fu discepolo di Giovanni il Battista, prima di seguire Gesù. Era fratello di Simon Pietro, entrambi pescatori, insieme divennero pescatori di uomini dopo la chiamata di Gesù. Andrea fu presente in molte importanti occasioni dell’esperienza terrena di Gesù, essendo uno dei discepoli a lui più vicini.

Sant’Andrea è venerato in molte parti del mondo come la Grecia, la Russia e la Scozia, in entrambe è patrono nazionale. Secondo la tradizione è considerato il fondatore della sede episcopale di Bisanzio, dove fu anche vescovo.

Sant’Andrea morì crocifisso a Patrasso in Grecia, durante il regno di Nerone. Per sua stessa scelta venne crocifisso su di una croce a forma di X, per sua grande umiltà non poteva essere crocifisso su di una croce uguale a quella di Cristo. Da allora questa particolare croce viene detta Croce di Sant’Andrea. Nella città di Patrasso vengono ancora oggi custodite alcune sue relique e Sant’Andrea ne è anche il santo Patrono.

Fonti:

- Sant’Andrea apostolo 
- Sant’Andrea apostolo 
- Sant’Andrea 
 


La torta di Sant’Andrea viene preparata a Portogruaro, provincia di Venezia, in occasione della Fiera di Sant’Andrea che si tiene ogni anno nell’ultimo fine settimana di novembre.
 


Prepariamola insieme...


TORTA DI SANT’ANDREA
Ricetta tratta da QUI 


INGREDIENTI (per una teglia 22 cm di diametro a bordi alti):

Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia rotondo
50 gr burro
1 uovo
140 gr zucchero
100 ml panna fresca
200 gr mandorle (oppure farina di mandorle)
6 noci
150 gr farina 00
½ bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

per la confettura:
½ arancia biologica
2 cucchiai di canditi all’arancia
1 cucchiaio di miele d’acacia
4 noci

per finire:
1 cucchiaio di pinoli


PROCEDIMENTO:

Preparate la confettura.
In un pentolino fate sciogliere a fuoco basso il miele con il succo di arancia, aggiungete 4 noci tritate grossolanamente ed infine aggiungete i canditi tritati. Dovrete ottenere una confettura morbida, spegnete il fuoco e tenete da parte.

Preparate il ripieno.
Frullate le noci e le mandorle
In una ciotola montate con una frusta elettrica l’uovo con lo zucchero, la panna e il burro, aggiungete ora le mandorle e le noci frullate, la farina 00, il lievito per dolci ed un pizzico di sale . Amalgamate gli ingredienti con una spatola e lasciate riposare l’impasto per qualche minuto.

Prendete la teglia (da 22 cm di diametro con i bordi alti), foderatela con la carta forno quindi stendete al pasta sfoglia. A questo punto, stendete sul fondo della pasta foglia 3 cucchiai della confettura che avete preparato prima.

Versate nella teglia ora il composto di mandorle e livellatelo per bene.

Ripiegate i bordi della pasta sfoglia delicatamente sul ripieno ed infine cospargete sulla superficie i pinoli.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 40-50 minuti.

Lasciate raffreddare prima di servire.


Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di dicembre.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.


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sabato 1 luglio 2023

MAGDALENENSTRIEZELN (Dita di S. Maria Maddalena)...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme un dolce della tradizione tedesca dedicato a Santa Maria Maddalena chiamato MAGDALENENSTRIEZELN, o Dita di Santa Maria Maddalena.
 






 
Per questo mese le nostre compagne di viaggio ci porteranno: Miria ad Ischia per scoprire il CONIGLIO ALL’ISCHITANA  un secondo preparato in onore di Sant’Anna; Simona in Toscana e anche la sua ricetta sarà in onore di Sant’Anna ma sarà un contorno, i FAGIOLINI DI SANT’ANNA.


Maria Maddalena nacque a Magdala, un villaggio di pescatori sul lago di Tiberiade. Fu tra coloro che amarono maggiormente Cristo: la troviamo sotto la Croce insieme a Maria e San Giovanni, non fuggì per paura di ripercussioni come capitò ai discepoli, non lo rinnegò mai come fece Pietro. Fu “apostola tra gli apostoli” perché per prima corse a dare l’annuncio della resurrezione agli altri apostoli e anche “evangelista” perché portatrice della Buona Novella.
  




 
Il culto per Santa Maria Maddalena, che si festeggia il 22 luglio, è molto sentito in Francia dove si dice che la Santa arrivò dopo la morte e resurrezione di Cristo ed iniziò una grande opera di evangelizzazione. Lo scorso anno vi abbiamo raccontato delle Madeleine.
 

La ricetta di oggi invece arriva dalla tradizione gastronomica tedesca, il 22 luglio ricorda la Santa preparando questi piccoli bastoncini di frolla ricoperti di mandorle che simboleggiano le dita della Maddalena “penitente” intrecciate in preghiera e che ebbero l’onore di sfiorare i piedi di Gesù e prepararono il suo corpo per la sepoltura.

Fonti:
- Magdalenenstriezeln 
- Maria Maddalena 
- Maria Maddalena
 

 
Prepariamole insieme...

MAGDALENENSTRIEZELN  (Dita di Santa Maria Maddalena)
Ricetta tratta da Hicookery ...a sua volta adattata dal testo “Cooking with the Saint” di Ernst Schuegraf


INGREDIENTI (per una teglia quadrata 20x20cm):
  • 110 g burro morbido
  • 120 g zucchero semolato
  • 3 uova a temperatura ambiente
  • 45 g panna acida
  • 320 g farina
  • mandorle a lamelle q.b. (circa 60 g)
  • 45 g zucchero di canna

PROCEDIMENTO:

In una ciotola, con l’aiuto di una frusta, montate il burro con lo zucchero fino ad avere una crema liscia.

Aggiungete ora un uovo alla volta continuando a lavorare il composto con la frusta.

Unite ora la panna acida ed infine la farina incorporandola al composto con una spatola.

Coprite con carta forno una teglia quadrata (se preferite imburrate ed infarinatela) quindi trasferite il composto al suo interno. Livellate per bene con una spatola, l’impasto non dovrà avere uno spessore maggiore di 2,5 cm.

Cospargete l’intera superficie con le lamelle di mandorle (andrebbero bene anche le mandorle tritate a bastoncini fini) e lo zucchero.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 35 minuti.

Sfornate. Fate raffreddare per 5 minuti quindi tagliate a strisce di poco più di un cm e servite “incrociate” una sopra l’altra.



Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di agosto.


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mercoledì 1 febbraio 2023

CREPES per la Candelora...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme le CREPES, in Francia tradizionalmente vengono preparate il 2 febbraio, nel giorno della Candelora in cui si celebra la presentazione al Tempio di Gesù.
 



Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete: Miria ci porterà in Islanda per scoprire il BARMBRACK, un pane ricco di frutta preparato in onore di Santa Brigida; mentre Simona preparerà la PIADINA DELLA MADONNA DEL FUOCO , un lievitato dolce tipico di Forlì.


Il 2 febbraio, si celebra la presentazione al Tempio di Gesù. In questo giorno durante le funzioni religiose si benedicono le candele simbolo di Cristo “luce che si rivela alle genti”, ecco perché viene comunemente indicato come giorno della Candelora.

In questo giorno nell’antica Roma si celebravano i Lupercalia, festa della fertilità e della purificazione. Questa festa pagana venne abolita da Papa Gelasio I nel 494 e sostituita con la festa della Candelora.
 


Sempre alla figura di Papa Gelasio I è legata l’origine delle Crepes, sembra che delle sottili sfoglie di pasta fritta fossero i dolci con cui venivano rifocillati i pellegrini che arrivavano a Roma dopo un lungo viaggio, questi dolci dai pellegrini francesi vennero definiti crepes. In Francia questi dolci sono diventati un piatto nazionale e in Provenza, il 2 febbraio insieme alle Navettes, non possono certo mancare: qui la tradizione vuole che si esprima un desiderio quando si fa saltare la crepe nella padella durante la cottura.

Fonti:
- La festa della Candelora
- Crepes, ricetta e storia 
- Candelora, il trionfo di frittelle dolci e salate 


La ricetta che vi propongo oggi la preparo da sempre, non ho idea della sua origine, potrei definirla una ricetta di casa. Le crepes sono un dolce che i piccoli di casa amano molto, non è inusuale che a cena o a colazione richiedano una montagna di crepes semplicemente spolverate di zucchero a velo. Sono un piatto estremamente versatile che, sia nella versione dolce che salata, permettono un’infinità di farciture e aromatizzazioni della pasta stessa.



CREPES
INGREDIENTI (per 8 crepes diametro 23 cm):
  • 300 ml latte
  • 3 uova
  • 125 g farina
  • un pizzico di sale
per finire:
  • burro per cuocere

PROCEDIMENTO:

Mettete tutta la farina in una ciotola, aggiungete un pizzico di sale e le tre uova. Iniziate a mescolare con una frusta a mano aggiungendo piccole quantità di latte a filo in modo da non far formare grumi fino all’esaurimento degli ingredienti.

È una ricetta semplice ma è importante che la pastella sia ben liscia senza alcun grumo.

Lasciate riposare la pastella per mezz’ora in frigo.

Scaldate una padella da crepes, ungetela con burro, versate un mestolo di pastella sufficiente a creare un sottile strato sul fondo della padella. Muovete la padella in modo da distribuire uniformemente la pastella sul fondo, lasciatela cuocere fino a quando i bordi inizieranno a diventare leggermente dorati. Con l’aiuto di una spatola o con un veloce colpo di polso (ricordate di esprimere un desiderio) girate la crepes e terminate la cottura.

Continuate così fino ad esaurimento della pastella ricordando di imburrare la padella tra una crepes e la successiva.

Una volta cotte disponete le vostre crepes su un piatto sovrapposte le une alle altre.

Ora potrete scegliere il ripieno, salate o dolci oppure come piacciono ai miei figli spolverate con semplice zucchero a velo!



Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di marzo.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.

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venerdì 1 ottobre 2021

PANE DI CRUSCA ALLA CERTOSINA....per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme il Pane di crusca dei Certosini è un pane molto rustico e semplice con un’alveolatura molto fitta, a cui viene aggiunta la crusca all’impasto. È preparato nei monasteri Certosini, ordine fondato da San Bruno.




Per questo mese dalle nostre compagne di viaggio troverete da Miria: il Torcolo, un dolce tipico umbro dedicato a San Fortunato; mentre anche Simona ha scelto, come noi, un pane ma dedicato a San Petronio.
 

San Bruno, teologo e docente di filosofia, nacque in Germania a Colonia nel 1030. Negli anni sarebbe potuto diventare vescovo della cittadina francese di Reims, ma disgustato dalla mondanità della chiesa del suo tempo rifiutò e scelse la vita eremitica. Prima si ritirò a Molesme poi con sei compagni fondò nella deserta valle di Chartoux l’ordine dei Certosini.
Dovette per un periodo abbandonare la vita da eremita per seguire a Roma papa Urbano II, suo ex allievo, per diventare suo consigliere. Ma i forti contrasti tra il papa e l’imperatore spinsero Bruno a rinunciare a questo incarico per ritirarsi in Calabria, dove creò l’eremo di Serra (oggi chiamato Serra San Bruno e ancora abitato da una comunità di certosini) e dove visse fino alla morte avvenuta il 6 ottobre 1101.

L’abito dei certosini è bianco; il loro nome fa pensare subito a laboriosità, precisione, pazienza, silenzio, contemplazione e cura. La loro regola è molto severa, si fonda su preghiera e lavoro, ed è immersa in una totale solitudine. Non hanno vita pubblica, non ci sono contatti con l’esterno e la vita comune si limita al momento della celebrazione della Santa Messa e allo spaziamento, una passeggiata a cui partecipa l’intera comunità certosina e nella quale i monaci possono colloquiare tra loro. Ogni monaco ha una sua cella, una piccola casetta formata da più stanze con un giardino, che è costruita in modo che dal suo interno non si possano vedere le celle degli altri monaci. Nella sua cella il monaco consuma in solitudine tutti i pasti, solo nelle festività potrà consumare il pasto nel refettorio insieme al resto della sua comunità.
 


Il cibo che consumano i monaci non è mai elaborato anche se gustoso, si può trattare di un primo, di un secondo con uova e pesce e verdure cotte oppure talvolta insalata o un pezzo di formaggio, la frutta e qualche volta anche il dolce. Non mangiano mai carne, considerato un cibo nobile e troppo energetico, in contrasto con il loro rigore e la penitenza. Di solito fanno un unico pasto durante il giorno mentre nei periodi di astinenza si cibano di pane e acqua.
 


Il pane, unico alimento nei giorni di astinenza, viene fatto dai monaci in un forno proprio. Non è mai pane bianco, ma un pane con la crusca perché risulta essere più nutriente.


Fonti:

- La tavola dei certosini di Serra San Bruno 
- Fabio Tassone, Certosini a Serra San Bruno. Nel silenzio la comunione, ed.Certosa 2009
- Un certosino, San Bruno. Maestro e padre di monaci, ed. Città Nuova
- Chi sono i monaci certosini? 
- Visit Serra San Bruno 



PANE DI CRUSCA
Ricetta originale tratta dal libro A.Ciucci, P.Sartor, “In cucina con i Santi”, San Paolo Editore


INGREDIENTI:
  • 400 g farina 00
  • 200 g crusca di grano
  • 250 / 300 ml acqua
  • 2 g lievito di birra disidratato
  • 2 g malto
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 10 g sale

PROCEDIMENTO:

Nella ciotola dell’impastatrice (ma potete fare l’impasto facilmente anche a mano) mettete la farina e la crusca. Aggiungete il malto e il lievito.

Impastando iniziate ad aggiungere poco alla volta l’acqua (non vi servirà tutta) e l’olio. Quando l’impasto inizia a formarsi aggiungete il sale.

Continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, non troppo morbido.

Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare per 1 ora in luogo tiepido.

Riprendete l’impasto, fate qualche piega e date forma di una pagnotta tonda. Fate lievitare fino al raddoppio coperto e al caldo.

Scaldate il forno a 180°C quindi fate due tagli trasversali sulla superficie del vostro pane ed infornate per 35-40 minuti.

 


Buon appetito!




Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di novembre.



Ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.





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giovedì 1 giugno 2023

TORTA DI SAN PIETRO...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme la TORTA DI SAN PIETRO, un croccante guscio di frolla che racchiude al suo interno un composto di mandorle aromatizzato al Sassolino.




Per questo mese le nostre compagne di viaggio ci porteranno: Miria a Malaga per scoprire lo SPIEDINO DI SARDINE  un secondo preparato in onore di San Giovanni; mentre Simona preparerà un dolce la TORTA GRADELA ALLE PERE, preparate ad Albiano per la Sant’Antonio.


Simone, è Gesù a chiamarlo Pietro, nato a Betsaida, viveva a Cafarnao ed era un pescatore del lago di Tiberiade. Primo tra i discepoli a professare che Gesù era il Cristo, e a professare quindi la fede in Cristo, fu testimone della predicazione, morte e resurrezione di Gesù. Il suo compito fu quello di radunare la comunità apostolica e poi di guidarla come primo vescovo di Roma, ruolo datogli da Gesù Cristo stesso: 

Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa”.

Subì il martirio tra il 64 e il 67 durante le feroci persecuzioni contro i cristiani all’epoca dell’imperatore Nerone, e fu sepolto sulle pendici meridionali del colle Vaticano. Nei duemila anni successivi alla sua morte sulla sua tomba vennero eretti una straordinaria successione di monumenti: prima una piccola edicola funeraria (Trofeo di Gaio) cent’anni dopo il suo martirio, che poi dall’imperatore Costantino venne racchiusa in una teca marmorea. Sul monumento di Costantino venne poi costruito a fine 500 l’altare di Carlo Magno, poi sostituito dall’altare di Callisto II nel 1123 ed infine nel 1594 dall’altare di Clemente VIII che poi sarò successivamente coperto dal baldacchino del Bernini sotto al cupola michelangiolesca della basilica di San Pietro.

San Pietro si festeggia il 29 giugno insieme a San Paolo apostolo in una delle feste più antiche e solenni del calendario liturgico. Venne inserita nel messale dalle origini della chiesa, già nel IV secolo vi era l’usanza di celebrare in questo giorno tre S.Messe: una nella basilica di San Pietro in Vaticano, una a S.Paolo fuori dalle mura ed infine l’ultima nelle catacombe di S.Sebastiano, dove le reliquie dei due santi vennero nascoste per diverso tempo per evitare le profanazioni barbariche.

Fonti:
- La tomba di San Pietro 
- San Pietro Apostolo 
- San Pietro 
- San Pietro 
- San Pietro 


La torta che vi proponiamo oggi, un tempo veniva preparata il giorno di San Pietro per la festa del patrono della città di Castelnuovo Garfagnana.
 


Veniva anche chiamata torta garfagnina oppure torta dei due santi per ricordare anche San Paolo. È una ricetta molto antica che oggi viene preparata comunemente in ogni periodo dell’anno. È costituito da un guscio di frolla che può essere chiuso con le classiche strisce tipo crostata, oppure senza copertura o ancora chiudendo la crostata completamente. Al suo interno il ripieno è preparato con le mandorle ed è aromatizzato al Sassolino, un liquore a base di anice che può essere sostituito da rum o cognac.
 


 
Ho fatto qualche modifica che vi indicherò tra parentesi.

Prepariamo insieme la torta...



TORTA DI SAN PIETRO
Ricetta tratta da QUI 


INGREDIENTI (per una teglia 26 cm diametro):

per la frolla:
  • 300 g farina
  • 3 tuorli (per me: 3 tuorli + 1 uovo intero)
  • bucci grattugiata di un limone
  • 100 g burro
  • 150 g zucchero
  • un pizzico di sale
per il ripieno:
  • 3 albumi d’uovo
  • 300 g mandorle pelate (per me: 400 g mandorle non pelate)
  • ½ bicchierino di Sassolino (per me: marsala)
  • 300 g zucchero (per me: 200 g zucchero)

PROCEDIMENTO:

Preparate la frolla:

In una ciotola unite tutti gli ingredienti (ho aggiunto l’uovo intero perché la frolla rimaneva molto “sbriciolosa” e non riuscivo ad impastarla, se avrete lo stesso problema aggiungetelo poco alla volta) quindi impastate prima con un cucchiaio e poi aiutandovi con le mani, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Lasciate riposare in frigo mezz’ora avvolto da pellicola, quindi stendetelo ad uno spessore di circa 5 mm (aiutatevi con due fogli di carta forno) e foderate una teglia da 26 cm di diametro precedentemente imburrata e infarinata (oppure coperta di carta forno). Trasferite ora la teglia col guscio di frolla in frigo per il tempo che preparerete il ripieno.

Preparate il ripieno:

Frullate le mandorle con lo zucchero fino a renderle farina.

In una ciotola aggiungiamo gli albumi leggermente montati quindi le mandorle con lo zucchero, il liquore e mescoliamo bene.

Possiamo ora completare il nostro dolce.

Riprendiamo il guscio di frolla e versiamo al suo interno il composto di mandorle appena preparato e livelliamo bene.

Con la pasta avanzata potete fare le classiche strisce come me, oppure coprire del tutto il ripieno o ancora non mettere nulla.

Io ho preferito fare le strisce, quindi ho rifinito i bordi.

Cuocete in forno già caldo a 180°C per 40-45 minuti.

Sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di servire.




Buon appetito!


Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di luglio.

Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.

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mercoledì 1 marzo 2023

QUARESIMALI FIORENTINI...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme i QUARESIMALI FIORENTINI, una ricetta semplice preparata nel capoluogo toscano solo nel periodo di Quaresima.
  







Per questo mese le nostre compagne di viaggio ci porteranno in Galles: Miria per scoprire la WELSH CAKE una tipica tortina cotta in padella e preparata il giorno di San Davide; mentre Simona preparerà il BARA BRITH , un pandolce a base di frutta anch'esso dedicato a San Davide.

 

Il Mercoledì delle Ceneri inizia la Quaresima, un periodo di quaranta giorni che si conclude il Giovedì santo. È un cammino di preparazione alla Santa Pasqua caratterizzato da preghiera, digiuno e penitenza. Durante questo periodo di astinenza anche la cucina si è adeguata rispettandone le regole, ed eliminando gli alimenti di derivazione animale dalle sue preparazioni.
 


Così nelle varie cucine regionali troviamo molti piatti dedicati a questo periodo, tra i quali qualche dolce. Nelle pasticcerie di Firenze, solo in questo periodo dell’anno, troviamo i QUARESIMALI FIORENTINI, semplici biscotti preparati con albumi, zucchero e farina ed aromatizzati alle volte con nocciole ed arancia. Hanno una forma particolare, delle piccole e lucide lettere dell’alfabeto.
  


L’origine di questi dolcetti non è del tutto certa. Alcuni dicono che siano stati creati nel XIX secolo dalle suore di un convento situato tra Firenze e Prato, la composizione di questi dolci doveva rispettare i dettami del mangiare di magro ed inoltre la forma delle lettere dell’alfabeto era per richiamare la parola del Vangelo.

In realtà sembra siano stati inventati da una nota fabbrica dolciaria fiorentina, la Ditta Digerini Marinai, che li produsse per la prima volta agli inizi del secolo scorso. All’inizio furono destinati solo al clero e alle famiglie aristocratiche ma presto si diffusero in tutte le famiglia fiorentine diventando una tradizione del periodo di Quaresima.

Oggi vengono prodotti da diversi forni e pasticcerie di Firenze ma sempre e solo nel periodo di Quaresima.

Fonti:

- Quaresimali fiorentini: l’”abc” dei biscotti 
- Quaresimali, tipici biscotti fiorentini di Pasqua
- Quaresimali fiorentini


La ricetta che vi propongo è tratta dal libro “Il libro della vera cucina fiorentina” di Paolo Petroni. Rispetto alla ricetta originale ho aggiunto un albume e ridotto la quantità di farina per raggiungere una consistenza che mi permettesse di formare i biscotti con la sac a poche.


QUARESIMALI FIORENTINI
Ricetta liberamente tratta dal libro “Il libro della vera cucina fiorentina” (tra parentesi la versione originale)

INGREDIENTI:
  • 4 albumi (nel libro 3 albumi)
  • 200 g zucchero
  • 50 g nocciole
  • 150 g farina (nel libro 200 g farina)
  • 50 g cacao amaro
  • 1 cucchiaino lievito in polvere
  • q.b. cannella (io l’ho omessa)
  • scorza grattugiata di un’arancia
  • un pizzico di sale (mia aggiunta)

PROCEDIMENTO:

Tritate finemente le nocciole con 50 g di zucchero, presi dal totale, fino a renderle in pasta. Tenete da parte.

Montate gli albumi a neve ferma con un pizzico di sale. Aggiungete lo zucchero e continuate a montare fino ad ottenere una meringa soda e lucida.

Unite alla meringa la pasta di nocciola e con una spatola mescolate dal basso verso l’alto incorporandola agli albumi.

In una ciotola unite la farina, il cacao e il lievito ben setacciati. Aggiungete la scorza di arancia e se volete la cannella.

Aggiungete questo composto agli albumi poco alla volta mescolando con una spatola, avrete una consistenza giusta per essere lavorata nella sac a poche.

Trasferite il composto in una sac a poche e su una teglia coperta di carta forno formate le lettere dell’alfabeto distanziate tra loro.

Lasciate riposare i quaresimali a temperatura ambiente per due ore quindi cuoceteli in forno già caldo a 140°C per 15 minuti.

Fateli raffreddare completamente sulla teglia, appena sfornati sono morbidi e si rompono, prima di trasferirli in una scatola di latta per conservarli.


Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di aprile.

Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.

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sabato 1 aprile 2023

CANESTRELLI DELLA DOMENICA DELLE PALME...per Alla mensa coi Santi!

Ciao a tutti!

Eccoci al nostro appuntamento mensile con la rubrica, “Alla mensa coi Santi”. Oggi prepareremo insieme una ricetta ligure, i CANESTRELLI DELLA DOMENICA DELLE PALME, sono ciambelle di pasta lievitata con pochi grassi, aromatizzate all’anice e decorate con tanti zuccherini colorati.




Per questo mese le nostre compagne di viaggio ci porteranno: Miria a Malta per scoprire i RESURRECTION COOKIES  in cui ogni passaggio e ingrediente ha un significato simbolico; mentre Simona preparerà la TORTA DI SAN ZENO, una torta semplice e golosa dedicata al santo patrono di Verona.


La Domenica delle Palme si ricorda e festeggia l’ingresso di Gesù nella città di Gerusalemme. Gesù prima del suo ingresso in città, invia due dei suoi discepoli a prendere in prestito un asinello (secondo Matteo, Marco e Giovanni; un puledro secondo Luca) legato ad una porta nel villaggio di fronte a loro. Sull’asinello, Gesù, salirà per entrare in città dove verrà poi accolto dalla gente festante, mentre agita fronde di palme e stende mantelli sul suo cammino gridando a gran voce: “Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli! (Mt 21,5)”.

A memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme per portare a compimento il suo mistero pasquale, nelle nostre chiese viene fatto un ingresso solenne con una processione di fedeli con rami di ulivo e palme guidata dal sacerdote con indosso le vesti liturgiche di colore rosso.
 


In molte zone della mia regione, la Liguria, sia a Ponente che a Levante, è tradizione preparare il CANESTRELLO DELLA DOMENICA DELLE PALME. La mattina delle Palme si usa portare in chiesa insieme al rametto di ulivo e la palma un canestrello preparato o comprato nei forni del paese per farlo benedire durante la Santa Messa.


Fonti:

- I.Fioravanti, V.Venuti, “Lievitati di Liguria”, SAGEP 
- Intervista a Sergio Rossi 
- S.Rossi, “La cucina dei Tabarchini”, SAGEP 


La ricetta che vi propongo è tratta dal libro “Lievitati di Liguria” edito di SAGEP di due amiche mie conterranee Ilaria e Valentina”. Rispetto alla ricetta originale ho solo raddoppiato le dosi.



CANESTRELLI DELLA DOMENICA DELLE PALME
Ricetta tratta dal libro “Lievitati di Liguria”, I.Fioravanti, V.Venuti, SAGEP,p101

INGREDIENTI (per 10 canestrelli):
  • 500 g farina (di media forza)
  • 3 g lievito di birra disidratato (o 10 g lievito birra fresco)
  • 4 tuorli
  • 80 g zucchero
  • 200 g latte tiepido
  • 70 g burro a temperatura ambiente
  • 2 cucchiai di liquore all’anice
  • 7 g sale

Inoltre:
  • acqua q.b.
  • 2 cucchiai di zucchero
  • mompariglia colorata

PROCEDIMENTO:


In una ciotola o nell’impastatrice, aggiungete la farina col lievito e il latte tiepido ed iniziate ad impastare. Continuando ad impastare, aggiungete poco alla volta lo zucchero, i tuorli e il liquore all’anice. Quando l’impasto inizia a formarsi, iniziate ad aggiungete il burro a tocchetti poco alla volta, facendolo amalgamare ogni volta. Infine aggiungete il sale. Fate incordare per bene, formate una palla con l’impasto, quindi trasferitelo in una ciotola leggermente unta. Lasciatelo riposare coperto per un’ora in un luogo tiepido.

Riprendete l’impasto, dividetelo in 10 palline (circa 100 g l’una), disponetele sulla spianatoia copritele con un canovaccio e lasciatele riposare per 15 minuti.

Da ogni pallina formate un filoncino lungo 20-25 cm, unite le estremità a formare un anello, lasciate il foro centrale molto ampio altrimenti lievitando si chiuderà.

Trasferite i canestrelli su due teglie coperte con carta forno ben distanziati tra loro. Copriteli e lasciateli lievitare fino al raddoppio (dipende dalla temperatura, in questo periodo ci sono volute due ore).

Cuocete in forno già caldo a 180°C per circa 20 muniti o fino a doratura.

Con lo zucchero e poca acqua, preparate uno sciroppo scaldando su fuoco medio per pochi minuti. Spennellate ogni canestrello ancora caldo con lo sciroppo e decorate con abbondante mompariglia colorata.
 

Buon appetito!



Con la rubrica “Alla mensa coi Santi” ci rivedremo il primo di maggio.


Inoltre ricordate che tutte le ricette de "Alla mensa coi Santi" sono raccolte in una utilissima MAPPA INTERATTIVA  che vi permetterà di avere una visione di insieme e da cui potrete facilmente consultarle.



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